Rientro volante di vecchi amici

La scorsa domenica è stata piena di lavori ed incontri.
Dado si è trasformato nell’uomo del vapore, e ha pulito gli angoli più nascosti del nuovo appartamento.
Ambra è venuta a farci visita, ed ha visto per la prima volta i sotterranei misteriosi.
Icocla con Lolli e Marco sono tornati a Trieste per un giorno, e ci han fatto visita dopo tanto tempo.
Anche per loro era una sorpresa vedere il nostro nuovo spazio, e han giocato volentieri a brindar con l’acqua e a sedersi senza sedie (prove generali della posizione che assumeremo quando ci saranno tutti gli arredi).
Ci han raccontato storie della loro sistemazione inglese, in case per studenti arrangiate “alla Cambridge”. Presto anche loro staranno più comodi, auguriamo anche a loro buona fortuna per una nuova casa.

Dado col vaporetto Prove di brindisi al tavolo virtuale Naso per aria nella casa nuova Icocla

Ritorno di Ico e Cla

L’altra settimana siamo andati a cena da Massimo e Arianne. Ico e Cla erano tornati in Italia e finalmente potevamo rivederli senza che ci fosse di mezzo il monitor con la connessione a Skype.
Dopo una cenetta strepitosa in stile francese (antipasto con patè d’oca, torta salata, faraona alle verdure e torta di mele caramellate e panna… yummm!), Clara ci ha raccontato del giorno in cui ha avuto il primo vero incontro ravvicinato con la neve. Questo evento infatti si è svolto per lei, dopo la serie di caldi inverni in Argentina, più o meno a diciott’anni in una vista ad un amico polacco.
C’era stata una abbondante nevicata presso il paese del suo amico, e Clara con un’amica si è potuta godere per la prima volta le discese con lo slittino sulla collina vicina. Mi vedo ancora Clara e la sua amica, entrambe equipaggiate con l’elmetto, un casco della seconda guerra mondiale con la stella rossa, che l’amico aveva detto loro di dover usare, per prenderle in giro sulla loro scarsa dimestichezza con la neve…

antipasti torta salata icocla e le foto gruppo

Ico e Cla parte 5 – la pizzica

Inutile dire che il clima festivo era ancora presente anche la mattina dopo.
Ci siamo ritrovati che eravamo presenti ancora in molti, per la tipica colazione a Spilimbergo sotto gli alberi. Degli amici avevano portato a Ico e Cla del pane augurale fatto in casa a forma di ‘C’ ed ‘F’, le loro iniziali. Mentre eravamo tutti intenti a spalmare la marmellata sulle fette di questo buonissimo pane, è arrivata Clara che si era appena risvegliata, e tutta allarmata ha recuparato per sè una delle ultime fette appena in tempo: che sacrilegio, se lo avesse trovato già finito!
Tocco finale, insieme all’apertura di pacchi e regali, è stata la lettura del quaderno delle ricette. Questo quaderno ben decorato girava di nascosto tra gli invitati sin dal giorno precedente: è stato scritto dagli amici durante tutto il pomeriggio della festa. C’era la sezione dei dolci e la sezione del salato, e ognuno dei presenti ha scritto la sua coppia di ricette nella propria lingua. Si potevano trovare scritture in italiano, inglese, spagnolo, francese e credo che non finisse qui, perchè c’era anche un amico turco, mentre il testimone era emigrato in Germania. Risulta facile dire che, a beneficio dei nostri amici cosmopoliti, sono stati raccolti ingredienti da tutte le parti del mondo.

paola e almachiara C&F il quaderno delle ricette ricettario

Non mi dilungo sulla partita di pallavolo (con immancabile pallone finito sull’albero) e sulla piscina tonda installata dietro la casa: non avevamo portato il costume.
L’ora di pranzo era ben che superata e la nostra tenda definitivamente smontata, mentre arrivavano dei fantastici salami nostrani assolutamente privi di conservanti per continuare con gli spuntini del day after. E anche la musica tornava come un ciclo infinito. Quando eravamo sul punto di avviarci definitivamente, mi sono trovata coinvolta nella pizzica: il ballo tra le ragazze era irresistibile, ci faceva girare su noi stesse, i lembi delle nostre gonne ondeggiavano, e non sarei andata via mai…

