Aria d’inverno

Comincia la nuova stagione, un po’ in anticipo. La Bora come al solito ci ha messo lo zampino. Domenica scorsa si è sentito l’abbassamento della temperatura che preannunciava l’inverno, e il sole limpido è tornato fuori dopo un po’ di giornate uggiose.

Per l’occasione le famiglie davidaola si sono riunite per pranzo, e si sono concesse una bella mangiata di pesce al Villaggio del Pescatore. Sì, è già il momento dei pranzi delle feste, diciamo che noi abbiamo cominciato in anticipo per evitare la folla! (Ogni scusa è buona). Nei giorni precedenti Luisa e Giordano non si sono fatti scappare gli ultimi funghi venuti fuori dalle piogge, e così hanno portato un cesto di deliziosi finferli per Rita.

Vediamo dunque il menu offerto dall’Ittiturismo.
Ribaltavapori in savor, cozze impanate (col bis!), tagliolini alla siciliana (piccanti!), filetto d’orata (il pezzo migliore) e polpette di pesce con polenta; insalta mista e patate al forno; dolce di carote e mandorle e biscotti da pucciare nel ramandolo.

finferli Luisa e Rita coi finferli Cilla e Palla in foto
gli uomini di famiglia pranzo all'ittiturismo foto di gruppo

Dalle chiacchiere del pranzo prendo nota di un paio di buone uscite:
“El legno te scalda tre volte: quando te lo tai, quando te lo porti casa, e quando te lo brusi!”

“Drio de la casa iera un grande albero de cachi, che quando che i cascava zo, i faseva tuto un plotch. Soto iera la vanesa de radicio, e no te rivavi mai a ingrumar radicio senza far una marmelata. E po’, se te cascava un caco in testa, te se ritrovavi tuto ‘negà!”

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