Caldo statico… o no?

Ora dirò una banalità. Come in certi inverni in cui non c’è voglia di uscire per il freddo, in questi giorni di pazza estate capita che si sta rintanati a casa per evitare il caldo di fuori. Ci si rinfresca con delle dosi maxi di tisana fatta in casa, e le tazzone, anche tiepide, danno veramente ristoro. Era da tempo che volevo aggiornare le ricette di tisane… Ecco qua un paio di nuove versioni!!

Ieri pomeriggio, prima di andare a far scorta di spezie ed erbe per tisane da Toso, ci siamo detti: ma stiamo più freschi se andiamo a piedi o in bici? Risposta condivisa: meglio in bici, perchè ci si diverte di più. (E ci si fa vento correndo…).
Il momento migliore è stato il ritorno a casa notturno. La salita in bici di via Budrio (non illuminata) nel frusciante buio della campagna. E la discesa di via Molino a vento usando poco i freni… uaoooo!!!! Come nei sogni. Sì, quei sogni in cui ti domandi: mi tuffo o non mi tuffo? Sì, mi tuffo, tanto è un sogno, e non mi succederà nulla di male…

Paola sul Piccolo

Ho suonato con Vinicio Capossela…

Oggi c’è stata la manifestazione contro il taglio delle panchine voluto dalla giunta comunale “per tenere le piazze pulite”. Con una panca in spalla, la banda di Divaccia “Donald Trumpet” ha suonato “el funeral de la panchina”. C’era anche Dado alla chitarra (beh, suonare è una parola grossa… ho grattato un po’ la chitarra… N.d.D), e il mitico Max con la “panca volante” fabbricata per l’occasione. Secondo la questura si sono radunate 2500 persone: stasera hanno fatto un servizio sul Tg3, con le riprese dall’alto di una bella piazza Unità piena di gente.

I nostri artisti non solo si sono espressi sull’argomento, ma hanno anche partecipato attivamente. Di seguito vi cito un articolo che conservo da settimane, a memoria delle idee che si possono realizzare. E poi mi sono potuta fare una foto in compagnia di Vinicio Capossela, da vera balonera panchinara…

I segatori di panchine (di Paolo Rumiz)
”Trieste non è Treviso, dove la moda delle panchine segate è cominciata con lo sceriffo-sindaco Gentilini. Eleggerei piazza Venezia come luogo di resistenza. Appenderei panchine ai lampioni, a un millimetro dal suolo per non occupare suolo pubblico. Organizzerei un pranzo – sempre con panchine – in piazza con i frati di Montuzza e una banda di belle mule a servire in tavola. Riempirei di panche piazza Unità, mobili ma implacabili, per organizzare partite di briscola sottoil naso del Primo Cittadino. Che al posto delle ‘ombrele’ si sognino le panche, notte dopo notte. Saluti.”

Arte contemporanea a Trieste

Finalmente siamo andati a vedere la mostra di Andy Warhol, artista tra i preferiti di Dado. Interessante, ma le scatole del tempo (time capsules, in realtà) non si vedono dal vero, bensì solo nei documentari.

Belle le luci che entrano al tramonto dalle vetrate della restaurata ex-pescheria. Bella la vista dalla terrazza al piano di sopra, dove Dado ha indugiato a fare foto.