BavieraTiroloTrentino – le foto (4), l’itinerario

In tutti i nostri viaggi in bici, c’è stata la presenza – per non dire il bisogno – dell’arte.
A Monaco, a Bolzano, a Trento ne abbiamo trovata.
Arte contemporanea, ovviamente; apertura della mente.
Realismo e iperrealismo li abbiamo già citati.
Ma ancora un’opera, in particolare, voglio ricordare.
L’artista si chiama Kimsooja.
Il lavoro si intitola “Bottari”.
Leggo la scheda.
Bottari è il termine coreano per “fagotto”. I fagotti, nel paese d’origine del’artista, venivano comunemente utilizzati per trasportare gli averi delle famiglie.
I Bottari messi in mostra sono imballi di stoffe e vestiti legati alla storia personale dell’artista e delle persone a lei vicine.
I fagotti simboleggiano l’esistenza nomade dei tempi passati e anche presenti. La migrazione e il viaggiare nel mondo globalizzato acquisiscono attraversi di essi un significato metaforico.

E così, improvvisamente, capisco.
I miei amici, i viaggiatori per lavoro.
Sono i nomadi di oggi, anche loro.
basta con la pioggia, basta... Sì, iniziamo col colore Realismus - iperrealismo Realismus - la mostra
le Birkenstock con la mucca uh, questo sì che era buono! le barchette in mostra La mucca si offende...
e questa era ancora Wasserburg.. fagotti ciclovia dell'Adige - da Bolzano meleti con casetta al centro
La ciclovia dell'Adige è stupenda Pallariposo Dadobandana occhitondocchi

percorso del viaggio in tirolo e baviera

BavieraTiroloTrentino – le foto (3)

Sia in Tirolo che in Baviera, le località e i paesini attraversati erano piuttosto piccoli.
L’attrazione non era il centro, non era la permanenza.
In queste zone vinceva il verde. L’andare sul pedale.
Però a Wasserburg (anche perchè ci ha fermato la pioggia) siamo rimasti un giorno in più, e volentieri.
Al museo comunale, abbiamo visto i mille ritratti della città. Sempre al cuore dell’ansa dell’Inn, più o meno popolato di case. C’era il modellino plastico, il dipinto d’epoca, il quadretto fatto in carta-moneta ipersvalutata.
E c’erano i segni del benessere di una volta. I bersagli di legno dipinto, fatti per i giochi di tiro a segno tra ricchi, con scene di caccia e di bevute di un tempo.
Clanfe sì, culatade no!! Dado contro il cielo posa un attimo la bici vista sulle fronde
bosco in Baviera Palla e la mappa colline, scollinamenti gli uccelli che si levano
Wasserburg - primo avvistamento il tiro a segno di una volta Wasserburg - il ritratto in carta moneta Wasserburg - il dipinto d'epoca
Wasserburg - il plastico Dado col broncio e con l'Inn Davidaola vicini vicini davidaola nell'acqua di Wasserburg

BavieraTiroloTrentino – le foto (2)

Durante la nostra pedalata in Baviera Tirolo e Trentino, l’acqua è stata sempre con noi. No, non sto parlando della pioggia, anche se quasi quasi ci starebbe.
Sto parlando di fiumi, laghi, itinerari lungo l’umido.
I percorsi in bici in quelle zone sono moltissimi. Pedalare a fianco dei fiumi minori è ancora più bello e naturale che pedalare presso i fiumi grandi. Splendido, poter mettere i piedi nell’Alz, con quasi null’altro intorno.
Dalla mappa delle ciclovie, ci si può spostare lungo una ragnatela di giri sempre continui. La via di Mozart, la via del sale, la via del treno…
C’è pure la BenediktWeg, lunghissima. Se la fai tutta, ottieni punti per diventare papa.
Chiemsee per le vacanze Chiemsee, prati, monti Dado tamarro Palla al lago
l'Isola della dama Che bon, el pesce de lago! Dado in campagna prima vista sul Chiemsee
BenediktWeg e altre il bosco della via di MOzart pannelli solari per tutti fiume, verde, argine...
Palla nell'Alz piedi nell'acqua! L'Alz a perdita d'occhio il segno dei tre Magi

BavieraTiroloTrentino – le foto (1)

