Una musica in testa

Ieri sera Diego ha giocato con noi a fare la banda. Lui, seduto di fronte a noi, contava: “Uno, due, tre e quattro…”, e noi, affiancati, dovevamo partire. Io con i tamburi (mano – pum – pum), Davide con le campane dell’agogo.
Con visetto compiaciuto, Diego chiamava i cambi: un dito indice alzato, due dita, cinque dita… faticavo a stargli dietro, non avevo ancora imparato tutti i passaggi!
Da quando Diego va a scuola di musica con la Banda Berimbau, sta familiarizzando bene con le parti dei vari strumenti, e anche con quella del capobanda.

Una lunga attesa

Un mese fa.
Dado mi mostra: finalmente è uscito, il primo singolo di Serena Finatti, nel suo album solista.
Un piccolo schermo sul tablet fa scorrere le immagini del video.
Cerchiamo l’intero album da acquistare online ma non lo troviamo.
Ci scambiamo uno sguardo interrogativo.

Due settimane fa.
Notte fonda, sto sognando.
Voglio organizzare un concerto a Trieste in cui si possa sentire Serena dal vivo.
Spesso i sogni nascono da vecchi ricordi.

Venerdì scorso, fine pomeriggio.
Fabbrica quasi vuota, sto per spegnere il computer ma ho qualche minuto ancora e mi metto le cuffie.
Riascolto “Incantata dal cielo”.
E l’emozione mi travolge…

Ora “Serena più che mai”, il nuovo disco, è arrivato!
Le anteprime si possono ascoltare su iTunes.

Quando una cosa gli piace molto…

Dado ha una chitarra acustica da “battaglia”, che lo ha accompagnato in molte serate canterine con gli amici, all’aperto o in osmizza, e persino nei primi appuntamenti con me quando ci stavamo appena conoscendo. Un po’ graffiata e vissuta, in questi giorni sta vivendo una nuova avventura. Lo strapazzamento da parte di Diego.

Diego si è appassionato alla chitarra di Dado dopo aver visto all’asilo il maestro Paolo che suonava la chitarra durante le feste aperte ai genitori, con le filastrocche che fanno ballare tutti i bambini. Ah, quelle filastrocche ora le sappiamo a memoria pure noi!
A casa nostra la chitarra di Dado stava a riposo da diversi mesi sul suo trespolo, fino a quando Diego non ha cominciato a chiederci di tirarla fuori.
Una volta al giorno.
E poi più volte al giorno.
E poi ha cominciato a diventare un gioco fisso quotidiano.
Abbiamo allentato le corde perché fossero meno pericolose. Non se lo sarebbe aspettato, questa chitarra, dopo tante gloriose serate, di finire scordata e stonata tutto il giorno alla mercè di un bimbo piccolo che la pizzica, la rigira nonostante le dimensioni per lui imponenti, e si diverte a schiacciare continuamente il porta plettri! Diego è riuscito a far suonare la chitarra anche alla zampa di peluche del suo panda…

Ieri mattina, ho cominciato a mostrargli un po’ di immagini sparse dal web, foto di chitarre acustiche di varie foggie e colori. Non mi aspettavo le conseguenze di questo gesto: Diego da quel momento mi ha chiesto di rivederle almeno dieci volte!
Qualche ora dopo, ho ceduto ad una tentazione che avevo in mente già da tempo.
Sono andata a comprare una chitarrina di legno tutta per lui. Da tempo passavo davanti alla vetrina che la teneva in bella mostra, ma non ero convinta perchè era un gioco per bimbi di almeno tre anni. Ho smesso di trattenermi e mi sono detta: almeno questa ha le corde morbide di nylon, e non le corde di acciaio della chitarra vera.

Quando ho mostrato a Diego la sua nuova chitarrina, credevo non l’avrebbe considerata molto, dato che già da settimane aveva nel cuore quella grande di papà. Che erroneo pensiero adulto-centrico! Appena ha visto il suo nuovo strumento maneggevole e colorato, non l’ha più mollato un secondo! Letteralmente: da quel momento in poi, non ha voluto separarsene più!

Le rispettive appartenenze, sono diventate chiare subito. Diego è andato verso la chitarra grande, e ha detto: “papà!”, e poi ha guardato la sua, piccola: “Gegio!“, riferendosi a sè stesso. E ha continuato così, indicando a turno i due strumenti: “papà, Gegio, papà, Gegio!”
Quella stessa mattina eravamo attesi a pranzo per il compleanno di Luisa. Ovviamente la nuova chitarrina è dovuta venire con noi. Come togliergli un gioco nuovo appena spacchettato? Durante il tragitto, Diego ha strimpellato dal suo seggiolino in auto.
Al ristorante vegano, il piccolo musicista si è fatto sentire da tutti.
“Neanche Jimi Hendrix magnava con la chitarra in man!”, gli ha detto nonno Giordano!

