Un buon momento per la creatività è la notte

L’altra settimana ho sognato di assistere all’inaugurazione dell’Atelier dell’Arte. Nel mio sogno, l’evento, all’ultimo grido, era pieno di gente, con giochi di luce e penombra, molte sale espositive, e uno spettacolo di ballerini acrobatici che si arrampicavano fino al soffitto.

La notte scorsa ho sognato di dipingere, con rapidi colpi di spatola piena di colore rosso, su una tela bianca. Poi appiccicavo, sul colore non ancora asciutto, dei piccoli ritrovati di legno raccolti nel bosco.

Stamattina ho aperto gli occhi prima della sveglia, e mi sono domandata: “mi alzo presto senza disturbare gli altri, e vado a cucire qualcosa di nuovo?”

appeso quattro appesi due appeso uno

Una foto da sogno

Ieri sono stata contattata da una persona che lavora in una fabbrica di centri benessere con sede a Varmo.
Era interessata ad una foto a tema fiume scattata da me, che aveva trovato sul web.
Chissà quale sarà la foto che gli è piaciuta? Tagliamento o Torre?
Non ho ancora risposto, ma ho visitato il sito di quella azienda: splendide immagini di sassetti e acqua, rilassanti, legno caldo. Mi sembravano già ben attrezzati: quale design di interni migliore si potrebbe desiderare?

Stanotte ho sognato di visitare una casa di alcune persone che abitavano nella zona dove io ero stata da piccola, in una magione che, oltre al soggiorno come quello in cui avevo giocato io, aveva in aggiunta anche fronte mare e piscine nel giardino.
Il mare si intrufolava in insenature tipo quelle delle baiette di Genova, aveva onde alte molti metri. Mi ci tuffavo dentro, e gli ampi spruzzi bianchi, come ali, mi riportavano in volo al punto di partenza.
I giardini avevano terrazze ricoperte da un liscio pelo d’acqua, come si usa in certe fontane.
Ogni terrazzamento aveva la sua vasca con acqua profonda pochi centimetri, con uno strato di sassolini sul fondo, diverso ad ogni livello.
Prima ghiaiette rotonde e minute, poi ciottoli più grandi e cementati, ed in ognuna di queste pozze basse, camminavo e massaggiavo i piedi sui sassi, rilassandomi.
Una gradino terrazzato dopo l’altro, proseguivo in un percorso sotto portici alberati di vite, tra muretti e verso piscine più grandi, insieme ad altre persone che si godevano la vista da osmiza sul mare.
E mi dicevo nel sogno: l’ultima volta, al centro benessere in Austria, riuscivo a stare solo nella piscina più calda di tutte, quella a 34 gradi, con l’acqua che fumava vapori, all’aperto tra le montagne. Ma non era quello, il posto che preferivo: è questa qui, con le terrazze a sassetti, la piscina giusta per me.

sasso diverso sassi screziati ci sono anche io un granchio di ghiaccio

Voglio fare l’astronauta

Diego: “Papà, si può andare sulla luna?”

Davide: “Forse con una scala molto grande… No, non credo… Ci vuole un razzo, come il razzo Egidio, ma vero”

Diego: “E dove si trova un razzo?”

Davide: “All’Agenzia Spaziale Europea, lì hanno i razzi per andare sulla luna”

Diego: “E come si fa ad andare là?”

Davide: “Devi studiare molto e poi devi andare a fare domanda per entrare, e se sei bravo ti scelgono per andare sulla luna”

Diego: “Ma vieni anche tu, con me?”

Davide: “Se vuoi ti accompagno a fare domanda…”

Una lunga attesa

Un mese fa.
Dado mi mostra: finalmente è uscito, il primo singolo di Serena Finatti, nel suo album solista.
Un piccolo schermo sul tablet fa scorrere le immagini del video.
Cerchiamo l’intero album da acquistare online ma non lo troviamo.
Ci scambiamo uno sguardo interrogativo.

Due settimane fa.
Notte fonda, sto sognando.
Voglio organizzare un concerto a Trieste in cui si possa sentire Serena dal vivo.
Spesso i sogni nascono da vecchi ricordi.

Venerdì scorso, fine pomeriggio.
Fabbrica quasi vuota, sto per spegnere il computer ma ho qualche minuto ancora e mi metto le cuffie.
Riascolto “Incantata dal cielo”.
E l’emozione mi travolge…

Ora “Serena più che mai”, il nuovo disco, è arrivato!
Le anteprime si possono ascoltare su iTunes.

