Il Quarin e la pioggia

Questa domenica volevo fare un giro in bici, ma per tutto il giorno il cielo chiamava pioggia e non mi sapevo decidere. A metà pomeriggio, dopo il giro di visite ad amici e parenti, finalmente vado: prendo il treno e arrivo a Cormons che sono le sei.
L’anello del monte Quarin l’ho già percorso altre volte ed è una delle pedalate più belle della zona. Per esplorare un itinerario nuovo, decido di salire su per il monte seguendo la strada panoramica: sono 160 metri di dislivello. Solo l’ora tarda e il cielo nuvoloso potevano permettere che l’arrampicatina non facesse sudare troppo, a luglio inoltrato.
Arrivo quasi in cima e il cielo comincia a rombare, si sentono finissime gocce d’acqua e il vento forma mulinelli di foglie… presa dal dubbio, sono tentata di tornare indietro per la via appena fatta, ma chiedo lumi sulla strada sterrata davanti a me: mi confermano che, proseguendo per di là, dopo un’ultima salitina si arriva alla chiesa e poi comincia la discesa per l’altro lato del monte. Quindi: vado avanti.

fiori sul monte quarin pendici monte quarin chiesa sul monte quarin effetto tindall

La vista dalla chiesa mi premia: cielo rosso davanti a me, nuvoloni neri verticali con l’acqua che scende più in lontananza, e raggi di luce tra le nubi a lato che schiariscono alcune zone pulite. La posizione privilegiata permette non solo di ammirare tutta la pianura fino all’orizzonte, ma anche di valutare la distanza tra la mia bici e la pioggia, e decido che il giro può essere arrischiato ancora per un po’.
Scendo il monte in picchiata dall’altro lato, curve tra i vigneti e steccati nel bosco, uno splendido premio di velocità da assaporare nei meandri del piccolo monte. La pianura si apre e ho ancora velocità nelle ruote, un improvviso profumo di fichi e di erba citronella mi immerge in una tisana di verde campagna.
Arrivo alla Subida e riconosco la strada nota, quella dove avevo forato sotto la pioggia tempo fa. Non è molta la strada che mi separa dalla stazione dei treni, quando goccioloni d’acqua radi cominciano in modo più deciso a toccarmi le braccia, e io li schivo a zig zag come in Matrix…
Sul binario del treno, la pioggia col sole farà compagnia a me e agli altri viaggiatori, rassegnati al ritardo del regionale da noi atteso per ben tre quarti d’ora, ma l’apparizione di un grande arcobaleno sopra le nuvole ci rasserenerà.

pioggia davanti a me stazione arcobaleno in stazione sera dopo la pioggia

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