Ieri pomeriggio, mentre tornavo a casa col bus, ho incontrato Massimo, un amico che non vedevo da anni. Ovvero, ad essere più precisi, ogni tanto lo salutavo per la via. Ma un conto è una mano che fa ciao, e un altro ricominciare a parlare con calma come una volta.
Improvvisamente, l’autobus si è trasformato in una macchina del tempo.
Quante storie di vecchie conoscenze ora sparse per il mondo! Tutti gli aggiornamenti sul gruppo degli studenti di biologia! Pezzi di storia lunghi dieci anni condensati in un paio di fermate!
Tra un flash back e l’altro, abbiamo provato a farci una foto-autoscatto, ma con le vibrazioni della navicella spaziale, non riuscivamo a trattenerci dal ridere…










































