Dovrei ricominciare a disegnare le mie visioni

porto vecchio al tramonto acqua la sera tramonto primaverile riflessi della sera
luci sull'acqua aspettando che esca il sole franci e il tramonto rosso dietri gli alberi

Lunedì scorso, nel giorno della gita fuori porta, sono andata con Francesca ad attendere il sole che sbucava dalle nuvole.

Nel pomeriggio precedente, quando eravamo sotto il piumino, ci rotolavamo dal ridere alle visioni di Cilla nel paese della casa delle meraviglie. Vedevamo incombere un minuscolo comodino con sopra un enorme tavolo dondolante con sopra uno stuolo di pupazzetti giocolieri con sopra una pozione per rimpicciolirsi con sopra un lucernario su cui sbattere la testa…

sorellone al pomeriggio

Cambio di stagione

Questi giorni sono un po’ strani, sono fuori dal tempo.
La mattina e la sera esco o torno che la luce non c’è più, ma i colori spaziali all’orizzonte tengono ancora. Fiocchi di panna blu con contorno viola come nuvole, mare che vibra per la pelle d’oca del vento.

Se mi va cambio orario, mi sveglio prima, entro dopo. Bevo un drink con Aureo, discuto le classi di rischio delle grandi opere, torno a casa e mi mangio un formaggio.
Immagino di essere una guardia forestale, un’immobiliarista, una rockstar.

Tutto questo cambierà ancora, ancora, sicuramente…
E Dado è sempre con me, al calduccio.

p.s. ho finito di leggere Ultime Notizie. Ottimo. Ed estremamente attuale.

viola e blu

Pause rubate

Questa settimana è stata abbastanza movimentata. Dado ha passato cinque giorni sul lago di Garda per un corso allenatori, io altri tre in trasferta di lavoro. A metà settimana ci siamo dati il cambio: mentre lui tornava a casa, io andavo. I nostri percorsi si incrociavano a metà strada: viaggiando in treno, ad entrambi toccava una tappa a Mestre.
E allora ci siamo acchiappati al volo! Appuntamento in stazione tra un treno e l’altro, una foto, un bacio e un succo di frutta insieme!

davidaola a Mestre, incontro fugace

Durante le giornate che ho passato in trasferta, ho potuto rubacchiare una uscita serale. Ero sistemata in campagna, e in centro paese c’era una sagra, il “Carnevale dei fiori”, a tre chilometri di distanza. Appena rientro in agriturismo, chiedo informazioni.
L’albergatore vede il punto di domanda che si forma sul mio viso, e mi fa la migliore delle offerte: “Può prendere una delle nostre bici, vada pure a sceglierne una sotto la pergola”. Evviva! Il giretto serale per staccare un po’ era combinato! Gli chiedo se ha un lucchetto, ma mi dice che non c’è pericolo che le rubino.
Dunque mi avvio, e sotto la pergola vedo una dozzina di bici da passeggio colorate. Che meraviglia, provo a spostarne una rosa… però ha una ruota sgonfia. Allora mi metto a tastare le ruote delle altre bici… oh oh, la situazione è così così. Ne trovo un’altra che mi sembra meglio, metto mano al manubrio… ma il freno è cedevole fino a fine corsa. Arrivo alla penultima, e il parafanghi risulta mezzo staccato e gratta sulla ghiaia. Comincio a capire perchè non c’è rischio che vengano rubate.
Non fa niente, parto lo stesso, prendo la bici che risulta meno peggio delle altre, non è perfetta in niente, ma almeno mi permette di andare avanti, anche se un po’ ondeggiante.

gramigna panna e salsiccia menu della sagra dei fiori Campagna presso Conselice bici scalcagnata

Risolvo presto la cena presso la sagra, con pasta-gramigna panna e salsiccia, e filo via prima che cominci l’orchestra del liscio: sono troppo attratta dai sentieri di campagna al crepuscolo.
Abbandono i viali stradali alberati, ed entro sui tratturi di terra spaccata. Attraverso campi di erba medica, adocchio un allocchetto su un ramo alto, infilo serie di balle di fieno, seguo i canali che fanno da specchio alle nuvole rosa. Che fortuna, si sente in piena l’estate, la luna è già in vista sopra la testa. Mi immergo nel tiepido canto dei grilli e degli uccelli acquatici. Zona a rischio, per loro: è territorio di caccia.

