Credo proprio che dovremo ritrovarci per un tè

Ieri pomeriggio, mentre tornavo a casa col bus, ho incontrato Massimo, un amico che non vedevo da anni. Ovvero, ad essere più precisi, ogni tanto lo salutavo per la via. Ma un conto è una mano che fa ciao, e un altro ricominciare a parlare con calma come una volta.

Improvvisamente, l’autobus si è trasformato in una macchina del tempo.

Quante storie di vecchie conoscenze ora sparse per il mondo! Tutti gli aggiornamenti sul gruppo degli studenti di biologia! Pezzi di storia lunghi dieci anni condensati in un paio di fermate!
Tra un flash back e l’altro, abbiamo provato a farci una foto-autoscatto, ma con le vibrazioni della navicella spaziale, non riuscivamo a trattenerci dal ridere…

autoscatto nel bus

Conceptual art

Le librerie dei musei sono sempre fornite di lavori interessanti.
La scorsa settimana, alla libreria del MART di Rovereto, ho preso il seguente libro: “The photograph as contemporary art“, della serie World of Art, che conoscevo già; ottima. Comincio a legge allora il primo capitolo: “If this is art”, se questa è arte.

La fotografia oggi viene per esempio utilizzata per l’arte concettuale. Quella del famoso orinatoio-provocazione di Marcel Duchamp.
E’ il caso di Sophie Calle, che fotografa un anno di scene di vita di una persona scelta, a lei sconosciuta. Fissare nel pensiero un’idea anche assurda, perseguirla, e farne un’esperienza d’arte.

Sentire la definizione dell’arte concettuale mi ha acceso una lampadina.
L’ultima volta che avevo sentito usare questo termine, era stata l’altra sera, quando parlavo con Max. Che mi aveva detto: “Questo è un continuo concettualizzare”.
Ciò vuol forse dire che a volte ho idee assurde anche io?

il biglietto per il MART World of Art series dal libro sulla fotografia ocntemporanea
bruschetta serale L'ingresso del MART le bici al MART

Punto nave

Prima delle ferie, nelle mie fantasie c’erano cose tipo queste: “sarebbe bello avere le vacanze estive di tre mesi, come quelle dei tempi della scuola”.
Beh, devo dire che una settimana passata in città, tra mare, stagni e giardinetti a leggere sotto le fronde, mi ha restutuito un condensato di quella sensazione di una volta. La possibilità di rallentare il ritmo, se lo voglio. E’ incredibile che ci si debba impegnare per ottenerlo. Però poi occhio… che non si smetterebbe più…

Con l’occasione, ho rivisto amici che non sentivo da un po’ di tempo.
Ho incontrato Ambra, Renzo e Max G.; un drink, una pizza e una chiacchierata notturna: per scambiare delle notizie aggiornate.

Come dice Max, ci sono momenti in cui c’è bisogno di fare il punto nave, per prepararsi meglio al periodo successivo. E, dico io, ripensarci a confronto con amici che si conoscono da vent’anni è un’opportunità speciale. Si spalmano le idee sulla mappa, si fa ordine negli schemi. Ci sono punti di vista che non valgono più, preoccupazioni da destinare al cestino. Ci ritroviamo sempre d’accordo nel gusto per le piccole cose; sottoponiamo le idee importanti alla prova del tempo. Pulizia nei vecchi armadi, deframmentazione del disco che si ha dentro la mente.

ortensie come farfalle ortensie contro luce paola e max

Pasquetta con gli amici

Pasquetta con la pioggia? Invito a casa Davidaola, per un tè, con mega biscotti olandesi, coniglietti zuccherosi, e legnosi giochi da tavolo (anch’esso in legno, il tavolo…).
Per chi non c’era: ecco la recensione di chi c’è stato.

Paolona dice che Davide bara mentre gioca, per questo vince. (Si alza una ola di conferma). Davide fa lo gnorri. Voi cosa ne pensate? Davide si discolpa dicendo che sta barando per far vincere gli altri.
Richiesta di una seconda opinione, Paolona gioca il jolly e compra una vocale (dopo penseranno che ha bevuto troppo e vaneggia, invece era solo un bicchiere e mezzo).
Secondo Carla: la matematica è una scienza diabolica che va abolita in quanto ti fa vincere per forza a ‘quarto’. Luca si chiede: esiste una strategia vincente per il ‘quarto’?
E Max, dopo la sconfitta, si discolpa così: “Mi ricordavo il discorso dei tondi, ma dei quadrati mi sono dimenticato…”
Dal punto di vista mangereccio, Mauro dice: dieci più al pane fatto da Luca (Paola conferma).
Secondo Carla c’è da vergognarsi a portare in giro Luca perchè mangia tutto, anche le piantine di casa sono in pericolo. Poesia: Luca è una fogna, è una vergogna, mettiamolo alla gogna.
Christian si è aggiunto con istinto investigativo non da poco, arrivando fin sotto la finestra seguendo le tracce del motorino di Max e facendosi vedere e quindi invitare.
Luca aggiunge: non usare i pezzi del gioco per scaccolarti. (Mi autorizzano a pubblicare questo testo, alternativamente declinato in: “per detergerti i fori nasali”).

