Ho suonato con Vinicio Capossela…

Oggi c’è stata la manifestazione contro il taglio delle panchine voluto dalla giunta comunale “per tenere le piazze pulite”. Con una panca in spalla, la banda di Divaccia “Donald Trumpet” ha suonato “el funeral de la panchina”. C’era anche Dado alla chitarra (beh, suonare è una parola grossa… ho grattato un po’ la chitarra… N.d.D), e il mitico Max con la “panca volante” fabbricata per l’occasione. Secondo la questura si sono radunate 2500 persone: stasera hanno fatto un servizio sul Tg3, con le riprese dall’alto di una bella piazza Unità piena di gente.

I nostri artisti non solo si sono espressi sull’argomento, ma hanno anche partecipato attivamente. Di seguito vi cito un articolo che conservo da settimane, a memoria delle idee che si possono realizzare. E poi mi sono potuta fare una foto in compagnia di Vinicio Capossela, da vera balonera panchinara…

I segatori di panchine (di Paolo Rumiz)
”Trieste non è Treviso, dove la moda delle panchine segate è cominciata con lo sceriffo-sindaco Gentilini. Eleggerei piazza Venezia come luogo di resistenza. Appenderei panchine ai lampioni, a un millimetro dal suolo per non occupare suolo pubblico. Organizzerei un pranzo – sempre con panchine – in piazza con i frati di Montuzza e una banda di belle mule a servire in tavola. Riempirei di panche piazza Unità, mobili ma implacabili, per organizzare partite di briscola sottoil naso del Primo Cittadino. Che al posto delle ‘ombrele’ si sognino le panche, notte dopo notte. Saluti.”

two pizzs two tits…

Ieri sera i nostri amicici hanno potuto apprezzare la pizza davidaola (per chi non la conoscesse già) e riempirsi la pancia di dolci portati da tutti, gnum!!

I cuochi avevano fatto le cose in ordine, ma il vero momento perfetto secondo me è stato questo. A cena inoltrata, sono arrivati i crostini con salmone e formaggio, e Chini ha preso il coltello del pane per spalmarsi il burro. Cioè, era un coltello enorme, sottile e lungo, seghettato, con cui si faceva fatica a spalmare il burrino sul fettino di pane; ecco: quello secondo me è stato il momento in cui si cominciava a stare comodi…

dado aggiunge: trattandosi di fare due pizze, seguendo la ricetta, ho fatto due tette! e come dice il saggio “du’ tits is megl che uan!”

Recensioni dalla mostra fotografica di Palla

Ieri è stata inaugurata la mia mostra fotografica “Floreal”.
Ringrazio gli amici che hanno portato alla festa calore e semplicità, facendo da bussola nel mare magnum di questi tempi.
Renata e Anamaria hanno recato in dono nuovi ed insoliti fioretti: Edle, vai tranquilla, potrai ancora scaricare foto di specie rare, e ricette “davidaola” nascoste nel cassetto.

Alcuni ospiti hanno riacceso il dilemma: “ingegneria_E_creatività?”. Il nostro uomo della scienza, Domenico, ha trovato una buona risposta: ha scavato nei principi di selezione e ordinamento delle foto composte a mosaico, e ha trovato: “il gioco dei 15”.
Altrimenti sono i bimbi piccoli a possedere la chiave di volta: Chiaretta e Rebecca hanno riempito il salone con gridolini e corse di esplorazione. Chiara (che già a 3 anni confeziona e regala segnalibri, attenti voi!) ha disegnato un fiore sul quaderno delle dediche, che al suo papà tecnologo sembrava un po’ astratto (un’onda da surf?); ma quando papà Marco ha guardato l’ultima foto esposta in basso, ha dovuto ammettere: “i fiori di Chiara e quelli di Paola sono uguali!”

Ogni ora è buona per mangiare la castagna

La giornata della castagnata itinerante è cominciata alle 3 del pomeriggio: Ico ci ha portato il gelato (che è stato poi spacchetato a mezzanotte) e ha inciso tre chili di castagne. Alle 4 eravamo in quattro, alle 5 estraevamo il principio attivo del mate con Chini, alle 6 si arrotolavano olive e rustici con Marianna. Alle 7 Max dimenticava da noi la torta per altri amici, alle 8 arrivavano i bolzanini, alle 9 facevamo il pieno e quasi le sedie non bastavano più. Alle 10 il Marchese viaggiava sul mondo con google-earth seduto per terra (comoda la postazione pc da pavimento?) e alle 11 si aggiungeva Mauro per l’ultimo giro di caldarroste. Ottima la sacher preparata da Barbara, e grazie ad Andrea per i fiori e agli ammiratori per il revival delle foto ‘mondopongo’.

