Weekend lungo con gli amici

Lo scorso Ferragosto siamo stati al mare a Canovella con Carluca e i loro amici. Davide e Giovanna, Fabio e Susanna sono venuti a Trieste appositamente per il weekend, e ovviamente con gli amici dei nostri amici abbiamo fatto delle discussioni interessanti! Dopo una pausa per cambiarci, la sera ci siamo rivisti per provare il ristorante giapponese sulle Rive (una buona scoperta) e il molo Audace al buio (niente luna per una notte romantica): per la festa di Ferragosto, la città si è presentata al meglio!

Il giorno dopo ci siamo ritrovati al mare a Sistiana, (treno-bici per l’andata, e barca-bici per il ritorno). Dopo tre volte di seguito che ci vedevamo, non abbiamo resistito e ne abbiamo aggiunta una quarta. “Venite a casa da noi, Luca butta una pasta”, ha detto Carla. Dopo che avevamo giocato a scopone scientifico, briscola, bowling e golf con la consolle Wii, dovevamo assolutamente continuare a giocare: non poteva mancare l’aggiunta di un giro di coteccio!

colore degli occhi Dado e Carla faccioni con gli amici al mare Biuti e Tilde
da Sistiana col traghetto Trieste dal traghetto traghetto-bici il molo di notte

Aria d’estate

Ieri siamo andati a cena fuori con i nostri amici Carluca, passando tutta la serata all’aperto. Abbiamo fatto una raccolta di idee balzane, e di aneddoti storici per ciascuno di noi.

“Io una volta tenevo i capelli spettinati con i groppi, e mi opponevo allo strapotere dei Take That!”
“Io ho avuto la fase da metallaro” (roba da non crederci)
“Io fregavo le camicie di mio papà, anche se mi stavano larghissime!”
“Io giocavo a pallacanestro tutto il giorno, tutti i giorni, e non combinavo nient’altro!”

Ovviamente non dirò a chi vanno attribuiti questi aneddoti, anche se non è difficile indovinare…

le bici sempre con noi il mojito del Dado Paola e Carla
Dado presso S.Antonio mangiar fuori ne sono rimaste solo 10

Sogni o disegni?

Sabato scorso, come in un ritorno ai vecchi tempi, ho completato due disegni in un giorno solo.
La sera, prima di andare a dormire, sono andata a riguardarli, col tipico piacere di chi ricontrolla la creazione appena nata e ormai autonoma, come se fosse spuntata a sorpresa per conto suo.

La notte successiva, ho sognato di cercare di nuovo gli ultimi due disegni fatti, perchè li volevo mostrare a qualcuno. Poichè i sogni sono sempre imperfetti, i disegni che riuscivo a trovare erano sempre diversi, generati casualmente dalle fantasie oniriche: dalle carte varie spuntavano decine e decine di disegni, ma mai quelli che stavo cercando. Alla fine mi ritrovavo con un plico alto così di opere: la fissazione alla ricerca notturna aveva fatto moltiplicare infinitamente i lavori realizzati, e ovviamente non aveva appagato il desiderio di rivedere gli ultimi due.

Mi sono ricordata le parole di un vecchio amico che si occupa di grafica: “Quando ho appena completato un’opera, devo tenerla vicino al comodino anche quando dormo, per soddisfare un eventuale bisogno impellente di riguardare com’è venuta anche di notte”.

carla soft

Voglia di restare a giocare fino a tardi

Lo scorso weekend, Dado è stato impegnato a tempo pieno con il torneo di hockey, che coinvolgeva sedici squadre di ragazzini provenienti da diversi paesi.
Siamo andati a trovarlo sabato sera, con Carluca, Giordano e Luisa, giusti giusti all’ora di cena per una abbondante grigliata mista.
La frescura serale sull’altopiano dava finalmente tregua dall’afa, il clima era perfetto. Dado impartiva istruzioni anche durante la cena, mentre le squadre master giocavano ancora, i ragazzini tifavano sugli spalti, e una vispa dodicenne incantava i coetanei con elastico e diablo, molto abile nella giocoleria oltre che nello sport.
Sorprese per Dado a fine serata: un regalo di compleanno da Carluca, e il ritorno delle lucciole nell’erba.

il campo di hockey di notte lucciola nell'erba bacio stereo libro in regalo

Ritorni a casa

E’ tardi, sono da poco tornata da un’altra trasferta al salto, e non riesco a dormire. Evidentemente è la stanchezza.

