Da Geneve a Lausanne

Oggi la fortuna ci ha baciati.
La mattina siamo partiti per una tappa di 80 km sul lago Lemanno, e uno splendido sole ci ha illuminati per tutto il tragitto: Dado si é pure scottato le mani…
Fabio ci ha accompagnati in bici per i primi 20 km: viaggio in compagnia!!
Poi abbiamo proseguito tra i colli e lungo il lago fino a Losanna: un posto spettacolare con parchi sul lago e centro storico tutto in salita.
Appena arrivati ci hanno accolti Cecilia e Jean, di nuovo una serata tra amici! Aperitivo in terrazza, cenetta di pesce… yumm! W Chini super organizer e grazie per l’ospitalità.

con Fabio a Cully il segno della ruota le piante dei piedi Lac Leman
La via del tempo perso Dado Lago e Monti Davidaola sul lago Davidaola Chini y Jean

Pioggia a Ginevra

Lo sapevamo che quella di oggi sarebbe stata una giornata di pioggia, e nonostante questo siamo andati in giro tutto il giorno, la mattina persino in bici. Per un po’, mentre noi pedalavamo, il tempo ha tenuto; poi, ovviamente, tanta acqua.
Fabio ci ha portati allo splendido parco dell’orto botanico e a mangiare il tipico polletto arrosto (poulet roti). Nel pomeriggio, noi abbiamo continuato il giro visitando il museo d’arte contemporanea e fotografia: non restava altro che chiudersi al riparo, gironzolando tra opere minimaliste / optical art / post surrealiste, mentre i miei piedi bagnati si asciugavano nelle ciabatte da doccia che mi ero portata dietro come cambio di riserva…

cosmos davidaola e rosseau cenetta casalinga risotto alle verdure

Lucerna – Ginevra

Rieccoci qua. Grazie a Fabio che ci ospita, e ci offre la connessione.

Stamattina siamo andati a fare il giro del lago di Lucerna, giusto in tempo prima che la pioggia ci cogliesse, per cui abbiamo percorso un tratto di 20 km sulla pista ciclabile nazionale n.9, la pista dei laghi, e al ritorno ci siamo affidati al treno.
Siamo saliti sul monte Pilatus, con l’aiuto di un treno a cremagliera che si è arrampicato su per una pendenza del 48%… incredibile, vero? E’ la più ripida del mondo!
Quando siamo arrivati in cima, c’era lo spazio per turisti tutto inquadrato: sentieri intrappolati negli steccati, pranzo self-service e corvi addomesticati… no, no, bisognava uscire dallo schema e fare un pezzo di sentiero sul prato libero giù per la pendice! Avremmo continuato, nonostante le vertigini da vista a strapiombo sulla valle (roba da fare deltaplano con la mente) e il tempo contato. Appena siamo andati via, è arrivato il nuvolone da pioggia, e ci siamo rintanati in treno.

La sera siamo arrivati a Ginevra, da Fabio che ci ha fatto gentilmente da cicerone sul lago, mostrandoci i punti tipici nella tiepida notte, e ci ha preparato la cena in terrazza da lui… fantastico. Serata con chiacchierata su filosofia e consigli di lettura.

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P1030440 P1030399 macro ad alta quota ritrovo tra amici!

