A caccia di orme sul greto del Tagliamento

Domenica siamo andati alla Riserva Naturale del lago di Cornino, che organizzava una giornata naturalistica con laboratori ed escursioni.
Insieme alle guide CyberTracker, siamo andati sul greto del fiume Tagliamento a caccia di tracce e segni della fauna locale.

Quando abbiamo preso il sentiero per scendere sul fiume, appena la landa si è aperta in un prato, mi sono ricordata di essere già passata per di là in bici, diversi anni fa.
Però, una volta arrivati tra sassi e sabbia, abbiamo guardato al fiume in un modo diverso da quello che usavo di solito.
Non più un puntare al centro, allo spazio aperto, al corso d’acqua più grosso.
Ma uno scrutare ai lati, presso i cespugli, negli angoli tranquilli e nascosti.

zoccolid i capriolo sul fiume

Dopo le prime spiegazioni (“il miglior cybertracker ha le ginocchia sporche di terra! Si abbassa per guardare le orme da vicino, e si mette dal lato opposto al sole, per notare meglio le ombre”) improvvisamente le orme di animali sono diventate visibili una dopo l’altra.
I segni delle zampe di cane, o degli zoccoli di caprioli, un passo dopo l’altro, si avvicinavano alle pozze d’acqua. Non solo la singola impronta, ma tutta la traccia, si riusciva a seguire, con un po’ di pazienza.
Da tre orme, si deduceva la dimensione dell’animale.
Dal loro posizionamento reciproco, se camminava o correva.
Dalla dimensione, se era un cucciolo o una famigliola.
Dal fatto che ci sia cresciuta l’erba dentro… si capiva che un’orma non era fresca, ma più datata.

Anche se gli animali non si sono esposti agli spazi aperti, peraltro sorvolati dai grifoni che nidificano poco più in alto, ma si sono mossi forse di notte, o al crepuscolo, magari diversi giorni prima, per noi ricorstruire la storia delle loro tracce è stato un po’ come vederli, farli di nuovo materializzare nel loro ambiente naturale.

Diego esamina l'impronta di capriolo

il lago di Cornino