A caccia di orme sul greto del Tagliamento

Domenica siamo andati alla Riserva Naturale del lago di Cornino, che organizzava una giornata naturalistica con laboratori ed escursioni.
Insieme alle guide CyberTracker, siamo andati sul greto del fiume Tagliamento a caccia di tracce e segni della fauna locale.

Quando abbiamo preso il sentiero per scendere sul fiume, appena la landa si è aperta in un prato, mi sono ricordata di essere già passata per di là in bici, diversi anni fa.
Però, una volta arrivati tra sassi e sabbia, abbiamo guardato al fiume in un modo diverso da quello che usavo di solito.
Non più un puntare al centro, allo spazio aperto, al corso d’acqua più grosso.
Ma uno scrutare ai lati, presso i cespugli, negli angoli tranquilli e nascosti.

zoccolid i capriolo sul fiume

Dopo le prime spiegazioni (“il miglior cybertracker ha le ginocchia sporche di terra! Si abbassa per guardare le orme da vicino, e si mette dal lato opposto al sole, per notare meglio le ombre”) improvvisamente le orme di animali sono diventate visibili una dopo l’altra.
I segni delle zampe di cane, o degli zoccoli di caprioli, un passo dopo l’altro, si avvicinavano alle pozze d’acqua. Non solo la singola impronta, ma tutta la traccia, si riusciva a seguire, con un po’ di pazienza.
Da tre orme, si deduceva la dimensione dell’animale.
Dal loro posizionamento reciproco, se camminava o correva.
Dalla dimensione, se era un cucciolo o una famigliola.
Dal fatto che ci sia cresciuta l’erba dentro… si capiva che un’orma non era fresca, ma più datata.

Anche se gli animali non si sono esposti agli spazi aperti, peraltro sorvolati dai grifoni che nidificano poco più in alto, ma si sono mossi forse di notte, o al crepuscolo, magari diversi giorni prima, per noi ricorstruire la storia delle loro tracce è stato un po’ come vederli, farli di nuovo materializzare nel loro ambiente naturale.

Diego esamina l'impronta di capriolo

il lago di Cornino

Ritorno nel bosco

Domenica mattina, dopo un rapido giro di messaggi e una organizzazione volante, siamo a Trebiciano con gli amici di Diego (Fosca e Fulvio, i genitori, e pure Giulia incontrata per caso), per avviarci ad una passeggiata naturalistica guidata dai Curiosi di natura.
Il camminare sul fondo di terra mi ricorda subito i percorsi fatti, a tratti sulla stessa via, a volte in bici, a volte a piedi, ma molti anni fa. Quasi dieci.

Camminare in comitiva (siamo diverse decine) è diverso che esplorare in solitaria. I miei occhi si dilungano sui passi di Diego; durante le pause ci fermiamo a cercare i fiori che abbiamo appena imparato a riconoscere (grazie alle spiegazioni delle guide naturalistiche); Dado tira fuori la bottiglia gigante di acqua e i bicchieri che ha portato per tutti.

Arriviamo sul ciglio della dolina di Orlek, che ha quasi 100 metri di profondità e 250 di diametro, e in programma abbiamo la camminata fino al fondo, che visto dall’alto sembra lontanissimo.
Diego è impaziente di arrivare alla meta; e dopo sei chilometri di camminata, comincia a correre dicendo “ho ancora un sacco di energia!”
Una curva presso la ferrovia del confine… e piano piano, ci addentriamo nella dolina.
La temperatura si abbassa di sette gradi ogni cento metri di discesa.
Rimettiamo i maglioni.
Teniamo d’occhio l’erba dai lunghi ciuffi che si accumulano tra i sassi bianchi.
Fino a che… a sorpresa… l’erba scompare.
I sassi si ricoprono di muschio.
Foglie larghe tappezzano il sottobosco.
E fiori azzurri, come stelle ondeggianti nella brezza, cominciano ad occhieggiare. Poi, gialli. Poi, viola. Poi, bianchi.
Il corvo gracchia.
E il sole radente illumina questo mistero di cambio della flora, sul fondo di un’area che in tempi remoti era tetto di grotta, prima di cedere per fenomeni di carsismo.

La dolina di Orlek è una piccola meraviglia dichiarata “monumento naturale” dall’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).
Solo per pochi giorni, quando gli alberi non hanno ancora messo su le foglie primaverili, la luce arriva sul fondo della dolina, in modo da far spuntare tutta l’energia della fioritura del sottobosco. Fioriscono specie che gradiscono dimora solo in questo punto. E poi spariscono poco dopo, al cambiare delle condizioni.

