Mini vacanza sul Sile – parte 3

Lunedì mattina, che pacchia, ho potuto poltrire fino a tardi.
Ero a casa di Carla, a Badoere, dopo lo spettacolo della sera prima.
Per colazione, tè e fette biscottate con la marmellata, oltre allo spettacolare succo di melograno. La mamma di Carla lo aveva preparato dai frutti del suo albero. Ecco la ricetta.

Come preparare il succo di melograno:
– macerare un giorno i semi con ghiaccio, zucchero e limone
– frullarli
– filtrare gli ossetti col passa patate

Che meraviglia! Tutto era pronto per uno splendido giro in bici sul Sile. Mattinata di sole, itinerario adatto, e mappe del territorio messe a disposizione da Carla. L’ho salutata sul cancello di casa sua, mettendo piede sul pedale, ma sarei rimasta ancora a chiacchierare con lei: tentazione bifronte.

succo di melograno carrareccia vista dalla bici il Sile in campagna
luci che trafilano la panocia panocia abstract un ponte sul Sle

La mattina ho fatto il percorso Badoere-Treviso, e il pomeriggio il tratto Treviso-Quarto d’Altino dove ho preso il treno. La mattina è stata all’insegna dei tratturi tra i campi; il pomeriggio, in buona parte sulla “strada alzaia” lungo il fiume.

Ho incontrato l’oca da guardia, che faceva da custode al suo cancello, pronta a scattare come un allarme al mio avvicinamento.
E poi tra un campo e l’altro, ho provato anche io per la prima volta l’inseguimento da cani arrabbiati. Ogni buon ciclista può vantarne: ora, anche io!
Quando ho visto che i botoli abbaianti erano senza catena e già orientati al mio pedale, ho dovuto resistere alla tentazione da scatto (che li avrebbe stimolati ancor di più all’inseguimento), e ho rallentato, quanto più potevo pur di mantenere l’equilibrio senza abbassare il piede. Ha funzionato. Hanno perso un po’ di grinta. Sono andata via pianin pianino. Uno dei due ha fatto anche un secondo scatto e mi ha raggiunta di nuovo…  Due volte ho dovuto rallentare per fargli capire l’antifona, e poi ciao.

(continua…)

Mini vacanza sul Sile – parte 2

Domenica sera, dopo il mio arrivo in bici alla Rotonda di Badoere e alla ex chiesetta di Sant’Antonio, il buio è arrivato all’improvviso.
Carla, dopo aver aiutato a sistemare l’interno della chiesetta per l’evento della sera, mi ha portata a cena a casa sua. Non sapevo ancora quali prelibatezze mi aspettavano! Risotto di funghi raccolti da loro, coniglio di allevamento casalingo e ben quattro contorni dall’orto, due dessert e uno spaziale succo di melograno di cui parlerò ancora… E poi un maglione di lana in prestito, perchè avevo sottovalutato il fresco della sera. Cosa volere di più?

Dopo la cena luculliana, è il momento dell’evento del giorno. Arrivano le nove, siamo di nuovo all’ingresso della chiesetta, e molte persone si stanno avvicinando. Ho avuto l’onore di far da maschera, guidandoli all’ingresso, così ho potuto avere un ruolo attivo nell’evento!
Quella sera, infatti, si svolgeva il finissage, la festa di chiusura della rassegna Phada Murgania, che ormai da molti anni si svolge a Badoere con il contributo di Carla che mi ha invitata. Diversi tipi d’arte s’incontravano; in questo caso: pittura, scultura, musica e danza contemporanea. Grazie ad una ulteriore autorizzazione speciale da fotografa, mi sono intrufolata negli angoli privilegiati per guardare lo spettacolo da un altro punto di vista. Un momento magico per tutti: il volo delle foglie secche, tra i piedi della ballerina, che facevano vortici con la danza invece che con il vento. Splendida idea.

La serata avrebbe dovuto essere più lunga. A mezzanotte ormai superata, Carla mi spiegava nell’unica (e accogliente) osteria del paese, come una volta gli eventi culturali si svolgesserno al piano di sopra della osteria stessa, prima di poter usare la chiesetta sconsacrata. Era facile capirla. Anche io avrei voluto avere posti così sotto casa.

(continua…)

phada murgania 2008 ex chiesetta di Sant'Antonio sculture svettanti inizio a parete
movimento in bianco ballando tra le foglie artisti dopo la performance L'osteria di Badoere

Il ritorno della castagnata!!

Amici ed amiche di Davidaola, nuntio vobis gaudio magno… habemus CASTAGNATA!!!
A tutti gli amici che, per il terzo anno, hanno voglia di venire a mangiare le castagne da noi, accompagnate dalla ribolla e da dolci vari, apriamo le porte di casa Davidaola i prossimi sabato 11 e domenica 12 ottobre dalle ore 16 in poi!

La mitica due-giorni vi attende, passate quando volete, portate gli amici e gli sbecolezi di cui non potete fare a meno.
Non mancate!!!

