Vi piace l’albero?

Ieri sera siamo andati a cena da Carluca. Una pizza per asporto, delle pastine assortite acquistate in panetteria, e via!
La serata è stata dedicata, tra le altre cose, alle partite a carte e cioè a Fluffer!. Cifra si è esibita in una splendida performance, con scalata in un colpo solo dalla posizione di “bucio” a quella di “president”, mentre io facevo la mummia dalla poltrona presidenziale di Carla, avvolta nella sua coperta double-face…

Ad un certo punto Carla ha chiesto a Luca di partecipare ai passatempi di Natale. Ecco il dialogo:

Carla: Vieni a Badoere a fare l’albero di Natale?
Luca: NO!
Carla: Ma come! @#*&@?!! …che mia mamma ti aspetta a cotechini spianati !!

che belle carte che ha Carla.... il "bucio" pulisce... i capelli e la ricerca

Carrambata da Carluca

Che storie, com’è piccolo il mondo!
Accade talvolta che ci si ritrova, dopo anni, con dei vecchi amici, e si riscoprono punti di vista simili a quelli di una volta, anche molto tempo dopo…
Ma cominciamo dall’inizio.

Lo scorso venerdì siamo stati invitati a cena da Lucarla (eh, solo loro possono vantare soprannomi ricorsivi, Biuty&theBeast, oltre che Carluca Lucarla CarlucarluCarLucarla…).
Da un paio di giorni infatti Carla ci aveva promesso il radicchio rosso per la cena, e pure la zucca con cui ha fatto degli splendidi antipasti colla sfoglia (ottimi pure quelli al prosciutto e formaggio, buoni per il bis!).
Oltre a noi sono stati invitati Tullia e Matteo, che non vedevamo da circa dieci anni, a parte un paio di fuggevoli incroci in città.
Che recupero!
Che sorpresa!
Tutto questo ha portato allo splendido vantaggio di vedere (per una volta!) qualcuno che si è appisolato sul soffice divano prima di me… Un record! (E non dite che non parlo mai di pisolini: basta guardare il post di ieri…).
Inoltre, dopo la rievocazione di storie in vero stile “Finanziere, finanziere…” (come quelle della nonna di Tullia che ha veramente nascosto la carne nel reggipetto passando il confine!…), ci è stata suggerita la lettura de “Il giradischi di Tito“, che Dado ha prontamente già comprato.
Alla fine è arrivata dall’allenamento di Rugby anche la Cifra. Quella che… “C’è solo una persona al mondo di cui Chuck Norris ha paura: Cifra!”

p.s. le foto di seguito sono state scattate in parte da Carla, con la sua nuova macchina fotografica splendida fiammante…
Oppure, come dice lei: “Sono state un’opera collettiva dei partecipanti alla serata. Se vuoi specificare che non le avete fatte voi in quanto troppo brutte… 😀 hai tutto il mio sostegno!!! 🙂”
Ma come brutte! Io sono venuta così bene dopo il fotoritocco!…

in cucina radicchio yumm! Dadone pensiamoci su...
Tullia cioccolata Matteo Davidaola

Il ritorno della castagnata 3 – giornata 1

La prima giornata di castagnata del terzo anno, è stata all’insegna delle grandi mangiate e della musica.
Dolce e salato si alternavano senza ritegno. Castagne e ribolla, ovviamente, erano pronte. La salamella di Letizia si accompagnava ai taralli. Il pane alle olive fatto da Carla si aggiungeva alla ricchissima torta salata al radicchio rosso, gorgonzola e uova, portate da Beauty and the Beast.
In un paio d’ore, eravamo già belli pieni.

