Qua e adesso

L’ultima volta che siamo stati a Spilimbergo abbiamo passato parecchio tempo con gli amici di IcoCla, Manu Leo e il piccolo Orfeo.
Con Manu avevo voglia di continuare a parlare, era come se i discorsi fossero stati solo iniziati, e per continuarli ci sarebbe voluto molto tempo. Magari si potevano riempire fogli e fogli di lettere… chissà se lei è tipa da corrispondenza?
Mi ricordo che nei giorni successivi al capodanno ero quasi impaziente di tenere ancora il contatto, di ricevere le foto per provare a farle il ritratto.
Ora siamo a marzo, e molti chilometri ci sono in mezzo. Però ho la sensazione che sulla rete ci sia una scorciatoia, e che si possa arrivare dappertutto. Lo conferma la storia dell’incontro con Emilio. Il potere è qua, sotto le dita…
manu

Sapevo che ci voleva il rosso

Erano due mesi che aspettavo questo momento.
La foto fatta a Chini alla sua festa del 5 gennaio mi attendeva, sul tavolo, da un bel po’. Ma prima di tornare a disegnare, dovevo finire l’allestimento della mostra fotografica, e un paio di altri progetti creativi su richiesta, che mi hanno coinvolta per alcune settimane. L’anno scorso gliene avevo già fatta un’altra, di foto da cui avevo tratto un disegno, ma non mi era piaciuto il risultato… Sapevo che si poteva ottenere di meglio.
Finalmente, venerdì sera, dopo una giornata tranquilla, il momento per tornare a disegnare in libertà è tornato; ore 21:45… troppo tardi per cominciare? No, no, cominciamo, magari ne abbozzo solo un po’… (e poi ho disegnato fino a mezzanotte, fino alla fine).
Avevo messo da parte parecchie foto fatte alle mie amiche: sono ancora là, in coda, in attesa della continuazione di questa serie. Lo sguardo di Chini, che stava in testa al gruppo delle stampe di riferimento (gruppo che, ogni tanto, rimescolavo pure) era veramente quello che ci voleva: energia.

chinired

Dal ritratto in poi

Per i disegni che ho fatto in questo periodo, il punto di partenza è sempre stata una foto, la cui autrice doveva essere rigorosamente una donna, anche conosciuta sul web, magari una mia amica che ritraeva le sue amiche. Uno sguardo di genere.

Io non mi ero mai cimentata col ritratto in fotografia prima d’ora, ma di recente ne ho avuta qualche occasione, con le luci giuste, che non è cosa da poco. Già: fotografare persone è più difficile che con gli altri soggetti, ma i criteri di composizione e illuminazione possono essere gli stessi.
Tutto questo, per avere delle foto mie da cui fare i disegni.
Ecco, devo dire che la sensazione è decisamente diversa.
Trarre disegni da foto fatte da me mi fa sentire il soggetto molto più vero.
teresa

Una storia che è una partita a scacchi

Oggi ho finito l’ultimo libro della Harris che, grazie ad Ambra, avevo sentito recensire dalla diretta voce dell’autrice un anno fa, quando siamo andate a incontrarla al pordenonelegge. Ambra, che le aveva chiesto un autografo, avrebbe potuto conservare una foto ricordo del momento, se la sua macchina fotografica nelle mie mani non si fosse scaricata proprio in quel momento (batterie infide).
Effettivamente, questa lettura meritava. Era palese, l’insight, l’occhio da esperta dell’ambiente, che l’autrice aveva: la storia era ambientata in quello che era stato il suo luogo di lavoro per dodici anni, una scuola maschile. “Gentlemen and Players“, l’ho letto in lingua originale (la traduzione del titolo in italiano è spaventosa: “La scuola dei desideri”), ed ecco cosa dice l’autrice di quell’ambiente sul suo sito:
“Women teachers were few; political correctness was at a minimum.
For a writer, it’s a perfect environment. It’s invigorating; intensely sociable; riddled with the unexpected.”

Buono per potercisi identificare.

Treni

Non solo gite treno bici.

Anche il ritmo quotidiano può essere un veloce viaggio. Gli impegni sono aumentati e il ritmo pure, così ad un certo punto mi sono detta (razionalmente!!): che si fa, salgo su questo treno e aumento la velocità? Poco tempo c’è stato per pensarci su. Ormai sono un paio di settimane che vado avanti dedicandomi continuamente alle decisioni. La cosa che ho notato, ora che ci son dentro, è questa: accipicchia, è tutto il giorno che PENSO in velocità!!!
il fuoco in mente

La soffitta della mente

Lo scorso weekend ho recuperato la raccolta di tutti i miei disegni storici, che stava nascosta nella cantina dei miei. Un bel pacco alto di lavori, che si susseguivano dal 1985 al 2002 con una certa continuità, e poi il “buco”.
Sfogliare quelle vecchie pagine delle elementari, delle superiori e così via era più esplicito che riguardare un diario, rimasto chiuso in un cassetto polveroso per diverso tempo: una sensazione quasi cruda, per il flusso di ricordi troppo diversi e compatti ritornati in un attimo davanti al sè. Devo dire infatti che (e non l’avrei immaginato) ho richiuso volentieri il coperchio del vaso antico, e ho riportato il giorno dopo in cantina quasi tutto, tranne una piccola selezione recente e i ritratti del Dado a mano libera.
Comunque, insieme alla voglia prevalente di guardare avanti sulla pagina nuova, e all’inatteso disinteresse per lo stile rapido adottato in passato, ho trovato le mie piccole costanti: le rose rosse copiate dal giardino a dieci anni, (come nella mostra “Floreal” dell’anno scorso), e tanti disegni, più o meno fantasiosi, di ragazze in libertà.
1998

Più forte del pensiero

Stasera ero cotta, per me cena con panino alla melanzana, per Dado pasta e fasoi.
Pensavo di non fare niente e invece ho cominciato a disegnare. Due ore filate, dal vuoto bianco al pieno verde. Ho navigato tra le matite così tanto che poi ho detto: “Peccato che è finito”.
“Fanne un altro!”, mi ha risposto Dado.
verde pieno

Ma quando arrivano le ragazze

Venerdì e sabato sono stata ad Abano Terme – Montegrotto, dove ho potuto godere di una compagnia femminile superiore al solito 3-5% che mi circonda quotidianamente. All’assemblea dei soci di Banca popolare Etica le donne riuscivano ad essere tra il 20 e il 30%. Ragazze custodi del fuoco dei loro ideali, come Alice, Maria Antonietta, Mara. “Il mondo va visto da vicino”, dice Alice, che è stata in Tanzania e in Perù passando per le Botteghe del Mondo.

Nel frattempo, sabato, a Roma, sfilava il corteo delle donne ‘arrabbiate’: sono tornate!

Io continuo a cercare di guardarle da vicino.

due sorelle