Mille incontri

Martedì scorso, dopo lavoro, stavo per andare a casa, ma ho cambiato idea. Ho deciso di fare un giro in città… e in pochi minuti è successo di tutto!
Innanzitutto sono andata a prendere un gelato al “Crema e cioccolato”: berlina piccola, panna sopra e panna sotto, un mio classico. Lì mi ha raggiunto Dado, abbiamo fatto il punto della giornata e ci siamo avviati di nuovo.
Ho preso l’autobus, e ho incontrato Andrea, un mio vecchio amico della scuola: scambio di telefono, di informazioni utili e di e-mail, poco pima di saltare giù alla mia fermata.
Arrivo di fronte al cinema Nazionale: lì trovo il mitico compagno di classe e prof Dave Martins, che mi racconta le ultime spettacolari novità. Cito qui il suo ultimo messaggio: “Ragazzi e ragazze della E, l’ho appena saputo: riparto dal Galilei. Un bel traguardo insegnare nella scuola dove si è stati studenti. Affascinante… Bye, Dave“.
Prima di andare a vedere il film che ha scelto, mi dà il numero svizzero di Fabio: giusto in tempo, che magari lo utilizzo per un incontro in Svizzera la prossima settimana (eh eh… di questo saprete il resto poi).
Riparto per continuare il giro: prendo ancora il bus, e vado al Giulia dove dovrebbe esserci il mio Dado. Anche se non mi risponde al telefono, lo riesco a beccare a vista al reparto bici del negozio di sport: ovvio!
Ma non finisce qui: chi incontriamo proprio lì? La nostra vecchia amica Anna Lucia! Che si attrezzava pure lei per un viaggio con la bici sullo stesso stile di quelli che facciamo noi! Esempio: prenotazione solo del primo pernotto, e il resto del percorso… all’avventura!!! (esattamente come nel nostro viaggio di nozze: ci siamo influenzate a vicenda?).
Lei è di corsa e deve partire il giorno dopo, ma per poter parlare ancora un po’ mi dà un passaggio con la sua auto fino a casa. Sarà un anno che non ci vediamo: devo ancora darle la bomboniera… Eppure appena cominciamo ad aggiornarci, mi accorgo di quanti argomenti abbiamo in comune, di cui vorrei parlare per ore nei giorni a venire…
Ora dovete spiegarmi questo: perchè, mentre passano i mesi, le cose che ti piacciono arrivano così rarefatte, mentre faticosamente cerchi e cerchi; e poi, di botto, in un giorno solo, o in un luogo affollato, ne trovi un condensato tale che vorresti fermare tutto, prendere quegli attimi, moltiplicarli per cento e farne scorta per settimane???

Anna e Paola

Quizas

Finalmente abbiamo messo on-line il video di uno dei miei momenti preferiti della festa di Ico e Cla.

Clara in abito bianco suona il contrabbasso, Almachiara – la sua amica e testimone – canta, e la musica dolce dei Maxmaber ci avvolge.

httpv://youtube.com/watch?v=3hNVTEr65hE

La festa dell’amico

Lo scorso sabato siamo andati a Barcola al quinto topolino, portando degli sfizi da mangiare, asciugamano e chitarra. Come gli anni scorsi nella stessa data, ci aspettava la comunità degli argentini di stanza a Trieste, per la loro festa tradizionale dedicata all’amicizia (che per essere precisi cade il 20 luglio).
Mentre percorrevamo il lungomare in bici nel buio della sera, mi sembrava che fosse finalmente arrivata l’estate. Per sentire la bella stagione, ci voleva proprio un momento in cui essere tranquilli per andare ad una festa sulla spiaggia, con le luci della sera, la musica e le torte dolci o salate fatte in casa.

Insieme ad Augusto, che suonava le canzoni popolari inneggianti al paese natìo, abbiamo fatto musica in contrappunto: una spagnola e una triestina, alternate! Così Augusto cantava: “Ho tanti fratelli, che non posso contarli, e una hermosa sorella, che si chiama libertà”.
Grazie a Natalia, Sergio e i loro amici, che hanno portato questa festa qua da noi più di tre anni fa, e che ogni anno diventa più grande!

