Trieste by night

Che strano tempo.
Il caldo va e viene, la pioggia non sa se capitare in settimana o nel weekend. Il nostro vicino mi ha detto che l’estate è già finita. “Ma che dici!”, gli ho risposto, “per me è appena iniziata!”
Sicuramente è estate quando la sera fa caldo e c’è luce. Cosa di cui effettivamente bisogna approfittare in questi giorni finchè non calano le ore di sole.

La sera per esempio andiamo a mangiare fuori, per il solo gusto di approfittare della buona temperatura. Poi ci cala la palpebra, e ci avviamo verso casa, sempre con le nostre bici. “Passiamo ancora un attimo in piazza Unità”, ci diciamo: e la città ci riprende, non ci lascia andar via. La serata è troppo bella. Ci sono gli spettacoli della programmazione serestate, con le sedie all’aperto per cui ci basta curiosare un po’. Ci sono le luci blu sulla pavimentazione della piazza, su cui fare slalom con le bici. Ci sono i riflessi argento sulle onde nere del mare.

E poi ci sono i gruppi di ragazzi della scuola che suonano sul molo. L’altra sera ne abbiamo trovati almeno quattro! Il gruppo che faceva musica irlandese (seriamente! mi hanno stupito proponendo per bene dei pezzi tradizionali che non sentivo da dieci anni), il gruppo che faceva le tradizionali triestine, oppure c’è il tipo che suona solo, ha la chitarra, la canzone del sole, e le ragazze intorno; e infine i gruppetti di percussioni e rumori vari. Il molo vissuto. Ma quanto sono più giovani di noi queste generazioni?

(“parla per ti”!, me disi Dado…)

piazza unità

Frozen-iazadi

Sabato 12 aprile si è svolto, a Trieste, il primo evento situazionista ‘FROZEN-IAZADI’.
200 attori iscritti sul web, 9 addetti alle riprese e logistica, 3 tv locali 1 quotidiano e 1 settimanale informati sull’evento, 246 mail ricevute e 299 e-mail inviate dagli organizzatori, 6 siti Internet che promuovevano l’evento, 50 giorni di preparazione.
Tra poco arriverà il video, e sapremo com’è andata…

gadget-adesivo frozen-dove? Iazadi 1 Iazadi 3
Iazadi 4 Iazadi 7 Iazadi 9 Iazadi 11
Iazadi 6 capo di piazza guendal che mesce iazadiiiii!

Recensione del primo FROZEN in Trieste.

Ore 16:00, in una giornata con previsione di forte pioggia, si aprono i primi sprazzi di sole, e la città si riversa in piazza Unità.

Ore 17:10, si forma un capannello in piazza Verdi: i partecipanti in missione segreta confermano l’iscrizione all’evento , e ritirano gli adesivi ricordo.
La fila per ritrovarsi nelle liste dei pre-iscritti si allunga. Oltre duecento persone hanno raccolto l’invito tramite una mailing list. Incontro a sorpresa tra vecchi amici: “anche tu qui al frozen?” “ah, sì, certo, quando c’è da fare cose pazze, ci sono anche io!!”

Ore 17:40, Euro prende il megafono e spiega: “tra poco andremo tutti in Capo di Piazza, mi raccomando, prendete posizione uno alla volta senza dare nell’occhio, e poi alla fine dell’evento spariremo tutti senza lasciare tracce”.
L’area di fronte al Verdi è gremita: come faremo a starci tutti nel collo di bottiglia del passaggio presso piazza Unità?
Alcuni riprovano la loro scenetta in un angolo, arricchendola di particolari.

Ore 17:50, la folla in capo di piazza comincia a farsi fitta, per l’arrivo di una serie di attori improvvisati in incognito che prendono posizione…

Ore 18:00 BEEEEP!!!, un improvviso rumore di tromba congela tutti (con un sussulto…). Cosa è successo? Duecento persone si sono congelate… iazade!!!
I passanti che sono rimasti imprigionati nella scena cercano di farsi strada, controllano…
Alcuni arrivano e devono passare: “scusi, permesso?”, ma niente si scosta…
C’è chi si ferma a sua volta per guardare, attende curioso e aumenta l’intasamento, eppure nulla si muove…

Tra i commenti registrati tra la folla:

– è bello da vedere…

– mamma, mamma, stanno tutti fermi!
– sta bon, picio, ara che el signor fa la foto, sta fermo anche ti!

– mi faccia vedere…
– se deve passare vada di là, io resto qua che voglio capire che succede…

– questa roba non l’ho mai vista

– ma… tutta ‘sta gente xè qua perchè passa la Gerini?
– sì si, la passa ‘desso, la resti qua, che xè una bela baba!

Ore 18:03: BEEEEP!!! Scongelamento istantaneo, tutti si riattivano e si spostano, mentre qualcuno scoppia a ridere, arrivano alcuni applausi a scena aperta…

Ore 18:20: sulla cima del molo audace, ancora una volta, non ci si muove più. Gli improvvisati attori sono di nuovo in fila, per celebrare l’evento, riempire i bicchieri con Guendal e brindare in coro al grido di…: ‘iazaaadi’!!!

