Il radicio e il concerto

C’era una volta un radicio picio picio. Poichè era il più picio di tutti, veniva chiamato ‘radicieto scoresa’: no iera niente de lui, solo due ciuffetti che sparivano nella calca. Nella cesta delle verdure faceva ‘cucù’! e a malapena si sentiva la sua vocina. Un giorno venne preso come da un soffio di vento, e il mondo sotto di lui cominciò a girare… uooouuu… tutto si muove… blubb che paura!

Il radicieto fu portato da barbiere, che gli tagliò corta la frangetta. Poi in piscina, poi in sauna. Poi gli fecero una maschera di bellezza, con una crema profumata. E poi lo vestirono di tutto punto, pizzi e volant millefoglie. Non sapeva che sarebbe stato portato ad un concerto. Col suo abito da sera nuovo, sentì le orecchie ronzare: un rumore di chitarra hawaiana proveniva dall’altra stanza (iera Dado che gratava le corde della slide…).

Nel coro: ricotta, parmigiano, speck, pasta sfoglia ed erbe di provenza.

Caldo statico… o no?

Ora dirò una banalità. Come in certi inverni in cui non c’è voglia di uscire per il freddo, in questi giorni di pazza estate capita che si sta rintanati a casa per evitare il caldo di fuori. Ci si rinfresca con delle dosi maxi di tisana fatta in casa, e le tazzone, anche tiepide, danno veramente ristoro. Era da tempo che volevo aggiornare le ricette di tisane… Ecco qua un paio di nuove versioni!!

Ieri pomeriggio, prima di andare a far scorta di spezie ed erbe per tisane da Toso, ci siamo detti: ma stiamo più freschi se andiamo a piedi o in bici? Risposta condivisa: meglio in bici, perchè ci si diverte di più. (E ci si fa vento correndo…).
Il momento migliore è stato il ritorno a casa notturno. La salita in bici di via Budrio (non illuminata) nel frusciante buio della campagna. E la discesa di via Molino a vento usando poco i freni… uaoooo!!!! Come nei sogni. Sì, quei sogni in cui ti domandi: mi tuffo o non mi tuffo? Sì, mi tuffo, tanto è un sogno, e non mi succederà nulla di male…

Paola sul Piccolo

jengajenga!

domenica sera sono venute le locuste Dodo e Bibi a cena da noi. L’occasione fa il Dado cuoco, e così ho preparato una pizzona, come al solito davidaola-style.
Dopo cena è partita la super mega sfida a jenga. Devo dire che i pezzi dello jenga originale, pagato un pacco di soldi, non sono migliori, più rifiniti, o semplicemente più uniformi di uno jenga qualsiasi non di marca, la torre pareva cadesse già dopo aver tolto tre blocchetti… invece la partita è stata ottima, lunga e con dei colpi di classe notevoli per far stare in piedi la torre.
anche stavolta abbiamo le prove 🙂

Omaggio natalizio a Cristina

Stamattina Dado ed io abbiamo pulito una bella quantità di spinaci, controllandoli uno per uno. Il tavolo della cucina è abbastanza grande da poter essere ricoperto tutto di foglie verdi. E così, per il pranzo in famiglia della vigilia di Natale, abbiamo preparato l’insalata “alla Cristina”. La ricetta, ricevuta da lei per e-mail, si trova qui.

Cristina è la persona più vicina a me per età, professione e modo di prendere appunti. Talvolta nel suo sorriso mi specchio. Tra un mese Cristina regalerà al mondo il piccolo Tommaso. L’altro ieri ce l’ha portato in pizzeria, in una panciona enorme…

p.s. Dado dice: “omaggio natalizio? O Maggio, O Natalizio!”

two pizzs two tits…

Ieri sera i nostri amicici hanno potuto apprezzare la pizza davidaola (per chi non la conoscesse già) e riempirsi la pancia di dolci portati da tutti, gnum!!

I cuochi avevano fatto le cose in ordine, ma il vero momento perfetto secondo me è stato questo. A cena inoltrata, sono arrivati i crostini con salmone e formaggio, e Chini ha preso il coltello del pane per spalmarsi il burro. Cioè, era un coltello enorme, sottile e lungo, seghettato, con cui si faceva fatica a spalmare il burrino sul fettino di pane; ecco: quello secondo me è stato il momento in cui si cominciava a stare comodi…

dado aggiunge: trattandosi di fare due pizze, seguendo la ricetta, ho fatto due tette! e come dice il saggio “du’ tits is megl che uan!”

Ogni ora è buona per mangiare la castagna

La giornata della castagnata itinerante è cominciata alle 3 del pomeriggio: Ico ci ha portato il gelato (che è stato poi spacchetato a mezzanotte) e ha inciso tre chili di castagne. Alle 4 eravamo in quattro, alle 5 estraevamo il principio attivo del mate con Chini, alle 6 si arrotolavano olive e rustici con Marianna. Alle 7 Max dimenticava da noi la torta per altri amici, alle 8 arrivavano i bolzanini, alle 9 facevamo il pieno e quasi le sedie non bastavano più. Alle 10 il Marchese viaggiava sul mondo con google-earth seduto per terra (comoda la postazione pc da pavimento?) e alle 11 si aggiungeva Mauro per l’ultimo giro di caldarroste. Ottima la sacher preparata da Barbara, e grazie ad Andrea per i fiori e agli ammiratori per il revival delle foto ‘mondopongo’.

Le ricette di Davidaola

Comincia oggi la rubrica dedicata alle ricette del Davidaola team.
Quale migliore apertura di una tavolozza profumata di spezie?

Questa ricetta è stata messa a punto mediante la tecnica del ‘reverse engineering’, ovvero: smontare l’orologio in tutte le sue molle ed ingranaggi, per osservarne le minuziose forme brillanti! E poi cambiarne il meccanismo a piacimento…
Ecco dunque, al seguente link, storia e segreti della “tisana alla lavanda”.

fragoline dell-orto


fragoline dell-orto

Le fragole dell’orto della mamma, colte dal Dado, sono buone come le fragoline di bosco, ma sono più grandi!

Dolce al mattino


Dolce al risveglio

P: Sai cosa c’è per colazione?
D:No
P: Ma se l’hai preparato tu?!
Dado fa le sorprese a sè stesso!