la castagna salame e taralli pane alle olive e torta al radicchio castagnata 3.1

Però per la sera ci attendevano i salti in piazza Unità, ai concerti della Barcolana 2008, buoni per smaltire quanto spazzolato.
Prima di uscire, abbiamo potuto ripassare con i nostri amici gli ultimi video di Elio e le Storie Tese, scegliendo brani che puntualmente si sono fatti risentire durante il concerto della sera. Parco Sempione, Plafone, Ignudi fra i nudisti e Heavy Samba, sono stati i pezzi forti tratti dall’ultimo disco. Elio non si è risparmiato neanche per quanto riguarda i vecchi successi che non si sentivano, dal vivo, da un sacco di tempo, come Mio cuggino, Amico uligano, T.V.U.M.D.B. e Born to be Abramo. Non si poteva non concludere con il pubblico esaltato al ritmo di “Forza Panino” nella immancabile Tapparella.
Dopo il concerto, abbiamo stretto la mano ad un informale Frankie Hi Nrg e abbiamo comprato il cd-brulé con la registrazione appena fatta del concerto di Elio, per farlo autografare. Anche da Mangoni con la baguette…

frankie hi nrg piazza unità alla barcolana eelst Trova Mangoni

Mini vacanza sul Sile – parte 4

Lunedì pomeriggio, la pedalata lungo il Sile continua.
In due giorni avrò fatto un totale di 80 chilometri.

Come in molte regioni del Nord Italia, i percorsi ciclabili sono ricchi e numerosi, immersi nei parchi e tra le risorse del territorio. Ma discontinui. I cento chilometri di seguito su ciclovia non si riescono a fare, tranne che in alcuni casi speciali.
Alla fine di un tratto ciclabile, c’è spesso bisogno di chiedere informazioni per capire dove ricominciare. Incontro il vecchietto contadino che pedala con grosse cesoie in mano. Mi dà indicazioni a memoria per decine di vie e di svolte. Ha gli occhi cerulei sopra lo zigomo spigoloso ed è più preciso di google earth… La sua casa è dietro la pista ciclabile, e queste sono le sue terre.
Incontro anche una coppia di pensionati, e pedalo a fianco a loro per un po’ approfittando delle loro storie. Mi spiegano che fanno cinque chilometri a piedi al giorno su quelle strade, vantando un totale di 2000 all’anno. Mi indicano i burci: grosse imbarcazoni fluviali da trasporto, che venivano trainate da corde attaccate ai buoi. Appaiono a sorpresa tra i canneti, affiorano in parte dall’acqua e tra il verde, uno spettacolo distopico. Queste lunghe barche di legno sono state affondate decenni prima in un periodo di proteste…

fiori a Treviso il classico Sile colori sulla strada alzaia fiori sul Sile
girasile i burci nascosti tra le foglie oro giallo specchio di Sile

A fine pomeriggio, arrivo a Quarto d’Altino. Nel mio immaginario, era un luogo importante, che la voce sul treno mi aveva citato per anni.
Invece trovo il luogo che non c’è. Non riesco a fare il biglietto: c’è solo la macchinetta automatica, e certo non distribuisce supplementi per la bici. Arriva il treno, e non riesco a caricare la bici sul vagone apposito: c’è, ma è chiuso; salgo come riesco. Vado a caccia del controllore per giustificarmi, ma sia testa che coda del treno sono chiuse al pubblico: con il controllore non parlerò mai. Farò mezzo viaggio in piedi presso la bici: non c’è posto a sedere.

Alla fine arriva una chiamata di Carla: voleva controllare che fossi tornata a casa sana e salva. Quasi che fosse anche lei un poco responsabile del territorio presso casa sua… Mi ha fatto piacere.

Mini vacanza sul Sile – parte 3

Lunedì mattina, che pacchia, ho potuto poltrire fino a tardi.
Ero a casa di Carla, a Badoere, dopo lo spettacolo della sera prima.
Per colazione, tè e fette biscottate con la marmellata, oltre allo spettacolare succo di melograno. La mamma di Carla lo aveva preparato dai frutti del suo albero. Ecco la ricetta.

Come preparare il succo di melograno:
– macerare un giorno i semi con ghiaccio, zucchero e limone
– frullarli
– filtrare gli ossetti col passa patate

Che meraviglia! Tutto era pronto per uno splendido giro in bici sul Sile. Mattinata di sole, itinerario adatto, e mappe del territorio messe a disposizione da Carla. L’ho salutata sul cancello di casa sua, mettendo piede sul pedale, ma sarei rimasta ancora a chiacchierare con lei: tentazione bifronte.

succo di melograno carrareccia vista dalla bici il Sile in campagna
luci che trafilano la panocia panocia abstract un ponte sul Sle

La mattina ho fatto il percorso Badoere-Treviso, e il pomeriggio il tratto Treviso-Quarto d’Altino dove ho preso il treno. La mattina è stata all’insegna dei tratturi tra i campi; il pomeriggio, in buona parte sulla “strada alzaia” lungo il fiume.