Ma sì, dai, sentiamoci ancora per un poco in vacanza.
Recuperiamo le vecchie foto di viaggio. Quelle che non sempre riuscivamo ad inviare in tempo reale.
Ecco.
Merenda a base di mele, banane e nettarine sul cucuzzolo di Hirnsberg. Col pisolino sulle panchine. Sotto le fronde degli alberi.
C’erano un paio di merli stanziali; tutto il tempo, su e giù per quei quattro alberi vicino a noi. Evidentemente, quella era proprio casa loro.
Segnaliamo inoltre il distributore automatico di copertoni!!
Solo in Germania possono averlo! Noi l’abbiamo fotografato a Rosenheim.
Per veri amici della bici.
Passaggio del confine nuvole basse dal treno spatzel con formaggio e rotelle di cipolla facciate colorate
InnRadWeg pedalando tra le nuvole basse Schwaz fiume e monti in bici
ciclovia del fiume Inn Rosenheim, piazza principale facciate a Rosenheim cena a Rosenheim
distributore automatico di copertoni!! giochi sulle colline arate i cavalli a riposo che dissetante!

La via del ritorno

Stamattina risveglio all’ostello. Guardiamo dal balcone: nero sopra i monti, come previsto pioverà.
Colazione, bagagli e abbiamo ancora due orette e mezza da passare in città.
Visitiamo al volo due mostre. La prima “La pratica informativa dell’arte” è all’interno del Festival dell’Economia, e ci colpiscono le coloratissime opere di Davide Nido.
La seconda è una mostra di ricamo. Le 50 allieve di una scuola espongono i loro lavori dell’ultimo anno. Bisogna dire che ci sanno fare, alcune opere sono particolarmente fini e delicate.
Nel bel mezzo di una chiacchierata con una autrice -triestina trasferita a Trento- sentiamo il rombo del cielo che protesta.
Gavemo capì! Tornemo a casa!
Corsa sotto i goccioloni e ultimo saluto della vacanza dalla stazione dei treni.
Tra poco si parte e stasera saremo a casa.

La tappa più lunga del viaggio

Ora siamo a Trento.
Oggi abbiamo pedalato per 70km che separano Bolzano da Trento, tutti lungo la ciclovia dell’Adige. Che parte proprio dai ponti “storti” dietro al Museion di Bolzano (il Museo di Arte moderna e contemporanea dove lavora Ale, che avevamo visitato la mattina).
La pista è ben tenuta, panoramica, e lungo gli argini fanno compagnia ai viaggiatori tanti fioretti. Ovviamente si pedala in mezzo ai campi, ai frutteti (mele e uva Teroldego) e anche alle coltivazioni di asparagi.
Da sud, ovvero da Trento, ovvero in direzione contraria al nostro pedalare, soffiava forte un vento caldo: e ci hanno persino detto che oggi era quasi calmo rispetto al solito… noi, da ciclisti provetti, pedalavamo in scia uno dietro all’altro per ripararci, dandoci continuamente il cambio in testa.
E alla fine siamo arrivati! Giusto in tempo per la cena!
Adige ciclabile

Ciao Baviera piovosa, ciao

Ieri abbiamo pedalato solo una decina di chilometri sotto una pioggerellina fine. E in quel momento ci stava andando relativamente bene, perchè la pioggia non era troppo forte. Stavamo andando alla stazione di Wasserburg, per spostarci verso climi migliori.
E li abbiamo trovati.
In Italia.
A Bolzano.
Dopo aver cambiato cinque treni e tre stati!
Per la sera, cena-premio con gli amici bolzanini e le frittelle di mele.
E stamattina, dopo la tappa al museo di arte contemporanea e le scorte di pane con le noci, ci avvieremo di nuovo in bici verso Trento.
Il ritorno a casa sembra più vicino…
almeno a Bolzano c'é il sole! frittelle di mele frammenti di nido scomposti al museo il panettiere di bolzano

