Mini esplorazione

La scorsa domenica, c’era il battesimo di Ale, e Dado aveva l’importante ruolo di santolo, mentre io ero la fotografa ufficiale.
Dopo la cerimonia, abbiamo pranzato molto bene al “pescaturismo”, al Villaggio del pescatore. Il sole è apparso proprio al nostro arrivo, e le vetrate sul mare ci riempivano di luce. Mi ricordo ancora dei ‘girai in savor’ con la cipolla rossa di tropea, delle cozze impanate, o gratinate, e delle alici marinate col finocchio.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo, ho fatto una passeggiata lungo la costa. Avevo l’abito scuro, e le scarpe con i tacchi alti, ma questo non mi ha impedito di fare una esplorazione presso le zone dei pescatori, tra gli scogli, la ghiaia, l’erba alta e i rovi. Ho scoperto un deposito di galleggianti in vetroresina, dai colori vivi e dalle superfici strappate e incrostate di patelle. Una manna per chi ama fotografie macro e tessiture: ovviamente mi ci sono tuffata…

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Pesce spada day

L’altro giorno, al supermercato sotto casa, il pesce spada era in bella mostra, con tanto di spada esposta.
Ecco allora che ci siamo inventati una nuova ricetta. E’ così facile che di sicuro qualcun altro l’avrà già scritta come noi. Quasi uguale, quasi.
Quando l’abbiamo provata, sabato scorso a pranzo, ci ha fatto venire in mente un piatto simile che abbiamo apprezzato alla pizzeria dei freaks (detto bonariamente: gli siamo affezionati). Mentre il cameriere strambo di turno ce ne decantava i pregi, ad un certo punto ci ha detto con vocina da gnomo: “molto buona e… GNon iGNdigesta“.
Volete provarla anche voi? La trovate a questo link!
Un’unica cosa: non mi viene in mente il nome elegante (francese?) con cui si chiama la dadolata di pomodoro…

soffritto di pomodoro fresco

Cenetta schvizzera…

Ah che bel: come sperato, poco dopo il nostro ritorno abbiamo fatto raccolta di amici che non vedevamo da tempo.
Abbiamo preparato una cenetta misto svizzera: alcune cose le abbiamo portate in bici a casa per l’occasione, e il resto è stato cucinato basandoci su ricette provate durante il viaggio.
Ecco il menu:
– crepes al prosciutto e formaggio; crepes con ricotta spinaci pecorino e olive nere
– insalatona rossoverde con miscela di semi: girasole, pinoli, sesamo e sorgo
– cioccolatini importati misti: con nocciola, caffè, pistacchio, ananas, menta, rhum…
– gelato ricoperto di frutti di bosco caldi preparati sul momento
– assaggi di vini portati dagli amici: teroldego rotaliano (trentino), negroamaro (puglia), barbera (piemonte), spumante brut rosé franciacorta (rodengo saiano), liquore di terrano (carso sloveno).

Serata piacevole con chiacchiere serie e facete, recensione degli ultimi viaggi di tutti i presenti, seguita da una collezione di ricordi dell’asilo…

foto di gruppo

Losanna – Yverdon

Ieri abbiamo salutato Cecilia e Jean la mattina presto, mentre loro uscivano per andare a lavorare. Ci hanno permesso di restare a casa loro ancora qualche ora per finire di fare i bagagli, gentile ospitalità.
Poco dopo essere uscita, Chini è rientrata a casa a prendere qualcosa che aveva scordato. Aveva gli occhi truccati di nero, bellissima; io la salutavo con gli occhi rossi, stropicciandomi la faccia. “Ritorna a dormire”, mi ha detto lei. Ma io non sono andata di nuovo a letto. Stavo pensando: Chini non ritornerà a vivere a Trieste. Che pensiero assurdo. Perchè dovrebbe. Si sono appena sposati, e hanno già vissuto in Argentina, Francia, Giappone, Italia, e ora finalmente si sono assestati in Svizzera, dove resteranno almeno un paio d’anni. E poi chissà dove continueranno: il mondo è loro.

Dopo una mattina di visita dei musei a Losanna, siamo partiti sulla route-velo n.5, e abbiamo percorso 60 km tra boschi, campagne, campi arati a terra nera. Saliscendi in teoria piacevoli, in pratica pesanti perchè mi sono presa una mezza infreddatura, al super gelido museo Olimpico di Losanna; dopo numerose pause e riprese, siamo arrivati alle 9 di sera a Yverdon Les Bains, dove siamo rimasti anche oggi per una giornata di stazionamento e riposo. Tra poco andremo a vedere la festa “concerto dei lombrichi“… chissà come sarà?

bosco sulla route n.5 crepe Interno creperie segnaletica

Cenetta al salto

Cosa si fa stasera per cena?
Cosa c’è a casa?
Tre zucchine e una melanzana?!
Ok: allora inventiamoci la cenetta più sfiziosa del mondo: spaghetti con le verdure al salto!
Le ricette migliori sono quelle improvvisate con quello che c’è… vale la pena segnarsela!
Trovate tutti i dettagli a questa pagina.

