Una lettera ufficiale

Qualche giorno fa, ho ricevuto una lettera con il mio nome scritto a mano sulla busta, che conteneva una tessera, un invito, e un messaggio che iniziava così:

“Gentile signora Paola M.,
Sono Mamadou D., Le scrivo per conto della Associazione dei Senegalesi della Provincia di Trieste (ASPT), in qualità di Presidente e legale rappresentante di detta Associazione.
Ho il piacere di comunicarLe che il Consiglio Direttivo della nostra Associazione, nella seduta del 14 settembre 2013, ha deliberato di conferirle la nomina di SOCIO ONORARIO dell’ASPT per il supporto, l’attenzione e l’interessamento alla comunità degli immigrati in generale e alla nostra in particolare.
Sicuri che questo riconoscimento sarà accolto da lei con entusiasmo e soddisfazione, La preghiamo di volere considerare il ruolo preminente che svolgerete in seno alla nostra Associazione per i preziosi eventuali consigli che vorrà darci nell’ambito delle attività della stessa e preminentemente nell’ambito dell’orientamento per i diritti/diveri dei cittadini immigrati e dei diritti umani in generale”

Avevo già avuto qualche anticipazione da Njang, che è il mio contatto quando supporto le loro attività, però leggere il messaggio ufficiale mi ha veramente emozionata. Non sono mai stata nominata socio onorario prima d’ora!

Come prima cosa, quindi, segnalo l’evento che gli amici senegalesi organizzano questo sabato al campo sportivo di San Giovanni.
Gli approfondimenti tematici sono attuali. Mi pare importante sentire una voce di chi è coinvolto nel concreto, invece delle solite generalizzazioni urlate dei media. Infatti alle 15.00 è programmata una conferenza su “immigrazione, diritti e e doveri all’entrata e all’uscita dal territorio”. Ma poi ci sono anche i giochi, e la cena a base di pietanze senegalesi… diffondete la voce!

tessera socio onorario

A Lagolo con Diego

Tecnicamente, Diego è per la prima volta a Lagolo. Ma già l’anno scorso, nel pancione di mamma, aveva apprezzato l’aria fresca e l’acqua del lago.
In queste ultime settimane, Diego ha imparato un sacco di cose. Per esempio indica col ditino le cose che vuole, e con una combinazione di “mò” e “mà” aggiunge precisazioni in merito.
E, grande conquista, ha imparato a dire “no” (anzi, è più un “gnà”) scuotendo la testolina per maggior chiarezza.
Con questi monosillabi, in aggiunta alle parole “mamma” e “papapà”, comincia a comunicare “come i grandi”, e la cosa ci diverte un sacco. Diego dimostra una sua propria personalità, e quando non raggiunge i suoi obiettivi, protesta anche vivacemente.
Per fortuna, siamo ancora in una fase nella quale basta una piccola distrazione per distoglierlo dalle cose proibite. Così, mentre cerca di mettere i ditini nelle prese di corrente, basta mostrargli la palla per spostare la sua attenzione…
Qui al lago, indica gli alberi e vuole toccare i rami più bassi. Sul pratone, gioca con l’erba e prova a mangiare le pigne. Cammina, accompagnato, tra i bagnanti che prendono il sole, e guarda curioso tutti i cani. E gioca contento con gli amici che sono venuti con noi, e quelli che abbiamo incontrato qui: Liviano, Michele e Silvia, Lisa, Francesco e la piccola Gaia.

Festa a Pliskovica

Alla festa sul Carso organizzata da Enrico M. M., dove la cena era preparata da tutti i partecipanti direttamente con i prodotti dell’orto, Diego ha apprezzato molto il pane con le erbe. Se l’è mangiato tutto, pezzettino dopo pezzettino, portandolo da solo con le mani alla bocca; e se cadevano le bricioline sul prato, non era un problema.
Abbiamo incontrato anche Paolo Rumiz, che ci è parso un po’ timido: quando io mi sono presentata con un “Salve, Paola”, lui come risposta ha bofonchiato qualcosa che non era il suo nome, però ha sorriso molto a Diego, chiamandolo ripetutamente: “brigante!”.
Il momento migliore della serata, dopo la lettura di poesie in sloveno e italiano accompagnata da tre musici, è stato quando gli artisti si sono scatenati. Fisarmonica violino e contrabbasso si sono lanciati in vivaci danze popolari, e anche Diego ha ballato con me: teneva il ritmo battendo le manine sulla panca, e si sganasciava durante il tango quando lo dondolavo in giù come in un caschè, mentre i musicanti se la ridevano sotto i baffi.

Come sta la rete nel 2013

Il convegno “State of the Net“, letteralmente “qual è la situazione della rete”, che si svolge a Trieste già da qualche anno, prima con cadenza biennale, ora annuale, secondo me è un gioiellino.
Ospiti stranieri e italiani, interventi di qualità, possibilità di vedere le attività anche da casa seguendone la trasmissione in streaming (come ho fatto io ieri, anche se il tutto si svolgeva piuttosto vicino, al molo quarto) e soprattutto una atmosfera tutta sua che caratterizza l’iniziativa: è facile diventare degli affezionati.
Agli organizzatori stanno a cuore i temi della democrazia partecipata, degli strumenti che rendono accessibili dati e conoscenza su internet, della diffusione di equità e di comportamenti innovativi e rispettosi delle risorse.
Trovo elegante la formula, con il salottino accompagnato da un grande schermo video, con il podio su cui si alternano i vari oratori che poi vengono raggruppati a confrontarsi tra loro su temi vicini anche se hanno idee differenti.
E nel frattempo, il pubblico si connette ai riferimenti citati nei discorsi. Anche i nostri amici Carluca erano venuti a sentire (oggi pomeriggio li ho beccati nel buio della sala, sedendomi casualmente proprio vicino a loro), e controllavano sull’i-pad i libri menzionati dallo speaker, o trasmettevano su twitter le frasi più significative dell’evento, confermando con atteggiamento “connesso” che erano perfettamente intonati all’ambiente.

