In Olanda si mangia bene

Sui manuali per i viaggiatori che vanno in Olanda, si dice che l’Olanda non è un posto dove si mangia bene.
Secondo me, non è vero. Abbiamo trovato diverse cose che ci piacciono, nelle loro tradizioni, di cui ora che siamo tornati già sentiamo la mancanza.
Qualcosa abbiamo già provato a riproporlo: la minestra di asparagi. Non so perchè, ma loro degli asparagi vanno matti: nei menù dei ristoranti, la possibilità di avere asparagi fa parte dei titoli principali. Io una volta li ho provati in minestra anche con i gamberetti. Ora la minestra, dopo averla riprodotta a casa, l’abbiamo surgelata in mono-porzioni, nella versione base, da arricchire di volta in volta con qualcosa di diverso.

In Olanda tra i dolci abbiamo apprezzato sicuramente le frittelline al burro e zucchero, dette poffertjes, dall’impasto uguale a quello delle palacinke. E poi le loro palacinke, che lì si chiamano “pannenkoeken”, dolci, salate, e con la farcitura immersa direttamente nell’impasto alto. A Zwolle una via del centro si chiamava “via pannenkoeken”, quindi per loro sono una istituzione! E ancora cialde spesse (cioè le gauffres), cialde sottili, torte brownie con le noci, infusi alla liquirizia o al rooibos presenti in ogni ristorante, e così via…

Si dice che il miglior ristorante di Amsterdam sia a Parigi. Forse il problema della capitale è che è molto turistica, piena di Mac Donalds. Ma sapendo dove andare (come il giorno che Max ci ha suggerito un posticino nascosto) è tutta un’altra cosa.
Ad esempio, nelle città e nei paesini, c’è spesso il ristorante rustico della “gilda dei pescatori”. Dado lo chiama “Gildo pesce”. In pratica è una pescheria con il banco dei freschi già pronti e puliti a filetti, e si può ordinare qualcosa al banco per poi sedersi lì, in attesa del fritto cucinato sul momento, oppure farsi preparare della pasta al salmone, o portarsi via un panino di pesce, o degli spiedini di gamberetti ed erbe…
Mitico, dovremmo imitarlo. E’ comodo anche per un pasto veloce, per chi, come noi, dopo mangiato deve continuare ad andare in bici.

Gildo pesce Dado e la cialda la casa delle pannenkoeken pannenkoeken farcita
pannenkoeken dado cioccolata e roojbos lemon verbena patatine fritte forever

Infine c’è la storia delle patatine fritte.
Ora, agli olandesi piacciono le patatine fritte, e in effetti hanno molte buone patate tra le loro risorse.
Sul manuale dell’Olanda c’era scritto che bisognava portarsi il colesterolometro, eravamo stati avvisati. Eppure, anche da avvisati, è diffcile sfuggire all’aumento della pancetta (“cosa ti sei portato a casa dall’Olanda? La pancetta!”), e la colpa è soprattutto delle patatine fritte. Io, che non ne sono affatto golosa, ho comunque mangiato più volte patatine fritte durante il viaggio in Olanda, che nel resto della mia vita.
L’ultimo giorno, all’ultimo pranzo sulla diga, ho lasciato le patatine (che vengono presentate come contorno ad ogni pasto) quasi intoccate, e il proprietario del ristorante mi ha detto: “Come mai? C’è qualcosa che non va nelle patatine?”. Allora gli ho chiesto: “Ma voi olandesi come fate, mangiate sempre patatine?”. Lui mi ha risposto: “Beh, a noi olandesi piace trovare insieme al pasto anche le patatine, quelle DUE VOLTE AL MESE che andiamo a mangiare fuori”.
Lì ho capito. E gli ho risposto: “Certo, per voi vale due volte al mese. Ma noi che viaggiamo, andiamo a mangiare fuori sempre, e così ci ritroviamo le patatine fritte come contorno DUE VOLTE AL GIORNO!!!”

Il fantasma formaggino o il formaggino fantasma?

Con il ponte del primo maggio è arrivato il sole, e il davidaola team è tornato in bici per un’anteprima delle lunghe vacanze sul pedale. Placido risveglio e lenta colazione, treno delle dieci, arrivo a Udine e via, verso la sagra dei formaggi e delle latterie di Fagagna!

Le strade tra i campi sono tranquille se non deserte, i papaveri occhieggiano tra le distese gialle della colza, e il profumo d’erba tagliata mette allegria.
Siamo quasi arrivati. “Ho già un po’ di fame, Dado, che ora è?” “Undici e quaranta, ho un buchino anche io”. “Che presto, l’aria buona mette appetito!”
Arriviamo al centro di Fagagna, pronti alle degustazioni di formaggi, ma non troviamo niente: sembra una località fantasma. “Manifestazione sospesa per le poche adesioni”, ci dicono. Peccato. Andiamo subito a consolarci con uno spuntino.

