Ogni volta che vado nella casa delle Cillameraviglie, mi sembra sempre più spaziosa.
I pavimenti ora sono lucidi scintillanti, e Franci tocca il soffitto con un dito.
A seconda del punto di vista, ci si può sentire minuscole oppure giganti. Mi sa che c’è di mezzo una pozione magica, come quelle del brucaliffo, che ti fanno cambiare dimensione…
Categoria: storielle
storielle un po’ vere, un po’ inventate, un po’ simboliche…
Strane ricerche
Giusto per curiosità, ho dato un’occhiata alle parole chiave usate nell’ultimo anno durante le ricerche su google, che hanno permesso al visitatore di arrivare su qualche pagina di davidaola.
Ce n’è per tutti i gusti:
– “a che punto è la pista ciclabile triestina?”
(per chi volesse ancora saperlo, lo abbiamo ribadito nel post precedente)
– “in olanda si mangia male”
(se lo dici tu… ah no, accidenti, se con questa ricerca sei finito sul nostro sito, vuol dire che almeno una volta l’abbiamo detto anche noi…)
– “si mangia bene in olanda?”
(ho capito, ci sono molti dubbi al proposito..)
– “panettone mortadellato farlocco”, “panettone mandorlato farlocco”, “panettone vongolato farlocco” e “panettone gorgonzolato farlocco”
(confermo: sono delle delizie promosse in radio su 610)
– “albergo bello viaggio di nozze a barcellona”
(ma ti pare questo il modo di fare una ricerca?)
– “domenica 21 febbraio 2010:posti per fare giretti”
(commento come sopra)
– “avvistamento tritoni periodo anno”
(sì, sul nostro blog si possono documentare degli avvistamenti)
– “basilico prima o dopo cottura pizza”
(vedi tu…)
– “botola pavimento piastrelle”
(questo ricercatore non deve essere rimasto soddisfatto, perchè la botola nel nostro pavimento è di legno…)
– “camminando sull’acqua percorso” e “bici che camminano sull’acqua”
(un miracolo!)
– “carretti di grattachecca”
(sì, abbiamo delle rievocazioni su questo tema)
– “catenelle di uova nello stagno”
(cavolo, non sono l’unica persona che se n’è incuriosita!)
– “clonella”
(ma questa è una parola che abbiamo inventato noi, come può esserci qualcuno che la cerca?)
– “cosa disegno?”
(vedi ti!)
– “disegnare dei girasoli al soffitto” e “ricamare disegno salame”
(ah ah ah!)
– “foto di due in bici sulle rive a trieste”
(e bon ah, ci avrà trovati!)
– “ho sognato una biscia lunghissima e nera cosa significa?”, “sognare ragni che mi attaccano” e “sogno un ragno che mi salta al collo”
(mamma mia!)
– “le nostre foto nozze”
(nostre di chi?)
– “paura dell’acqua cra cra era una ranocchia”
(ah ah)
– “guida con la ruota bucata”
(sei sicuro?)
– “a grasse in francia c’e’ il mare”
(falso!!!)
– “adulto in bicicletta con rotelle”, “bicicletta per adulti con rotelline”, “bicicletta con rotelle x adulti” e “bicicletta con rotelle posteriori per adulti”
(eh ho capito che non sapete stare in equilibrio!)
– “avvolgimento dei bigodini a tandem”
(ah aha ah!)
– “bellissime queste immagini della primavera”
(lo so, grazie!)
– “caduta nel cespuglio a barcola”
(chi?)
– “camicia bianca si rovina per colore come si fa”
(bù!)
– “collegare filosofia con la segregazione di genere”
(chiaro!)
– “come si presenta la berlina di gelato, sotto va la panna poi gelato?”
(sì!)
– “la centrifuga di mele si ossida” e “quanto si conserva una centrifuga?”
(a questo proposito abbiamo suggerito di aggiungere nella centrifuga un po’ di kiwi come antiossidante naturale, sufficiente perchè resista una notte in frigo senza diventare scura)
– “esiste il nome carluca”
(ah ah, secondo il nostro blog, sì!)
– “le doglie di una mammut”
(cosa avremo scritto mai per rispondere ad un quesito del genere?)
– “le presine di davidaola”
(siamo diventati famosi!!!)
