Il web è troppo lento (per questa volta…)

Le piante che resistono sul nostro davanzale sono poche e accuratamente testate. Anni di prove di sopravvivenza hanno dimostrato come, da noi, i gerani crescano belli lunghi andando a caccia della luce lontana, e le pervinche si ramifichino a chioma spettinata credendo di essere in sottobosco. D’inverno basta metterle dentro quando c’è il rischio di gelata, ed è fatta: il mimimo di verde per tutto l’anno è garantito.

Ma non questa estate.
L’estate è troppo calda, mi dicevo.
Perchè il nostro geranio si secca, e devo dimezzarne le foglie?
Ma soprattutto, perchè le foglie si seccano “a partire dal gambo”, che diventa asciutto sotto la base, mentre la foglia sta resistendo ancora?

Ieri Dado mi ha detto: “guarda sul blog di Oca Sapiens” (la mitica giornalista scientifica già citata per il suo lavoro sulle api), “c’è un articolo che parla di un parassita dei gerani, una farfallina grigia. L’hai vista anche tu?”

parassiti geranio parassiti geranio parassiti geranio parassiti geranio

Eccome se l’ho vista! Accidenti a questa farfallina! L’avevo notata proprio l’altro giorno, “che bella farfallina, quasi quasi me la porto al microscopio”, mi ero detta.
Altro che microscopio. Oramai è la parte vivente del nostro geranio, che è rimasta microscopica.
Ho controllato sulla scheda descrittiva l’aspetto che hanno i danni fatti da questo parassita. Ora che li so riconoscere, ne trovo in quantità sulle nostre povere ex-piante. Ovetti bianchi? Fiori mangiati prima che sboccino? Scavi a canaletto nei fusti? fusti che poi, per questo, si rinsecchiscono. Ecco qual era il motivo.
Tutta colpa della “Cacyreus marshalli” (così si chiama). Ora che l’ho scoperta, per il nostro geranio è troppo tardi. Posso solo toglierlo (terra compresa), per evitare che favorisca l’ulteriore moltiplicazione del parassita, che ci ha messo su casa e condominio.

Per questa volta, le informazioni sono arrivate a geranio finito. O perlomeno, “muovendosi da sole su web” sono arrivate solo oggi, che è comunque un risultato, ma se mi attivavo anche io con la ricerca, probabilmente ci incontravamo prima: è così che funziona, mica le cose da sapere ci piovono sempre in testa come questa volta, ci si deve attivare!
Dunque il web può tornare utile di nuovo: per fare alla “Cacyreus marshalli” una cattivissima pubblicità!!!
Nelle foto descrivo i tristi (ma spero utili) dettagli sulle condizione del geranio infestato negli angoli nascosti (neanche tanto, a questo stadio avanzato; ma l’inizio del ciclo è nascosto perchè parte all’interno della pianta).
Per vostra verifica ed azione.
Ulteriori informazioni alla scheda tecnica riportata in questo link.

I segreti della centrifuga

Durante il weekend spesso ci dedichiamo alla preparazione delle centrifughe di frutta. Ne surgeliamo alcune porzioni, così abbiamo la scorta per tutta la settimana. Sì, lo so che sarebbe meglio averla sempre preparata di fresco, ma vi sfido poi a lavare tutto l’ambaradan della centrifuga ogni volta da cima a fondo. Meglio far man bassa di frutta in una volta al baracchino, e assicurarsene la disponibilità a colazione ogni mattina.

Questa settimana (stavolta di lunedì) abbiamo preparato delle combinazioni mela-kiwi-pesca-uva. Sono tutti e quattro frutti che rendono bene.
Ce ne sono certi che vengono meglio e altri meno, e questi quattro sono da successo assicurato. Il melone, per esempio, secondo me sa di poco: non vale la pena.
Dipende però anche dallo stato di maturazione. Va evitata la frutta troppo matura che sta per “andarsene”, perchè durante la centrifuga si ossida definitivamente e può anche rovinare il risultato complessivo. Mi ricordo ancora di una anguria acquosa che, una volta triturata, emanava odore di zolfo…

centrifuga in azione mela e amoli pesca e uva centrifuga di frutta con etichetta

Oltre alle già decantate doti della mela che può far sempre da base, ho scoperto che anche il kiwi è un ottimo elemento da tenere sempre a disposizione. Ne preparo una piccola scorta centrifugata a parte (quattro kiwi bastano e avanzano per tre chili di frutta), e poi ne aggiungo un fondo ad ogni bicchiere.
Il kiwi esalta il gusto rendendolo un po’ più aspro e vivace (spesso le centrifughe sono molto dolci perchè viene separata la fibra che attutisce il gusto; proprio questa dolcezza è uno dei segreti del loro successo).
Ma soprattutto il kiwi, in quanto acido, agisce da anti ossidante: ecco allora che la centrifuga non cambia subito colore ma rimane chiara, e si conserva meglio. Al momento ho provato che si mantiene bene in frigo anche fino alla mattina dopo: il gusto rimane fresco, non alterato. Una delizia.

W la centrifuga

Che bello, Dado mi ha regalato la centrifuga per la frutta: da quando ce l’abbiamo, consumiamo chili e chili di scorte raccolte dal fruttivendolo! Le mele o gli agrumi sono la base immancabile per la riuscita di una miscela centrifugata. Finocchio, sedano e carote fanno parte delle possibili aggiunte.

Una ottima ricetta è per esempio questa:

  • una mela fuji
  • una clementina
  • un grappolo d’uva

Ma la parte migliore… è sempre la schiumetta che si forma naturalmente sulla superficie del bicchiere, e che fa venire i baffi colorati a chi sta bevendo tutto d’un fiato!

colazione della domenica ricetta per la centrifuga la schiumetta della frutta centrifugata