fiesta de l'amigo festa dell'amico barcola by night festa dell'amico

Ico e Cla parte 5 – la pizzica

Inutile dire che il clima festivo era ancora presente anche la mattina dopo.
Ci siamo ritrovati che eravamo presenti ancora in molti, per la tipica colazione a Spilimbergo sotto gli alberi. Degli amici avevano portato a Ico e Cla del pane augurale fatto in casa a forma di ‘C’ ed ‘F’, le loro iniziali. Mentre eravamo tutti intenti a spalmare la marmellata sulle fette di questo buonissimo pane, è arrivata Clara che si era appena risvegliata, e tutta allarmata ha recuparato per sè una delle ultime fette appena in tempo: che sacrilegio, se lo avesse trovato già finito!
Tocco finale, insieme all’apertura di pacchi e regali, è stata la lettura del quaderno delle ricette. Questo quaderno ben decorato girava di nascosto tra gli invitati sin dal giorno precedente: è stato scritto dagli amici durante tutto il pomeriggio della festa. C’era la sezione dei dolci e la sezione del salato, e ognuno dei presenti ha scritto la sua coppia di ricette nella propria lingua. Si potevano trovare scritture in italiano, inglese, spagnolo, francese e credo che non finisse qui, perchè c’era anche un amico turco, mentre il testimone era emigrato in Germania. Risulta facile dire che, a beneficio dei nostri amici cosmopoliti, sono stati raccolti ingredienti da tutte le parti del mondo.

paola e almachiara C&F il quaderno delle ricette ricettario

Non mi dilungo sulla partita di pallavolo (con immancabile pallone finito sull’albero) e sulla piscina tonda installata dietro la casa: non avevamo portato il costume.
L’ora di pranzo era ben che superata e la nostra tenda definitivamente smontata, mentre arrivavano dei fantastici salami nostrani assolutamente privi di conservanti per continuare con gli spuntini del day after. E anche la musica tornava come un ciclo infinito. Quando eravamo sul punto di avviarci definitivamente, mi sono trovata coinvolta nella pizzica: il ballo tra le ragazze era irresistibile, ci faceva girare su noi stesse, i lembi delle nostre gonne ondeggiavano, e non sarei andata via mai…

Ico e Cla parte 4 – Quizas

clarita in piazza duomo icocla torta firmata dadododo

Quando una festa è ricca di idee, è il caso di ricordarle, come spunto per farne fiorire delle altre! Ecco cosa ci hanno combinato Ico e Cla.
Il pranzo all’aperto si è tenuto sotto i filari degli alberi del bosco dietro casa. Alle cinque del pomeriggio il servizio catering se n’è andato ed è subentrata la cucina casalinga. Per la cena, è stata arrostita una porchetta di 80kg (ed è da notare che proveniva dal contadino che abita dieci metri più in là: “questo maialino ha visto una piccola porzione di mondo”, ha osservato Emilio). Tra un piatto e l’altro, i Maxmaber facevano ripartire le percussioni, e danze insolite si aprivano: un serissimo tango in ciabatte da mare, la danza del ventre di una mamma col pupo appisolato sul marsupio sballonzolante davanti a lei, abbaiate di cani ai ballerini, insomma scene da festa paesana che avremmo voluto non smettessero mai.
Clara e Almachiara hanno suonato e cantato assieme degli splendidi pezzi in spagnolo, Besame Mucho e Quizas, in un quadro insolito che incorniciava Clara in abito bianco dietro al contrabbasso e Almachiara quale testimone alla voce: splendido.
Io mi sono procurata una serie di occasioni per disegnare tatuaggetti lavabili con le penne colorate. Dopo Natalia, Alberto, Alma e Lionel, sono arrivati i tre bambini della vicina di casa per fare ripetute richieste di disegni di animali sui loro braccini: il primo della coda, dopo aver ricevuto il disegno, si rimetteva in fondo alla coda per averne un altro…

P1020876 lancio del boquet P1020871 un tatuaggetto...
A notte fonda arrivavano ancora prosciutto e melone, e poteva essere già abbastanza così, quando è partita la sessione dance della festa: tutti camuffati con cappelloni occhialoni e pagliacciate varie, come in un carnevale da strada, e ovviamente le ragazze argentine erano scatenate e non le avresti fermate mai. Ico e Cla ci hanno rivelato di aver portato i mascheramenti dall’Argentina, e sentite un po’ come hanno fatto: “Sono facili da trasportare anche se hanno molto volume, perchè sono fatti in gomma piuma. Abbiamo portato in Argentina le borse per trasportarli. Un tipo speciale di borse che lì non si trova, e che diventa sottovuoto con l’aiuto dell’aspirapolvere!”

fiori sull'erba

Ico e Cla parte 3 – il corteo

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P1020587 P1020563-b clara alla vestizione ico e lo spazzolino

