“Io sono io
non intendo inventarmi una storia
ho già la mia”
Déja, Distratti dal vento
Davide e Paola sul Web
se le babe no vol che cantemo, noi cantemo per farle rabiar!
E’ tutta la sera che ascolto i pezzi nuovi dei nostri amici Déja. A ripetizione. Anche durante il giorno, me li cantavo. In piedi sul fiume.
E’ evidente, c’è forza nel loro lavoro; se n’era accorto anche il loro pubblico, all’esibizione della scorsa settimana in Germania, quando gli hanno detto: “speriamo che siate voi, a vincere il concorso”.
Andrea e Serena ci insegnano il loro modo di rispettare le fragilità, e di rischiare con coraggio.
Sono tornati vincitori dal festival: quello che in Italia viene visto come una differenza non allineata, all’estero è stato premiato come originalità.
Abbiamo passato con loro una splendida serata: della cena tutto ottimo, ho anche riconosciuto l’ingrediente segreto delle crespelle, lo zenzero fresco!
E Andrea ha stravinto al gioco (il “Paroliamo”): come da pronostici.
Ma questo è il meno…
Dado ha comprato una nuova radio: una radio che permette di ascoltare le trasmissioni via web.
Che meraviglia, c’è di tutto, ogni genere di musica.
Anche il canto degli uccelli, buono per il relax ad occhi chiusi.
E per addormentarsi…
Su birdsongradio.com
Ieri sera, quando siamo usciti, l’aria era tiepida e speciale. Le persone si riversavano in strada, gli autobus si facevano attendere, con ritardi di oltre venti minuti. Era il traffico sulle Rive, dovuto all’organizzazione del concerto.
Abbiamo deciso di fare un pezzo a piedi.
Arrivati al molo, abbiamo visto le barche che si radunavano, per godersi lo spettacolo da una posizione privilegiata. Ottima idea, perchè, anche a passarla sul mare, era una serata stupenda.
I gabbiani volteggiavano sopra Piazza Unità. Ali bianche sul fondo blu, illuminati dal basso, procedevano in voli circolari e costanti, evidentemente non a caso. Chissà se sentivano le vibrazioni provenienti dalle casse, trasmesse nell’aria fino a lassù.
Per chi non avesse visto il concerto di Santana ieri sera, ecco a questo link un video fatto da Dado che aveva una macchina fotografica dotata di un buono zoom.
L’idea di un weekend lungo a Bologna è nata dalla voglia di andare a vedere il concerto dei Calexico: l’occasione corrispondeva alla più vicina tappa in Italia del gruppo nato a Tucson (Arizona), dedito ad un genere alternativo tex-mex.
Per la cronaca un gran bel concerto. Joey Burns e soci hanno cantato per un numeroso pubblico le canzoni più conosciute e ovviamente quelle dell’ultimo album, insieme a una riuscitissima cover dei Love “Alone again or”, che mostra quali siano le radici dei Calexico. (Nota del Dado)
In quegli stessi giorni, si svolgevano sempre a Bologna diversi eventi all’insegna dell’arte contemporanea: la nostra preferita! Perfetto!
Il venerdì pomeriggio, dunque, dopo l’arrivo di Dado, abbiamo seguito un percorso guidato lungo i musei e i palazzi storici del centro: si trattava dell’iniziativa Art First, che proponeva una serie di opere d’arte contemporanea collocate presso siti di pregio. La combinazione offriva un bel contrasto tra antico e moderno e permetteva di scoprire la città, mappa del tesoro itinerante alla mano. Alzando lo sguardo sopra i portici di Bologna, era possibile ritrovare a sorpresa pitture volanti, scarpe di funambolo in bilico sul cavo, e così via…
Ieri sera siamo andati al teatro di S. Giovanni (ex OPP) appena restaurato ed inaugurato.
C’era il concerto dei pordenonesi Tre Allegri Ragazzi Morti: mitici!
