Biel – Solothurn

Rieccoci qua! Finalmente una giornata all’insegna del caldo e del sole (dopo parecchi giorni un po’ freddolosi).
Oggi abbiamo superato la quota 300 km complessivi di viaggio (e siamo solo a metà!), pedalando sempre sulla route-velo nazionale n. 5. Le piste ciclabili qui si confermano essere piacevoli e ben segnalate. Il percorso di oggi procedeva per stradine secondarie, lungo l’argine del fiume Aare, su dolci sterrati, strade agricole, per vie quasi private tra le casette con davanzali fioriti di rosso e facciate di legno. Insomma, una pedalata in tutta tranquillità.
A metà mattina abbiamo bevuto un succo alla mela “fai da te” (ci si versa la porzione nel bicchiere e si lasciano due franchi nel barattolo con scritto ‘danke’), direttamente presso un produttore.
All’ora di pranzo siamo stati tentati da una piscina all’aperto, abbiamo deciso di entrare, e siamo rimasti ipnotizzati per tutto il pomeriggio dall’atmosfera “dolce far niente” dello stabilimento col prato vicino al fiume e gli scivoli d’acqua. Tipica scena estiva: Palla sul ciambellone nell’acqua che degusta un gelato; Dado versione bimbo che fa i tuffi e le corse sullo scivolo.
Per la sera ci siamo sistemati in ostello a Solothurn, dove internet è disponibile ma non si possono mandare foto, proprio stavolta che col bel sole ne avevamo scattate tante!
A domani per la tappa lunga verso Aarau, a metà strada tra qui e Zurigo, e per le foto rimaste indietro se riusciamo a recuperare!

p.s. riecco le foto caricate in ritardo…

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casette fiorite succo di mela ponte sull'Aarau dado in acqua!!!
piazza a Solothurn fiori di terrazza Svizzera fiorita Solothurn

Neuchatel – Biel Bienne

Ieri la giornata è stata mista tra sole e finissime pioggie, che pero’ non hanno fermato le nostre pedalate.
La mattina abbiamo preso il traghetto da Estavayer a Neuchatel, cosi’ abbiamo potuto godere un po’ della vista sul lago (oltre ad aver fatto visita al capitano e al motore in sala macchine…). Poi abbiamo continuato in bici per 55 km.
Siamo usciti dalla zona francese, e abbiamo cominciato a non capire piu’ un tubo.
Durante la pausa pranzo volante, abbiamo chiesto ad una panettiera i suoi sandwitch in inglese, dicendo ‘vegetariani’ in italiano, Dado ha ringraziato con un ‘Danke’ e la signora ha risposto con un ‘Merci’. Alla fine della giornata siamo arrivati a Biel-Bienne, che non è una città dal doppio nome, bensi’ una indicazione nelle due lingue: si tratta rispettivamente del nome tedesco (Biel) e di quello francese (Bienne).

Tra i flash della giornata: frappè e succo di mela frizzante sulle alture ad albero da frutta con vista sul lago. Passaggio presso una festa curda (durante la quale sono stata invitata a ballare e ho fatto parte per un po’ del cerchio danzante sotto la pioggia!). Serata a caccia di un concerto sul lago a cui un ragazzo locale di nome Patrick ci ha accompagnati in bici, senonchè quando siamo arrivati li’ il concerto non c’era. Tuffo nell’erba alta tra una pedalata e l’altra. Cena a melanzane e curry arricchita dalle chiacchiere della cameriera svizzera di Tolmezzo. Pernotto in mansardina di B&B con coperta piccolissima che lascia fuori i piedi. Storia tormentone della gallina nel buco, che Dado aveva visto presso un orto mentre con le alette e il becco si scavava una fossetta nella terra, e che a raccontarla sotto le mie domande incalzanti Dado si metteva a ridere cosi’ tanto che non riusciva piu’ a pedalare…

