La classe a raccolta

Ieri sera c’è stato un ritrovo con i compagni di scuola piuttosto nutrito, con diversi rientri di chi sta lontano da Trieste.

Mentre Erica immaginava come sarebbe stato ripetere la foto di classe della cena della matura, io mi rendevo conto di avere ancora a casa la gonna che avevo usato quella sera.
E mi ricordavo esattamente la posizione che era occupata da Matteo.

Matteo ieri sera era con noi, nel gesto che gli abbiamo voluto dedicare (una raccolta destinata al centro antiviolenza sulle donne, che sta risistemando una delle sue case rifugio).
Infatti questo gesto di solidarietà era tipico suo.

foto di classe

Largo vuoto

Una settimana da sola, anzi, nove giorni, mentre Dado è a Cernusco.
E ci sentiamo tre-quattro volte al giorno, almeno. Messaggi, telefonate, foto, storie della nazionale.
E io ho preso ferie, e quindi accentuo l’effetto straniante.

Il weekend in dacia. Scrocco un pernotto in più.
Il lunedì a Rovigno. La comunità delle italiane intona “un mazzolin di fiori”.
Il martedì e il mercoledì al mare. Ricomincio a mappare i fondali a nuoto.
I pomeriggi alla casa vecchia. Ordine, scatole, mobili, bidone aspiratutto.
Giovedì al lavoro. Giusto per non perdere il vizio.
Venerdì da Esatto, alle Poste, alla Coop.
Insalata pranzo e cena, tè, tisana, tè.
Sposto il detersivo. Il suo nuovo posto è in cucina: ovvio, la lavatrice è lì!
E la sera la radio, la mattina la radio.
Dormo sola, sveglia sola, tutto in ordine quanto mi pare.
Gelato da Toni. Gelato da Crema e Cioccolato.
Luce, un po’ di pioggia, luce.
Dormo sola, sveglia sola, sogno.
Sembra un’ascesi.

Sogno persone di 42 anni che non conosco, un brivido.
Sogno di avere l’incarico di leggere le parole di saluto a Matteo.
Sogno un concerto dei Deja, due pezzi, due classici. Di te dei no non so e Laila. E io nel sogno ballo al loro concerto. Sono quasi brava come Giulia, la ballerina ufficiale. Faccio delle figure con tuffi, e mimo l’acqua col ghiaccio che sfrigola, e volo. Sogno lucido, nei salti resto su più del delfino.
E mi ricordo che l’arte è istinto.

httpv://www.youtube.com/watch?v=jOD2oacOhwg

Mi impegno a continuare a dire quello che sottolineava lui: “pace, giustizia, dignità”

Vent’anni fa, in un giorno che era più o meno di questa stagione, ero davanti alla vista su tutta la città, a Conconello.
In quel momento, il mio compagno di classe Matteo si faceva domande sul senso delle cose, sull’intento di combattere l’ingiustizia, o quello di inseguire la conoscenza, mentre possedevamo solo gli appunti di filosofia.
Cinque anni dopo, sul molo audace, lo prendevo in giro: “ti ricordi quando dicevi che volevi fare la rivoluzione, e in realtà in quel momento non succedeva ancora niente?
Lui mi rispondeva (era tornato per pochi giorni dal Messico): “eh sì, poi la rivoluzione l’ho fatta, pure troppo…

Ora si possono vedere diversi segni del senso delle cose.
Li ha lasciati scritti lui. Ad esempio quando ha realizzato il reportage sulla lunga marcia messicana “per la pace con giustizia e dignità”.

Queste le pagine dedicate a Matteo da alcuni dei giornali per cui scriveva:
Desinformemos: hermano-amigo-companero-adios
Global-project
Il Manifesto
Il Manifesto-2
Wu Ming
giornalismo partecipativo
(claudio ernè su il piccolo)

Giorni da matrimonio – 2

L’altro sabato si è sposata un’altra coppia di nostri amici, Renzo e Cristina.
Li abbiamo visti davvero pieni di energia.
Nei giorni immediatamente precedenti al matrimonio, gli ultimi dettagli creativi ed organizzativi venivano sistemati a precisione millimetrica, anche col nostro contibuto.