Però sono contenta.
Tra le varie cose, per il fatto di essere riuscita a vedere gli amici, nonostante le mie sparizioni per viaggio, sia stasera, che l’altra settimana.

Questa sera, appena tornata a casa, ho avuto giusto il tempo di mollare la valigia, e sono andata a cena da AleBibi&Dodo per una pizza (dopo appuntamento con Dado alla pizzeria per asporto). Da loro abbiamo potuto osservare che Ale comincia a parlare, un po’ alla volta. Tra le sue prime parole, ci sono “acqua” (o meglio “acca”) e “cacca”; entrambe usate in caso di ovvie necessità…

L’altra settimana invece ero rientrata dal viaggio ben più tardi, alle undici e mezza di sera. Dado era appena andato al cinema con Carluca, e io già stavo rimpiangendo il fatto di aver perso una serata con gli amici. Quando mi è venuta un’idea: perchè non incontrarli al mio arrivo?
E così ci siamo dati appuntamento poco più in là della stazione dei treni, in gelateria! Oh, devo dire che la gelateria stava chiudendo. Giusto il tempo di portarci via le nostre coppette. Tanto meglio: siamo andati tutti in giardinetto, per una mini chiacchierata notturna (che mi ha anche fatto da “bentornata”). Sulle ali di legno dell’aereo del parco.
Un classico delle notti estive in compagnia.

petali di notte

Beccata

Sabato scorso sono tornata da Francesca alla mostra di videodanza.
La mia compagna delle medie è riuscita a svelare uno dei miei trucchi.
Dopo aver guardato i miei disegni, ha detto così:

“arancio, verde …piano col viola… mi sembra che ami decisamente i colori secondari”.

Che strano, essere colta sul vivo.
carla pensosa

Doppia sorpresa

Ieri sera, per chiudere la sfacchinata della settimana in bellezza, siamo tornati al cinema per il festival Nodo-Doc, e abbiamo fatto l’una di notte con Carluca, davanti ai documentari Maso e Miso e L’uomo con la telecamera.
E’ stato sorprendente vedere come nel famoso film muto del 1929, realizzato in un momento di prosperità, l’immagine femminile fosse più emancipata e gioiosa di quella che emergeva dall’altro documentario, del 1975, dedicato all’ultimo giorno dell’ “anno della donna” in Francia. Per chi volesse approfondire il tema, segnalo un documentario sull’immagine femminile ai giorni nostri a questo link.

Durante la serata, per la prima volta non sono stata io ad appisolarmi sul divano dei nostri amici, ma sono stati loro a ronfare sui divanetti del cinema, guidati dalla musica dal vivo che accompagnava il film muto.
Quando siamo usciti dal cinema Ariston, l’aria tiepida della mezza stagione e il rumore d’acqua della fontana suggerivano l’atmosfera giusta per una piccola chiacchierata notturna tra amici.
Non sapevo che mi aspettavano delle belle sorprese.

L'uomo con la telcamera Seconda classe bis Carluca che sfodera il secondo pacco regalo il regalo di Carluca n.2

Carla e Luca avevano portato un libro in regalo per il mio compleanno.
“Ci siamo domandati se lo avevi già”, mi hanno detto mentre lo scartavo. Quando l’ho aperto mi è venuto da ridere: era la terza volta che qualcuno me lo voleva regalare! Seconda classe di Paolo Rumiz. Le altre due volte sono documentate qua.
Questo non ha scoraggiato per nulla i nostri amici. “Ci eravamo attrezzati per questa evenienza”, mi hanno detto. “E come alternativa abbiamo portato un secondo regalo…”
Grazie a un gioco di prestigio, hanno tirato fuori, impacchettato come l’altro, un ulteriore libro: Il gioco dell’elefante di Saramago.
Ora ditemi: avete mai visto qualcuno più attrezzato di loro due?