Immagini della Primavera che ritornano

La mattina ci svegliamo col canto delle rondini. Le sentiamo fischiare, fuori dalla finestra, mentre sfrecciano da un sottotetto all’altro.

Al pomeriggio ci ritroviamo fuori in città, con le nostre bici a passeggio. Le rivediamo proiettate sul muro, nell’ombra dorata dal sole del tramonto, mentre le nostre sagome stanno vicine. Come nella foto che accompagnava la nostra partecipazione di nozze due anni fa.

Davidaola al tramonto

partecipazione_matrimonio

La sciamatura delle api

Qualche giorno fa, tornando a casa presso il giardinetto, abbiamo visto che c’erano i pompieri e che una parte della zona con le piante rampicanti era interdetta al pubblico.
Ci siamo avvicinati; c’era anche Pasquale, l’amico di Dado.
Stavamo per assistere ad un evento speciale: la sciamatura delle api!

Ogni primavera, negli alveari, nascono delle nuove api regine. Le regine vivono diversi anni, ma solo una può restare nell’alveare. Le nuove nate vengono scacciate, talvolta anche uccise, e alla fine del confronto solo una risulta essere la più forte. Le regine che vengono mandate via possono provocare la “sciamatura delle api”: portano con sè alcune api aventi vari ruoli, e promuovono la formazione di un nuovo gruppo e di un nuovo alveare in una posizione che è tutta da cercare.

verdearancionero giallorossoverdemulti gerberosa fingers
dimorphoteca bianca carlini rossi carlini rosa blurosa

Il giardinetto sotto casa nostra era sembrato un buon posto per un nuovo gruppo di api, che si era appostato e raccolto a forma di grappolo su una delle piante di rose.
Pasquale, che le aveva avvistate, ha chiamato i pompieri. Con loro è venuto un apicoltore di Santa Croce, Luciano, che con una scatola a forma di arnia semplificata, ha fatto cadere il grappolo all’interno della nuova “casa”: in questo modo la regina è stata catturata.
Luciano è rimasto per ore sul posto, in attesa del tramonto, perchè le api che ronzavano attorno all’arnia (dapprima come una grossa nube, e poi verso il tramonto sempre più disposte a rientrare a riposo) andavano raccolte tutte o quasi. Anche se nel grappolo non aveva visto la regina, era sicuro di averla catturata, poichè è la presenza della regina (che attira le api con i feromoni) a causare il loro comportamento ordinato attorno al gruppo, ovvero a farle “sciamare”, altrimenti si sarebbero disperse e se ne sarebbero andate ognuna per conto proprio.
Noi abbiamo aspettato con lui il calar della sera, affascinati dal fenomeno e dalle sue spiegazioni.
Per Luciano questa sciamatura era la prima dell’anno.
Nonostante gli anni di esperienza, e le conoscenze millenarie sull’argomento, ancora non si è chiarito come mai le api producano miele tanto in eccesso rispetto al loro fabbisogno di sussistenza.

Per una avvincente lettura sull’argomento: La scomparsa delle api, di Sylvie Coyaud.

Cappotto e gelato

Oggi era il primo lunedì con la nuova luce dell’ora legale.
Dopo una grande piogga scrosciante al mattino, al pomeriggio è uscito uno splendido sole. Dopo mesi che cercavamo di beccarci, mi ha chiamata Ambra che ero sul bus, e senza esitazioni ci siamo viste poco dopo in città.