Le decorazioni per i segnaposto dei ben 25 tavoli sono state frutto di:
-arzigogolamenti in rima composti dai nostri amici, che han voluto far tribolare gli invitati con degli indovinelli
-scatto di foto spiritose tipo nano-da-giardino-in-viaggio ad opera del Dado
-fotomontaggi infiniti in Photoshop, ad opera della sottoscritta che ha raggruppato il tutto
-consegna della chiavetta con i file da Dado a Renzo, giusto a pelo prima dell’antivigilia.

Ecco come si sono svolti gli ultimi istanti del piano, stando al resoconto del nostro amico e compagno di classe:

“La consegna di Davide di stamattina è stata veramente roba da The Bourne Identity:
passo in via machiavelli in auto senza riuscire a fermarmi e vedo alla moviola e oltre i vetri Davide che effettua la consegna alla guardia…
e scompare nell’oscurità dell’antico palazzo…

ripasso in auto, mi fermo in mezzo alla strada con le quattro frecce, scendo di corsa, vado dalla guardia chiedendo il materiale lasciato da Davide G.; la guardia con malcelato sorriso: “Se te son Renzo V. alora xè per ti”.
Ritiro, corro fuori, disinserisco le quatto frecce e via con il materiale scottante…
che roba!”

evviva gli sposi il cartellone dei segnaposto cartoline segnaposto cartoline da piscianzi
di ritorno dalle foto davidaola vestiti da festa il menu ingresso in sala
fiori nuziali il mare dal molo quarto palloncini fuggiti effetto brindisi

Il compleanno di Manuel

Lo scorso mercoledì sono andata al cinema coi compagni di classe.
Dopo la mezzanotte, scoccava l’ora del compleanno di Manuel. Che cade in una data facile da ricordare, come dice il prof. Dave Martins: è il giorno della memoria.

Il film raccontava la storia di un gruppo di ex liceali che si ritrovava dopo vent’anni per ripetere l’esame di maturità a causa di un errore formale: come nei peggiori incubi.
Da sola non mi sarebbe venuto in mente di andarlo a vedere, ma coi propri compagni di classe viene fuori proprio quel gusto in più.
Che durante la visione, quando c’era la scena della discoteca, cominciavamo a bisbigliare tra noi: “Come si chiamava la discoteca della gita di classe a Roma? New? New…? Ten thousand?… NEW LIFE!!!

autoscatto dopo il cinema

HSH Chapter 40 – metti la cera, togli la cera…

Questo sabato lo spazio “cantiere” della cucina è stato finalmente sgomberato, per dare l’ultima lucidata al pavimento. Chissà da quanto tempo quei rombi non venivano risvegliati da una bella passata di cera!

La sera successiva abbiamo messo alla prova la capienza del soggiorno e del tavolo (per la prima volta, allungato). Abbiamo cercato di intrattenere i compagni di classe con film di zombie, canzoni triestine e visite al rifugio anti aereo dei sotterranei. Comunque, è inutile negarlo, le attenzioni sono andate soprattutto alla piccola Emma, e ai suoi giochi tutti colorati!

Dado all'opera in cucina ritrovo di classe con pre-inaugurazione esploratori nei sotterarnei il divano finalmente usato per giocare

Scene da un matrimonio internazionale

Un pezzo di oriente nel rito religioso, alla chiesa greco ortodossa.
Un pezzo di Trieste, nel rinfresco navigante sul Delfino Verde con vista sul golfo.
Un pezzo di altopiano, nel menù del locale carsolino.
Un pezzo di Svizzera, nelle foto delle gite sui monti proiettate la sera.
Un po’ di italiano, di rumeno, di inglese, nel gioco destinato agli sposi dall’amico giapponese, e tradotto simultaneamente in almeno tre lingue.
E percussioni brasiliane, per il concerto finale a sorpresa.