ballo curdo neuchatel succo di mela e frappè davidaola nell’erba

Yverdon – Estavayer

Com’era la festa del lombrico di ieri? Bellissima! Grande iniziativa: festa sul prato in cima alla collina al bordo della foresta. L’idea ispiratrice era la sensibilizzazione sulla conservazione della ricchezza del suolo, e la realizzazione di una festa autogestita. Oltre a tendoni e concerti, prelibatezze cucinate in un forno costruito a mano, anche i bagni erano fabbricati artigianalmente con legno e tende allestite per l’occasione… Si sono alternati artisti di strada, musica in lingua inventata, jazz manouche, cori brasiliani; il tutto con vista sul lago, prato sotto i piedi e stelle della notte sopra la testa… Abbiamo anche qualche video degli spettacoli, ma il pc dell’albergo di oggi non ci permette di caricarli.

Anzi no: rieccole:

festa del lombrico festa del lombrico festa del lombrico festa del lombrico

Il giorno dopo, cioè stamattina, ci siamo spostati in bici per 35 km sul lago di Neuchatel, e abbiamo visitato l’area naturalistica di Yvonand, seguendo gli itinerari degli stagni delle ranocchie (che non si sono viste: il solo trovare gli stagni nascosti è stata un’impresa). All’ora di pranzo siamo arrivati a Estavayer, dove siamo ora. Ci siamo immersi nelle bancarelle della fiera di paese, assaggiando il fritto misto di pesce del lago, le crepes e la raclette (fonduta al formaggio con verdure e sottaceti da piluccare). Nel pomeriggio: giro delle mura medievali dotate di torri tonde e quadrate, mentre Dado traduceva dal francese tutte le iscrizioni sulla storia del luogo.

La giornata è stata dunque dedicata alle passeggiate in tutto relax, e ha compreso una mini tappa in albergo, proprio al momento giusto per vedere alle olimpiadi il nuovo record del mondo sui 100 metri piani!

Losanna – Yverdon

Ieri abbiamo salutato Cecilia e Jean la mattina presto, mentre loro uscivano per andare a lavorare. Ci hanno permesso di restare a casa loro ancora qualche ora per finire di fare i bagagli, gentile ospitalità.
Poco dopo essere uscita, Chini è rientrata a casa a prendere qualcosa che aveva scordato. Aveva gli occhi truccati di nero, bellissima; io la salutavo con gli occhi rossi, stropicciandomi la faccia. “Ritorna a dormire”, mi ha detto lei. Ma io non sono andata di nuovo a letto. Stavo pensando: Chini non ritornerà a vivere a Trieste. Che pensiero assurdo. Perchè dovrebbe. Si sono appena sposati, e hanno già vissuto in Argentina, Francia, Giappone, Italia, e ora finalmente si sono assestati in Svizzera, dove resteranno almeno un paio d’anni. E poi chissà dove continueranno: il mondo è loro.

Dopo una mattina di visita dei musei a Losanna, siamo partiti sulla route-velo n.5, e abbiamo percorso 60 km tra boschi, campagne, campi arati a terra nera. Saliscendi in teoria piacevoli, in pratica pesanti perchè mi sono presa una mezza infreddatura, al super gelido museo Olimpico di Losanna; dopo numerose pause e riprese, siamo arrivati alle 9 di sera a Yverdon Les Bains, dove siamo rimasti anche oggi per una giornata di stazionamento e riposo. Tra poco andremo a vedere la festa “concerto dei lombrichi“… chissà come sarà?

bosco sulla route n.5 crepe Interno creperie segnaletica

Da Geneve a Lausanne

Oggi la fortuna ci ha baciati.
La mattina siamo partiti per una tappa di 80 km sul lago Lemanno, e uno splendido sole ci ha illuminati per tutto il tragitto: Dado si é pure scottato le mani…
Fabio ci ha accompagnati in bici per i primi 20 km: viaggio in compagnia!!
Poi abbiamo proseguito tra i colli e lungo il lago fino a Losanna: un posto spettacolare con parchi sul lago e centro storico tutto in salita.
Appena arrivati ci hanno accolti Cecilia e Jean, di nuovo una serata tra amici! Aperitivo in terrazza, cenetta di pesce… yumm! W Chini super organizer e grazie per l’ospitalità.

con Fabio a Cully il segno della ruota le piante dei piedi Lac Leman
La via del tempo perso Dado Lago e Monti Davidaola sul lago Davidaola Chini y Jean

Lucerna – Ginevra

Rieccoci qua. Grazie a Fabio che ci ospita, e ci offre la connessione.