Al ritorno a casa, la chitarra grande ha ritrovato il suo posto d’onore. Dado l’ha accordata di nuovo, e ha cominciato a duettare con Diego sulle note di Pippi Calzelunghe. Devo dire che Diego aveva la giusta postura, teneva lo strumento con le due mani come i veri!
Alla fine la sera, pronto alla nanna tra le mie braccia, Diego non ha voluto lasciar andare la sua nuova amica: gli occhi ormai gli si chiudevano, e ancora allungava la mano nel buio; con le dita al rallentatore, rompeva il silenzio pizzicando le corde…

Calcare la scena

Qualche settimana fa, sono andata a vedere il concerto dei miei amici Deja, dopo tanto tempo che non li sentivo dal vivo.
Ho preso il treno, sono arrivata a Cervignano, ho cercato il Teatro Pasolini, e per fortuna mentre chiedevo informazioni ai passanti ho trovato altri loro fan che mi hanno indicato la strada (“Va anche lei a vedere il concerto del maestro Andrea?“, mi ha detto un signore che mi ha accompagnata a destinazione).
Andrea e Serena hanno aperto il concerto di Peter Finger, di cui si dice che suona da solo come una orchestra, ed è vero, crea tutte le atmosfere e prepara anche il caffè.
Ma torniamo ai Deja.
Appena hanno iniziato mi sono resa conto che era già da troppo tempo che non facevo scorta delle dosi dal vivo della loro musica, come tempo fa che seguivo tutte le date che potevo. E così mi sono potuta ricaricare della energia che trasmettono suonando, sin dalla prima cavalcata di inizio serata, nella divagazione dei suoni che si inseguono nel loro pezzo classico “Meta”.
Ma la vera novità è stata questa.
Nell’ultimo anno i Deja hanno calcato le scene di molti teatri e palcoscenici d’Italia, partecipando a numerosi concorsi e arrivando anche spesso sul podio (“un orgoglio della nostra regione“, ha detto di loro il padrone di casa mentre introduceva la serata, “dove vanno, vincono!“).
E questo esercizio continuo ha sicuramente avuto effetto anche sui loro spazi fatti di parole, quelli tra un pezzo e l’altro, dedicati al rapporto con il pubblico.
Li ho visti molto più disinvolti, divertiti, creativi nel godersi la serata.
Vi voglio ancora vedere così, amici, andate avanti alla grande!

i Deja pronti ad aprire il concerto Peter Finger

Le atmosfere del periodo beat

La scorsa settimana ho passato una serata a Gorizia.
Toccata e fuga, giusto quello che ci voleva per calarsi in altri luoghi.
Nel contesto della manifestazione “Juke Box & Beatles”, i nostri amici Deja con l’attore Enrico Cavallero hanno proposto una selezione di testi di autori della ‘beat generation’ (ma non solo), accompagnati da musiche originali e improvvisate.
Tra Kerouac, Ginsberg e Bukowsky hanno trovato spazio Sartre e Duke Ellington, così come Billie Holiday e Luigi Tenco.
Ho cominciato a scattare qualche foto, ma poi ho smesso: non volevo distrarmi dall’atmosfera intensa che voci, parole e suoni stavano costruendo…
Una immersione in altri tempi, in fondo non troppo lontani.

Enrico alla lettura delle poesie Serena, voce, composizione ed effetti Andrea, musica e improvvisazione Enrico Serena e Andrea

Di nuovo a contatto con l’arte

Per il secondo anno consecutivo, il compleanno di Serena è stato trasformato in un evento: un “home concert”, una esibizione dal vivo nel caldo ambiente della casa dei Deja, che quest’anno ha visto ospite la cantautrice friulana Giulia Daici.
L’anno scorso era stata la volta di Sandor Szabo, che avevo incontrato anche in Ungheria.
All’estero questa è un’abitudine più diffusa, eppure ci vorrebbe anche qui: così organizzata, la performance acustica ci rapisce, accoccolati sui cuscini del soggiorno, in un’atmosfera intima…

A Giulia, un augurio per il suo futuro come artista, che porta la musica agli altri come una testimonianza.

Giulia Daici live in casa Deja ottima la crostata! cd con autografo ottima la focaccia
peresentazione concerto Giulia Daici e i Deja budinetti by Serena la cura del menu

httpv://www.youtube.com/watch?v=3aoST90qmiw&feature=related