Risveglio

Ora basta esere irrigidita, basta sentire brividi di freddo.
Basta urlare nel sogno della notte fino ad interromperlo, basta mettersi in disparte e aspettare che la folla passi.

Ora posso in ogni momento richiamare a me la festa a casa di Martina, la sensazione di essere pronta a ballare. Posso allargare il mio spazio come davanti ad una platea, posso muovermi euforica ad un cocktail party. Ho per me la linea netta della luce bianca che attraversa il ghiaccio. Scopro l’insetto vestito di un abito di brina che si muove e si risveglia.

La foglia nel ghiaccio aria e ghiaccio
menischi di ghiaccio sto spuntando
vena verde il profilo della brina
linea di confine a me il fuoco

L’orma del tempo

Sabato mattina scorso, la tappa principale della visita a Xamad è stata l’uscita fotografica al castello presso Asti. Una splendida giornata di sole: proprio quello che ci voleva per far esaltare i colori, per far respirare la macchina fotografica, che aveva bisogno di aria, di prospettiva di primavera.
Sullo stagno sotto il castello c’era ancora la neve, e i pantaloni si incollavano sul ghiaccio nella tipica posizione del “ginocchio del fotografo”. Le foglie dei platani erano semisommerse nel gelo, e lasciavano sopra di sè una conca a forma di foglia.
In quanto tempo si sarà formato quel loro lento sprofondamento, che poteva essere l’orma di un animale preistorico?

erba e foglie Paola in azione io il ghiaccio e le foglie l'orma del tempo
trappola nel ghiaccio il vetro dell'auto abbandonata il fienile erba e ombra
il fienile vecchio Gianni in azione la vernice il tetto del fienile
Dedicata a Dado fieno e ruggine Xamad che fa le foto three layers

Uno spazio per l’arte

Domenica mattina siamo andati a vedere lo spettacolo-fiaba realizzato dalla nostra amica Serena, “Da una goccia nel mare“, alle cui musiche ha contribuito anche Andrea. Così abbiamo portato a spasso il bambino che è in noi.
Serena è una star presso i bimbi del pubblico, che si ricordano delle sue precedenti apparizioni (dopo lo spettacolo si fermano a chiederle timidi: “Ma eri tu Esmeralda la farfalla l’anno scorso?”).
Per il pranzo siamo andati insieme a mangiare una pizza.

pranzo domenicale

Mi piace apprezzare le loro opere, parlare dei percorsi artistici che portano avanti, e sentire come si meravigliano per le piccole cose di cui sanno riconoscere il valore. Quando sono con loro, la parte creativa che è in me trova uno spazio in cui distendersi.

de-ja a merenda

Vacanza a Bologna 2 – le gallerie osano più o meno dei musei?

La giornata di sabato passata a Bologna è stata dedicata all’evento Arte Fiera, un’ampia esposizione di opere d’arte contemporanea proposta da galleristi italiani e stranieri che mettevano in mostra i loro nomi migliori, per proporre quotazioni, allacciare contatti e vendere ed imballare opere direttamente lì sul posto. Ci abbiamo passato la mattina e il pomeriggio interi, scarpinando su e giù per i piani tra i labirinti degli stand e le opere d’arte esposte. Abbiamo incontrato talvolta a ripetizione le opere degli autori che vanno per la maggiore, abbiamo riconosciuto le correnti artistiche più o meno quotate, mentre fuori aveva cominciato a nevicare. Ci è piaciuto trovare una buona presenza di iperrealismo, fotografia e arte astratta, generi che amiamo molto. Persino alberi e piante ricostruite secondo il principi iperrealisti, gigantografie ad effetto fotografico realizzate con infinite ditate di plastilina, e tappeti di rame ritorto o grotte di carta strappata a strati…
Che dire: amo l’arte contemporanea perchè parla del nostro mondo, e perchè trova sempre nuovi modi per stimolare la mente.

Dorazio forever Antonella Zazzera questa non è una foto L'albero di Mayet
noi e Pomodoro Visual Vortex Mark Francis le mensole di Mendini
iperrealismo della TV Angela Glajcar gli arazzi di Boetti Kim en Joong
Abe Minako i fiori di Palosco occhio di pongo Una partita con Higgs

L’artista che lascia il segno

Nella tappa del viaggio a Genova, non poteva mancare la visita alla mostra in corso a palazzo Ducale, una retrospettiva che raggruppa le opere di Lucio Fontana per sezioni aventi in comune luce e colore: ad ogni sala era riservato un tema, il bianco, il rosso o il nero. I famosi “tagli di Fontana”, incisioni sulla tela che si aprono sulla terza dimensione, erano in effetti i pezzi forti. La mia preferenza andava ad una parte dei “tagli”, quelli meglio disposti sulla geometria d’insieme della tela, secondo me perfetti. Il resto mi sembrava un insieme di prove, di localizzate trasgressioni. La sua biografia è stata in effetti quella di un estro ribelle: studente indisciplinato, figlio unico di un padre che invece era dedito alla scultura neoclassica tradizionale…

fontana porto nuovo tossing a genova tramonto a genova

Weekend lungo a Firenze – 3

second life vecchio  nuovo pop life i lavori del museo di antropologia

Secondo giorno a Firenze.
Dopo la tappa al Museo di Antropologia per la mostra sull’arte nel mondo virtuale di Second Life (“Il contesto spaziale di Second Life permette ai residenti di questo mondo di costruire qualsiasi cosa ex nihilo”), è ora di tornare a Palazzo Strozzi.

