Trieste by night

Che strano tempo.
Il caldo va e viene, la pioggia non sa se capitare in settimana o nel weekend. Il nostro vicino mi ha detto che l’estate è già finita. “Ma che dici!”, gli ho risposto, “per me è appena iniziata!”
Sicuramente è estate quando la sera fa caldo e c’è luce. Cosa di cui effettivamente bisogna approfittare in questi giorni finchè non calano le ore di sole.

La sera per esempio andiamo a mangiare fuori, per il solo gusto di approfittare della buona temperatura. Poi ci cala la palpebra, e ci avviamo verso casa, sempre con le nostre bici. “Passiamo ancora un attimo in piazza Unità”, ci diciamo: e la città ci riprende, non ci lascia andar via. La serata è troppo bella. Ci sono gli spettacoli della programmazione serestate, con le sedie all’aperto per cui ci basta curiosare un po’. Ci sono le luci blu sulla pavimentazione della piazza, su cui fare slalom con le bici. Ci sono i riflessi argento sulle onde nere del mare.

E poi ci sono i gruppi di ragazzi della scuola che suonano sul molo. L’altra sera ne abbiamo trovati almeno quattro! Il gruppo che faceva musica irlandese (seriamente! mi hanno stupito proponendo per bene dei pezzi tradizionali che non sentivo da dieci anni), il gruppo che faceva le tradizionali triestine, oppure c’è il tipo che suona solo, ha la chitarra, la canzone del sole, e le ragazze intorno; e infine i gruppetti di percussioni e rumori vari. Il molo vissuto. Ma quanto sono più giovani di noi queste generazioni?

(“parla per ti”!, me disi Dado…)

piazza unità

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