Ho incontrato l’oca da guardia, che faceva da custode al suo cancello, pronta a scattare come un allarme al mio avvicinamento.
E poi tra un campo e l’altro, ho provato anche io per la prima volta l’inseguimento da cani arrabbiati. Ogni buon ciclista può vantarne: ora, anche io!
Quando ho visto che i botoli abbaianti erano senza catena e già orientati al mio pedale, ho dovuto resistere alla tentazione da scatto (che li avrebbe stimolati ancor di più all’inseguimento), e ho rallentato, quanto più potevo pur di mantenere l’equilibrio senza abbassare il piede. Ha funzionato. Hanno perso un po’ di grinta. Sono andata via pianin pianino. Uno dei due ha fatto anche un secondo scatto e mi ha raggiunta di nuovo…  Due volte ho dovuto rallentare per fargli capire l’antifona, e poi ciao.

(continua…)

Mini vacanza sul Sile – parte 2

Domenica sera, dopo il mio arrivo in bici alla Rotonda di Badoere e alla ex chiesetta di Sant’Antonio, il buio è arrivato all’improvviso.
Carla, dopo aver aiutato a sistemare l’interno della chiesetta per l’evento della sera, mi ha portata a cena a casa sua. Non sapevo ancora quali prelibatezze mi aspettavano! Risotto di funghi raccolti da loro, coniglio di allevamento casalingo e ben quattro contorni dall’orto, due dessert e uno spaziale succo di melograno di cui parlerò ancora… E poi un maglione di lana in prestito, perchè avevo sottovalutato il fresco della sera. Cosa volere di più?

Dopo la cena luculliana, è il momento dell’evento del giorno. Arrivano le nove, siamo di nuovo all’ingresso della chiesetta, e molte persone si stanno avvicinando. Ho avuto l’onore di far da maschera, guidandoli all’ingresso, così ho potuto avere un ruolo attivo nell’evento!
Quella sera, infatti, si svolgeva il finissage, la festa di chiusura della rassegna Phada Murgania, che ormai da molti anni si svolge a Badoere con il contributo di Carla che mi ha invitata. Diversi tipi d’arte s’incontravano; in questo caso: pittura, scultura, musica e danza contemporanea. Grazie ad una ulteriore autorizzazione speciale da fotografa, mi sono intrufolata negli angoli privilegiati per guardare lo spettacolo da un altro punto di vista. Un momento magico per tutti: il volo delle foglie secche, tra i piedi della ballerina, che facevano vortici con la danza invece che con il vento. Splendida idea.

La serata avrebbe dovuto essere più lunga. A mezzanotte ormai superata, Carla mi spiegava nell’unica (e accogliente) osteria del paese, come una volta gli eventi culturali si svolgesserno al piano di sopra della osteria stessa, prima di poter usare la chiesetta sconsacrata. Era facile capirla. Anche io avrei voluto avere posti così sotto casa.

(continua…)

phada murgania 2008 ex chiesetta di Sant'Antonio sculture svettanti inizio a parete
movimento in bianco ballando tra le foglie artisti dopo la performance L'osteria di Badoere

Mini vacanza sul Sile – parte 1

Eccomi tornata, dopo due giorni sul Sile, un tuffo in mezzo alla natura. La zona si presta bene a fare giri in bicicletta: tutto merito di Carla, che mi ha invitata a scoprirla.

Domenica sono partita col treno per Treviso all’ora di pranzo. Vicino a piazza dei Signori c’è un piacevole caffè dove ho fatto tappa per due giorni consecutivi. Ho provato delle fantastiche centrifughe di frutta. Per esempio: arancia, mela e finocchio. La scorta giusta per pedalare.