Festa a Spilimbergo

Quando Ico e Clara ci hanno invitato per la prima volta a Spilimbergo, avevano (giustamente) vantato una collaudata organizzazione.

Di questa festa mi annoto: l’insalata mele sedano e formaggio (non ci siamo fidati di aggiungere le noci cadute dall’albero), la partita di pallavolo al buio, la favola della pelle d’oca, la raccolta differenziata (come altra buona norma vedi il poster sulle verdure di stagione), il tè bianco, le chiacchierate in auto con gli amici.

E dalla festa precedente faccio mito de: il dulce de leche fatto da Davide per la comunità argentina, le cantate multilingue, i libri della casa da trafugare, le reminiscenze portate dai cori degli alpini al mattino.

E a voi cosa è piaciuto?

altre immagini al seguente link: foto amici

Vacanze a Lussino

E’ stata divertente la nostra vacanza assieme a Jean e Cecilia! siamo arrivati nel mezzo di un temporalaccio estivo che ci stava demoralizzando, ma i giorni successivi sono stati piacevoli, con una bella brezza e non troppo caldi. giusti giusti per girare in bici a esplorare l’isola senza soffrire troppo.
senza spender tempo a dire che i posti dove fare il bagno erano splendidi e l’acqua fantastica, vi racconto un episodio divertente.
troviamo una piazzoletta in cemento tra gli scogli, dal lato di LussinGrande, dove distendersi, prendere il sole e fare i tuffi. c’è posto giusto giusto per noi sulla parte più “comoda” della piazzola. Accomodati, Jean ci offre da leggere qualche pagina di “Le Monde”, e tutti apprezziamo. diviso il giornale con qualche pagina a testa, ci scaldiamo un po’ prima di entrare nell’acqua fresca. Paola non sa il francese, ma capisce qualcosa, io lo leggo ancora bene, Jean e Cecilia non hanno problemi e leggono con gusto
poco dopo arrivano giù dalle scalette due signore, e ci chiedono in dialetto triestino/lussignano se possono piazzarsi anche loro. “è libero” diciamo e si distendono.
cominciano a parlare in libertà dei fatti loro, della figlia della Iole che “no la dovessi lassarla andar in giro pel mondo a diciasete ani, se me capita a mi la fazo tornar a casa sì, ma no sui zenoci, sui moncherini!” (cattivissima…) e noi ci guardiamo perplessi mentre continuiamo a leggere il giornale, in silenzio.
poco dopo arrivano una coppia, marito e moglie, e un’altra signora, amici delle signore. mi chiedono qualcosa, e guardando “le monde”, mi dicono “ma che ben che parla italian sti ragazzi” e un’altra “ma i parla anche francese”. e io indico Jean e dico “lui parla bene francese!” e verso Cecilia “e lei parla anche spagnolo!” 😀
insomma vien fuori che ste persone sono lussignani emigrati, in italia e in Australia, e che ritornano appena possono nella loro isola. ma non avevano capito che io e Paola siamo italiani e che Jean e Cecilia parlano italiano e che tutte le loro chiacchiere “private” non erano affatto “private”.
le due signore ancora più imbarazzate quando alla fine Paola le apostrofa “sì, ma a diciassette ani, la podè lassar andar dove che la vol sta povera mula, che la se divertirà” 😀
insomma scenetta divertente, come tutta la nostra vacanza. cliccate qua sotto per vedere qualche foto della vacanza.

A Lagolo quest’anno

Fluffer, cucina casalinga, alghe assassine, pioggia (poca), caffè al Rosso e Radler al Clandestino, prato alle Viote, monte Bondone, orto botanico, guide alpine, passeggiate attorno al lago, calendula, clonella e cuori Prada, don Puc e il pesce di Lago(lo) (dopo Pucceus e Lagolix), grigliata da Isaia, letture, bellezze della valle, riflessi(oni), Muflon-House col bicchiere per la doccia dall’anno scorso,
noi.

Per approfondimenti:

Visita ad una vecchia amica

Al ritorno da Lagolo siamo andati a trovare Martina. (La prima festa a cui ci siamo “imbucati” era la sua, oltre 8 anni fa). La tanuccia di Martina a Pradellano è stata adatta, come sempre, ad ospitare discussioni importanti, davanti ad un tè caldo e alle meringhe con la panna. Le abbiamo portato una scorta di tisana alla lavanda, ci siamo immersi nei fioretti (quelli degli esami sul sottobosco e quelli del suo giardino, anche se pioveva) e ci siamo dati un bacio sotto la meridiana, elemento tipico di tutte le case del Tesino.