Federico Rampini è uno dei miei osservatori internazionali preferiti. Credo che il suo blog sia migliore dei suoi libri: una struttura agile che gli permette di ragguingere il grado di approfondimento a lui più congeniale. Stranamente, certi giorni fa uscire fino a 4-5 commenti in una volta…
Molti dei suoi articoli recenti ci mostrano la Cina nelle sue sfaccettature sorprendenti. Segnalo ora, però, una sua pagina sull’India.
Secondo il giornalista, “L’esperimento democratico dell’India è il più originale e il più importante nella storia umana.”
“Nell’India di oggi accade l’esatto contrario di quel che si nota nell’affluenza alle urne in tutte le altre democrazie del mondo: più un indiano è di casta bassa, più è povero e sprovvisto di istruzione, più va a votare. Le liberalizzazioni indiane vanno negoziate continuamente con i ceti più deboli della società per ottenere il loro consenso. I governi sono costretti a moderare il ritmo delle riforme, cercando compromessi e mediazioni con le masse popolari.”
Per chi vuole leggere tutto l’articolo di Rampini, il testo completo sui trova qui.
Ora, vi propongo un confronto con quanto detto sopra e quanto si dice nella stessa data in un’altra zona del mondo: ecco un articolo da un quotidiano nazionale.
“Lo Stato non farà passi indietro. Chiaiano si farà. Chi ostacolerà il progetto finirà davanti al giudice. Basta con l’anarchia”, dice il premier. “Qualora si decidesse di aprire la cava, essa sarà dichiarata zona militare, difesa da soldati e chi si opporrà sarà perseguito come persona che ha commesso un reato”. “L’indagine che ha tentato di fermare l’iniziativa ha demotivato chi si era impegnato, ma non Bertolaso: lui è un uomo vero”. (che chicca il machismo della chiosa finale!!).
Stiamo parlando di provvedimenti che avvengono sotto casa nostra, e l’articolo completo si trova qua.
Ecco: oltre al senso di contrasto che si può trarre da questi due estratti, non mi pare che ci sia molto altro da aggiungere…































