Quota 20 quilt

Appena ho completato il ventesimo pannello patchwork, mi sono accorta che era pieno di errori. Una serie di errori preziosissimi, che mi hanno fatto capire un sacco di cose.
All’improvviso, dopo molto cucito spontaneo, ho cominciato a “vedere” cose che prima non notavo.
E mi sono passata in rassegna tutti i lavori fatti in precedenza, alla luce delle nuove idee.

Ho notato che il passaggio da un campo con un tipo di trapuntatura ad un altro campo trapuntato in modo diverso, è come il passaggio da un colore all’altro.
Mi sono accorta che componevo a partire dai moduli di taglia intermedia (i “blocchi”, ad esempio quadrati concentrici), e non sempre questo bastava ad ottenere il risultato cercato.
Ho scoperto che l’effetto finale è dettato molto anche dal tipo di iter compositivo: unire i blocchi a striscie? a spirale? provando a posarli vicini paralleli e tutti pronti, o solo uno dopo l’altro?
Tra i tipi di iter compositivi sono passata dal progetto tutto pianificato in partenza, al puro caso di frammenti sparsi sul tavolo da cui appare una forma a sorpresa…
Sì, finalmente ho cominciato a vedere a che livello la “composizione” diventa “forma”. La forma della macchia di colore che si condensa all’improvviso in un insieme sulla tela, coi suoi pesi e i suoi sbilanciamenti. E’ una sagoma che ha praticamente la scala dell’intero quilt, a volte largo quasi un metro… In fondo non è strano che ci siano volute venti prove prima di pensare veramente sulla scala giusta: prima d’ora non avevo mai disegnato su fogli grandi un metro!

U volanti

Ultimo weekend prima delle vacanze

Ieri abbiamo avuto un sabato di festa.
Al pomeriggio, con gli amici dell’asilo, per l’ultima volta tutti assieme, a casa di Riccardo, con tuffi nella piscinetta.
Alla sera, in Atelier, con la mostra di mamma e del suo ex allievo, insieme ad una dimostrazione di cucina che scaldava l’atmosfera.
Quando ho cominciato a parlare di cucito con Marisa, lei mi ha portata al volo nella sua bottega, e ha realizzato lì per lì un ricamo per me con la sua macchina da cucire storica, sapientemente a mano libera.

Oggi ho passato le ore dopo l’alba a trapuntare, finendo l’ultimo quilt da appendere in casa (e ora sono finiti gli spazi alle pareti).
Dopo un pranzo di menu greco in città, abbiamo visto la gara di velocità dei ciclisti, che filavano via compatti e veloci come un fulmine.

Domani si va in montagna: e che i prati della Carinzia siano verdi!

fiori sul tavolo della cucina