Passato e futuro

Oggi sono stata a casa col raffreddore (come pure il resto del wekend, che bel).
C’è Franz alla radio, che tira fuori vecchi pezzi di Kurt Cobain. Ascoltare quei pezzi è come aprire vecchi bauli. Musica che mi accompagnava quando disegnavo, e avevo 16 anni.

Ieri ci ha chiamati Puc, il nostro testimone.
Puc, che noi chiamiamo “il mediatore” per le sue spettacolari doti di realizzazione, ha deciso in tempi brevi di sistemarsi a Milano. Questo ci fa pensare che, se anche noi ci concentriamo sul mattone in tutta sicurezza, allora vuol dire che siamo sulla buona strada: le intuizioni precoci di Puc sono sempre buone.

Mi viene in mente l’ultima sessione di Monopoli giocata con Carluca.
Carla ci aveva avvertiti che giocare con Luca sarebbe stato un tormento, e aveva ragione.
Luca aveva stravinto, e la maggior parte della partita era stata dedicata a stiracchiare più a lungo possibile le compravendite con lui, che faceva i prezzi quasi come voleva: la nostra soddisfazione rimaneva in quel piccolo “quasi”. Però, ad essere realisti, a poco valeva rallentare la dolce fine: erano le prime rapidissime mosse quelle che avevano fatto la differenza.

Guardiamo le cose come stanno: i tempi di oggi sono quelli del Monopoli.
Le sensazioni viscerali che il Monopoli ti dà sono molto istruttive.
La cosa importante sta nel tener d’occhio molto presto gli equilibri. Il lato finale sbagliato della partita, quello da evitare fin dall’inizio, non è così lontano.
Ma è normale che siano i giochi degli anni ’30 a insegnare le cose?

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