Prova a catturare le immagini della notte, se ci riesci…

Sarà che il clima ventonevoso di questi giorni me ne fa sentire la mancanza, ma questa notte ho sognato di fare una bella passeggiata in bosco con il sole caldo del tramonto.
Il mio programma era salire il sentiero del monte Cimon (chissà se esiste davvero?) per arrivare a visitare un trio di laghi che portava lo stesso nome.
La scarpinata nel bosco era intervallata da percorsi fatti a scale di legno, che per qualche fantasioso motivo si arrampicavano anche su per i tetti delle osterie, e portavano ad ampi panorami sulle colline e sotto nuvole iridescenti.
La vegetazione era ancora tinta d’autunno, e io cercavo a più riprese di fotografare questi splendidi paesaggi, però l’immagine che inquadravo non era mai uguale a quella che poi rivedevo nel monitor della macchinetta fotografica. E naturalmente, in quell’ambiente onirico il pulsante dello scatto non si premeva bene: bisognava pigiare più volte e non si era mai sicuri che l’immagine fosse stata salvata. Per cui mi dicevo: “Che strano, oggi la macchina fotografica funziona male come nei sogni…”

Come passar la notte a cercare di risolvere problemi

L’altra notte ho sognato di partecipare a delle olimpiadi di matematica.
Una amica allo stand di una fiera me lo proponeva, consegnandomi un modulo bianco e rosso con i quesiti, e io mi dicevo: perchè no?
Il concorso era dedicato a giovani scienziati di tutta Europa, e tra le varie domande c’era questa: “Qual è l’altezza di un cono avente base B?“.

Io scrivevo questa risposta: “L’altezza di un cono avente base B può andare da un centesimo di B a cento volte B, assumendo un’infinità di valori all’interno di questo intervallo. Per valori di altri ordini di grandezza, il cono non è più facilmente visibile: per quei casi in prima approssimazione tanto vale chiamarlo cilindro o disco“.

Anche il nostro amico Luca partecipava alle olimpiadi, e la sua tecnica (autorizzata dal concorso) era quella di contattare quanti più professori universitari possibile, per consultarli sulle risposte migliori nei vari campi della scienza. Infatti il concorso rendeva pubbliche tutte le domande per una settimana e si poteva concorrere insieme alla propria comunità scientifica.

Anche Dado partecipava alle olimpiadi e lo vedevo disegnare a matita un bel cono ombreggiato sulla sua pagina dei quesiti.
Il premio in ballo era un volo aereo per una vacanza di due settimane con destinazione a scelta, e noi due decidevamo di comunicarci le risposte migliori che venivano in mente a ciascuno, per migliorare al massimo il proprio questionario: in questo modo volevamo aumentare la probabilità che almeno uno dei due vincesse il volo. Alla fine, se ci andava bene, avremmo comunque fatto la vacanza assieme!

Come sono andate a finire le olimpiadi di matematica?
Non lo so, ma potrebbe essere un quesito per un sogno successivo.

Storie di Lagolo – 2

L’attività organizzata in Trentino e sul Monte Bondone è sempre molto ricca di eventi, e noi quest’anno abbiamo approfittato della proposta culinaria organizzata dall’orto botanico Le Viote: l'”Aperitivo biodiverso”!
Questo giardino botanico si trova a 1500 metri di altezza e ospita 2000 specie botaniche provenienti da gruppi montuosi di tutto il mondo; noi lo avevamo già visitato gli anni scorsi; spesso è punto di partenza per varie iniziative ed escursioni.
Come farsi scappare una mattinata con la guida che ci illustra le specie delle erbe aromatiche, curative e commestibili, in modo da imparare prima a riconoscerle e ad apprezzarne il profumo, per poi gustarle poco dopo nei preparati sott’olio o nel pane o in marmellata?
Dopo l’olio mugo, lo sciroppo di resina di pino mugo con cui guarnire gelati e formaggi (nel nostro caso, la ricotta di pecora), uno dei pezzi forti è stato senz’altro il radicchio dell’orso: la notte successiva me lo sono sognato!

vista sull'orto botanico la guida ci mostra il radicchio dell'orso mappa delle Viote in fondo si vede la segale
pane di segale, formaggio con pepe, peperoncino ed erbe radicchio dell'orso sottolio cin cin vista sui monti dalle Viote
zona delle Viote ad arboreto belli i pascoli a nardo lo stagno delle viote pianta che dovrebbe essere nota anche a Luisa

Il logaritmo del ginocchio

Come forse saprete, un mese fa, durante una partita di hockey, ho avuto un infortunio e come risultato ho rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Sono stato a casa con la gamba ferma fino a tre giorni fa, quando ho finalmente tolto il tutore che mi fasciava. Colpa l’immobilità prolungata, adesso ho di nuovo il ginocchio dolente. Di notte faccio fatica a trovare una posizione comoda e non riesco ad addormentarmi facilmente (anche adesso…).
Ieri notte, per addormentarmi, mi sono immaginato a fare lezione di matematica ad una classe di ragazzi delle medie, o giù di lì. Argomenti? Il significato dell'”entità numero”, la rappresentazione dei numeri, la notazione decimale e in base due, tre e quattro, per poi arrivare ai logaritmi, e il significato della funzione logaritmo come il numero minimo di cifre necessarie a rappresentare un numero in una certa base.
Per finire, gran gioco a sorpresa, avrei spiegato alla classe come contare fino a mille e più usando solo le dita delle proprie mani. (Esercizio valido per tutti i lettori; provateci, si può! Mandate la soluzione nei commenti).
Tutto corredato di esempi comprensibili e divertenti.