Troviamo aperto solo un ristorante con elegante sala matrimoni, non è ancora mezzogiorno ma entriamo lo stesso, accaldati e un po’ dubbiosi sui nostri pantaloncini da bici, mentre tovaglie bianche e lunghe fino a terra fanno bella mostra di sè.
Un tipo dalla faccia tutta rossa che sembra Woody Allen ci blocca: “Tutto prenotato!”.
Mentre io arretro, lui ammette che stava scherzando, però a me sembrava plausibile: “In effetti avrebbero ancora potuto arrivare degli altri invitati, dato che è presto”, mi difendo io un po’ confusa. “Presto? Sì, sono le due…” Continua a scherzare lui… “Che buontempone”, si schermisce la sua compagna.
Insopportabile, penso io.

Pranziamo con piatti spettacolari. Una superba crema di ortiche con involtino di sogliola, che non dimenticherò. Un originale semifreddo al limone con crema di rhum e menta, che a Dado ricorda il mojito.
Mentre mangio, controllo eventuali messaggi sul cellulare. “Dado! Ma sono le due e quaranta! Che ora fa il tuo orologio?” “Mezzogiorno e venti…” “Ma va al rallentatore! Ti credo che avevamo fame…”
E il buontempone aveva ragione…

fagagna vista dal castello Dado sul pedale Palla tra i fiori papavero e colza
fagagna in verde crema di spinaci con involtino di sogliola dolce limone menta e rhum fagagna campagna
da dove nasce la pasta asciutta massime al bagno mura del castello di fagagna pioggia incombente

Percorso del giro:
UDINE stazione – via Roma – via Ciconi (con pista ciclabile) – via Tullio – via Ferriere – alla rotonda via Marangoni – seconda a sinistra: viale Venezia, da percorrere fino a superare gli svincoli per l’autostrada – via S. Caterina – a destra, via Roma – PASIANO – a sinistra, via Colloredo (con pista ciclabile) – COLLOREDO – via Udine – via Silvio d. Forno – via S. Marco – PLASENCIS – a destra SP10 – CICONICCO – ancora SP10 – via Udine – FAGAGNA

La Maison Davidaola

A Casa Davidaola si ospitano, in occasioni speciali, i pranzi di famiglia. Eccoci qua, con le migliori ricette Davidaola!
A Natale abbiamo proposto minestra di zucca all’aroma di erba cipollina, guarnita con crostini al forno e pancetta abbrustolita; polpettone con le patate; e il semifreddo di Luciana.

minestra di zucca Palla Papi e Cillona Pranzo di Natale

Sabato scorso, 25 aprile, abbiamo presentato un classico: la pizza davidaola style! A seguire, insalatona guarnita con le mele, con una spruzzatina di ravanelli e l’aceto balsamico (per chi non avesse già sgranocchiato i ravanelli col sale alla vecchia maniera). E per dessert: la torta di Luisa con la sua mitica marmellata di amoli (che non sono le gocce d’oro, attenzione alla differenza!), e la centrifuga di frutta bicolore: mela, arancio e fragola.
Buon appetito!

ravanelli rossi ravanello col sale insalata speciale centrifuga bicolore

A Barry White piace la frutta

Da quando abbiamo fatto provare la centrifuga di frutta ad Ale, Dodo gliela prepara ogni pomeriggio: gli è piaciuta tanto che se la beve sempre volentieri (ma in fondo cosa non piace ad Ale?).
Domenica pomeriggio Ale e Dodo sono venuti a trovarci proprio per questo: centrifuga di frutta per tutti!
Il piccolo Ale ora cammina da solo, che spasso! Vede le cose, si meraviglia, fa i faccioni, si sbilancia, e ovviamente si dirige verso le cose più proibite! La sua risata è proprio baritonale: “oh oh oh oo-oh”, sembra Barry White che ride, oppure Babbo Natale…

Tra le ricette delle centrifughe di frutta, abbiamo provato la versione al kiwi. Però devono essere kiwi buoni, altrimenti si sente subito la differenza. Quindi ecco di seguito la ricetta per una miscela di frutta a tutto gusto (dosi per una persona):