spaghiverdure

Ciclabile Mincio-Po: parte 2. Ciòminciòti…

La pista ciclabile che corre lungo il fiume Mincio fa parte del progetto europeo “Eurovelo”.
Per prenderla da peschiera del Garda si entra nella rocca all’imbocco del fiume e si comincia prendendo l’argine destro. La pista è in strada bianca, interdetta al traffico, e attraversa un po’ di volte il Mincio, portandosi talvolta a destra talvolta a sinistra, fino a Mantova.

inizio gita mincio all'attacco ponte sul mincio eurovelo

Il percorso è fiancheggiato da fiori di campo di tutti i colori: non si resiste, ogni due per tre scatta lo stop fotografico. Ci facciamo largo tra i rovi per avvicinarci alle distese di grano, oppure ci appostiamo tra le creature volanti, per acchiappare con il macro il nugolo di libellule mentre si leva o si riposa.
Durante la sosta dedicata alle libellule, Dado si è accorto che una nuvola di moschini si era affezionata a lui e continuava a seguirlo dovunque andasse… anche in bici, restavano sopra la sua testa come nei fumetti! Si erano affezionati al suo colore bianco? Parte allora il piano di salvataggio: cambio di maglietta, spruzzata di Autan, montare sulla bici e scattare a tutta birra… pronti VIAAAAA!!
…Sì, alla fine li abbiamo seminati.

fiori di campo elitre blu campi di grano oro rosso

Mezzogiorno sotto il sole: la pancia comincia a fare rumore.
Andiamo in esplorazione per il pranzo: una freccia “agriturismo 1 km” ci tenta.
La tentazione ci costa una salitina e una bella deviazione ben più lunga del previsto; quando finalmente troviamo il sito, scopriamo che offre solo pernotti ma non pranzi!
L’idea agriturismo ci solletica ancora un po’, ed ecco che seguendo le frecce-invito, partiamo per un paio di altre deviazioni, i chilometri corrono sotto il sole a picco, eppure non troviamo dove mangiare: neanche la birreria offre pranzi.
Rinunciamo allora agli smarrimenti nella campagna, ed entriamo nel borghetto di Pozzolo. C’è solo una trattoria aperta sotto il campanile, e quando entriamo, dalle tavolate di soli uomini si alzano molte teste curiose… ci sentiamo degli astronauti in tutina, intrufolati come siamo nella mensa degli operai del luogo, tutti magliette grigie, canottiere e tatuaggi, che chiedono il solito caffè corretto chiamando per nome la placida cameriera.
Questo segno è garanzia di qualità: saranno ottime infatti le lasagne, e il semifreddo fatto in casa, roba da copiare la ricetta e farsi dare il bis.

Ecco dunque a voi, il segreto del dolce della signora Luciana!
– montare la panna
– grattuggiare cioccolato fondente
– sbriciolare amaretti
– inserire il tutto in uno stampo da dolce tipo plum cake e poi in freezer
– servire a fette condite con la salsa al cioccolato
E’ così facile che gli abbiamo dedicato una pagina: lo ritroverete memorizzato qui!

dolce di luciana

A casa di Luisa e Giordano

A casa di Luisa e Giordano, appena si arriva, ci si mette la tuta. Si fa il giro delle piante, quelle in vaso e quelle nelle aiuole, e si discute cosa c’è di nuovo e cosa si è rovinato. I gusci di noce abbondano sulla gettata di cemento, perchè i corvi le spaccano gettandole dall’alto in quantità. La lavanda da raccogliere per gli infusi e per la biancheria si fa sempre più larga. La borsa del cucito e quella dell’uncinetto sono in vista. Il coniglio con il sugo è stato preparato a partire dal giorno prima, un sugo fatto due volte: dapprima quello per la cottura, con cipolle e vino (poi passato e triturato); e poi quello per il condimento, con le carote e le patate (fritte a parte così han più gusto). Prima di andare via, si fanno due passi in orto, e si raccoglie il radicchio per le cene dei giorni successivi.

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dick texture mi appendo allo sky iris serie

Dolci da sogno

Ieri pomeriggio, lunedì, facciamo la spesa.
Al reparto biscotti, Dado controlla gli ingredienti sulle confezioni, e si arrabbia: “Non ce n’è uno che abbia il burro, tutti fatti con olii schifezz**!”.
La sera, a casa dopo cena, crollo di sonno, ancora indolenzita per la partita di calcetto del giorno precedente passato sul prato. Mentre arrivano i sogni, sento una voce del Dado che si allontana dicendo: “Vado a fare dei biscotti veri…”
La mattina dopo mi sveglio presto, in anticipo sul programma, e faccio una capatina in salotto… meraviglia! Trovo un piatto di biscotti fatti in casa con le gocce di cioccolato! E’ un vero risveglio o sto ancora sognando? Un inequivocabile biglietto dice: “Guarda che li ho contati”… E io dico fra me e me: guarda che ho già addentato il quarto biscotto… yummm!

dadobiscotti biglietto