(Anche qui ci sono persone ignare che restano intrappolate: ‘cossa se festeggia? posso bever un bicer anca mi?’…)

Scalo Legnami

Lunedì di Pasquetta, c’era previsione di pioggia. E invece dopo pranzo è arrivato il sole: non resisto, non resisto, vado a fare un giro in bici!
Percorro le rive… Andiamo avanti, ancora un po’, sali, scendi e continua…
Arrivo fino a Scalo Legnami.
L’ultima volta, ci sarò stata quindici anni fa.
Come quella volta, anche questa sono riuscita ad entrare nell’area magazzini: il cancello era aperto.
Grandi spazi vuoti, mezzo cielo nero, ombre nette diagonali. Passando da un capannone all’altro, arrivo fino al mare: non c’è nessuno, a parte i gabbiani, e un camioncino solitario che carica surgelati.
Quando arrivo al magazzino storico, dove la luce filtra tra le colonne di mattoni come quindici anni fa, dietro di me arriva una guardia giurata. Nascondo la macchina fotografica appena in tempo, e gli dico “buongiorno” con nonchalance. “Buongiorno”, mi risponde.
Mi allontano… esco dall’area magazzini superando il cancello… la guardia mi segue, si ferma al cancello, e lo chiude dietro di me.

Ma io, come quell’altra volta anni fa, le foto le ho fatte comunque!

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domenicamattina

Le previsioni del tempo sono fondamentali. Domenica scorsa c’era sole solo di mattina: quindi bisognava acchiapparlo con un giretto in bici prima che se ne andasse.
Nella cittàvecchia dorata si sono sovrapposti due fotografi in azione: provate a indovinare quali tra queste foto sono della Paola e quali del Dado.
La luce ha attirato tutte le persone negli stessi luoghi. Ecco allora che tra gli incontri casuali ci sono stati: il gruppo bolzanino al tavolo per un drink solare; e ovviamente bibi&dodo&ale in giardinetto sotto casa. Ciaociao!

ombre gialle due fotografi spezzone di cielo graffiti
non sostare fontana graffiti cavana
cavana3 giuliaviola cavana 2 P1000710

Sole doppio

Oggi pomeriggio sono arrivata a casa un poco prima.
Fuori dalla finestra vedevo i palazzi infuocati dal tramonto, nella parte alta. Per vedere il sole sul mare, dovevo uscire in fretta: bici, e viaaa!, verso il molo!!
Tutta la gente convergeva verso lo stesso punto: sguardo verso l’orizzonte, silhouette a coppie che si stringono, macchine fotografiche puntate a frotte.
Il sole era grande come una pizza: sono arrivata giusto in tempo per vederlo tuffarsi nell’acqua con la sua pancia larga.

Nel frattempo il Dado era in giro già da un po’…
Lo chiamo.
“Dove sei?” “ah mi sono un po’ attardato… ho fatto foto a Campo Marzio…”
Stavamo guardando la stessa cosa. Da due punti di vista leggermente diversi.

Due colpi di pedale a testa, e ci ritroviamo presso piazza Unità.
Per chiudere in bellezza: cioccolata calda con panna.

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Una domenica di sole

Questa domenica c’è stata una giornata di sole come non se ne vedevano dall’anno scorso: si sentiva già il giro delle stagioni, sbucato presto!
Mentre tutti erano in coda per Barcola, noi ci siamo andati facendo una splendida passeggiata su per le colline, tra peschi, ciliegi e scalette nascoste. Itinerario: Scala Santa fino alla quarta fontana, attraversamento bosco e fiumiciattolo, via del Collio, Gretta, giù per le scale all’osteria belvedere, strada del Friuli fin dopo al faro, e calata verso il mare per via del Perarolo.

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Bicinotte

Giovedì sera, rassegna cinematografica casalinga a casa di Pierpa. Perchè non andarci in bici?
La città in bici di notte è fantastica. Non fa freddo, non c’è traffico. Le luci della notte si alternano con diverse temperature colore e i rumori sono attutiti. La velocità della pedalata permette di osservare paesaggi notturni che altrimenti non si notano. Scorrono a lato: le persone in attesa del bus, i manifesti illuminati. Un bucato steso ad asciugare che prende colore dal lampione. Il profumo del sale sulle rive, il riflesso delle barche sul mare nero.

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Scenette da una mattina di sole

Sabato mattina: girettino in bici in città.
Mi fermo a fotogratare le montagne all’orizzonte, e una tipica vecchietta triestina con occhialoni mi dice: “Che giornata, proprio da fotografare… splendida, splendida!”.

Passo presso la sala Tripcovich, mi fermo al semaforo.
Alla mia destra c’è un gruppo numeroso di bambini delle scuole, mi salutano, mi fanno cenno che è ok. Sento uno di loro che dice: “Secondo me vince la bici”. Tengono d’occhio il semaforo, e danno il tempo:”Pronti… via!!”. Mi viene da ridere, ma non li deludo: parto in piedi sulla bici, e resto in testa per il tempo necessario. Dietro di me i rumori dei bimbi:”Brumm, brrrummmm!”, e ancora rido…

le montagne sul mare il golfo di Trieste dal treno