Stamattina siamo andati a fare il giro del lago di Lucerna, giusto in tempo prima che la pioggia ci cogliesse, per cui abbiamo percorso un tratto di 20 km sulla pista ciclabile nazionale n.9, la pista dei laghi, e al ritorno ci siamo affidati al treno.
Siamo saliti sul monte Pilatus, con l’aiuto di un treno a cremagliera che si è arrampicato su per una pendenza del 48%… incredibile, vero? E’ la più ripida del mondo!
Quando siamo arrivati in cima, c’era lo spazio per turisti tutto inquadrato: sentieri intrappolati negli steccati, pranzo self-service e corvi addomesticati… no, no, bisognava uscire dallo schema e fare un pezzo di sentiero sul prato libero giù per la pendice! Avremmo continuato, nonostante le vertigini da vista a strapiombo sulla valle (roba da fare deltaplano con la mente) e il tempo contato. Appena siamo andati via, è arrivato il nuvolone da pioggia, e ci siamo rintanati in treno.

La sera siamo arrivati a Ginevra, da Fabio che ci ha fatto gentilmente da cicerone sul lago, mostrandoci i punti tipici nella tiepida notte, e ci ha preparato la cena in terrazza da lui… fantastico. Serata con chiacchierata su filosofia e consigli di lettura.

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P1030440 P1030399 macro ad alta quota ritrovo tra amici!

Luce-rna al buio

ciao! siamo a Lucerna, sul lago dei quattro cantoni. Siamo partiti da casa stamattina, e col treno siamo arrivati verso le otto di sera. abbiamo cenato e fatto un piccolo giro della città, carina tra l’altro.
Paolina è già andata a dormire, io la seguo fra poco. giusto il tempo di scrivere ‘ste due parole veloci e farvi vedere un paio di foto di Lucerna di sera e di noi due…
In partenza! A mestre! Panino Un libro
Lucerna dopo il tramonto Lucerna by night

La Svìzzeraaa, gli svizzeriii…

Ci siamo!
Le tanto attese ferie sono arrivate!
Domani mattina si parte per la Svizzera, carichiamo le bici sull’unico treno che le porta oltre le Alpi, il cisalpino “Canaletto” (EC 174), andiamo a trovare i nostri amici Fabio, Chini&Jean, e viaaa!
La Svizzera è molto ben attrezzata per i viaggi in bici: è dotata di 9 piste ciclabili nazionali e 55 regionali. Qua sotto c’è evidenziata la selezione dei percorsi nazionali lungo fiume e sull’altopiano che percorreremo. Ma niente è programmato. Solo il primo pernotto, e poi… avventura!!!

veloland mappa piste ciclabili semplificata

La pista ciclabile triestina più lunga

Domenica pomeriggio: giro in bici sulla pista ciclabile della ex-ferrovia Trieste-Erpelle. Un percorso che possiamo consigliare agli amanti della bici che vengono a fare esplorazioni dalle nostre parti.
I lavori di pavimentazione della pista sono ancora in corso e proseguono, per cui ne abbiamo apprezzato i progressi. Ad oggi sono ben percorribili venti chilometri per 500 metri di dislivello (partendo da casa nostra che è sul livello del mare e imboccando la pista poco sotto il campo di calcio di via Campanelle). La salita è dolce e panoramica, con tratti freschi nel bosco e nelle gallerie, e fiori di campo ai lati. Ora è possibile attraversare il confine e proseguire dopo Draga S.Elia: la caduta dei confini con la Slovenia ha portati dei benefici sull’itinerario che per la prima volta abbiamo esplorato nella versione allungata!