Il tratto del Sile da Treviso a Badoere è pieno di piste ciclabili tra i campi… ce ne sono perfino troppe. Ci si può perdere tra i mulini storici, le anatre chiacchierone e i boschetti di pioppi. Luce magica, la sera, mentre mi avvicino alla meta. Scendo dalla bici, mi inoltro nel bosco, tronchi viola e raggi oro. Quando percorro il tratto ex-ferroviario de l’Ostiglia, il sole è come un faro davanti agli occhi.

Il percorso ciclabile si interrompe presso la ex-stazione di Badoere, la strada sarebbe interdetta ma vado a visitare l’edificio ugualmente. Sopra le finestre chiuse, sono rimaste le iscrizioni “bagagli” e “sala d’attesa di I e II classe”. Una rosa rossa tiene in vita il grigio dell’intonaco abbandonato.
Carla mi aspetta alla chiesetta di Badoere, dove sta facendo da custode alla mostra che chiude una rassegna che lei ha contribuito a organizzare.

(continua…)

treviso w la centrifuga troppi cigni lago dei mulini di Favero e Rachello
l'ostiglia sile riflesso pioppeti al tramonto una rosa sulla stazione

Programmi per il fine settimana

Che bello.
Ho appena sentito Carla.
Tutto ok, dunque, per il weekend da lei.
Arte, bici, sole, amici… le previsioni meteo sono ok.
Domenica dopo pranzo prenderò il treno fino a Treviso. Poi andrò in bici fino a Badoere: 18 km lungo il Sile, facile e pianeggiante. La sera ci sarà la festa di chiusura della mostra d’arte contemporanea organizzata anche da Carla nel centro del suo paese; non sapevo che questo tipo di eventi si chiamasse “finissage”!
Il giorno dopo, lunedì, tutta pacchia: ritorno in bici fino a dove riesco, ho a disposizione la ciclopista del Sile nell’altro verso fino alla laguna, dove arrivo arrivo…

Tra l’altro. Che flash incredibile, oggi.
Ho scoperto, grazie alla selva di messaggi a cascata tra i compagni di classe in preparazione per un ritrovo, che uno di loro ha un blog… peraltro abbastanza di vecchia data.
E’ Matteo, dal Messico. Chissà che combina. Giornalista freelance. L’avevo dato per disperso, proprio io che non mollavo, e invece ora posso andare a ritrovare i suoi vecchi articoli a partire dal 2004. Per esempio, questo.

incanti rossi incanti d'ombre crocus

Weekend con le amiche

Domenica scorsa ho sentito Ambra, Fra, Anna, Carla, tutte a turno.
Franci mi ha portata in moto. Quando Ambra ci ha viste in versione amazzone, ha detto: “Questa non me l’aspettavo!”.

Ambra mi ha portata al parco di Villa Engelmann. Ci era tornata dopo tanto tempo, lo frequentava da piccola: era stato per lei un tuffo all’indietro nel tempo, come acqua fresca sul viso, perchè reale all’improvviso.

Anna l’ho aspettata giusto un’ora: non ci eravamo capite. Quando l’ho vista arrivare, passo lungo, saluto suadente, mi sono scordata tutto: finalmente potevamo parlare.

Carla mi ha chiamata poco dopo. E infatti l’avevo sognata quella notte: facevamo un festino, e arrivava anche lei, con Biuty ovviamente. Ci siamo ritrovati poi dal vero, con melanzane alla parmigiana, torta sacher, e la sfida a carte.

fra e pa disegno di castagne sotto l'ippocastano palazzo d'oro

Disavventure quotidiane – parte 1

Giovedì pomeriggio ero libera un po’ prima del solito: sono andata in città a fare shopping, una cosa che non mi capita quasi mai. Probabilmente mi ci dedico solo due volte all’anno coi saldi, e poi niente.
Ero euforica perchè la giornata era stata buona, e forse ero anche un poco con la testa tra le nuvole. La mattina avevo vinto un premietto giapponese alla fine di un corso, che prevedeva delle prove simili alle olimpiadi di matematica, architettate dal docente proveniente dall’università di Fukoka… un personaggio!
In città ho provato tanti tipi di vestitini, e ho incontrato Ambra che aveva maglietta e scarpe rosa, colore che sembra essere uno dei suoi preferiti.
Dopo aver chiacchierato con lei inforco la bici insieme al Dado per tornare a casa, che è quasi ora di cena.
Appena arriviamo a casa squilla il telefono, risponde Dado mentre io metto via i nuovi acquisti.