Grande serata, e ovviamente visita finale ai musici presso il loro “amplificador furlan”, per la raccolta degli autografi!
Giovedì scorso siamo andati al Miela a vedere il concerto di Bugo.
Le scenografie facevano effetto Tyndall e proiettavano raggi di luce riflessi.
Bugo, sul palco, ha esordito: “la serata dobbiamo farla insieme!”.
Un concerto con uno stile un po’ diverso dal solito Bugo. La band suonava con un tiro molto “dance”, quasi da Subsonica. Cassa dritta 4/4, basso bello gonfio, arrangiamenti portanti di tastiere. Bravi!
Le prime canzoni suonate, quelle dell’ultimo e penultimo album: La nave, Amore mio infinito, Ggell, La mia mano. Soliti testi tra il demenziale e l’assurdo, tuttavia interessanti. Non sono mancate Io mi rompo i co$oni e la mitica Casalingo, la mia preferita (e sta parlando Davide).
“Se sei casalingo ami il fuoco del fornello come me… stare in casa è qualcosa di spettacolaaaaare”
Tra l’altro l’ha suonata facendo un fantastico medley con un’altra della mie canzoni preferite, anche se non di Bugo ma di Adriano Celentano: Prisencolinensinainciusol. Troppo avanti =)
Mentre disegnavo la Ale (che si è riconosciuta dall’Australia) ascoltavo Freebird dei Lynyrd Skynyrd.
Il testo si può buttare, basta l’assolo, il secondo assolo di chitarra più famoso al mondo…

httpv://www.youtube.com/watch?v=QBrGx4Zhltc
La prima giornata di castagnata del terzo anno, è stata all’insegna delle grandi mangiate e della musica.
Dolce e salato si alternavano senza ritegno. Castagne e ribolla, ovviamente, erano pronte. La salamella di Letizia si accompagnava ai taralli. Il pane alle olive fatto da Carla si aggiungeva alla ricchissima torta salata al radicchio rosso, gorgonzola e uova, portate da Beauty and the Beast.
In un paio d’ore, eravamo già belli pieni.
Però per la sera ci attendevano i salti in piazza Unità, ai concerti della Barcolana 2008, buoni per smaltire quanto spazzolato.
Prima di uscire, abbiamo potuto ripassare con i nostri amici gli ultimi video di Elio e le Storie Tese, scegliendo brani che puntualmente si sono fatti risentire durante il concerto della sera. Parco Sempione, Plafone, Ignudi fra i nudisti e Heavy Samba, sono stati i pezzi forti tratti dall’ultimo disco. Elio non si è risparmiato neanche per quanto riguarda i vecchi successi che non si sentivano, dal vivo, da un sacco di tempo, come Mio cuggino, Amico uligano, T.V.U.M.D.B. e Born to be Abramo. Non si poteva non concludere con il pubblico esaltato al ritmo di “Forza Panino” nella immancabile Tapparella.
Dopo il concerto, abbiamo stretto la mano ad un informale Frankie Hi Nrg e abbiamo comprato il cd-brulé con la registrazione appena fatta del concerto di Elio, per farlo autografare. Anche da Mangoni con la baguette…
Oggi pomeriggio, Franci ha preso la chitarra, e siamo andate a cantare in giardinetto sotto gli alberi.
Sulla panchina di fronte a noi, si sono raccolte quattro nonnine, che evidentemente avevano l’appuntamento fisso per chiacchierare.
Quando abbiamo suonato “Il ragazzo della via Gluck” , hanno detto: “Bella questa!”, e si son messe a cantarla di nuovo. Una di loro ha aggiunto: “Eh, quando è venuta fuori, era diversa dalle altre, più lente e melodiose. Questa era… moderna!”.
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(Ricordiamo come si conclude il pezzo:
la la la… perchè continuano a costruire le case…
e non lasciano l’erba, non lasciano l’erba.
Eh no, se andiamo avanti così,
chissà come finirà, chissà…)