06-10-21_00-les-chataignes castagnataPsych-60

I numeri dell’altr’anno:
– 7 chili di castagne arrostite
– 7 litri di ribolla gialla
– 6 bottiglie di ramandolo
– 38 persone attorno ad un tavolo da 8 (non contemporaneamente…)
– 52 apparizioni degli UFO
– due giornate non-stop
– link alle recensioni delle precedenti edizioni: pag1, pag2, pag3

Programmi per il fine settimana

Che bello.
Ho appena sentito Carla.
Tutto ok, dunque, per il weekend da lei.
Arte, bici, sole, amici… le previsioni meteo sono ok.
Domenica dopo pranzo prenderò il treno fino a Treviso. Poi andrò in bici fino a Badoere: 18 km lungo il Sile, facile e pianeggiante. La sera ci sarà la festa di chiusura della mostra d’arte contemporanea organizzata anche da Carla nel centro del suo paese; non sapevo che questo tipo di eventi si chiamasse “finissage”!
Il giorno dopo, lunedì, tutta pacchia: ritorno in bici fino a dove riesco, ho a disposizione la ciclopista del Sile nell’altro verso fino alla laguna, dove arrivo arrivo…

Tra l’altro. Che flash incredibile, oggi.
Ho scoperto, grazie alla selva di messaggi a cascata tra i compagni di classe in preparazione per un ritrovo, che uno di loro ha un blog… peraltro abbastanza di vecchia data.
E’ Matteo, dal Messico. Chissà che combina. Giornalista freelance. L’avevo dato per disperso, proprio io che non mollavo, e invece ora posso andare a ritrovare i suoi vecchi articoli a partire dal 2004. Per esempio, questo.

incanti rossi incanti d'ombre crocus

Weekend con le amiche

Domenica scorsa ho sentito Ambra, Fra, Anna, Carla, tutte a turno.
Franci mi ha portata in moto. Quando Ambra ci ha viste in versione amazzone, ha detto: “Questa non me l’aspettavo!”.

Ambra mi ha portata al parco di Villa Engelmann. Ci era tornata dopo tanto tempo, lo frequentava da piccola: era stato per lei un tuffo all’indietro nel tempo, come acqua fresca sul viso, perchè reale all’improvviso.

Anna l’ho aspettata giusto un’ora: non ci eravamo capite. Quando l’ho vista arrivare, passo lungo, saluto suadente, mi sono scordata tutto: finalmente potevamo parlare.

Carla mi ha chiamata poco dopo. E infatti l’avevo sognata quella notte: facevamo un festino, e arrivava anche lei, con Biuty ovviamente. Ci siamo ritrovati poi dal vero, con melanzane alla parmigiana, torta sacher, e la sfida a carte.

fra e pa disegno di castagne sotto l'ippocastano palazzo d'oro

La serata più calda

Anche se ci dicono che le vacanze sono agli sgoccioli, che il tempo peggiorerà, e così via…, qua l’estate si sente più che mai!
Quasi ogni sera ci si ritrova a Ponterosso, per cenare e ascoltare musica, quella dell’iniziativa “Sotto lo stesso cielo”, e il caldo tropicale ci bagna mentre balliamo al concerto dei Radio Zastava.
Ci sono gli amici della radio, i compagni di classe, le cialde olandesi e i tramonti sul mare…
Cosa volere di più?

tramonto di settembre Radio Zastava giochi del mixer

Ritovo di classe allargato

Ieri sera, ci siamo trovati in città con i compagni di classe per prendere un gelato.
In questa occasione abbiamo approfitatto del fatto che Fabio era venuto a Trieste, e dopo oltre un anno c’era anche Ruxi: ci voleva! In Svizzera eravamo riusciti a salutare lui ma ci era sfuggita lei!
Durante la settimana, dunque, c’è stato il solito frenetico scambio di mail per mettersi d’accordo. Una cosa pazzesca: non si capiva niente, chi diceva un giorno, chi un altro, chi diceva “Scegliamo la gelateria che piace a Erica” e poi in quella data Erica non c’era…
Bon, fatto sta che siamo riusciti comunque a raccogliere la presenza contemporanea di un numero di partecipanti più alto del solito. Spettacolo: per la prima volta, abbiamo avuto con noi anche la splendida Emmina, con la sua chioma folta alla Betty Boop (è così che avevi detto, Renzo?), che dopo solo un mese di vita ha cominciato ad uscire di sera: ma cosa, Giolo e Betti, le fate frequentare cattive compagnie? Come il nostro prof Dave Martins, che per il suo neo-ingresso al Galilei si è esaltato, e ha offerto il gelato a tutti….
Tra le altre cose: Ambra, unica puntuale al ritrovo, osserva Dado; e Kate, finita sotto le mie grinfie per confrontarci sugli ultimi giri in bici, eh eh…
A presto!

ritrovo di classe estivo

Cenetta schvizzera…

Ah che bel: come sperato, poco dopo il nostro ritorno abbiamo fatto raccolta di amici che non vedevamo da tempo.
Abbiamo preparato una cenetta misto svizzera: alcune cose le abbiamo portate in bici a casa per l’occasione, e il resto è stato cucinato basandoci su ricette provate durante il viaggio.
Ecco il menu:
– crepes al prosciutto e formaggio; crepes con ricotta spinaci pecorino e olive nere
– insalatona rossoverde con miscela di semi: girasole, pinoli, sesamo e sorgo
– cioccolatini importati misti: con nocciola, caffè, pistacchio, ananas, menta, rhum…
– gelato ricoperto di frutti di bosco caldi preparati sul momento
– assaggi di vini portati dagli amici: teroldego rotaliano (trentino), negroamaro (puglia), barbera (piemonte), spumante brut rosé franciacorta (rodengo saiano), liquore di terrano (carso sloveno).