Sento la sua voce un po’ allarmata mentre parla al telefono.
Cosa sarà successo?
Dado mi dice che hanno trovato il mio zaino con i miei documenti! e che posso andare a ritirarlo in via S. Nicolò 6.
A parte il fatto che io non avevo uno zaino ma una borsa da bici, però faccio mente locale… effettivamente sulla bici non c’è più! Che distratta!
Dopo aver parlato con Ambra evidentemente non ho finito di legare la borsa alla bici, e sono partita verso casa con il malloppo appoggiato al portapacchi senza fermi…
Bon bon, meno male che lo hanno trovato, vado subito fuori, sempre con la bici e porto una bottiglia di vino come ricompensa.

Arrivo in via S.Nicolò 6 e non c’è il nome dell’ufficio a cui dovevo rivolgermi. Guardo il numero 6/A ma la vetrina lì non ha nome.
Qua la cosa si fa strana.
Al numero 6 c’è il circolo del bridge, quando suono non mi aprono.
Per fortuna dopo un po’ esce una persona e così riesco comunque ad andare su per le scale a controllare per i piani.
“Qui c’è solo il circolo del bridge”, mi dice la signora, “e io sto anche chiudendo e andando via”.
Accidenti, non ho neanche il telefono per richiamare Dado, perchè tutto è nella borsa persa. Chiedo alla signora se posso fare una telefonata, e lei che è occupata mi indica il telefono fisso che è di là.
Mi rendo conto di essere un po’ sospetta, perchè giro per le stanze con in mano solo un oggetto contundente, che è la bottiglia di vino nascosta in una borsa di tela…
Provo a chiamare ma il telefono è muto: non funziona!
Torno dalla signora… chissà cosa penserà di me, che mi sono infiltrata? Lei si lamenta perchè sta per perdere l’autobus, ma mi porta all’altro telefono che effettivamente era chiuso male, e così capiamo che è per questo motivo che il primo non funzionava.
Chiamo Dado, che mi dice: “Via S. Nicolò 6 mi hanno detto, perchè? Non va bene? Anzi no, aspetta che penso… no no, mi hanno detto Via Cassa di Risparmio 6, ho sbagliato…”.
Bon bon, ringrazio la signora, corro giù, lei è contenta che ho già finito e mi conferma che l’autobus lo riuscirà a prendere lo stesso…

circolo del bridge

Arrivo in via Cassa di Risparmio 6: c’è tutto, il nome sul campanello corrisponde, mi fanno salire. Finalmente i conti tornano!
Trovo ad accogliermi un mio vecchio compagno di università, Dario, che si è ricordato di me dal nome sui miei documenti. E così, oltre a ringraziarlo, posso anche scambiare un po’ di chiacchiere con lui sugli eventi degli ultimi anni e sulle conoscenze comuni. E’ stato suo cugino Gianpaolo a trovare la borsa, non volevano accettare il vino, ma mi pareva il minimo che come ringraziamento si facessero un brindisi su questo piccolo imprevisto finito bene…

Torno a casa e l’ora comincia ad essere un po’ tarda.
L’euforia per la giornata non mi ha ancora abbandonata, e propongo di andare a mangiare fuori e a sentire un concerto, che la sera è ancora tiepida.

Chiamiamo Luca ovvero la metà di “Beauty&theBeast” per un invito su due piedi, e andiamo a prenderlo dopo dieci minuti con la mia auto. “Con così poco preavviso puoi solo accettare o morire”, gli ho detto esaltata. Il povero Luca, che ha accettato, ancora non sapeva che cosa lo aspettava per la serata: le disavventure non erano ancora finite…

(continua)

la borsa del contendere numero 6 v. s. nicolò