Profumo di cannella, di mandorla; caramello nelle cialde; vortici del cacao nella tazza.
“Vado a prendere il latte per il bambino che è in me!”
(Dado che per colazione vuole pucciare nel lattecacao i biscotti presi alle bancarelle)
Davide e Paola sul Web
qua se magna, qua se bevi…
Ho creato un adepto delle erbe sfuse per tisana: è il papi, che ieri è passato da Toso a comprarsi le spezie fresche. Io stessa, l’ultima volta che ero da Toso, ne ho presi 3 etti per tipo, in modo da fare grande scorta (5 maxi tisane al giorno!).
Poichè ora è cominciato il weekend, Dado si è sbizzarrito cucinando delle golose omelettes (o palacinke che dir si voglia). Ci ho messo un sacco per indovinare l’ingrediente segreto con cui le ha rese più profumate… Se volete saperlo, chiedetelo a lui. Io vi posso solo dare un indizio: Dado ha grattuggiato nel preparato per omelettes una spezia di quelle che uso per le infusioni.
Altro che fialette di aromi sintetici.
L’altra sera, per la cena con Clarita, abbiamo preparato un fantastico sugo per la pasta: verdure al forno, zucchine melanzane e cipolla, ripassate in padella col pomodoro.
Dado dice che posso vivere di melanzane e cioccolata alle nocciole… Ha ragione: oggi pomeriggio, mentre tornavo a casa, vedevo una cioccolata gigante che usciva dalla finestra, attendendomi dalla dispensa…
È mattina presto, mi sveglio col buio, fuori fischia un po’ di vento.
Mi faccio un tè, oggi ho margine di tempo per farlo, le altre volte per colazione scelgo una più rapida spremuta.
Tuffo le mani negli ingredienti, per riempire il colino di fiori d’arancio, e poi finocchio che cade un po’ in giro, e poi liquirizia che vien su a mucchietti.
Il bollitore fischia, spengo il gas e verso l’acqua, scende turbolenta e sfrigola sulle pareti fredde della tazzona, e poi fuma frrrrrr…
Attendo un quarto d’ora l’infusione, è un rito lento il mio, la dose è abbondante.
C’è però un aroma aggiuntivo, che mi fa compagnia, mentre attendo… È il profumo di spezie sulle dita, rimasto attaccato mentre ho preparato, come ogni volta.
Palla: “Vuoi un po’ di tè?”
Dado: “sì, voglio te!”
p.s. ho scoperto un’ottima nuova tisana! L’ho trovata alla Bottega del Mondo, guardate un po’ che incredibili ingredienti: Erba Luigia, Coda cavallina, Chuquiraga e Nachang. Si chiama “Tisana della Terra”, e secondo Dado ha profumo d’arancia…
super!
La mattina, se mi sveglio troppo presto, lo capisco subito dalla luce rossa che viene dalla finestra. Mi alzo comunque, mi faccio un tè perchè c’è tempo, non la solita rapida aranciata. Ho da mangiare dolci di tutti i tipi: biscotti, goloserie dalla fiera di S. Nicolò, marzapane e cassata siciliana, o dolci che avevamo ricevuto in regalo dagli amici; ne prendo un po’ per ciascuno.
Mentre raccolgo le erbe del tè che si sono sparse sul piano della cucina, finocchio e liquirizia in pezzi, sento i gabbiani ciarlieri che volano in cerchio sopra il cortile. Questo mi ricorda quanto il mare sia vicino alla nostra casa.
Adoro questo tipo di cena.
Non dovrei dirlo, perchè i pranzi curati e ricchi, risotto e insalata multi ingredienti di nuova invenzione, composti con ritualità assieme al Dado, sono il modo di mangiare più bello. Ma che l’accozzaglia di pappa rapida faccia sfizio, non si può negarlo. Ecco allora la composizione di stasera.
