Ciclabile Mincio-Po: parte 2. Ciòminciòti…

La pista ciclabile che corre lungo il fiume Mincio fa parte del progetto europeo “Eurovelo”.
Per prenderla da peschiera del Garda si entra nella rocca all’imbocco del fiume e si comincia prendendo l’argine destro. La pista è in strada bianca, interdetta al traffico, e attraversa un po’ di volte il Mincio, portandosi talvolta a destra talvolta a sinistra, fino a Mantova.

inizio gita mincio all'attacco ponte sul mincio eurovelo

Il percorso è fiancheggiato da fiori di campo di tutti i colori: non si resiste, ogni due per tre scatta lo stop fotografico. Ci facciamo largo tra i rovi per avvicinarci alle distese di grano, oppure ci appostiamo tra le creature volanti, per acchiappare con il macro il nugolo di libellule mentre si leva o si riposa.
Durante la sosta dedicata alle libellule, Dado si è accorto che una nuvola di moschini si era affezionata a lui e continuava a seguirlo dovunque andasse… anche in bici, restavano sopra la sua testa come nei fumetti! Si erano affezionati al suo colore bianco? Parte allora il piano di salvataggio: cambio di maglietta, spruzzata di Autan, montare sulla bici e scattare a tutta birra… pronti VIAAAAA!!
…Sì, alla fine li abbiamo seminati.

fiori di campo elitre blu campi di grano oro rosso

Mezzogiorno sotto il sole: la pancia comincia a fare rumore.
Andiamo in esplorazione per il pranzo: una freccia “agriturismo 1 km” ci tenta.
La tentazione ci costa una salitina e una bella deviazione ben più lunga del previsto; quando finalmente troviamo il sito, scopriamo che offre solo pernotti ma non pranzi!
L’idea agriturismo ci solletica ancora un po’, ed ecco che seguendo le frecce-invito, partiamo per un paio di altre deviazioni, i chilometri corrono sotto il sole a picco, eppure non troviamo dove mangiare: neanche la birreria offre pranzi.
Rinunciamo allora agli smarrimenti nella campagna, ed entriamo nel borghetto di Pozzolo. C’è solo una trattoria aperta sotto il campanile, e quando entriamo, dalle tavolate di soli uomini si alzano molte teste curiose… ci sentiamo degli astronauti in tutina, intrufolati come siamo nella mensa degli operai del luogo, tutti magliette grigie, canottiere e tatuaggi, che chiedono il solito caffè corretto chiamando per nome la placida cameriera.
Questo segno è garanzia di qualità: saranno ottime infatti le lasagne, e il semifreddo fatto in casa, roba da copiare la ricetta e farsi dare il bis.

Ecco dunque a voi, il segreto del dolce della signora Luciana!
– montare la panna
– grattuggiare cioccolato fondente
– sbriciolare amaretti
– inserire il tutto in uno stampo da dolce tipo plum cake e poi in freezer
– servire a fette condite con la salsa al cioccolato
E’ così facile che gli abbiamo dedicato una pagina: lo ritroverete memorizzato qui!

dolce di luciana

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