Una serata tra amici

Sabato scorso c’è stata la festa di inaugurazione della nuova casa Carluca (festa che, il giorno dopo, era ancora in corso). Un evento speciale per festeggiare l’esito di innumerevoli sacchi di malta, fiumi di sudore, e il ritorno di acqua, luce e gas.
I padroni di casa ci hanno stupito con un’accoglienza del tutto personalizzata: grafiche ufficiali per l’invito, spazio drinks e spazio cibo, pane alle olive fatto in casa, involtini prosciutto e formaggio, bruschette, torta salata, riso freddo, macedonia, gelati e panna… E questo era solo l’inizio.
Infatti ci siamo ritrovati in uno splendido salotto di discussione come non se ne vedevano da tempo. A notte fonda non volevamo più andar via.

party graphics

Abbiamo fatto il giro delle storie strane: ognuno ne aveva da raccontare.

Ha cominciato Alessandra, l’amica rugbista. Quella che, se si dividessero le donne come nei libri di fantascienza tra le timide, le intriganti e le guerriere, sarebbe la “super-donna capace di battere un uomo sul suo stesso campo, quello della forza bruta.” (citando un’intervista della scrittrice Lipperini allo scrittore Evangelisti). Contemporaneamente a questo, ovviamente Alessandra è molto di più. E’ una ricercatrice che abita da sola in una casa enorme, sui cui si è aperto un acceso dibattito: è quella la casa dei sogni in cui rimanere ad libitum, o un posto da sostituire al più presto spedendo le chiavi con raccomandata e ricevuta di ritorno?

Poco dopo è venuta la storia di Tullia, una vicenda su cui lei potrebbe scrivere un romanzo. Da storica professionista, ha trovato l’antico diario di una figlia di ricca famiglia, divisa tra un matrimonio combinato ed un misterioso altro uomo; una fanciulla triestina che a Vienna si annoiava, a Odessa trovava un mondo affascinante, e alla fine il colera se la portava via. Ci siamo sentiti tutti come Tullia, che ha nel cassetto l’idea di andare ad Odessa per cercare negli archivi e raccogliere altri indizi. La serata aveva preso il tono delle “storie investigative”.

Poi sono arrivati gli aneddoti da sportello universitario, gentilmente offerti dalle amiche di Luca che avrebbero materiale per riempire un intero blog. Cose come: il 70% degli studenti, oggi, si presenta all’immatricolazione accompagnato dai genitori. E talvolta anche alla domanda di laurea. Studenti che davanti allo spazio per il titolo della tesi chiedono: “e qui cosa devo scrivere?”. Genitori che chiamano per scoprire se i figli hanno sostenuto davvero gli esami, con la paura di aver sentito bufale per anni. E così via.

E poi ancora storie di sogni. Come i sogni lucidi, quelli in cui prendi tu il controllo e succede quello che vuoi (“vedo una grande montagna e decido, mentre si svolge il sogno, di andare in cima direttamente in volo”). Storie di coach ed allenatori (“per ogni giocatore, devi dare un contributo diverso”, ci spiega Dado). Storie di paure e fobie, quelle che “se le conosci le eviti”, oppure ci scrivi un libro pulp basato sulle tue fervide e paurose fantasie.

Non ci resta che dire: a presto Carluca, alla prossima attesissima puntata!

Inaugurazioni

Carluca nella casa nuova Carluca a cena da Carluca PisolPalls

L’altro giorno siamo stati invitati a cena da Carluca, nella casa nuova in cui hanno appena traslocato, che bella!
Al nostro arrivo Carla stava cucinando il ripieno a base di spinaci per la torta salata, e Luca stava componendo un tavolo. Alcuni scatoloni li guardavano ancora incombenti, e la connessione al web non era ancora pronta…
D’altronde, come ha detto Luca, a cosa serve internet quando hai dei mobili da montare?

la torta

Dopo la cena da Carluca

Stamattina abbiamo fatto colazione su delle tovagliette nuove.
Che bello: ce le hanno regalate Luca e Carla l’altra sera quando siamo andati da loro.
E dire che noi avevamo portato loro solo i biscotti giù de stroppèr (e il vin santo)…

regalino Carluca autoritratto biscotti