Salsiccia nel pane

Oggi pomeriggio mi sono “buttata” in città che ero cotta, dopo una giornata del tutto piena. La mia idea era di andare a sedermi in gelateria da Crema e Cioccolato, e di non rialzarmi più.

E invece mi sono portata il gelato a passeggio, e ho cominciato a risvegliarmi.
C’erano le bancarelle del mercatino pasquale, e un sole alto fin troppo caldo.
Ho fatto tappa in libreria, sfogliando qualche saggio.
Ho incontrato al salto una signora del giro del volontariato.
Ho raggiunto Dado, che era in zona. Le sue dita mi sfioravano leggere, mentre con l’altra mano reggeva il manubrio della bici, continuando a pedalare piano.
Ho scoperto un nuovo locale in via Carducci, si chiama Repen, specialità carsoline al banco. Sembrava in chiusura, chissà se c’era ancora qualcosa per arrotondare una cena…
“Di salato mi è rimasta solo una salsiccia cotta nel pane” mi dice.
Perfetto! Proprio quello che volevo!!
Un posto mitico, come ho fatto a scoprirlo solo ora… gli ho detto che tornerò a trovarlo.

repen

Sole in città

Finalmente per un intero weekend c’è stato il sole, la luce scoppiava, e nonostante l’aria un po’ fredda era come uscire da un letargo e ricominciare a respirare!
Sabato mattina ho scoperto un posto in via Malcanton, dove si trovano alcuni tè della Peter’s Tea House, quelli per cui organizzavo spedizioni fino a Bolzano, e che invece ora posso trovare sotto casa.

occhietti

Sabato pomeriggio, secondo giro in città. Abbiamo fatto un minimo di shopping, giusto quel che serve alla sopravvivenza; perchè noi, come dice Bibi, preferiremmo che i vestiti giusti arrivassero a casa col teletrasporto, altro che annoiarsi a provare mille cose che poi non ci stanno bene!
E poi siamo passati a prendere una cioccolata calda ed un tè da Chocolat. Lì c’è stata la scoperta migliore della giornata: delle cioccolate fatte artigianalmente, con la frutta secca che spunta fuori golosa…
Perchè non diventarne  collezionisti?

sul canale come sempre il canale pieno di luce dado chocolat cioccolata e tè

Pupkin Kabarett

Lunedì scorso sono andata al “teatro sotto casa”, il Teatro Miela, a vedere il cabaret del Pupkin.
Alla biglietteria c’era un questionario su preferenze e gradimento. L’ho compilato subito, ancora in piedi nella fila; alla domanda: “Come hai conosciuto il Pupkin: amici/pubblicità/altro…” ho dovuto rispondere: “non me lo ricordo più: sono talmente tanti anni che ci vengo…”.
In questa serata c’era il grande rientro di Massimo Sangermano, un classico che ha fatto impazzire il pubblico come sempre. E’ arrivato sul palco con un carretto pieno di vecchie edizioni de IL PICCOLO, buone per le sue citazioni di comiche assurdità. Il carretto era in effetti straripante, e gliel’avevano anche detto che il palcoscenico era in discesa, ma lui andava avanti con le citazioni folli dal quotidiano… finchè ad un certo punto il carretto non si è allontanato… fino a imbarcarsi giù per le scale sotto il palco…! Gli altri cabarettisti si trattenevano dalle risate… sono anche andati a fare le foto al mini pasticcio!
Che serata.

Niente Band Pupkin Kabarett i giornali di Sangermano

Sabato d’inverno

Sabato pomeriggio, faccio un breve giro in bici in centro. Passo a vedere le mostre aperte in questi giorni… “L’acceleratore di informazioni” alla galleria Factory art…
In via Cavana hanno pedonalizzato un tratto in più.
Un gruppo di musicisti di strada fa cantare chitarra e violino.
Alcune gocce di pioggia mi fanno volgere in ritirata, come una lumaca che torna dentro la casetta. Però non fa freddo, si sta bene: il termometro alla parete segna quattordici gradi.

coppie in piazza unità night light il mare oltre l'arco Cavana al buio

La prima pedalata dell’anno

Domenica 4 gennaio, dopo giorni di temperature da nevischio, la Bora è finalmente un po’ calata: ci sono raffiche residue a soli 30 chilometri all’ora, quindi non resisto. Prendo la bici.
C’è solo mezz’ora al tramonto, le mani sul manubrio si ghiacciano attraverso i guanti, però la luce è stupenda: come tutti, convergo verso il molo e punto la macchina fotografica nella direzione già assunta dagli altri, verso il sole.
Riesco pure a passare al molo Piloti: è aperto anche stavolta, nonostante il divieto. Un addetto che spazza le foglie secche mi chiede come va, non mi scaccia, si dimostra comprensivo dopo la mia risposta sul tema delle mani fredde.
Ora si può dire che l’anno è ricominciato, e le idee in ballo sono molte: ne vedremo delle belle…

il molo, come sempre gabbiani al tramonto tre boe gialle riflessi nelle ore dell'oro
palla in giro la luna di giorno porta rosa volando sul molo piloti

