al cinema

ieri io e Paola siamo andati al cinema. Paola mi propone “vediamo qualcosa di leggero…”. Cadiamo su Sex and the city. film ben curato come gli episodi della serie tv, punta tutto sulle battutine irriverenti delle quattro protagoniste. e sulla quantità infinita e inutile di accessori e di abbigliamento all’ultima moda. urletti ed esclamazioni arrivano oltre che dal film, anche dalla platea, appena si vedono un nuovo paio di scarpe col tacco 12 o la borsetta firmata.
non riesco a capire come ‘ste ragazze/donne che guardano il film riescano ad identificarsi con le protagoniste: queste sono “donne in carriera”, battute di soldi, che non pensano ad altro che a fare “scioppin”, a riempire l’armadio, o più o meno intensamente a fare del sesso. beh, insomma, posso capire l’ultimo punto, ma gli altri no.
il resto è piuttosto noioso. e le ragazze/signore al cinema mi infastidiscono pure, perché non si trattengono e commentano continuamente ad alta voce “ah, che belle scarpe… oh! che bel vestitoooo!! uuuuuuuhhhh!!!!!”.
comunque la storia è questa: Carrie e Big John vogliono sposarsi, lui al momento del sì non si presenta, lei lo molla, le amiche l’aiutano a tirarsi su, poi lei e lui si reincontrano.
a questo punto la scena cruciale. Lui si mette in ginocchio e dice: “Carrie, vuoi sposarmi di nuovo?” e lei risponde sbattendo gli occhietti “Sì”. a quel punto sono io che non mi trattengo e sbotto ad alta voce: “E allora te son proprio m*na!”. e tutte le persone intorno a sganasciarsi…
Eh, quando ce vo’, ce vo’!

Indovina chi viene alla porta?

Domenica mattina, poltrisco sul divano. All’improvviso: DRIIIIIIN! Suonano alla porta. Chi sarà? Pubblicità a ‘sta ora?
Mi alzo, mezza intontita e tutta scarmigliata, apro e mi affaccio sulle scale. Vedo due tipi dall’aspetto inequivocabile, col libro sotto braccio. Mi scappa un gemito: “Oh mamma mia!…”, e il più giovane, che stava salendo la prima rampa ma in realtà era il più timido, si spaventa e comincia ad arretrare: “Scusi, scusi, l’ho svegliata…” e al mio cenno di conferma rinuncia e torna fuori dal portone col suo compare.
Rientro, e dico al Dado: “Ah ah! Ho fatto scappare i testimoni di Geova facendo lo spettro!!!”

Dadocchio

Lettera mattutina ricevuta dal Dado.

Ciao Palla!
Come va? io bene.
Stamattina scenetta fantozziana. Mi si sono rotti gli occhiali.

Al momento non avevo nemmeno capito cosa fosse successo. Ti spiego.
Ho messo la maglia, come sempre senza togliere gli occhiali.
Quando passa la testa sento “stac” e a quel punto dall’occhio sinistro non vedo più niente, dall’occhio destro qualcosa.
Tocco gli occhiali e li ho addosso.
Mi dico: “si è rotta una lente”.
Tocco e ci sono entrambe.
E capisco che si è rotta la stanghetta sinistra.
Infatti l’occhiale era appoggiato al naso; dal lato destro la lente era davanti
agli occhi, dal lato sinistro no: la lente c’era, ma era finita di sbiego, calante invece che giusta davanti.
Tolgo di dosso, e guardo: è saltato il fermo della vite degli occhiali, sparito.
Un oggetto piccolo e di plastica trasparente!
Con grande cautela mi muovo per cercarlo: se non lo trovo subito è perso.
Guardo di non averlo addosso, e vado a prendere gli occhiali di riserva.
Perlustro il piumino e alla fine… zac! trovato.

Che culo.
Un orbo che trova un pezzetto di plastica trasparente su un piumino!

dopo li porto a riparare…

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Piscina da pesca

Sabato scorso eravamo a pranzo dai miei, e il papi ci ha raccontato l’ultima storiella avvenuta quando era in piscina.

“Sentite questa”, ci dice.
“Stamattina ero in piscina, mi sono svegliato presto e ci sono andato alle sette, quando ancora non c’era nessuno.
La corsia era tutta per me: una goduria. Ad un certo punto, nuotando, sento di aver toccato qualcosa con la mano. Strano, mi dico, perchè mi credevo solo: forse è arrivato qualcuno. Ma non vedo gente intorno, e allora penso ‘boh, avrò toccato le boe dei divisori di corsia’.
Poi torno indietro sempre nuotando, e tocco ancora una volta qualcosa. Cos’è cos’è, lo afferro, e scopro: un pesciolino di gomma!”

E a questo punto, puff!, il papi tira fuori il pesciolino magico dalla tasca, facendo un suono ‘poti-poti’, perchè quello che aveva trovato in piscina era pure un pesciolino col fischio.

“Ma la storia non è finita!”, ci dice, “dove lo metto questo pesciolino mentre nuoto? Lo poso a inizio corsia, sul bordo della piscina, e poi si vedrà.
Ricomincio a nuotare, e dopo un paio di giri… ‘sciaff!!’, mi sembra di nuovo di aver toccato qualcosa. E’ il pesciolino, come sarà finito di nuovo in acqua, qualcuno ce lo avrà buttato dentro, chi mai potrebbe aver fatto una cosa del genere? E torno ad inizio corsia.”
“E invece no!”, aggiunge il papi, e fa di nuovo ‘puff’, tirando fuori dalla tasca un altro pesciolino…
“ce n’erano due!!”