Ico e Cla parte 4 – Quizas

clarita in piazza duomo icocla torta firmata dadododo

Quando una festa è ricca di idee, è il caso di ricordarle, come spunto per farne fiorire delle altre! Ecco cosa ci hanno combinato Ico e Cla.
Il pranzo all’aperto si è tenuto sotto i filari degli alberi del bosco dietro casa. Alle cinque del pomeriggio il servizio catering se n’è andato ed è subentrata la cucina casalinga. Per la cena, è stata arrostita una porchetta di 80kg (ed è da notare che proveniva dal contadino che abita dieci metri più in là: “questo maialino ha visto una piccola porzione di mondo”, ha osservato Emilio). Tra un piatto e l’altro, i Maxmaber facevano ripartire le percussioni, e danze insolite si aprivano: un serissimo tango in ciabatte da mare, la danza del ventre di una mamma col pupo appisolato sul marsupio sballonzolante davanti a lei, abbaiate di cani ai ballerini, insomma scene da festa paesana che avremmo voluto non smettessero mai.
Clara e Almachiara hanno suonato e cantato assieme degli splendidi pezzi in spagnolo, Besame Mucho e Quizas, in un quadro insolito che incorniciava Clara in abito bianco dietro al contrabbasso e Almachiara quale testimone alla voce: splendido.
Io mi sono procurata una serie di occasioni per disegnare tatuaggetti lavabili con le penne colorate. Dopo Natalia, Alberto, Alma e Lionel, sono arrivati i tre bambini della vicina di casa per fare ripetute richieste di disegni di animali sui loro braccini: il primo della coda, dopo aver ricevuto il disegno, si rimetteva in fondo alla coda per averne un altro…

P1020876 lancio del boquet P1020871 un tatuaggetto...
A notte fonda arrivavano ancora prosciutto e melone, e poteva essere già abbastanza così, quando è partita la sessione dance della festa: tutti camuffati con cappelloni occhialoni e pagliacciate varie, come in un carnevale da strada, e ovviamente le ragazze argentine erano scatenate e non le avresti fermate mai. Ico e Cla ci hanno rivelato di aver portato i mascheramenti dall’Argentina, e sentite un po’ come hanno fatto: “Sono facili da trasportare anche se hanno molto volume, perchè sono fatti in gomma piuma. Abbiamo portato in Argentina le borse per trasportarli. Un tipo speciale di borse che lì non si trova, e che diventa sottovuoto con l’aiuto dell’aspirapolvere!”

fiori sull'erba

Ico e Cla parte 3 – il corteo

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P1020587 P1020563-b clara alla vestizione ico e lo spazzolino

La mattina del giorno delle nozze di Ico e Cla, la casa di Spilimbergo affollata di parenti ed amici era tutta in fervore. Mentre il sole asciugava l’erba del giardino, arrivavano materiali e personale del catering. Al secondo piano, Clara con le sue amiche si preparava, anzi, si lasciava preparare da loro, facendosi massaggiare e coccolare, mentre le ciocche dei capelli venivano fissate accuratamente assieme alle roselline di stoffa dallo stesso colore del vestito. Mi ha colpito la capacità di Clara di condividere con amiche ed altre persone un momento che io vedo come molto privato.

I minuti scorrevano, mentre Clara ancora indugiava negli aggiustamenti; ogni tanto si sporgeva alla finestra, dando qualche direttiva e controllando la regia, insieme ad Ico che trafficava giù in giardino. L’appuntamento prima della cerimonia è stato fissato in piazza Duomo alle 11, e noi alle 11:10 eravamo ancora a casa… per fortuna era stato previsto un certo anticipo rispetto al rito, per cui c’è stato tempo per raccogliersi tutti prima di avviarsi verso il centro storico.
All’arrivo in piazza di Ico e Cla, il gruppo di centocinquanta persone si è radunato in un applauso, la musica balcanica dei Max Maber si è accesa e gli sposi hanno cominciato ad avviarsi. Era la prima volta che vedevo il rito aprirsi in questo modo, ed è stato uno dei momenti più belli della festa: Federico e Clara erano arrivati insieme a piedi, senza fronzoli o goffi mezzi di trasporto, e si tenevano per mano, leggeri nel sole, aprendo la strada. Insieme agli altri, si sono diretti verso il municipio dove sarebbe avvenuta la celebrazione, sopra la collina. Amici e parenti seguivano compatti, incantati dall’effetto ottenuto dal corteo appena formatosi, mentre la fisarmonica zigana dava il ritmo alla festa che era cominciata.

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Ico e Cla parte 2 – la pioggia

La sera prima del rito di Ico e Cla siamo arrivati a Spilimbergo sotto un muro di pioggia. In giardino a casa loro c’erano dei tendoni ma il prato sembrava una piscina! Molti amici erano già arrivati e si consolavano con i tranci di pizza fatti arrivare per cena: la più spettacolare era la “pizza tutto”, c’erano sopra tutte le farciture possibili, uova carciofini olive capperi salame e così via…
Nonostante il maltempo, nelle stanze su al secondo piano si lavorava sodo ai preparativi per la festa. La sorella di Clara, Lolli, aveva pianificato da un mese la struttura dei centrotavola, la cui composizione era cominciata alla mattina della vigilia. E poi c’erano tutte le bomboniere da impacchettare, secondo una catena di montaggio di amici, che si è esaurita solo a sera inoltrata…
Nel tema dei centrotavola c’era dentro tutto: acqua, fuoco, terra ed aria. Delle strutture di rosmarino e lavanda si avvolgevano a spirale attorno ai vasi che poi avrebbero ospitato delle candele flottanti. Di giorno il verde delle decorazioni si integrava tra i filari di alberi, e di notte le fiammelle si accendevano sotto le luci appese a festoni…