Domenica d’inverno

Domenica scorsa c’era vento, ma la voglia di stare all’aria aperta era troppo forte.
Dado ed io, stringendoci nei cappotti, siamo andati a passeggiare a Barcola e a Miramare.
Siamo andati a trovare il papero: al laghetto dei cigni il nostro amico adottivo era in piena forma, ciarliero, col piumaggio elegantissimo e cangiante. Per chi non lo conoscesse, l’uccello acquatico più bello e minuto del laghetto dei cigni, di specie orientale, è stato portato a Miramare da noi (l’ha consegnato Davide in persona) dopo ritrovamento da parte di Francesca per la strada, e dopo una sua breve permanenza in una piscinetta gonfiabile a casa dei miei.
Tornando indietro a piedi in attesa del bus, vedevamo il mare che cambiava colore col passar delle ore. Grigio metallo, verde spazzato dal vento, blu del tardo pomeriggio… Sempre ampio, alla nostra destra.

in volo il mare a miramare il mare d'inverno
dado d'inverno Dado al calduccio nella cabina davidaola rossogialloblu
il nostro amico adottivo

Tingeltanz

Giovedì scorso siamo andati al teatro Miela, il teatro vicino casa a pochi passi a piedi, dove suona il nostro pianista delle nozze.
Appena siamo arrivati, abbiamo trovato a sorpresa i nostri amici.
C’era Miro, che di solito non frequenta questi posti sovversivi, trascinato da Francesca.
E c’era il nostro posto in prima fila sotto il palco; e quando si è fatto buio per l’inizio dello spettacolo, abbiamo visto una sagoma familiare avvicinarsi e sedersi accanto a noi… era Anna! Proprio qui! Che combinazione!!

Il programma prevedeva uno spettacolo nuovo, organizzato dal gruppo dei ragazzi che andiamo sempre a vedere nel loro Pupkin Kabarett: uno spettacolo dal nome difficilissimo, Tingeltanz.

Devo dire che, dopo anni che li seguiamo al Pupkin e li incontriamo in città in bici o al supermercato, questa volta si sono superati. Come dice il loro sito, “Tingeltanz” è un grottesco bizzarro cabaret (molto poco televisivo…) sugli anni vuoti in cui viviamo e sui paradossali personaggi che li animano. Un viaggio nell’assurdo dell’Italia di oggi, dove troverete: un naziskin gay e le sue disavventure da “diverso”, una lavoratrice zombie interinale, improbabili corpi para-militari inviati dal governo a presidiare i teatri, psicodrammi di coppia casalinghi… e così via.
A fine spettacolo, siamo andati a farci fare l’autografo da tutti quanti, se lo meritavano, anche Mizzi, “il George Clooney de Roian”, che stavolta ha deciso di non star più rigido e ha cominciato ad ancheggiare come Marco Paolini…

dado e miro Anna&shoe miss città del vaticano mizzi in paolini
dinge e la rana tutti davanti alla tv il dramma dl merluzzo cucinato autografi

La serata più calda

Anche se ci dicono che le vacanze sono agli sgoccioli, che il tempo peggiorerà, e così via…, qua l’estate si sente più che mai!
Quasi ogni sera ci si ritrova a Ponterosso, per cenare e ascoltare musica, quella dell’iniziativa “Sotto lo stesso cielo”, e il caldo tropicale ci bagna mentre balliamo al concerto dei Radio Zastava.
Ci sono gli amici della radio, i compagni di classe, le cialde olandesi e i tramonti sul mare…
Cosa volere di più?

tramonto di settembre Radio Zastava giochi del mixer

Città deserta

Domenica pomeriggio: caldissimo in città.
Presi da un effetto immobilismo, non riusciamo neanche a inforcare la bici, andiamo a fare due passi a piedi.
Il centro è vuoto, e noi ci consoliamo con un gelato. Andiamo alla nuova gelateria dietro piazza Unità: gusto spettacolare, pesca e basilico, ve lo consigliamo!
Come se fossi una bambina di due anni, mentre cerco di fare una foto al cono, mi cade per terra la panna… splaff!!!
Meno male che il mio simbolo di una volta era la macchietta… evidentemente dovevo lasciare una firma sulla piazza!

canal Gao Xingjian style gelato noi
prefettura comune riflessi nella bolla macchietta