Quante volte, nelle mie esplorazioni degli anni precedenti, sono andata alla scoperta delle pedalate vicine al sentiero 3, o sul sentiero del capriolo, senza sapere nulla della magia che sbocciava poco più in là, solo una volta all’anno?
Sembra proprio che conoscere i segreti dei fiori non sia una abilità banale.

Intervallo

Iniziano le vacanze, e le previsioni del tempo dicono: due giorni di sole, poi pioggia battente.
Prenotiamo al volo: quasi senza accorgerci del cambio di luogo, siamo già sulla neve.
Arriviamo di sera, e il tramonto dietro ai monti si tinge di viola.
Il giorno dopo, la cima del monte Lussari, inondata di sole, é più bella del solito.
La neve sui campi da golf, cristallina, é soffice e funziona bene con lo slittino.
Dado sceglie le discese a “super velocità”. A me basta la “velocità media”. A Diego va ben tutto!

Prima dell’arrivo del maltempo, torniamo a casa.
Durante la strada del ritorno, penso a come superare il problema del cucito a mano libera, che non ho risolto del tutto.
La notte successiva sogno una rassegna di macchine da cucire usate: del tipo di quelle storiche, laccate di nero, non alimentate a corrente. Nel sogno, i piedini delle macchine da cucire assumono forme misteriose, curve come fossero oggetti fluidi di un quadro di Dalì…

La mattina dopo, porto Diego a comprare elastici, spilli e materiali per cucire il copri-mixer in tela cordura per Dado, da realizzare su misura.
E poi mi lascio tentare… vado da Villini… racconto che ho provato a montare gli accessori che ho preso da loro, ma la macchina da cucire che ho, non permette di bloccare i pattini per cucire bene a mano libera. E chiedo, come se fossi ancora immersa nel sogno: “Avete forse macchine da cucire usate, dotate di pulsante blocca-pattini?”

Nel pomeriggio, la pioggia fuori dalla finestra crea l’atmosfera giusta: un intervallo in cui concentrarsi per cucire la copertina per il mixer di Dado.

Intanto, la sensazione di essere in un sogno, continua…

Esploratori

Lo scorso weekend lungo lo abbiamo passato a Genova, con le zie Francesca e Laura, e le compagne di asilo di Diego, Fosca e Alice. Abbiamo visitato l’acquario e la città.
Focaccia e canestrelli, aperitivi e panino di tonno, pansotti col sugo di noci e polpettone: una gita all’insegna delle bontà.
Diego aveva una guida tutta per sè, per orientarsi nelle vie labirintiche del centro storico. Come in una caccia al tesoro, ha trovato tutti i fiori di pietra nascosti tra gli intarsi della cattedrale di San Lorenzo.
Alla fine del giro, dopo aver scoperto le spiaggette nascoste amate dalla zia, Diego ha disegnato un distintivo da esploratore: un regalo personalizzato per Cilla e Laura.

San Lorenzo San Lorenzo fiori 1 San Lorenzo fiori 2
San Lorenzo fiori 3 San Lorenzo fiori 4 San Lorenzo fiori 5

Gita sull’Isonzo

Sabato scorso siamo andati al parco dell’Isonzo di Fiumicello, per la rassegna di musica e arte nella natura “Aeson“.
Abbiamo trovato, come già in anni passati, giochi sul fiume, acqua fresca in cui camminare controcorrente, musica nel bosco, installazioni di land-art, animazione per bambini, e per questa volta anche i nostri amici Andrea e Serena.
Diego ha piantato dei semini in una scatola di cartone che ha decorato, e in questi giorni stanno spuntando velocemente le piantine. Non sappiamo cosa sono: chissà quando le riconosceremo?

Dado sul fiume fiume isonzo una scatola da colorare mettiamo i semi sulla terra!

Prendere ispirazione

Per la vacanza del nostro anniversario, siamo andati tutti e tre a Treviso, a Murano (dove Diego ha soffiato il vetro!), a pedalare sul Sile, a Badoere con Carla e sull’Ostiglia, a veder volare i gufi nell’Oasi di Cervara.

Diego ha visitato con noi tutti i padiglioni del lato “Giardini” della mostra di arte contemporanea Biennale a Venezia. Alla fine della esposizione, ha detto: “A me piacciono le mostre, perchè così posso fare delle opere d’arte a casa!

biennale 2017 Diego e Dado alla biennale arte interattiva i burci
ipsta ciclabile sul sile verso Murano itinerario ciclabile Ostiglia pranzo a Badoere
cicogne all'oasi cervara il volo dell'allocco piccolo gufo gufo imperiale