Una serata tra amici

Sabato scorso c’è stata la festa di inaugurazione della nuova casa Carluca (festa che, il giorno dopo, era ancora in corso). Un evento speciale per festeggiare l’esito di innumerevoli sacchi di malta, fiumi di sudore, e il ritorno di acqua, luce e gas.
I padroni di casa ci hanno stupito con un’accoglienza del tutto personalizzata: grafiche ufficiali per l’invito, spazio drinks e spazio cibo, pane alle olive fatto in casa, involtini prosciutto e formaggio, bruschette, torta salata, riso freddo, macedonia, gelati e panna… E questo era solo l’inizio.
Infatti ci siamo ritrovati in uno splendido salotto di discussione come non se ne vedevano da tempo. A notte fonda non volevamo più andar via.

party graphics

Abbiamo fatto il giro delle storie strane: ognuno ne aveva da raccontare.

Ha cominciato Alessandra, l’amica rugbista. Quella che, se si dividessero le donne come nei libri di fantascienza tra le timide, le intriganti e le guerriere, sarebbe la “super-donna capace di battere un uomo sul suo stesso campo, quello della forza bruta.” (citando un’intervista della scrittrice Lipperini allo scrittore Evangelisti). Contemporaneamente a questo, ovviamente Alessandra è molto di più. E’ una ricercatrice che abita da sola in una casa enorme, sui cui si è aperto un acceso dibattito: è quella la casa dei sogni in cui rimanere ad libitum, o un posto da sostituire al più presto spedendo le chiavi con raccomandata e ricevuta di ritorno?

Poco dopo è venuta la storia di Tullia, una vicenda su cui lei potrebbe scrivere un romanzo. Da storica professionista, ha trovato l’antico diario di una figlia di ricca famiglia, divisa tra un matrimonio combinato ed un misterioso altro uomo; una fanciulla triestina che a Vienna si annoiava, a Odessa trovava un mondo affascinante, e alla fine il colera se la portava via. Ci siamo sentiti tutti come Tullia, che ha nel cassetto l’idea di andare ad Odessa per cercare negli archivi e raccogliere altri indizi. La serata aveva preso il tono delle “storie investigative”.

Poi sono arrivati gli aneddoti da sportello universitario, gentilmente offerti dalle amiche di Luca che avrebbero materiale per riempire un intero blog. Cose come: il 70% degli studenti, oggi, si presenta all’immatricolazione accompagnato dai genitori. E talvolta anche alla domanda di laurea. Studenti che davanti allo spazio per il titolo della tesi chiedono: “e qui cosa devo scrivere?”. Genitori che chiamano per scoprire se i figli hanno sostenuto davvero gli esami, con la paura di aver sentito bufale per anni. E così via.

E poi ancora storie di sogni. Come i sogni lucidi, quelli in cui prendi tu il controllo e succede quello che vuoi (“vedo una grande montagna e decido, mentre si svolge il sogno, di andare in cima direttamente in volo”). Storie di coach ed allenatori (“per ogni giocatore, devi dare un contributo diverso”, ci spiega Dado). Storie di paure e fobie, quelle che “se le conosci le eviti”, oppure ci scrivi un libro pulp basato sulle tue fervide e paurose fantasie.

Non ci resta che dire: a presto Carluca, alla prossima attesissima puntata!

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