Serata piacevole con chiacchiere serie e facete, recensione degli ultimi viaggi di tutti i presenti, seguita da una collezione di ricordi dell’asilo…

foto di gruppo

Ritorno a casa in allegria

Stamattina ci siamo svegliati in mezzo alle seguenti impressioni: io sognavo di avere il treno per partire di lì a mezz’ora, solo che sarei partita con un gruppo di amici; Dado si è svegliato dicendo: “Stavo sognando di cambiare la ruota bucata della bici”. In realtà durante in viaggio in Svizzera non abbiamo bucato mai, e siamo tornati a casa ieri sera.
Come prima piacevole sorpresa, il papi ci ha portato delle pizze per asporto dato che sapeva che avevamo il frigo vuoto. Come seconda piacevole sorpresa, poco dopo ci ha chiamato Marco dalla Finlandia, e siamo rimasti una buona mezz’ora a chiacchierare su Skype.
Questi erano proprio i segni che ci volevano per sentire che eravamo tornati. Quando abbiamo deciso il giorno del ritorno, che non era stato fissato a priori, ci siamo detti: torniamo a casa che abbiamo ancora qualche giorno di ferie per stare con gli amici. Che si sono puntualmente fatti vivi al nostro ritorno.

Marco su Skype

Gli svizzeri invece sono stati piuttosto riservati e non è stato facile fare amicizia con loro. Come ci aveva detto Fabio, una delle loro caratteristiche è l’amore per la privacy. Ad esempio, quando al ristorante ho chiesto ad una tavolata di ragazzoni con una sola donna se erano studenti, mi hanno detto: “Perchè lo chiedi?”; poi ho saputo comunque che erano effettivamente all’ultimo giorno di corso di ingegneria. Però in prima battuta la loro preferenza è stare tranquilli per i fatti loro. Lo dimostra una serie incredibile di cartelli molto variegati e comunicativi, relativi alle indicazioni per il mantenimento della quiete, la conservazione degli spazi pubblici, il comportamento a modo. Anche l’educazione stradale è spiccata: proprio nei giorni del nostro viaggio c’era il ritorno a scuola (così presto!) e tutti i cartelli del tipo “attenzione ai bambini che attraversano le strade, inizio della scuola” erano stati tirati fuori.

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Tutto questo porta anche dei vantaggi: lo si vede dalla serie dei cartelli relativi alle indicazioni per le bici, che da loro sono molto strutturate. Il percorso per la bici da passeggio è indicato in modo diverso dal percorso per la mountain bike; la rete ciclabile è effettivamente molto fitta, anche nelle grandi città, e noi abbiamo potuto navigarci sopra con molta tranquillità. E’ bastato un minimo studio del percorso prima di partire, e poi lì abbiamo trovato tutto quello che serviva. Dunque, per fare viaggi in bici, la Svizzera ha sicuramente gli spazi giusti e in sicurezza.

tutti i cartelli per le bici cicloturismo e mountain bike pannello per viaggiatori in bici fitti segnali per le bici

Losanna – Yverdon

Ieri abbiamo salutato Cecilia e Jean la mattina presto, mentre loro uscivano per andare a lavorare. Ci hanno permesso di restare a casa loro ancora qualche ora per finire di fare i bagagli, gentile ospitalità.
Poco dopo essere uscita, Chini è rientrata a casa a prendere qualcosa che aveva scordato. Aveva gli occhi truccati di nero, bellissima; io la salutavo con gli occhi rossi, stropicciandomi la faccia. “Ritorna a dormire”, mi ha detto lei. Ma io non sono andata di nuovo a letto. Stavo pensando: Chini non ritornerà a vivere a Trieste. Che pensiero assurdo. Perchè dovrebbe. Si sono appena sposati, e hanno già vissuto in Argentina, Francia, Giappone, Italia, e ora finalmente si sono assestati in Svizzera, dove resteranno almeno un paio d’anni. E poi chissà dove continueranno: il mondo è loro.

Dopo una mattina di visita dei musei a Losanna, siamo partiti sulla route-velo n.5, e abbiamo percorso 60 km tra boschi, campagne, campi arati a terra nera. Saliscendi in teoria piacevoli, in pratica pesanti perchè mi sono presa una mezza infreddatura, al super gelido museo Olimpico di Losanna; dopo numerose pause e riprese, siamo arrivati alle 9 di sera a Yverdon Les Bains, dove siamo rimasti anche oggi per una giornata di stazionamento e riposo. Tra poco andremo a vedere la festa “concerto dei lombrichi“… chissà come sarà?

bosco sulla route n.5 crepe Interno creperie segnaletica