La matematica, che da giovane non adoravo e che mi ricambiava di conseguenza, è, invece, fantastica.
Ed è l’unica cosa astratta in cui credo. Qualunque dio è una balla. Il numero invece esiste al di là di tutto. Sono molto Pitagorico in questo.

Bon, a parte la tirata filosofica, alla fine della lezione mentale mi sono addormentato. Ma la lezione me la ricordo ancora, e se qualcuno ha bisogno di un ripassino, mi chiami pure. =)
Per finire, nonostante il mio amore odierno per la matematica, scambierei volentieri un logaritmo vecchio con un legamento nuovo…
E buonanotte a tutti

L’Isonzo da Sagrado a Savogna

Ieri sono tornata in bici. Era ora!
Ho cominciato a mappare alcune discese sull’isonzo.

Prima esplorazione: Sagrado, le chiuse presso il ponte.
Avevo sognato una zona come quella proprio in questi giorni…
Nel sogno guidavo un auto, la “carretta” di una volta, su sentieri ricoperti di neve, curve, boschi. E poi arrivavo a una cascata, immergevo per un po’ le ruote in acqua… finchè dovevo fermarmi, tornare indietro, mentre controllavo l’altezza che il pelo dell’acqua aveva raggiunto…

Nella realtà, sono entrata nella zona cantiere sotto il ponte, dove dei tecnici stavano riparando i grossi sassi del gradone che di solito viene levigato dall’acqua.
In quel momento il gradone era esposto e secco, perchè il livello del canale era abbastanza basso. Così ci ho pedalato e camminato sopra pure io, mentre il direttore dei lavori mi guardava male.
Già nel pomeriggio, al ritorno, quello stesso punto era di nuovo coperto dal fiume: l’acqua scivolava sul piccolo salto, curvando tranquilla.

Seconda discesa: dopo Poggio Terza Armata, sotto Peteano, a Boschetta.
Il sentiero non si individua facilmente, è avvolto dalla vegetazione alta. Di quella che quasi richiude il single track e ti accarezza le braccia, mentre tu speri che non abbia le spine! E poi intasa il cambio, arrotolando rami verdi su tutta la ruota dentata…
Da quelle parti l’Isonzo si era ritirato. Segno del suo recente passaggio, la sabbia ancora scura sui ciottoli del greto.

forme del letto il gradone dietro le chiuse verso il salto dell'isonzo le fronde portate dal fiume
rondini e nuvole in alto a sinistra il fiume ciottoli di fiume il cielo sopra di me
attrezzi ancora in uso? strada da imboccare per l'ingresso a fiume colonie di aironi il canale presso Farra

Terzo incontro con l’Isonzo: a Savogna di sotto.
L’itinerario si imbocca da via Josip Vilfan, superando l’autostrada con un sottopassaggio.
Si entra nel folto della vegetazione dell’argine, finchè il sentiero di sassi e pozzanghere sfuma in dune di sabbia, e arriva il senso di anticipazione per l’orizzonte che sta per aprirsi…

Questa volta mi sono portata un pranzo vero e proprio: un po’ di pizza, frutta e dolce, proprio quello che ci voleva per restare abbastanza a lungo seduta accanto all’acqua, e immergermi nell’ambiente per ore.

La zona è quasi deserta, il suono delle onde attutisce i pensieri.
Solo su una lingua di sassi lontani si affolla una colonia di uccelli, sembrano aironi; ogni tanto si alzano in volo, si danno il cambio, aggiustano continuamente le proprie posizioni.

Più passa il tempo, più si notano i piccoli movimenti… come allo stagno, che si rivela solo se aspetti.
Le foglie degli alberi vibrano, verde-argento-verde-argento, rumore bianco.
Le nuvole si trafsormano indolenti: sì, camminano piano anche loro.

Il cielo si espande.
In basso, pecorelle. In alto una piazza azzurra, sgombra. Quanto sarà profonda? Sembra una vertigine. Come il mare quando ci si spinge al largo, e gli occhi verso il fondo vedono solo il blu, e si trema un attimo all’idea di guardarci ancora dentro… prima di decidersi: continuo a nuotare.

L'isonzo a savogna di sotto