Il pezzo migliore della gita, infatti, è stato il Centro per la Cultura Contemporanea Strozzina. Lì infatti trovo l’attesa mostra “Arte, prezzo e valore”, che si apre coi graffiti irriverenti di Dan Perjovschi. Una delle sue immagini incarna perfettamente la sensazione che ho avuto dal centro di Firenze: è il disegno di Palazzo Strozzi, circondato dalle botique del lusso, Armani, Louis Vouitton e Prada.

volooo l'ingresso della strozzina tremo di paura palla al museo
il logo della moda cos'è l'arte le cattredrali al caleidoscopio riassumendo firenze

Chiudo il giro delle mostre fiorentine con gli arazzi enormi dell’esposizione “Donne al potere: Caterina e Maria dè Medici”.
Nonostante le due regine abbiano usato forti iconografie dell’epoca per rafforzare il loro ruolo di regnanti, è evidente come nel farlo abbiano dovuto anche assecondare l’uso di ruoli secondari: donne legittimate dal matrimonio, vedove in lutto, tutrici dei figli, reggenti temporanee pressate da impazienti eredi minorenni pronti a spodestarle. Infatti negli arazzi in esposizione appaiono più spesso come educatrici dei principini intenti in giochi bellicosi, che collegate direttamente al potere (come nell’arazzo in cui la regina spartisce tra i suoi generali i bottini conquistati).
Eppure, hanno mantenuto il regno per un periodo di un secolo in pieno Rinascimento.

Caterina e Maria dè Medici arazzi arazzo

Mini vacanza a Milano

Come da programma, stamattina ho preso il treno, all’ora di pranzo sono arrivata a Milano, e per tutto il pomeriggio sono andata in giro per mostre scarpinando a piedi per tutta Milano. Mi sono intrufolata in una mezza dozzina di gallerie di arte contemporanea, grandi e piccole, pre-annotate già da casa o scoperte lì per caso.

Per prima cosa sono arrivata all’albergo prenotato on-line (ovviamente dotato di postazione internet, da cui sto scrivendo ora): lì ho trovato l’ascensore più piccolo del mondo, dalle pareti curve, bombate verso l’interno… roba da restare incastrati!
Poi sono passata per il Giardino di Porta Venezia: ho scoperto che è stato il primo parco cittadino realizzato per il pubblico, a fine 1700, sotto il governo di Maria Teresa d’Austria (una cosa che Milano ha avuto in comune con Trieste!).

l'ascensore più piccolo del mondo I<br /> giardini di Porta Venezia anche io sono una foglia riccia in tandem a Milano

Il primo museo in cui mi sono imbattuta l’ho trovato davanti al naso per caso: il PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, una mia vecchia conoscenza. C’era la mostra sul Noveau Réalisme, e stava entrando una comitiva di pensionati dotata di efficace guida dalla voce piacevole: non ho resistito, mi sono accodata.

la guida al PAC l'uomo doccia Noveau Réalisme PAC

Il punto topico della giornata, però, è stata la mostra di Christiane Lohr, che da sola è valsa il viaggio e la giornata. Come descrivere le sue cattedrali minimali fatte di semi di dente di leone, ovvero di soffione?
Ineffabili, perfette, morbide e ordinate… potevo soffiarci in mezzo, come su fili d’erba, e farle vibrare tremolanti.
Eppure non cedevano: i minuscoli gancetti dei semi volanti tenevano il sistema mirabilmente aggrappato e compatto.

dandelion pillow cattedrali di semi galleria d'arte andar per mostre a piedi

Ultima tappa (con intrufolo acchiappato oltre l’orario di chiusura) ai Magazzini del Vapore. Si tratta di uno spazio utilizzato dal Consorzio Careof, una realtà che varrà la pena di tenere d’occhio. Tre mostre ci ho trovato, e una più di tutte ha meritato. Di nuovo cattedrali, gigantesche questa volta, e dedicate al mito del consumo: era esposta una selezione di foto dei grandi centri commerciali, confrontati in tutto il mondo, e dei prodotto colorati e uguali. Un concetto, in particolare, mi ha colpito: la “disneyficazione” del cibo…

disegni d'artista cattedrali di centri commerciali <br /> disneyficaizone del cibo A cena con l'albero