bomboniere lavanda e rosmarino preparazione tavolate luci della sera

La pioggia della vigilia non si era ancora fermata mentre Davide preparava la nostra tenda all’aperto. Io in realtà avevo appena conquistato, dopo aver aiutato Lolli nelle sue creazioni, un posto all’asciutto in camera con lei sul materassino gonfiabile, per cui avevo ceduto a Leo il mio posto nella tenda all’aperto… Però poi il materassino non si gonfiava mai, c’era qualcosa che non andava: proviamo col primo beccuccio, proviamo col secondo beccuccio, ma resta sempre uguale… ehm… puoi provare quanto vuoi se sul materassino si lasciano tutti e due i tappi aperti!!
Alla fine sono tornata giù alla tenda, e dormire sotto la tettoia della legnaia col Dadone è stato proprio romantico!

Il matrimonio di Ico e Cla – parte 1

Il matrimonio di Ico e Cla è stato il più ricco evento nuziale prodotto in casa che abbiamo visto finora. Tre giorni di festa e numerose idee personalizzate o realizzate con l’aiuto di amici: dal vestito della sposa, fatto fare in Argentina su disegno di Clara, allo stile di Federico per il rito: abito gessato e sandalo infradito (e gli stava proprio bene!), per non parlare di tutti gli elementi della festa svolta a casa a Spilimbergo, di cui avrò da parlare per giorni.
Vale proprio il detto: dimmi come ti sposi e ti dirò chi sei. Infatti, dal modo in cui viene colta l’occasione di esprimersi durante questo evento, si possono notare molte caratteristiche caratteriali e della visione del mondo delle persone che lo organizzano.
Per Federico e Clara è naturalmente ovvio non avvalersi di nessuna immagine o soluzione già pronta e mettere insieme le tappe del proprio percorso con le proprie mani, tenendo bene in considerazione la rete di amici.
Quando ho chiesto come hanno fatto ad organizzare tutto quello di cui vi parlerò (da remoto, peraltro, essendo lui a Cambridge e lei a Trieste negli ultimi mesi), Ico mi ha risposto: “Skype!”. Chissà a quanti, degli oltre cento invitati, era stato assegnato un compito per contribuire all’evento.

Noi, di compiti, ne abbiamo avuti due, e del tutto lusinghieri.
Dado ha portato da Trieste il prosciutto cotto caldo che ha fatto da apertura al buffet (poi continuato all’infinito), ed è stato molto apprezzato per questo. Io ho avuto l’onore di disegnare il logo che raffigura Federico e Clara assieme (logo realizzato dopo lunghe tappe di revisione insieme a loro, che ne hanno seguito attentamente i dettagli di realizzazione!). Ho avuto la sorpresa di ritrovare il disegno non solo sulle originali partecipazioni (dal testo scompaginato), ma anche sul marzapane della torta e sulle bomboniere, che erano dei grembiuli da cucina fatti ricamare da un’altra amica argentina. Come si vede, la catena sociale delle collaborazioni è piuttosto lunga oltre che transnazionale!

Secondo me dunque un motto che fa parte della filosofia di vita di IcoCla, e che non ha mancato di emergere durante questo importante rito, è il seguente: per stare assieme, tutti danno una mano in cucina!!

ciao sposi Il viaggio speciale

Appuntamento fisso

Che bello! Anche stasera è venuta Clarita da noi, stiamo diventando dei veri ospiti in stile couch-surfing!!
Quando Clara è con noi si mangia sempre bene: stasera, risotto basmati alle verdure (carote zucchine e porro), abbondante, con effetto pancia piena!!
Dado, per l’occasione, si è fatto la barba in stile Ico: dalla foto si vede bene quanto si assomigliano i due muloni, durante la sfida di hacking da un mac a un pc dall’altra parte della manica… tutti incollati al monitor… Che geek!!

cuoco barbuto verdure per risotto le due belle i due pelosi

Qua e adesso

L’ultima volta che siamo stati a Spilimbergo abbiamo passato parecchio tempo con gli amici di IcoCla, Manu Leo e il piccolo Orfeo.
Con Manu avevo voglia di continuare a parlare, era come se i discorsi fossero stati solo iniziati, e per continuarli ci sarebbe voluto molto tempo. Magari si potevano riempire fogli e fogli di lettere… chissà se lei è tipa da corrispondenza?
Mi ricordo che nei giorni successivi al capodanno ero quasi impaziente di tenere ancora il contatto, di ricevere le foto per provare a farle il ritratto.
Ora siamo a marzo, e molti chilometri ci sono in mezzo. Però ho la sensazione che sulla rete ci sia una scorciatoia, e che si possa arrivare dappertutto. Lo conferma la storia dell’incontro con Emilio. Il potere è qua, sotto le dita…
manu