autoscatto con gli amici di Bolzano

Ritorno sull’Inn: Wasserburg

Ieri mattina abbiamo lasciato Monaco perché finalmente il sole è rispuntato. Così abbiamo preso il treno per Mühldorf e da lì abbiamo ripreso la InnTalWeg, stavolta in direzione contraria allo scorrere del fiume.
La tappa verso Wasserburg si è rivelata un continuo saliscendi, con più sali che scendi… Tra boschi e campagne abbiamo scollinato almeno trenta volte. Con alcune pendenze decisamente interessanti, 10-12%.
Risultato: Dado dopo cena ha accusato il colpo e ha avuto la febbre della domenica sera. Passata già dopo una bella dormita.
Oggi giornata di riposo per entrambi, e pioggia che ritorna a bagnare la Baviera.
Abbiamo visitato il museo della città che ci è stato gentilmente aperto nonostante il giorno di chiusura. Ben conservati tanti strumenti di artigianato locale, dai fabbri ai tessitori, farmacisti, calzolai e fabbricanti di spazzole…
Tutti ovviamente e orgogliosamente “Bayerischer”!
Addendum: non abbiamo detto che la tappa in bici è stata di circa 53km. Contando i dislivelli, sicuramente un record. Seconda cosa: ci è spesso capitato di svegliarci per aver sentito persone che parlano, cani che abbaiano, o anche uccellini che cinguettano. Qui a Wasserburg, nella camera affacciata al fiume Inn, siamo stati svegliati dal qua-qua della colonia di Germani reali che abita proprio sulla riva qua sotto.

Arte a Monaco

le centrifughe qui sono popolari davidaola e le centrifughe DomagkAtelier Davidaola super morphing
Dado esplora psichedeliaaa colori giusto un cicinin vistosi IMG_0997

La pioggia oggi non ha dato tregua.
E noi l’abbiamo combattuta infilandoci in gallerie e musei piu’ o meno nascosti a Monaco.
I musei di Monaco sono abbondanti, come gia’ detto, ma noi siamo andati a caccia di quelli piu’ particolari, cercando su internet quelli che ci ispiravano di piu’.
Il giro ha subito preso un tono “fuori dal tempo”. Alcuni musei erano chiusi (da una settimana, da un giorno, da un’ora…); altri erano luoghi ufologici e a modo loro affascinanti.
Un’ex stazione della metropolitana, dove girava a ciclo continuo il video di una performance di danza, avvenuta nello stesso luogo una settimana prima, in cui i ballerini producevano luci e suoni con i loro movimenti.
Una specie di centro sociale, realizzato in un grande edificio dall’aspetto di una ex scuola, che ospitava oltre cento artisti (ognuno con la sua “cameretta”-zona di lavoro espositiva); di questo abbiamo visto solo il dietro le quinte, alla fine di un weekend pieno di esibizioni. Luogo comunque pieno di atmosfera creativa.
E poi al museo Lothringer ci siamo soffermati su un video che mostrava i forti contrasti della Corea del Nord: palazzi incompleti e architetture omologanti e trasandate, affiancati a immagini di propaganda dai colori sgargianti e dai simboli ossessivi. Assieme alla lettura dei discorsi del dittatore, che stridevano ancora di piu’ delle foto.
Paoletta barchetta barchetta musichetta

Dalla campagna alla città

Come da previsione, stamattina il sole è rimasto a dormire e nuvole nere hanno portato pioggia e vento. Quindi i vostri eroi, invece di fare gli eroi, sono andati alla stazione di Garching e hanno preso il primo treno per Monaco. Che, anche se piove, è sempre una città da visitare.
Appena trovato posto in ostello, è venuto giù il diluvio che ci ha costretti a comprare un ombrellino (speravamo di cavarcela senza portarne uno con noi in bici).
Tra gli oltre 40 musei della città, ovviamente ci siamo fiondati all’Hypo KunstHalle per immergerci nell’arte contemporanea (niente croste vecie per noi). Abbiamo trovato un’ottima mostra sul Realismo e quindi sul rapporto tra rappresentazione e soggetto. Dagherrotipi dell’800, nature morte, dipinti che sembrano fotografie, sculture iperrealiste che vorresti dargli la mano; i soggetti variano nel tempo: spazi domestici, ritratti, paesaggi, non luoghi, città affollate, oggetti di consumo.
Per concludere: “begl”.
A cena siamo andati dal “Gildopesce” e poi in una Konditorei. Qui abbiamo scoperto che quella che noi chiamiamo torta Bavarese, qui al centro della Baviera non la chiamano così: “Nicht Bayerische! Erdbeerjougurtshmicktenkatzentorte!”. O perlomeno abbiamo capito così.
Domani e dopodomani ancora pioggia quindi ancora Monaco e musei.