key note a SOTN SOTN blu molo 4°, arredi Palla a SOTN
carluca a cSOTN il mio badge di ingresso a SOTN SOTN viola Petrini a SOTN

Anche Diego ha sentito un po’ del convegno stamattina, mentre da casa lo ascoltavo in streaming; però secondo me era invidioso del monitor rumoroso, cercava di parlarci sopra, più forte, riportando l’attenzione su di sè.
E ci credo che Diego ha da dire anche la sua. In questi giorni ha imparato a mettersi seduto da solo, a gattonare, a tirarsi su per mettersi nella posizione in piedi. Tutto insieme.
Ora riesco a scrivere due righe perchè Diego è appena andato a nanna; Dado è in viaggio, e probabilmente sta sorvolando l’oceano.

PiQ ora ha dieci settimane

Per Diego, il ciclo dell’euforia chiacchierina da sazietà post-pappa, si ripete sei-sette volte al giorno.
Oggi sono andata a pesarlo: ha raggiunto quota 6,280 kg.
Quindi chi lo tiene in braccio è avvisato: occhio alla schiena!

Sabato scorso, Diego ha sorriso subito a Carol, appena l’ha vista per la prima volta. La sera stessa, Carol ci ha proposto: “Quando diventa grande, vendo mio moroso Walter e mi prendo Diego.” E poi, rivolta a lui: “Diego, non preoccuparti. Sarò vecchia, ma ti prometto che per quella volta sarò diventata ricca!”.

Invece stasera Marco ci ha chiesto “Posso venire di nuovo a trovare Diego? L’altra volta, dopo che ho passato il pomeriggio da voi, mi sentivo così bene che non vedo l’ora di rivederlo!”

Quindi diamo già ora l’invito agli amici: sabato prossimo, castagnata bis!

Di nuovo a contatto con l’arte

Per il secondo anno consecutivo, il compleanno di Serena è stato trasformato in un evento: un “home concert”, una esibizione dal vivo nel caldo ambiente della casa dei Deja, che quest’anno ha visto ospite la cantautrice friulana Giulia Daici.
L’anno scorso era stata la volta di Sandor Szabo, che avevo incontrato anche in Ungheria.
All’estero questa è un’abitudine più diffusa, eppure ci vorrebbe anche qui: così organizzata, la performance acustica ci rapisce, accoccolati sui cuscini del soggiorno, in un’atmosfera intima…

A Giulia, un augurio per il suo futuro come artista, che porta la musica agli altri come una testimonianza.

Giulia Daici live in casa Deja ottima la crostata! cd con autografo ottima la focaccia
peresentazione concerto Giulia Daici e i Deja budinetti by Serena la cura del menu

httpv://www.youtube.com/watch?v=3aoST90qmiw&feature=related

La voce della verità

Sabato sera siamo andati a portare a Bibi un regalo per il suo compleanno.
I piccoli Ale e Emma sono stati contentissimi di vedere Diego che arrivava a casa loro, volevano giocare con lui, gli offrivano oggetti e pupotti che lui non sapeva ancora afferrare, chiamandolo “Dieguito”.
Dodo ha spadellato la cena per tutti, che lusso!
E quando Diego ha piagnucolato nella carrozzina, Ale ha detto, con la saggezza dei suoi quattro anni e mezzo:“Come tutti i bambini, piange perchè non vuole essere lasciato da solo!”

Chi dorme non piglia pesci

Domenica mattina, dopo la sveglia delle sette per dare la pappa al piQLo, Dado ed io ci siamo guardati e ci siamo detti: ancora un po’ di nanna!
Ed eccoci allora tutti e tre a ronfare di nuovo fino alle 11.

Pù tardi arriva un messaggino del papi: “Oggi Rampigada Santa, anche mamma è arrivata su fino in cima!

Eccolo là. Guarda un po’ cosa ci siamo persi. Avrei proprio voluto esserci.

httpv://youtu.be/pSfk2zd0I0Q

Quando ero piccola, anche io salivo su per Scala Santa in bici con il compagno di scuola Enrico, come tappa d’inizio prima dei giri sul Carso, dato che abitavo là all’inizio della riva. Mi ricordo, tra le altre, di una pedalata fatta subito dopo una bella mangiata di pesce, che poi una volta arrivati in cima alla salita era già ben che digerito. Ci mettevamo almeno 20 minuti e con un tal tempo ieri mi sa che avrei vinto il premio lumaca. Invece Enrico ho visto che alla rampigada santa ci è andato con tutto il suo team di Mathitech, e ha pure fatto un tempo di 17 minuti ben piazzato nella classifica, gli avremmo sicuramente fatto il tifo come si fa ai veri scalatori.

Meno male che c’è un’ottima recensione dell’evento su bora.la, da parte del mitico Diego Manna (che compare sia nella classifica dei ciclisti che in quella dei podisti… cossa la ga fatta due volte?).
L’anno prossimo non potremo mancare!!!!

p.s. sì lo so che il video trailer dell’evento si usa prima, e non dopo, come ora. Ma el mato co le borse de la spesa che va quasi veloce quanto la bici iera tropo bel (e chi, come mi, ga abitado là, pol identificarse in tuti e do…)