Nonostante il vento, ci comportiamo come da bella stagione. Andiamo a prendere un gelato. Ce lo portiamo fuori camminando, e siamo entrambe a rischio goccia di cioccolata sui pantaloni, come tipicamente accade in queste occasioni. Le dico: “Io in passato ho fatto fuori due vestiti in questo modo, macchiati col gelato mentre camminavo, e tu?”; lei mi risponde: “Io sono addirittura riuscita a pensare di scegliere un gusto del gelato in tinta coi colori dell’abito…”

La luce del molo ci attrae, è il primo lunedì col tramonto tardivo alle sette e mezza, giornata lunga. All’improvviso, Ambra nota: “Il tuo cappotto! Lo riconosco! L’hai forse preso da Coin?” “Sì, in svendita – le dico – era l’ultimo, ce n’era solo uno di lana fatto così”. “Lo so – aggiunge lei – ce n’era solo uno anche quando l’avevo provato io… Sì, stavo per prenderlo, dentro questo cappotto ci sono entrata pure io! E’ un po’ come se fosse anche il mio!!!”

E così mi fa la foto con vista su tutto il cappotto, mentre il freddo del molo ci fa rintanare di nuovo verso il bus. Tanto per gradire, saliamo sullo stesso autobus insieme, anche se lei poi dovrà andare dall’altra parte. Le basterà restarci sopra, e aspettare di farsi portare indietro nell’altra direzione. Intando si scalda.

Mi racconta il seguito della puntata sul salvataggio della signora che era in mare. C’erano solo donne, in quella occasione. Lei, un’amica, un’infermiera e una signora. Inutile sbagliarsi, niente uomo misterioso che avesse operato il salvataggio fuggendo nell’ignoto, come era stato scritto a grandi titoli sul giornale. Persino il poliziotto se n’era ricordato. Pochi giorni dopo l’evento, infatti, Ambra aveva riincontrato a sorpresa il poliziotto che aveva scritto il verbale. E pure lui era incredulo: “Hai visto cosa hanno scritto sul giornale?” Le diceva. Un incontro a tutta coincidenza. A distanza di anni, Ambra, quel poliziotto non lo ha rivisto mai più.

Ambra e Paola Tramomto di Marzo

La mia casa è dove arriva luce

Certe volte, a fine giornata, accade qualcosa di speciale.
Strada verso casa. Esco dallo stabilimento. C’è un grosso albero tagliato a forma di cespuglio dai giardinieri, un albero speciale. In quell’albero, ogni tanto, si svolge una riunione di condominio. Centinaia di uccellini nascosti tra le foglie chiacchierano in coro, creando uno speciale brusio, fortissimo, CIU CIO CIP CIP CIU CIO…, fitto fitto, quanto i rami che fan da riparo.

Mi sono sempre domandata che cosa li portasse, proprio a quell’ora, a cantare tanto tutti assieme, sovrapponendo mille voci; e altre volte invece niente.

Giovedì scorso, però, ho capito.
Contrariamente alle previsioni del tempo, quel pomeriggio è venuto uno splendido sole, caldo, molto meglio del freddo del settembre precedente.
Il mitico cespuglio era tutto un rumore, e un grande occhio arancio puntava dritto su di lui. Era l’ora: era il momento in cui il raggio di sole orizzontale del tramonto, filtrante tra i piloni, colpiva proprio le finestre del condominio-cespuglio. Un riverbero cinguettante si era acceso su ogni foglia. Era il sole, dunque, era la luce: euforia per uccellini impazziti.

(Le foto di seguito sono state scattate sul Carso durante l’ultimo giro in bici, tra il sommaco in esplosione)

foglie gialle tenda rossa sottobosco magico rosa canina
pedalando sul carso l'albero erba e foglie cespuglio esplosivo
mille colori rosso e blu trasparenze frullando nel vento