Passato e futuro

Oggi sono stata a casa col raffreddore (come pure il resto del wekend, che bel).
C’è Franz alla radio, che tira fuori vecchi pezzi di Kurt Cobain. Ascoltare quei pezzi è come aprire vecchi bauli. Musica che mi accompagnava quando disegnavo, e avevo 16 anni.

Ieri ci ha chiamati Puc, il nostro testimone.
Puc, che noi chiamiamo “il mediatore” per le sue spettacolari doti di realizzazione, ha deciso in tempi brevi di sistemarsi a Milano. Questo ci fa pensare che, se anche noi ci concentriamo sul mattone in tutta sicurezza, allora vuol dire che siamo sulla buona strada: le intuizioni precoci di Puc sono sempre buone.

Mi viene in mente l’ultima sessione di Monopoli giocata con Carluca.
Carla ci aveva avvertiti che giocare con Luca sarebbe stato un tormento, e aveva ragione.
Luca aveva stravinto, e la maggior parte della partita era stata dedicata a stiracchiare più a lungo possibile le compravendite con lui, che faceva i prezzi quasi come voleva: la nostra soddisfazione rimaneva in quel piccolo “quasi”. Però, ad essere realisti, a poco valeva rallentare la dolce fine: erano le prime rapidissime mosse quelle che avevano fatto la differenza.

Guardiamo le cose come stanno: i tempi di oggi sono quelli del Monopoli.
Le sensazioni viscerali che il Monopoli ti dà sono molto istruttive.
La cosa importante sta nel tener d’occhio molto presto gli equilibri. Il lato finale sbagliato della partita, quello da evitare fin dall’inizio, non è così lontano.
Ma è normale che siano i giochi degli anni ’30 a insegnare le cose?

Seconda giornata a Milano

Venerdi’ mattina ero ancora a Milano, prima di prendere il treno per la Svizzera all’ora di pranzo.
La prima mostra in cui mi sono imbattuta é stata quella per il ventennale dell’Agenzia Spaziale Italiana. Era possibile visitare la capsula spaziale Soyuz usata per le missioni degli astronauti.
Tornando a mezzi di trasporto più terrestri, ho visto che il bike sharing é arrivato a Milano; e anche la polizia é in bici.

Tappa successiva: il castello sforzesco (qui sotto rivisto in una incisione del 1573). Li’ ho visitato la mostra delle carte antiche, per le quali di recente é stato introdotto un più accurato metodo di datazione basato sul riconoscimento delle filigrane (esaminate con diverse tecniche di produzione d’immagine tra cui quella radiografica).

l'interno della capsula spaziale soyuz bike sharing Milano nel 1573 Castello sforzesco
striscioni da liceo artistico tenuta antisommossa il duomo restaurato scritte scomode

Ultima tappa: piazza Duomo. Li’ ho trovato la protesta di un liceo artistico contro i tagli ai fondi pubblici per la scuola. Era in corso un carnevalesco funerale della scuola, gli striscioni colorati erano stati realizzati con notevole perizia artistica da parte degli studenti creativi, e le ragazze vestite un po’ da punk danzavano leggere. I poliziotti in tenuta antisommossa stonavano vicino a loro, ma quello era il meno. Abbondava infatti il personale in servizio con le ricetrasmittenti e la tenuta in borghese; inoltre quando sono andata via ho visto dietro il duomo un ingente dispiegamento di mezzi, camionette dei carabinieri e persino dell’esercito. I controllori erano almeno il triplo dei controllati.

Mini vacanza a Milano

Come da programma, stamattina ho preso il treno, all’ora di pranzo sono arrivata a Milano, e per tutto il pomeriggio sono andata in giro per mostre scarpinando a piedi per tutta Milano. Mi sono intrufolata in una mezza dozzina di gallerie di arte contemporanea, grandi e piccole, pre-annotate già da casa o scoperte lì per caso.

Per prima cosa sono arrivata all’albergo prenotato on-line (ovviamente dotato di postazione internet, da cui sto scrivendo ora): lì ho trovato l’ascensore più piccolo del mondo, dalle pareti curve, bombate verso l’interno… roba da restare incastrati!
Poi sono passata per il Giardino di Porta Venezia: ho scoperto che è stato il primo parco cittadino realizzato per il pubblico, a fine 1700, sotto il governo di Maria Teresa d’Austria (una cosa che Milano ha avuto in comune con Trieste!).

l'ascensore più piccolo del mondo I<br /> giardini di Porta Venezia anche io sono una foglia riccia in tandem a Milano

Il primo museo in cui mi sono imbattuta l’ho trovato davanti al naso per caso: il PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, una mia vecchia conoscenza. C’era la mostra sul Noveau Réalisme, e stava entrando una comitiva di pensionati dotata di efficace guida dalla voce piacevole: non ho resistito, mi sono accodata.