Nata in alternativa alla Vienna-Trieste, la ferrovia dalla stazione di Erpelle verso Trieste univa il Carso al mare attraverso l’unica valle che lo permetteva: la Val Rosandra. I venti chilometri a binario unico erano stati realizzati dall’Impero Asburgico in soli due anni, dal 1883 al 1885: il percorso garantiva il collegamento più rapido tra Trieste, Lubiana e il resto dell’Impero.
L’itinerario è ora a passaggio misto ciclopedonale, in gran parte su strada bianca, e in via di pavimentazione con asfalto rosso e pietre nella parte più bassa.

Le piste ciclabili nate da ex ferrovie, o da tratte agricole come gli argini lungo fiume, sono una soluzione diffusa in Italia, e si portano dietro le seguenti caratteristiche piacevoli: pendenza lieve, connessione con centri importanti ad inizio e fine, e natura a distese lungo il tragitto.

pista ciclabile Trieste-Erpelle galleria illuminata pista nel bosco pista ciclabile Trieste-Erpelle
campo sloveno dati pista ciclabile vista sul golfo fiori di campo

Il Quarin e la pioggia

Questa domenica volevo fare un giro in bici, ma per tutto il giorno il cielo chiamava pioggia e non mi sapevo decidere. A metà pomeriggio, dopo il giro di visite ad amici e parenti, finalmente vado: prendo il treno e arrivo a Cormons che sono le sei.
L’anello del monte Quarin l’ho già percorso altre volte ed è una delle pedalate più belle della zona. Per esplorare un itinerario nuovo, decido di salire su per il monte seguendo la strada panoramica: sono 160 metri di dislivello. Solo l’ora tarda e il cielo nuvoloso potevano permettere che l’arrampicatina non facesse sudare troppo, a luglio inoltrato.
Arrivo quasi in cima e il cielo comincia a rombare, si sentono finissime gocce d’acqua e il vento forma mulinelli di foglie… presa dal dubbio, sono tentata di tornare indietro per la via appena fatta, ma chiedo lumi sulla strada sterrata davanti a me: mi confermano che, proseguendo per di là, dopo un’ultima salitina si arriva alla chiesa e poi comincia la discesa per l’altro lato del monte. Quindi: vado avanti.

fiori sul monte quarin pendici monte quarin chiesa sul monte quarin effetto tindall

La vista dalla chiesa mi premia: cielo rosso davanti a me, nuvoloni neri verticali con l’acqua che scende più in lontananza, e raggi di luce tra le nubi a lato che schiariscono alcune zone pulite. La posizione privilegiata permette non solo di ammirare tutta la pianura fino all’orizzonte, ma anche di valutare la distanza tra la mia bici e la pioggia, e decido che il giro può essere arrischiato ancora per un po’.
Scendo il monte in picchiata dall’altro lato, curve tra i vigneti e steccati nel bosco, uno splendido premio di velocità da assaporare nei meandri del piccolo monte. La pianura si apre e ho ancora velocità nelle ruote, un improvviso profumo di fichi e di erba citronella mi immerge in una tisana di verde campagna.
Arrivo alla Subida e riconosco la strada nota, quella dove avevo forato sotto la pioggia tempo fa. Non è molta la strada che mi separa dalla stazione dei treni, quando goccioloni d’acqua radi cominciano in modo più deciso a toccarmi le braccia, e io li schivo a zig zag come in Matrix…
Sul binario del treno, la pioggia col sole farà compagnia a me e agli altri viaggiatori, rassegnati al ritardo del regionale da noi atteso per ben tre quarti d’ora, ma l’apparizione di un grande arcobaleno sopra le nuvole ci rasserenerà.

pioggia davanti a me stazione arcobaleno in stazione sera dopo la pioggia