– “malattia geranio rinsecchimento” e “perche i gerani da qualche anno a questa parte si ammalano”
(sì, su questo abbiamo delle informazioni utili)
– “non vedo bianco dall’occhio sinistro”
(aiuto!)
– “personaggio femminile cattivissimo”
(eh eh eh…)
– “una frase che mi descrive”
(puoi trovarla sicuramente qui!)
– “ta ta ta tar tara ta”
(eh bon, ah!)
– “tre mendicanti incidi tremendi canti in cd”
(allegria!!!)
– “pizza tetta”
(tutta colpa del Dado che fa le forme strane con la pasta della pizza!!!!)
Nuovi luoghi, nuove avventure
E’ ormai il momento di inaugurare ufficialmente la serie delle storie della Cilla nella Casa delle Meraviglie.
Dopo la prima puntata (lavori in corso in una mansardina da trasformare) e la seconda puntata (psichedelie e visioni di scrivanie equilibriste), è ormai chiaro che Franci ha uno spazio tutto per sè pieno di avventurose sorprese.
Oggi pomeriggio infatti mi ha invitata a prendere un gelato con lei, e a fantasticare sui modi futuri per organizzarsi in autonomia.
Dalla sua finestrella si vedeva un pezzettino di mare coi colori del crepuscolo.
Le proporzioni delle cose erano, come di norma nel suo mondo magico, tutte insolite. Sedia piccole per la sorella piccola, sedia grande per la sorellona grande (che, a differenza di quanto si potrebbe supporre, non ero io). Ecco allora che la visuale sulle cose, sulle porte ad arco in successione e sul tetto col lucernario, si faceva di nuovo vertigine, alto-basso, sopra-sotto, roteiamo e voliamo sopra i tetti….
Scenette quotidiane
Oggi ero con Dado alla fermata dell’autobus. Nell’attesa, ci siamo messi a guardare la vetrina del fioraio. C’erano degli oggetti fatti a mano, degli animaletti di legno, dei cactus…
Ad un certo punto passa un tipo dietro a noi.
“Scusè, muli”, ci dice. “Voi che sè più giovani… ve domando una roba. Ma quele piante cossa xè, supposte per el raffreddor?”
E se ne va.
Aria d’inverno
Comincia la nuova stagione, un po’ in anticipo. La Bora come al solito ci ha messo lo zampino. Domenica scorsa si è sentito l’abbassamento della temperatura che preannunciava l’inverno, e il sole limpido è tornato fuori dopo un po’ di giornate uggiose.
Per l’occasione le famiglie davidaola si sono riunite per pranzo, e si sono concesse una bella mangiata di pesce al Villaggio del Pescatore. Sì, è già il momento dei pranzi delle feste, diciamo che noi abbiamo cominciato in anticipo per evitare la folla! (Ogni scusa è buona). Nei giorni precedenti Luisa e Giordano non si sono fatti scappare gli ultimi funghi venuti fuori dalle piogge, e così hanno portato un cesto di deliziosi finferli per Rita.
Vediamo dunque il menu offerto dall’Ittiturismo.
Ribaltavapori in savor, cozze impanate (col bis!), tagliolini alla siciliana (piccanti!), filetto d’orata (il pezzo migliore) e polpette di pesce con polenta; insalta mista e patate al forno; dolce di carote e mandorle e biscotti da pucciare nel ramandolo.
Dalle chiacchiere del pranzo prendo nota di un paio di buone uscite:
“El legno te scalda tre volte: quando te lo tai, quando te lo porti casa, e quando te lo brusi!”
“Drio de la casa iera un grande albero de cachi, che quando che i cascava zo, i faseva tuto un plotch. Soto iera la vanesa de radicio, e no te rivavi mai a ingrumar radicio senza far una marmelata. E po’, se te cascava un caco in testa, te se ritrovavi tuto ‘negà!”
Non ti arrabbiare
Quando senti che stai per arrabbiarti, pensa ai delfini…
che giocano a palla con le meduse!!!