La mattina del giorno delle nozze di Ico e Cla, la casa di Spilimbergo affollata di parenti ed amici era tutta in fervore. Mentre il sole asciugava l’erba del giardino, arrivavano materiali e personale del catering. Al secondo piano, Clara con le sue amiche si preparava, anzi, si lasciava preparare da loro, facendosi massaggiare e coccolare, mentre le ciocche dei capelli venivano fissate accuratamente assieme alle roselline di stoffa dallo stesso colore del vestito. Mi ha colpito la capacità di Clara di condividere con amiche ed altre persone un momento che io vedo come molto privato.

I minuti scorrevano, mentre Clara ancora indugiava negli aggiustamenti; ogni tanto si sporgeva alla finestra, dando qualche direttiva e controllando la regia, insieme ad Ico che trafficava giù in giardino. L’appuntamento prima della cerimonia è stato fissato in piazza Duomo alle 11, e noi alle 11:10 eravamo ancora a casa… per fortuna era stato previsto un certo anticipo rispetto al rito, per cui c’è stato tempo per raccogliersi tutti prima di avviarsi verso il centro storico.
All’arrivo in piazza di Ico e Cla, il gruppo di centocinquanta persone si è radunato in un applauso, la musica balcanica dei Max Maber si è accesa e gli sposi hanno cominciato ad avviarsi. Era la prima volta che vedevo il rito aprirsi in questo modo, ed è stato uno dei momenti più belli della festa: Federico e Clara erano arrivati insieme a piedi, senza fronzoli o goffi mezzi di trasporto, e si tenevano per mano, leggeri nel sole, aprendo la strada. Insieme agli altri, si sono diretti verso il municipio dove sarebbe avvenuta la celebrazione, sopra la collina. Amici e parenti seguivano compatti, incantati dall’effetto ottenuto dal corteo appena formatosi, mentre la fisarmonica zigana dava il ritmo alla festa che era cominciata.

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Ico e Cla parte 2 – la pioggia

La sera prima del rito di Ico e Cla siamo arrivati a Spilimbergo sotto un muro di pioggia. In giardino a casa loro c’erano dei tendoni ma il prato sembrava una piscina! Molti amici erano già arrivati e si consolavano con i tranci di pizza fatti arrivare per cena: la più spettacolare era la “pizza tutto”, c’erano sopra tutte le farciture possibili, uova carciofini olive capperi salame e così via…
Nonostante il maltempo, nelle stanze su al secondo piano si lavorava sodo ai preparativi per la festa. La sorella di Clara, Lolli, aveva pianificato da un mese la struttura dei centrotavola, la cui composizione era cominciata alla mattina della vigilia. E poi c’erano tutte le bomboniere da impacchettare, secondo una catena di montaggio di amici, che si è esaurita solo a sera inoltrata…
Nel tema dei centrotavola c’era dentro tutto: acqua, fuoco, terra ed aria. Delle strutture di rosmarino e lavanda si avvolgevano a spirale attorno ai vasi che poi avrebbero ospitato delle candele flottanti. Di giorno il verde delle decorazioni si integrava tra i filari di alberi, e di notte le fiammelle si accendevano sotto le luci appese a festoni…

bomboniere lavanda e rosmarino preparazione tavolate luci della sera

La pioggia della vigilia non si era ancora fermata mentre Davide preparava la nostra tenda all’aperto. Io in realtà avevo appena conquistato, dopo aver aiutato Lolli nelle sue creazioni, un posto all’asciutto in camera con lei sul materassino gonfiabile, per cui avevo ceduto a Leo il mio posto nella tenda all’aperto… Però poi il materassino non si gonfiava mai, c’era qualcosa che non andava: proviamo col primo beccuccio, proviamo col secondo beccuccio, ma resta sempre uguale… ehm… puoi provare quanto vuoi se sul materassino si lasciano tutti e due i tappi aperti!!
Alla fine sono tornata giù alla tenda, e dormire sotto la tettoia della legnaia col Dadone è stato proprio romantico!