Pause rubate

Questa settimana è stata abbastanza movimentata. Dado ha passato cinque giorni sul lago di Garda per un corso allenatori, io altri tre in trasferta di lavoro. A metà settimana ci siamo dati il cambio: mentre lui tornava a casa, io andavo. I nostri percorsi si incrociavano a metà strada: viaggiando in treno, ad entrambi toccava una tappa a Mestre.
E allora ci siamo acchiappati al volo! Appuntamento in stazione tra un treno e l’altro, una foto, un bacio e un succo di frutta insieme!

davidaola a Mestre, incontro fugace

Durante le giornate che ho passato in trasferta, ho potuto rubacchiare una uscita serale. Ero sistemata in campagna, e in centro paese c’era una sagra, il “Carnevale dei fiori”, a tre chilometri di distanza. Appena rientro in agriturismo, chiedo informazioni.
L’albergatore vede il punto di domanda che si forma sul mio viso, e mi fa la migliore delle offerte: “Può prendere una delle nostre bici, vada pure a sceglierne una sotto la pergola”. Evviva! Il giretto serale per staccare un po’ era combinato! Gli chiedo se ha un lucchetto, ma mi dice che non c’è pericolo che le rubino.
Dunque mi avvio, e sotto la pergola vedo una dozzina di bici da passeggio colorate. Che meraviglia, provo a spostarne una rosa… però ha una ruota sgonfia. Allora mi metto a tastare le ruote delle altre bici… oh oh, la situazione è così così. Ne trovo un’altra che mi sembra meglio, metto mano al manubrio… ma il freno è cedevole fino a fine corsa. Arrivo alla penultima, e il parafanghi risulta mezzo staccato e gratta sulla ghiaia. Comincio a capire perchè non c’è rischio che vengano rubate.
Non fa niente, parto lo stesso, prendo la bici che risulta meno peggio delle altre, non è perfetta in niente, ma almeno mi permette di andare avanti, anche se un po’ ondeggiante.

gramigna panna e salsiccia menu della sagra dei fiori Campagna presso Conselice bici scalcagnata

Risolvo presto la cena presso la sagra, con pasta-gramigna panna e salsiccia, e filo via prima che cominci l’orchestra del liscio: sono troppo attratta dai sentieri di campagna al crepuscolo.
Abbandono i viali stradali alberati, ed entro sui tratturi di terra spaccata. Attraverso campi di erba medica, adocchio un allocchetto su un ramo alto, infilo serie di balle di fieno, seguo i canali che fanno da specchio alle nuvole rosa. Che fortuna, si sente in piena l’estate, la luna è già in vista sopra la testa. Mi immergo nel tiepido canto dei grilli e degli uccelli acquatici. Zona a rischio, per loro: è territorio di caccia.

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