(grazie papi per la segnalazione)
Essere “diversamente giovani” a Trieste
“Sogno mica tanto divertente, un poco horror-fantasy”
Franci l’altro giorno era a casa, con l’influenza. Proprio per il suo compleanno! Sono andata a trovarla la sera e il pomeriggio successivo. La mattina mi ha mandato un messaggio, che diceva esattamente così:
Stanotte ho sognato che dovevo attraversare un bosco, una lunga camminata di due ore. E c’erano dei peluches a forma di animali, che se li toccavo mi rincorrevano! Allora trovavo un monitor tipo videogioco e capivo il senso del tragitto. Ogni animale che evitavo erano tot punti che io accumulavo, e pure il percorso era tutto accidentato, con tronchi appesi al cielo (!!), paludi, colline verticali da scalare, armadi entro cui entrare pieni di questi peluches che non potevo toccare…
Alla faccia della febbre!
Mi sono svegliata, e non ti dico come ho guardato perplessa l’orso accanto al mio letto…

Piccoli miti
L’altra sera, alle dieci, ho visto l’autobus n.26 che si fermava davanti alla piazzetta Belvedere. L’autista aveva deciso di scendere, lasciando tutte le persone dentro al bus, e di andare a prendersi un gelato da Toni Lamponi. Un poco trafelato, è risalito subito dopo nel bus con la coppetta in mano, ed è ripartito ridendo sotto i baffi.
L’altra mattina, tornando a casa, ho provato ad aprire il portone di casa usando la chiave che serve per il lucchetto della bici. Era un buon sintomo. Evidentemente la prima cosa che mi veniva in mano in automatico era collegata ad un pensiero di quelli giusti!
Questa notte, dopo una breve tappa al molo circondato dal mare nero come seta, sono tornata a casa senza aspettare la fine del concerto degli Arbe Garbe sulle rive. All’arrivo a casa però mi sono accesa la radio ancora per un po’. E ho sentito il concerto che continuava… era la diretta di Radio Fragola, che mi inseguiva, in modo da portare anche ai pigri pantofolai le ultime note della musica sul mare…
Imprevisti
Stasera abbiamo dovuto lavarci i denti con la pentola d’acqua e il bicchiere.
Oggi c’è stata una perdita d’acqua dalla conduttura della nostra via, hanno visto l’acqua uscire dall’asfalto in pieno pomeriggio. Quando siamo arrivati a casa i lavori della squadra di pronto intervento erano già abbastanza avanzati, però l’accesso all’acqua era ancora bloccato e quindi non potevamo farci la pasta. Siamo direttamente andati in pizzeria.
Per la notte ci siamo fatti una scorta d’acqua alle due torrette che sono state messe a disposizione ad inizio e fine via: l’abbiamo raccolta nelle pentole e nei secchi, “come ai vecchi tempi quando si prendeva l’acqua in fontana”, ha detto Dado.
Mi sono fermata a parlare con i tecnici del pronto intervento. “Anche io faccio parte di una squadra di assistenza tecnica” ho detto loro, per familiarizzare. Avevano delle belle cartine delle condutture di tutta la zona, robuste e plastificate. “Per quando si lavora sotto la pioggia”, mi hanno spiegato, “e succede spesso”. La nostra conduttura aveva diametro 100, e una pressione d’acqua di cinque-sei bar. In certi casi la pressione è ancora di più, e l’acqua riesce a spaccare l’asfalto, e a uscire in zampilli alti anche dieci metri. Cambieranno almeno tre metri di tubo, mi hanno detto, dato che hanno trovato quattro-cinque buchi, altrimenti avrebbero tappato la falla direttamente sul posto.
Il martello pneumatico e l’escavatore sono ancora in azione. Ho visto che la benna ha un foro sul fondo del cucchiaio, per fare colare giù l’acqua che si mescola continuamente alla ghiaia del fondo strada. “Quando apriamo il manto stradale, manteniamo l’acqua in pressione per far sì che continui ad uscire, e che non entri il ghiaino nel tubo attraverso il punto di rottura: una volta la ghiaia è riuscita ad entrare nella conduttura e ha tappato tutto per un’area piuttosto grande, un pasticcio”.
Abbiamo continuato un po’ a parlare di soluzioni teniche e di organico degli operativi, e poi sono tornata su, a sentire il rumore dei lavori da dietro la finestra. Prima di andar via, però, il tecnico mi ha stretto la mano. Si capisce, quando si incontra uno che parla la stessa lingua…




