  • 2 mele
  • 1 arancio o 2 mandarini
  • aggiunte varie (un kiwi, oppure dell’uva, eccetera…)

frutta pronta per la centrifuga centifuga di frutta

Ritorno di Ico e Cla

L’altra settimana siamo andati a cena da Massimo e Arianne. Ico e Cla erano tornati in Italia e finalmente potevamo rivederli senza che ci fosse di mezzo il monitor con la connessione a Skype.
Dopo una cenetta strepitosa in stile francese (antipasto con patè d’oca, torta salata, faraona alle verdure e torta di mele caramellate e panna… yummm!), Clara ci ha raccontato del giorno in cui ha avuto il primo vero incontro ravvicinato con la neve. Questo evento infatti si è svolto per lei, dopo la serie di caldi inverni in Argentina, più o meno a diciott’anni in una vista ad un amico polacco.
C’era stata una abbondante nevicata presso il paese del suo amico, e Clara con un’amica si è potuta godere per la prima volta le discese con lo slittino sulla collina vicina. Mi vedo ancora Clara e la sua amica, entrambe equipaggiate con l’elmetto, un casco della seconda guerra mondiale con la stella rossa, che l’amico aveva detto loro di dover usare, per prenderle in giro sulla loro scarsa dimestichezza con la neve…

antipasti torta salata icocla e le foto gruppo

W la centrifuga

Che bello, Dado mi ha regalato la centrifuga per la frutta: da quando ce l’abbiamo, consumiamo chili e chili di scorte raccolte dal fruttivendolo! Le mele o gli agrumi sono la base immancabile per la riuscita di una miscela centrifugata. Finocchio, sedano e carote fanno parte delle possibili aggiunte.

Una ottima ricetta è per esempio questa:

  • una mela fuji
  • una clementina
  • un grappolo d’uva

Ma la parte migliore… è sempre la schiumetta che si forma naturalmente sulla superficie del bicchiere, e che fa venire i baffi colorati a chi sta bevendo tutto d’un fiato!

colazione della domenica ricetta per la centrifuga la schiumetta della frutta centrifugata

Il ritorno della castagnata!!

Amici ed amiche di Davidaola, nuntio vobis gaudio magno… habemus CASTAGNATA!!!
A tutti gli amici che, per il terzo anno, hanno voglia di venire a mangiare le castagne da noi, accompagnate dalla ribolla e da dolci vari, apriamo le porte di casa Davidaola i prossimi sabato 11 e domenica 12 ottobre dalle ore 16 in poi!

La mitica due-giorni vi attende, passate quando volete, portate gli amici e gli sbecolezi di cui non potete fare a meno.
Non mancate!!!

06-10-21_00-les-chataignes castagnataPsych-60

I numeri dell’altr’anno:
– 7 chili di castagne arrostite
– 7 litri di ribolla gialla
– 6 bottiglie di ramandolo
– 38 persone attorno ad un tavolo da 8 (non contemporaneamente…)
– 52 apparizioni degli UFO
– due giornate non-stop
– link alle recensioni delle precedenti edizioni: pag1, pag2, pag3

Attrezzi da cucina

Sabato scorso sono andata con Ambra a vedere le bancarelle del mercato ambulante, che avevano affollato tutta l’area del canale. Golosità per gli occhi, festa di colori, e vento nei capelli, dato che la giornata era fresca e luminosa.
Dopo un giro completo, abbiamo ritrovato il banco delle spezie, che era praticamente al punto da cui avevamo iniziato la passeggiata. Volevo infatti prendere degli ingredienti per le tisane, dal momento che ne avevo esauriti alcuni. Ho fatto scorta di fiori di malva, e di liquirizia in bastoncini: non ce n’era di già spezzettata, e volevo portarne a casa almeno un po’ per Dado, che la usa con l’infuso di menta.

Arrivo a casa, e bollo subito l’acqua per il tè: devo fare una prova. Tanta malva e un po’ di liquirizia, che ora sto sorseggiando, e che posso consigliare: una miscela semplice ed efficace.
L’unico problema era fare a pezzi la radice di liquirizia: nè il coltello affilato, nè quello col seghetto, rendevano facile l’operazione, meno che meno la grattuggia: la radice era troppo dura e legnosa, e per trarne qualche frammento impiegavo un secolo.
Ad un certo punto, mi viene un’illuminazione. Era come se stessi affilando un bastoncino col temperino: e allora, perchè non provare con il tempera-matite? Metodo buffo, ma efficace: ecco fatti in breve tempo, e con taglio scorrevole, i miei truciolini di legno pronti per il tè! E poi si dice che non è una buona abitudine rosicchiare il dorso della matita: vi sfido a provare la stessa cosa col legno della liquirizia…

spezie e fiori Ambra al MECA radice di liquirizia appuntita fiori di malva