Mi impegno a continuare a dire quello che sottolineava lui: “pace, giustizia, dignità”

Vent’anni fa, in un giorno che era più o meno di questa stagione, ero davanti alla vista su tutta la città, a Conconello.
In quel momento, il mio compagno di classe Matteo si faceva domande sul senso delle cose, sull’intento di combattere l’ingiustizia, o quello di inseguire la conoscenza, mentre possedevamo solo gli appunti di filosofia.
Cinque anni dopo, sul molo audace, lo prendevo in giro: “ti ricordi quando dicevi che volevi fare la rivoluzione, e in realtà in quel momento non succedeva ancora niente?”
Lui mi rispondeva (era tornato per pochi giorni dal Messico): “eh sì, poi la rivoluzione l’ho fatta, pure troppo…”

Ora si possono vedere diversi segni del senso delle cose.
Li ha lasciati scritti lui. Ad esempio quando ha realizzato il reportage sulla lunga marcia messicana “per la pace con giustizia e dignità”.

Queste le pagine dedicate a Matteo da alcuni dei giornali per cui scriveva:
Desinformemos: hermano-amigo-companero-adios
Global-project
Il Manifesto
Il Manifesto-2
Wu Ming
giornalismo partecipativo
(claudio ernè su il piccolo)