la guida al PAC l'uomo doccia Noveau Réalisme PAC

Il punto topico della giornata, però, è stata la mostra di Christiane Lohr, che da sola è valsa il viaggio e la giornata. Come descrivere le sue cattedrali minimali fatte di semi di dente di leone, ovvero di soffione?
Ineffabili, perfette, morbide e ordinate… potevo soffiarci in mezzo, come su fili d’erba, e farle vibrare tremolanti.
Eppure non cedevano: i minuscoli gancetti dei semi volanti tenevano il sistema mirabilmente aggrappato e compatto.

dandelion pillow cattedrali di semi galleria d'arte andar per mostre a piedi

Ultima tappa (con intrufolo acchiappato oltre l’orario di chiusura) ai Magazzini del Vapore. Si tratta di uno spazio utilizzato dal Consorzio Careof, una realtà che varrà la pena di tenere d’occhio. Tre mostre ci ho trovato, e una più di tutte ha meritato. Di nuovo cattedrali, gigantesche questa volta, e dedicate al mito del consumo: era esposta una selezione di foto dei grandi centri commerciali, confrontati in tutto il mondo, e dei prodotto colorati e uguali. Un concetto, in particolare, mi ha colpito: la “disneyficazione” del cibo…

disegni d'artista cattedrali di centri commerciali <br /> disneyficaizone del cibo A cena con l'albero

Una serata a Milano

Lunedì sera ho avuto un paio d’ore libere da passare a Milano.
Era tardi e c’era una lieve parvenza di pioggia, ma ho vinto la pigrizia e sono andata a fare due passi fino a un ristorante suggerito da Diego, il fratello di Emilio. Ho attaccato un po’ bottone al proprietario, che era stato avvisato del mio arrivo, e ho fatto una cenetta proprio piacevole. Insalata di arance e finocchio: da ricordare! E minestra di zucca appena fatta, tutto gusto. Come compagnia aggiuntiva, ho scambiato un po’ di messaggi con Domenico e Dado:

PAOLA: ciao DadoAleBibiDodo, sto mangiando la minestra di zucca!
DODO: anche noi mangiato minestra di zucca!
PAOLA: non ci credo! non è possibile che stiate mangiando la minestra di zucca all’interno di una zucca come me!
DODO: nella tua zucca vuota? (by dado). anche noi nella zucca, con il mestolo di legno, e le fiepe roste 😉

finocchi e arancio minestra di zucca rovello 18 oltre la terra

Per chiudere la serata, ho trovato proprio quello che ci voleva. Una mostra fotografica all’aperto, in via Dante, dedicata al cosmo e alla cooperazione che porta avanti la ricerca astronomica: nome della mostra, “Oltre la terra”.
Tra i corpi celesti fotografati, c’era persino, udite udite… il buco nero supermassiccio!

“Distante circa 10-13 milioni di anni-luce in direzione della costellazione del Centauro, la galassia Centaurus A è una delle sorgenti celesti che ha più sorpreso gli astronomi di tutto il mondo. Un buco nero di massa equivalente a quella di 100 milioni di Soli si annida nel suo centro, brillando di luce a tutte le frequenze, dalle onde radio ai raggi X e Gamma. Dal buco nero centrale si diparte un getto di particelle ad altissima energia, che si muovono circa alla velocità della luce.”

E’ quello della foto in basso a sinistra. Dovrò dirlo a Elio!

centaurus A galassia vortice M51

httpv://www.youtube.com/watch?v=wEChgmU4xAI

Mezz’ora a Milano

Martedì scorso ero a Milano, presso l’Associazione Italiana di Metallurgia. A fine giornata, avevo ancora un’ora prima di prendere il treno del ritorno, e mi sono messa a girellare a caccia di mostre, come ai vecchi tempi.
L’associazione italo-svizzera, chiusa. Il Padiglione d’Arte contemporanea, PAC, fermo per allestimento. In piazza della Scala, due coccodrilli viola attaccati al palazzo. Dietro le guglie del Duomo, un aereo che solca il cielo blu. In via Dante, finalmente: una serie di grandi stampe fotografiche da ammirare all’aperto, come già visto in precedenti iniziative. Le guardo tutte? ma sì, facciamo tutto il viale, ci sarà sicuramente una fermata della metro alla fine, senza bisogno di tornare indietro.
E infatti la metro c’era. Solo che non andava diretta alla stazione: questo non l’avevo calcolato. Cambio di metro a Duomo: manca un quarto d’ora. Altri sette minuti consumati in metro. Sette minuti residui per arrivare al treno. Timbrare il biglietto. Cinque minuti. Arrivo al treno: porte chiuse. Aaaaargh! Un ragazzo arriva come me, e batte sulle porte. Un passeggero da dietro la porta fa cenno: niente da fare. Proviamo ancora: il pulsante non apre le porte. Aaaaaargh! Da un altro binario mi sento chiamare: “Paola!” (?!?) “Dall’altra parte!”. Dall’altra parte? Corro dall’altra parte: la pensilina giusta era l’altra, dall’altro lato del treno le porte erano aperte… corro su, giusto in tempo, arrivo al mio posto che il treno si muove. Resta un mistero: il tipo che mi ha chiamata non lo conoscevo, me lo sarò sognato che ha fatto il mio nome?!!!

duomo via dante lucertolone milanotrends