Panino tratto dal recupero delle ultime due fette di finocchiona e dello sfilatino raffermo, che diventa croccante quando viene scaldato. Uovo in camicia: morbidissimo, semplice, compatto fuori e col cuore da scarpetta dentro. Yoghurt da frigo vuoto, uno degli ultimi due: che bel, anche questa scorta viene esaurita senza spreco. Cassata siciliana dalla fiera di S. Nicolò o fetta della torta di pan di spagna fatta da Dado? Chiusura con la duecentesima tazza di tè arancio-finocchio-liquirizia, intramontabile.
Dispenser su Radio2 fino alle 21, e poi Uscita di Emergenza… saluti agli amici in radio!

Questa foto non l’ho fatta io, ma un’amica di Flickr, jlouisemurphy. Inno alla semplicità dell’ovetto. Una cosa tutta per sè.
This photo is made by a Flickr friend, jlouisemurphy. A splendid expression of the simplicity of daily things, like the taste of a boiled egg.
La “simpatica” Anna Moroni della prova del cuoco una volta ha detto: “in cucina si rimedia a tutto, in pasticceria no.” Bene, lezione imparata già a suo tempo, ma ora ho una prova concreta.
Dalle due impegnative giornate di castagnata 1 e 2, mi è rimasta ancora un po’ di materia prima, circa un chiletto e mezzo di castagne (alla fine ne abbiamo fatti fuori 8 chili e mezzo su dieci comprati!). Quale occasione migliore per provare a fare la crema di castagne?
Ricordo ancora la prima volta che ho mangiato la torta buonissima della trattoria da Gianni a Trieste in Via Giarizzole (per non fare pubblicità non vi dico il numero civico, che tra seconda parentesi non ricordo).
E l’altro giorno, parlavo con Enrico e Marina del baracchino di verdure (per non fare pubblicità non dico che è quello sotto al ponte di Roiano) proprio della crema di castagne. Mi facevo raccontare come si prepara sta benedetta crema, “ma sì è facile prova anche tu”. bon, ascoltato tutto, e stasera mi sono messo al lavoro.
Pelo le castagne a crudo, le bollisco nel latte, pelo la seconda buccia… si dai, tutto nel “strucapatate” e esce sta bella polpa di castagne. non solo bella, anche buona. un po’ asciuttina però. beh, tanto bisogna ricuocerla nel latte, no? e via di nuovo col latte e invece… cerco su gugle e trovo che il secondo giro di latte non serviva… infatti la crema adesso “stenta” un po’ ad addensarsi… come dire… nel pentolino ho una specie di “minestra di castagne” al posto della crema… boh, aspetto ancora un po’ che si raffreddi e poi vediamo cosa succede…
la mia oramai moglie Paola sta prendendo possesso completo del blog. Devo trovare una strategia per riuscire a pubblicare qualcosa tra un articolo e l’altro dei suoi. Qualche minuto fa sono riuscito a metterla a nanna, e con la scusa “le ultime robe le metto a posto io”, ho aspettato che cominciasse a dormire per passare al computer e scrivere…
Da due anni, più o meno in questo periodo, io e Paola abbiamo organizzato una castagnata a casa nostra. All’inizio, due anni fa, l’idea era stata mia, propiziata a) dalla mia golosità per le castagne e b) dalla mia golosità per la ribolla gialla dolce, vino dolce che accompagna le caldarroste. Quest’anno le premesse erano un po’ strane, visto che alcuni amici mi avevano detto “non posso sabato” o “non posso domenica”… allora l’idea è stata “facciamo la castagnata per due giorni!”.
Via con gli inviti e oggi pomeriggio Federica è stata la prima ospite. Con Federica si chiacchierava di vita di coppia e le abbiamo mostrato le foto del matrimonio. Poi sono arrivati Chini e Jean freschi sposi, Federico, senza Clara che è in Argentina, ma con Graziano e la “timida” Ilaria; Cillona, Manuela con Marco, e ancora Domenico e Barbara (Alessandro compreso), Enrico e Liviano, Luca e Carla e, last but not least, Davide!
