La voglia di fare il viaggio in bici con Diego lungo la ciclovia del Danubio ce l’avevamo, che andava e veniva, un po’ per tutto l’anno scorso, e ogni tanto ci chiedevamo se davvero saremmo riusciti ad andarci.
Ora che il nostro viaggio si è concluso, possiamo dire che gli eventuali dubbi sul portarsi un bimbo al seguito nel carretto erano del tutto infondati. Ok, abbiamo adattato il nostro ritmo a quello di Diego, sostituendo i musei con i parchi giochi, e abbreviando le tappe… sulla base di quello che diceva lui (“Scendere!”).
Ma a parte questo, se qualcuno ci chiedesse di consigliare l’itinerario sul Danubio come adatto per viaggi comodi in bici, lo faremmo di sicuro.
Dopo diversi viaggi lunghi ed itineranti tutti in bici, in vari paesi europei che hanno rivelato stili diversi e più o meno amichevoli verso il viaggiatore sulle due ruote, la nostra graduatoria personale vedeva la Svizzera e l’Olanda ai primi posti della classifica; la prima per la splendida rete ciclabile nazionale del tutto integrata e con segnaletica uniforme e molto chiara, in un paesaggio superbo; la seconda per l’enorme estensione di chilometri ciclabili a traffico dedicato (ovvero separato da quello veicolare), capace di vantare anche più corsie dedicate alle bici che svoltano in più direzioni, all’interno della stessa strada, cose che per noi possono sembrare fantascienza. Anche se una parolina a favore dell’Italia posso sempre dirla, quando mi accorgo dei nuovi progetti di ciclovia che si estendono (anche sotto casa nostra, al ritmo della lumaca, ma i progressi ci sono), e quando ripenso alla ciclovia del Brenta che come viaggio breve è il più bello in assoluto.
Ma torniamo al percorso sul Danubio.
Al criterio della facilità di viaggio. Della larghezza della strada per le bici, della sua continuità, della separazione rispetto ai percorsi per le auto. Alla natura imponente che ti circonda silenziosa mentre le due ruote sfilano e un bimbo al seguito ti accompagna in tutta sicurezza.
Non ci sono storie.
Per questi aspetti, la ciclovia del Danubio batte tutti.
Il fiume più importante d’Europa, da solo, è un compagno prestigioso. Il suo corso attraversa numerose nazioni, ha visto infiniti passaggi di storia, e la sua lunghezza supera i 2800 chilometri.
Il percorso ciclabile sulle alzaie del Danubio, probabilmente è continuo per gran parte di questa lunghezza, ma molto famoso certo è il tratto Passau-Vienna, su cui ci siamo cimentati noi. Data la fama, io mi aspettavo di trovare le folle di turisti, e invece su tanta parte della strada ci siamo potuto sentire quasi soli e in pace col mondo. Certo si sono visti numerosi viaggiatori e veicoli a due ruote vari e originali, e molti carretti con uno o due bimbi, figli sul seggiolino o sul monopattino, perché proprio questa sicurezza della corsia dedicata e larga è il top per le famiglie.
Poi, dobbiamo ammetterlo, c’è la siamo presa proprio comoda e senza vincoli. Piove? Ok, pausa. Oppure, è bello ma siamo rilassati, ci fermiamo a mangiare e… ci fermiamo del tutto per oggi? Quello che veniva veniva. Quindi abbiamo pedalato per una settimana circa, e abbiamo percoso poco più di metà del tratto Passau Vienna, con tappe da quindici o trenta chilometri al giorno, roba che se abbiamo raggiunto i duecento chilometri totali è tanto, ma non avevamo in mente i record.
Quello che è sembrato come un record, per noi, è stato sicuramente l’approccio della accoglienza locale verso i ciclisti, cosa che, lo dice anche Fiorin nella sua guida della ciclovia del Danubio che ci ha accompagnati come un prezioso cicerone, fa sentire veramente il ciclista coccolato.
Fuori dalle gasthof, dai ristoranti, ci sono le insegne con i loghi delle bici, le rastrelliere per far parcheggiare comodamente il ciclista, e sono sempre tutte piene, mentre ai tavoli attorno a noi si raccolgono tutine e caschetti, usati da persone di tutte le età. Perché il popolo della bici si raduna davvero qua. E il modo di viaggiare è pacifico e lento, sicuramente oltre a noi e ai giovanissimi, c’erano anche dei pensionati, o comunque persone di una certa età dal fisico non necessariamente atletico (anche la popolazione locale, molto amante delle salsiccie e delle palacinke col gelato, faceva un po’ di moto sulla ciclovia per non far crescere troppo il bulbetto, di cui tutti gli austriaci ci sono sembrati più o meno ampiamente dotati). Quindi gli utilizzatori confermavano che si tratta di un percorso amico di tutti.
La guida di Fiorin, come dicevo, è effettivamente utile, perché indica sempre quale lato del Danubio è preferibile, e per quale motivo, descrivendoli comunque entrambi. Questa è una informazione preziosa, perché le possibilità di passare da un lato all’altro del fiume sono veramente scarse. I ponti che abbiamo visto si contano sulle dita, e metà di questi sono associati a dighe, non sempre valicabili dal pubblico. I traghetti che portano da un lato all’altro sono economici e fatti apposta per le bici, ma solo in alcuni punti si concentrano e poi spariscono di nuovo per i cento chilometri successivi. Nell’ultimo tratto del nostro percorso, verso il paesino di St. Nikolas, la corsia dedicata alle bici è sparita per gli ultimi dieci chilometri (questo lo sapevamo, ma dovevamo andare avanti lo steso se volevamo pernottare di lì a poco, su quel lato del fiume), per cui ci siamo dovuti accontentare della strada statale, che dopo la quiete del bosco della settimana precedente, quasi ci spaventava un po’.
Quindi la possibilità di stare sempre lontani dalle auto c’è, basta scegliere il lato migliore del fiume, per questo la scelta del percorso va pianificata con un po’ di anticipo e tenendo in considerazione i piani per il pernotto o per il treno che si vuole prendere.
A parte questo accorgimento, tutto il resto è facile, facilissimo, anche per chi non si prepara tutto prima e vuole decidere sulla base di quello che trova alla giornata. Come abbiamo fatto quasi sempre noi, pupo al seguito compreso.
E Diego si è divertito molto.
L’ambiente naturale e tranquillo, vicino al fiume e agli animali, è stato ideale per lui.
Perciò, dato che abbiamo visitato solo una parte dell’itinerario… è possibile che continueremo ad esplorarlo una prossima volta!