E questa è la storia dei pesciolini rossi che sbucano dappertutto, come provano le foto seguenti, che attestano ulteriori strani rinvenimenti in giro per la città…

i pesci con le cucitrici i pesci in bici i pesci al cinema i pesci sulle rive

Bubu

Ricevo e, autorizzata, pubblico questa lettera della mia amica ‘Bubu’.

“Ciao Paola,
come stai?
Sono appena salita sul treno per Gorizia, per il giro in bici del sabato mattina, l’ho preso (come al solito) per un soffio.
Mi sono svegliata tre quarti d’ora fa e ho fatto colazione davanti al pc acceso, su cui ho studiato i potenziali itinerari di bici. Quando mancavano 20 minuti all’unico treno utile (quello delle 9:04 su cui sono salita ora) ho deciso: si va, monastero di Kostanjevica a Nova Gorica dove c’è la festa delle rose, non ho capito bene la strada per arrivarci ma chiederò là.
A quel punto, ho 10 minuti per prepararmi e 10 per fare strada, biglietti e caricare la bici sul treno. Per prepararmi, cerco la tuta da bici: è fuori, con il bucato steso sul cavo nel cortile, devo affrettarmi a tirarlo dentro fino a raggiungere le braghette corte da bici: fa caldo.
Ho ancora il tè della colazione: lo metto nella borraccia (ho scoperto poi che mi è venuto troppo amaro e che era meglio se mi tenevo l’acqua). Carta da lettere in borsa e via, esco, pedalando contromano verso la stazione. Ho la sensazione di aver dimenticato qualcosa, con questa corsa, e guardo giù verso i pedali…
AAAARGH!
LE GAMBE PELOSE!!!
…quando arriverò a Gorizia spaventerò i bambini!!!

(ma questa storia, secondo te, si potrà mettere sul blog?)”

ricci castagna

Un voto normale non basta

L’altro giorno ho ricevuto un messaggino da Francesca. Mi diceva:
“Sai che ho preso 39 trentesimi all’ultimo esame??? però… che genio! Domani faccio una foto, e poi la metti sul blog?”
Eccola qua: è proprio successo davvero.
Immagino che poi, sul libretto, il voto verrà arrotondato…
Sì, a 40!…

voto: 39 trentesimi

Storie di libri

Ieri pomeriggio, mi telefona il papi.
Mi dice: “Ti ricordi quel libro che ti ho comperato doppio, che avevi già? Come mai mi hai portato anche la tua copia, quella già letta, forse l’hai confusa con la mia?”
Rispondo: “No, te l’ho data in modo che tu possa andare dal libraio con le due copie, dimostrando che era effettivamente un doppione, così da poterti far cambiare quella nuova…”
E lui: “Ah… però io, su quella nuova, avevo tagliato il prezzo con le forbici, e mi vergognavo di dargliela indietro… Allora gli ho dato la tua!”
“Ah ah ah… gli hai restituito un libro letto??”
“Sì, però era in ordine… Speriamo solo che non ci sia rimasto un segnalibro dentro…”
“Ah ah! Se è così, allora va bè, avrò sparso segnalibri in giro!”

soffione

Me sò divertita ‘na cifra!

La scorsa settimana, in occasione del Fest, ho incontrato Beauty&theBeast ad una conferenza. “Sono sola soletta, stasera, che mi mangio un residuo di pizza per cena”, dico loro. Commossi, mi invitano a mangiare da loro: porto gelato.
Sono fortunata: sembra di arrivare in un ristorante. Risotto coi bruscandoli e anatra verace, incontro con le sorelle romane Barbara&Ale, e arrivo del Dado in seconda serata per riunirci tutti.
Il giorno dopo si fa il bis: ci ritroviamo tutti in città, e riusciamo ad ascoltare anche un po’ di musica. Mentre ondeggio al suono dei jazzisti, chiedo a Carla: “anche ieri sera eri al concerto?”, e lei mi risponde: “ma che dici, ieri sera eri da noi, e hai pure dormito sul divano…” (che figura!).

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Giocare a bocce di notte

La scorsa notte, Dado ha parlato nel sonno; poichè gli ho dato corda, guardate un po’ cosa ne è venuto fuori…

D: Come se ciama quele robe che gira, co’ le noci, quala xè la definizion?
P: Ma xè una roba che se magna?
D: No
P: Xè una roba per giogar?
D: Più o meno…
P: Ma xè come le bocce de tuo papà?
D: Più o meno… Come se ciama?
P: …Bale noci!!
D: Mi stai prendendo in giro…

(e si gira dall’altra parte, ricominciando a ronfare…)

Petanque

Scenette da una mattina di sole

Sabato mattina: girettino in bici in città.
Mi fermo a fotogratare le montagne all’orizzonte, e una tipica vecchietta triestina con occhialoni mi dice: “Che giornata, proprio da fotografare… splendida, splendida!”.

Passo presso la sala Tripcovich, mi fermo al semaforo.
Alla mia destra c’è un gruppo numeroso di bambini delle scuole, mi salutano, mi fanno cenno che è ok. Sento uno di loro che dice: “Secondo me vince la bici”. Tengono d’occhio il semaforo, e danno il tempo:”Pronti… via!!”. Mi viene da ridere, ma non li deludo: parto in piedi sulla bici, e resto in testa per il tempo necessario. Dietro di me i rumori dei bimbi:”Brumm, brrrummmm!”, e ancora rido…

le montagne sul mare il golfo di Trieste dal treno