Ho cominciato ad arrostire le castagne verso le 16.30, e tre ore dopo ne avevo fatte fuori tre chili! Ora che sono andati via tutti ne sono rimaste poco più di un chilo, quindi dei cinque di partenza è rimasto pochetto… e anche la ribolla è andata via liscia liscia, e non ne ho abbastanza per domani. Spero di trovare aperto lo spaccio vini dove l’ho comperata ieri.
Le castagne migliori erano quelle prese dal baracchino di Marina ed Enrico, sotto al ponte di Roiano (sì, facciamo pubblicità). Loro sono due simpaticoni, attaccabottoni con tutti i clienti; li avevo invitati a passare da noi dopo la chiusura del negozio, ma hanno declinato dicendo che a quell’ora sono molto stanchi e non vedono l’ora di tornare a casa, e li capisco. Allora ho preparato un sacchettino di castagne, due bicchieri di ribolla e Paolina glieli ha portati, e loro ne sono rimasti molto contenti!
Comunque le chiacchiere tra amici sono state molto piacevoli, e uno dei nodi focali è stato il viaggio. A parte le nostre ovvie foto del viaggio di nozze, abbiamo visto anche le foto della vacanza nuziale di Chini e Jean in Francia, poi di Ilaria in Cambogia e India, e infine di Liviano in America per il suo tour con i Jennifer Gentle. È un peccato che i nostri amici siano “sparsi” dappertutto e che ci vediamo poco, ma è anche bello quando ci si reincontra, raccontarsi le cose come se avessimo interrotto solo un attimo la conversazione.
Domani altro giro, e ancora amici. Che bel!
Lo scorso sabato c’è stata la festa estiva a Spilimbergo. Le feste di IcoCla a Spilimbergo sono sempre speciali, sarà l’atmosfera bucolica, la gentilezza degli ospiti, insomma viene sempre ben.
Questa volta la festa era all’insegna della prodezza culinaria, e anche se in alcuni momenti c’erano scene da cuochi pasticcioni e ripieni straripanti, orari dei pasti tipo lungaggini da matrimoni, per non parlare della pioggia sulla tavola proprio quando ci stavamo finalmeeeeeente apprestando a mangiare, per noi era tutto ok lo stesso.

La gara dunque consisteva in questo. Portare un ripieno per ravioli di propria invenzione, ultimarlo sul posto se necessario, e comporre i ravioli con la pasta fatta a mano da Emilio e nonna papera. Sei ricette si sono presentate, quattro salate e due dolci. Ravioli alla carne (Emilio), Ravioli all’avocado, gamberetti, semi di papavero e come ingrediente segreto l’amore (Gianpaolo e Letizia da Milano), ravioli ripieni di peperoni ricotta e cous cous (Davidaola), ravioli alle zucchine mandorle e gorgonzola (Clara). Per dessert, ravioli dolci fritti ricoperti di zucchero a velo (yumm!!), quelli di Andrea (mandorle, scorza di limone, miele e acqua di fiori d’arancio – aroma pastiera napoletana per intenderci); e ravioli con ripieno di cacao, formaggio tipo filadelfia, noci e pere (Alessandra). Vi abbiamo fatto venire l’acquolina in bocca, eh? Figuratevi a noi, assaggiatori in serie di tutte le specie di ravioli!
Dopo accanita discussione per la votazione finale (con cannonate che comunque non hanno svegliato il cugino Sam che ronfava sull’amaca), sono stati premiati Andrea e Letizia da Milano (Gianpaolo che faceva coppia con Letizia le ha ceduto il podio!) con le pregiatissime magliette dal logo casa-di-spilimbergo-raviolata, e l’abbuffata si è conclusa con i dolci di Silvia.
Menzione speciale va alla piccola diva, la mascotte del weekend, l’inglesina di due anni Lily, che ha già imparato a parlare cantare e fare aggraziati inchini, superando i maestri genitori attori…
Arrivederci alla prossima festa!!!
