Cose che di solito non si vedono – giallo

Continua la raccolta di foto strane.
Quelle delle forme e delle cose rare, che solo una volta sono riuscita a trovare.

Le catenelle di uova d’anfibio a pelo d’acqua dello stagno di Banne.
La decalcificazione del marmo sulle piastrelle abbandonate di caserma Cimone.
I riflessi d’oro e di viola del tramonto, sulle onde viste dal molo.
le immagini più volte ripetute, anche un palazzo imprigionato dentro la bolla d’acqua.
I ghirigori dei puntini di luce sulle creste delle onde del fiume.
Le olive nere snocciolate cadute sul linoleum a cerchi della stazione di Portogruaro.
Gli stuzzicadenti con le punte verdi, sono alla menta per farsi apprezzare di più.
Gli occhi dei bianchetti immersi della gustosa farinata genovese: yumm!

catenelle di uova nello stagno decalcificazione del marmo onde del tramonto riflessi nella bolla
delicata ed elegante perle nere stuzzicadenti alla menta farinata di bianchetti

Cose che di solito non si vedono – blu

Ho fatto una raccolta di foto strane.
Quelle che mi hanno permesso di fissare, in modo che non scappino più, forme fuggevoli e rare, che non è facile ritrovare e rivedere.

Mi piace cominciare con un fenomeno portato dalla Bora: l’ondulazione della linea d’orizzonte, quando il vento spazza via l’evaporazione del mare.
E poi gli occhietti delle ranocchie curiose, come palline che sbucano a coppie, sul pelo dello stagno rugoso di foglie.
I riflessi del cielo e delle nuvole sull’acqua, trasformati a forma di anelli.
Lo sprofondamento della foglia sotto il suo peso, fino a restare sepolta nel ghiaggio.
La neve che cade incolonnata sul lago, durante la pedalata in Svizzera con Chini.
Il cielo diviso a settori dalle fronde d’albero guardate verso l’alto.
Il blu della superficie del mare, con i disegni delle corde nei giorni della Barcolana.
Le bolle d’aria attorno agli occhi di Dado, quando si tuffava nella piscina di vetro.

vibrazioni all'orizzonte occhietti cielo sull'acqua l'orma del tempo
nevica sul lago tuffo negli alberi onde e anelli blu dado in acqua!!!

Conceptual art

Le librerie dei musei sono sempre fornite di lavori interessanti.
La scorsa settimana, alla libreria del MART di Rovereto, ho preso il seguente libro: “The photograph as contemporary art“, della serie World of Art, che conoscevo già; ottima. Comincio a legge allora il primo capitolo: “If this is art”, se questa è arte.

La fotografia oggi viene per esempio utilizzata per l’arte concettuale. Quella del famoso orinatoio-provocazione di Marcel Duchamp.
E’ il caso di Sophie Calle, che fotografa un anno di scene di vita di una persona scelta, a lei sconosciuta. Fissare nel pensiero un’idea anche assurda, perseguirla, e farne un’esperienza d’arte.

Sentire la definizione dell’arte concettuale mi ha acceso una lampadina.
L’ultima volta che avevo sentito usare questo termine, era stata l’altra sera, quando parlavo con Max. Che mi aveva detto: “Questo è un continuo concettualizzare”.
Ciò vuol forse dire che a volte ho idee assurde anche io?

il biglietto per il MART World of Art series dal libro sulla fotografia ocntemporanea
bruschetta serale L'ingresso del MART le bici al MART

La danza

Sabato scorso, dopo una sfuriata di vento e pioggia, al pomeriggio è improvvisamente tornata la luce, in città sul mare c’era il cielo che si apriva.
Volevo visitare il piccolo spazio espositivo che c’era dietro alla sala comunale d’arte. “Wallpapare dance” era il titolo della mostra, l’avevo già adocchiata qualche giorno prima. Dovevo controllare.

Si trattava di una mostra di videodanza. Ne ero contenta: la danza contemporanea a Trieste non si vede spesso.
Uno spazio in penombra con diversi monitor su cui scorrevano movimenti di ballerini. Una mostra con sorpresa. Lì, infatti, ho trovato Francesca, la mia compagna delle medie! La esposizione era a sua cura, con opere da tutto il mondo; lei era presente anche tra le danze riprese in video, e nelle idee per le installazioni.
Me la ricordavo, Francesca, che ai tempi della scuola disegnava come me negli spazi di carta rimasti liberi sul diario. Ora ha trovato uno spazio creativo per il suo lavoro e per il tempo libero. Insegna danza; le mostre sono per il relax. “Le nostre passioni sono cresciute con noi”, mi ha detto.

wallpaper dance i fiori in regalo

Il segreto del colore

Non si poteva andare in Olanda senza fermarsi a vedere i quadri di van Gogh. Pittore molto prolifico, a scorrere una sua biografia pare che completasse un quadro nuovo quasi ogni giorno, tant’è che i suoi lavori vengno presentati con la data non solo dell’anno, ma anche del mese.
Van Gogh piace a tutti, chi non conosce i suoi girasoli pieni di sole?
Io comunque ho riscoperto un tratto interessante in più.
L’uso del colore, ovviamente, è uno dei suoi segni distintivi: si dice che sia così noto da permettere ad un profano di riconoscere un’opera di van Gogh alla sola vista del suo stile.
Tutti i colori dappertutto, complementari riverberanti e segno portatore di energia.
Tutti i colori dappertutto…

Alberi al tramonto Il giardino del ricovero di Saint Rémy Ponte ad Arles Natura morta con coppa e frutta

Foto di foto

Dal viaggio in Olanda sono rimaste ancora parecchie storielle da raccontare.
Una è relativa al rapporto tra gli olandesi e la fotografia.
Si tratta sicuramente di un rapporto molto stretto, perchè le mostre fotografiche sono molto popolari da loro. Durante questo viaggio abbiamo trovato tante mostre di fotografia quante degli altri generi. Ampio spazio dunque all’arte della luce e della camera oscura!

Una delle esposizioni più significative è stata quella di Amsterdam, world_press_photo 2009, dedicata al fotogiornalismo. Rappresentazioni di eventi di cronaca talvolta duri, altre volte spettacolari.
I premi vengono dati alle immagini non solo per la loro qualità, ma anche per il significato che esse portano sulla base della storia espressa nella descrizione.
Tra le didascalie, mi ha colpito soprattutto questa: “Parte della missione della testimonianza di eventi drammatici è non solo aumentare la consapevolezza, ma anche risvegliare il senso di responsabilità, in modo che l’insegnamento dei fatti storici abbia un impatto sul pensiero e sul comportamento contemporaneo.”

Museo della fotografia di Rotterdam Oude Kerk Dado e le foto ciclisti sul ghiaccio

foto e visitatori

Arte olandese

Il quinto giorno di viaggio, giovedí, é stato caratterizzato da un grosso rafreddore per Paola. Ecciú! Evviva il vento dell’Olanda! (si fa per dire).
Dopo una colazione da re, abbiamo deciso di fissare il B&B presso L’Aia per un paio di notti, accantonando le bici per un po’.
É stato dunque il giorno dei musei: il Maurithuis (che conserva opere di Vermeer, Rembrandt, Rubens e Van Dyck) e il museo Escher (non solo rompicapi a incastro, ma anche grafica incisoria sopraffina). Una esperienza che fa venir voglia di essere a nostra volta artigiani creativi!

Colazione da re Mauritshuis La ragazza con l'orecchino di perla palla al museo Escher
Pineta Costruzioni di Escher Pond Escher