Questo è quello che succede a fare post collettivi per il blog: “così impari”.

dolcetti pasquali jengajenga jenga foto di gruppo con jenga
il pane lucarla la pinza quarto torta salata

Il carnevale visto da dentro

Quest’anno il carnevale è arrivato troppo presto, e c’è stata anche pioggia nel weekend: rischiava di saltare tutto.
E invece ieri, ultimo giorno, è arrivato il sole a raggi fin dal mattino, e c’è stata una splendida giornata durante il pomeriggio con la sfilata in centro.
Questo è già il secondo anno che riesco a fare un ingresso nel carnevale dal di dentro. Tutto merito del mitico Max, che mi ha ospitato a bordo del suo carro dal quale si godeva una splendida vista sulla città in maschera. E così ho tirato fuori l’anima bionda che era in me, ho sfilato con il corteo dei rioni, e ho lanciato coriandoli a piene mani per tutta la città.
Max ha fatto un gran lavoro di artigianato coi suoi amici. Nel nostro carro c’era il sindaco, che onore!, in versione gigante, e faceva pure i miracoli, realizzava i desideri del rione… magari!

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dipiazza santo subito piazza unità gremita fatal blonde carnevale IMG_4339

Friends

Molte cose so sugli amici.
Un amico è quello che, quando hai un problema, ti offre aiuto pratico e concreto.
Un’amica è quella che ha i tuoi stessi piccoli sogni con cui giocare con te appena se ne crea l’occasione, anche per quindici anni.
Un amico ti permette di passare improvvisamente dal registro delle ca**ate a cose serissime su cui ci si capisce al volo.
Un’amica ti dà opinioni che tieni come punto di riferimento per mesi nei periodi di cambiamento.
Ci puoi litigare con gran divertimento sulla vera storia della fine dell’isola di Pasqua, mentre gli altri guardano scettici, e noi continuiamo il dibattito sapendo che possiamo andare avanti all’infinito ridendo sotto i baffi.
Puoi all’improvviso metterti a parlare di cose private senza che gli altri se ne accorgano, senza neanche far scattare l’avviso dell’inizio del linguaggio in codice: che intesa.
Un’amica si ricorda di te nei momenti speciali dopo anni di poco contatto, e ti combina cose che fanno la differenza.
Un amico un anno fa mi aveva detto: “quasi quasi emigro in Belgio”; e io mi sentivo male, perchè non era ancora arrivato il matrimonio a cui avrei voluto invitarlo… ma alla fine quella volta non era partito, e al matrimonio ci era venuto; per questo, ora che è passato un anno ed effettivamente va al nord, sono più tranquilla: i nostri giorni e pranzi li abbiamo avuti.
In questo periodo sono molti gli amici che hanno trovato o stanno trovando lavoro in un altro paese, non sto qui a farvi la lista, non mi preoccupo tanto, so che li andrò a trovare. Il mondo non è così grande da non riuscire a contenere tutti i festini internazionali che possiamo fare.

fiori di chini&jean

Ho suonato con Vinicio Capossela…

Oggi c’è stata la manifestazione contro il taglio delle panchine voluto dalla giunta comunale “per tenere le piazze pulite”. Con una panca in spalla, la banda di Divaccia “Donald Trumpet” ha suonato “el funeral de la panchina”. C’era anche Dado alla chitarra (beh, suonare è una parola grossa… ho grattato un po’ la chitarra… N.d.D), e il mitico Max con la “panca volante” fabbricata per l’occasione. Secondo la questura si sono radunate 2500 persone: stasera hanno fatto un servizio sul Tg3, con le riprese dall’alto di una bella piazza Unità piena di gente.

I nostri artisti non solo si sono espressi sull’argomento, ma hanno anche partecipato attivamente. Di seguito vi cito un articolo che conservo da settimane, a memoria delle idee che si possono realizzare. E poi mi sono potuta fare una foto in compagnia di Vinicio Capossela, da vera balonera panchinara…

I segatori di panchine (di Paolo Rumiz)
”Trieste non è Treviso, dove la moda delle panchine segate è cominciata con lo sceriffo-sindaco Gentilini. Eleggerei piazza Venezia come luogo di resistenza. Appenderei panchine ai lampioni, a un millimetro dal suolo per non occupare suolo pubblico. Organizzerei un pranzo – sempre con panchine – in piazza con i frati di Montuzza e una banda di belle mule a servire in tavola. Riempirei di panche piazza Unità, mobili ma implacabili, per organizzare partite di briscola sottoil naso del Primo Cittadino. Che al posto delle ‘ombrele’ si sognino le panche, notte dopo notte. Saluti.”

Ogni ora è buona per mangiare la castagna

La giornata della castagnata itinerante è cominciata alle 3 del pomeriggio: Ico ci ha portato il gelato (che è stato poi spacchetato a mezzanotte) e ha inciso tre chili di castagne. Alle 4 eravamo in quattro, alle 5 estraevamo il principio attivo del mate con Chini, alle 6 si arrotolavano olive e rustici con Marianna. Alle 7 Max dimenticava da noi la torta per altri amici, alle 8 arrivavano i bolzanini, alle 9 facevamo il pieno e quasi le sedie non bastavano più. Alle 10 il Marchese viaggiava sul mondo con google-earth seduto per terra (comoda la postazione pc da pavimento?) e alle 11 si aggiungeva Mauro per l’ultimo giro di caldarroste. Ottima la sacher preparata da Barbara, e grazie ad Andrea per i fiori e agli ammiratori per il revival delle foto ‘mondopongo’.