Auguri al nostro compagno di classe e alla sua sposa, che sono un pezzo di noi nel mondo.
davidaola con gli sposi rinfresco sulla barca Emma vuole vedere il mare Miramare visto dal Delfino Verde
evviva gli sposi!!! foto di classe Banda Berimbau saluti da tutta la classe

Lavori in corso – 2

Domenica scorsa c’è stata una festa con ritovo dei compagni di classe, intitolata “porte aperte” perchè dedicata ad una conclusa ristrutturazione. Renzo ha preparato una cenetta per nove e, a ripensarci adesso, non eravamo neanche pochi. Ci è bastato un istante per adattarci al suo nuovo spazio cucina, e già visualizzavamo ulteriori festini, se non addirittura dei pestiferi pigiama party.

Non è mancata una scenetta tipica degli abitudinari del bus.
Renzo sa che c’è una linea notturna diretta, che collega bene casa nostra con casa sua. Il bello è stato quando, sapendo a memoria i tempi di passaggio del bus e di percorso a piedi dalla fermata al portone, Renzo ha spalancato la finestra al momento giusto. In quel momento, ci ha visti arrivare esattamente là sotto, mentre noi sentivamo fin dal piazzale la tipica risata di Giolo “in piena”.

Emma a un anno e mezzo Ingresso affollato

Vecchi cimeli

Oggi pomeriggio, cercando una vecchia foto dei tempi della scuola, ho tirato fuori uno dei miei diari storici. Già il titolo era tutto un programma: “Le avventure di Paola M. quando era una studentessa”. In effetti ho tenuto spesso dei diari. Questo era una preziosa raccolta di foto, dai tempi dell’asilo alla fine degli studi: foto di classe, delle gite, documenti e citazioni. Ci sono per esempio dei meravigliosi scatti della Cilla da piccolina insieme a me.

Mentre sfogliavo queste pagine, mi è caduto l’occhio sulle note che avevo scritto presso le foto. Delle spiegazioni didascaliche e monotone… terribili! Ma in che modo scrivevo! Uno stile che mi è suonato fin troppo familiare… più o meno come quello che uso ancora adesso….
AAAARGH!

mini cilla galilei citazioni

Coetanei di classe

La scorsa settimana ci sono stati due ritrovi con i compagni di classe, in occasione del rientro a sorpresa di Letizia dalla Spagna. La prima delle due volte, una serata in pizzeria, è stata buffa dal punto di vista dell’organizzazione, perchè c’è stato il lancio rapido dell’idea di un incontro, ma poi in quella giornata Letizia non poteva venire, e quindi ci siamo riuniti senza di lei. Poco male: è sempre bello avere un’occasione in più per vederci.
La seconda volta Letizia c’era, e ad un certo punto eravamo più donne che uomini (incredibile!), comunque poi si sono aggiunti anche Giolo ed Andrea, e così tra una volta e l’altra siamo riusciti a rivederci in molti.

L’atmosfera che c’è con i compagni di classe è per me come respirare aria fresca: essere assurdi come realmente si è, davanti a tutti gli altri, non è una cosa da nascondere, ma anzi è una sicurezza.
Vedere come si muove il gruppo negli anni è una misura della propria temperatura. Se qualcuno di loro non dorme alla mattina, rinnova casa o impara a tenere a bada i ragazzini piccoli, è come se ad essere entrata in quella fase fossi stata io. Ci muoviamo con dei paralleli profondi.

Ovviamente non occorre neanche dire che, a vedere certi faccioni durante la serata (tipo: Manuel che addenta la piadina con gesto di stizza nei confronti di Giolo che lo fa arrabbiare), scoppiamo improvvisamente tutti in una gran risata. Simultanei. Un solo segnale di pronti-via.

Ed ecco, naturalmente, la mia collezione di buone uscite:

“Io sono prensenzialista, non ho mai mancato ad un matrimonio”

“Io ho sempre la penna, sono un giornalista”

“Go comprà un’enciclopedia… mille euro… go fatto un affar”
“Cossa? Mille euro? Te me li davi a mi, me li giogavo, iero più contento!”

Manuel: “Alleno i muleti pici, quei nati nel 2002”
Noi: “Oddio! Del 2002! Quanto semo veci!!!”

“Go i operai che me pittura la facciata… La mattina i saluda, da fora la finestra, mio papà che dormi sul divano”

allenatori col cappuccio