Frammenti di Pordenonelegge – 2

La visita a Pordenonelegge di sabato scorso è stata piena di incontri e spunti.
Il primo incontro è stato inatteso, e mi ha fatto fare tardi alla fiera del libro.

Subito dopo il mio arrivo a Pordenone, infatti, ho scoperto alla mia destra una galleria d’arte che esponeva delle fotografie decisamente interessanti. Si trattava della sezione di Pordenone della mostra Palinsesti, un evento che si sviluppa su più sedi.
Insieme alla sorpresa per l’aver trovato un buon sito d’arte contemporanea dietro l’angolo, è scattata la curiosità per tutto il retroscena. Ecco allora che attacco un bottone micidiale al custode Gabriele, che mi spiega come l’iniziativa abbia già quindici anni (e solo negli ultimi due ha cambiato nome). Il nucleo organizzatore si trova a S. Vito, e sicuramente passerò a vedere anche il resto.
La discussione si allunga anche sull’elenco dei siti di arte contemporanea in regione e dintorni. Oltre alla (ora in difficoltà) Villa Manin, c’è un bel giro in Trentino: la biennale di arte contemporanea Manifesta, che porta da noi la tedesca Documenta. Buone entrambe per i prossimi giri!

palinsesti

Frammenti di Pordenonelegge – 1

Sabato scorso sono andata, come ogni anno ormai, alla fiera del libro e incontro con gli autori che si svolge a Pordenone: non potevo mancare.
Per cominciare nel modo giusto, mi sono gustata un paio di orette di lettura durante il tragitto in treno: ultimamente devo dire che andare in treno mi piace sempre più, mi mi sembra di salire su un’amaca nel giardino con il mio libro preferito. Durante quell’oretta o due di pacchia, nessuno mi può far cambiare occupazione!
Dal finestrino, vedevo scorrere le stazioni da cui di solito scendo per partire coi miei giri in bici: Monfalcone, Gorizia, Cormons… non sono più dei binari anonimi per me, ma dei luoghi amici che sanno di vacanza.
Quando era il momento di scendere dal treno, stavo quasi per dirigermi alla carrozza biciclette per smontare la bici, e invece stavolta ero a piedi… Sai com’è, gli automatismi…

Al ritorno, invece, contrariamente alle mie previsioni, il treno non l’ho preso; ma questa è un’altra storia che racconterò nelle prossime puntate…

biglietti speciali pordenonelegge

Storie di libri

Ieri pomeriggio, mi telefona il papi.
Mi dice: “Ti ricordi quel libro che ti ho comperato doppio, che avevi già? Come mai mi hai portato anche la tua copia, quella già letta, forse l’hai confusa con la mia?”
Rispondo: “No, te l’ho data in modo che tu possa andare dal libraio con le due copie, dimostrando che era effettivamente un doppione, così da poterti far cambiare quella nuova…”
E lui: “Ah… però io, su quella nuova, avevo tagliato il prezzo con le forbici, e mi vergognavo di dargliela indietro… Allora gli ho dato la tua!”
“Ah ah ah… gli hai restituito un libro letto??”
“Sì, però era in ordine… Speriamo solo che non ci sia rimasto un segnalibro dentro…”
“Ah ah! Se è così, allora va bè, avrò sparso segnalibri in giro!”

soffione

Donne e lavoro, ma non solo

Cito ora un estratto da un libro che mi ha regalato Clara: “La voie cruelle”.
1939, l’autrice Ella Maillart, ginevrina, tra le maggiori scrittrici viaggiatrici del Novecento, parte per l’Afghanistan con un’amica antropologa al volante di una Ford.
A pagina 22 del suo diario di viaggio scrive:
“Benchè semplice, la nostra cena sotto la tenda fu internazionale. I maccheroni venivano da Trieste, il burro da Treviso, nelle cui vie strette e ombrose non avevamo visto una sola donna, come d’altronde nei caffè… La segregazione femminile in Italia sembrava essere altrettanto rigida di quella di Kabul”

La situazione in Italia oggi, pure se mimetizzata, non è molto diversa. Siamo maglia nera dell’UE per bassa occupazione femminile. Sull’origine culturale della segregazione di genere nelle professioni, specialmente quelle tecnico-scientifiche, avrei molto da dire (a questo link è possibile scaricare una analisi sull’argomento “women in technology”).

Talvolta mi viene la tentazione di emigrare, e quando ne parlo ai miei amici scopro che anche loro hanno già pensato la stessa cosa. Per fortuna ci sono Marjane Satrapi e FikaSicula che mi ricordano come, ad emigrare, le radici smezzate ti restano di traverso nel gargaroz…

Gender issues

Dopo un anno in gran parte dedicato alle letture sulle questioni di genere (ottimi per esempio “Women, art & society“, tutta la storia dell’arte e dei mutamenti sociali rivista in un’ottica di genere; o il rapporto del World Economic Forum sul gender gap), è venuto il momento di fare un passo avanti.
Ora infatti sono anche dotata dei lavori degli addetti al settore.
L’ufficio regionale della Consigliera di Parità mi ha spedito (in regalo!) dei bei libri che mi permettono di addentrarmi nelle questioni tecniche:

  • Rapporto 2007: Lavoro femminile e politiche di conciliazione in FVG

Altri documenti con analisi statistiche si trovano on-line.
Notate tra l’altro il logo della consigliera di parità: M=W.

MW

Gruppolettura

Qualche settimana fa mi sono intrufolata in una serata dedicata alla lettura: incontro con l’autrice, Laila Wadia, scrittrice indiana, triestina d’adozione. Si discuteva il suo romanzo “Amiche per la pelle“. Bella esperienza: mi sono annotata mentalmente di tornare per gli appuntamenti successivi.
Ripasso allora alla Bottega del Mondo, vedo il volantino con l’evento successivo, che ha come intestazione: “Gruppo di lettura su/con donne ribelli nel mondo, nei libri e oltre”…
Grandi!!!

tramonto primaverile

Il finale

Oggi pomeriggio facciamo tappa in libreria da Asterios.
Conosco la posizione di alcuni libri a memoria (alcuni peraltro mezzi letti a sbafo), anche se ne compaiono sempre di nuovi, in tutti i luoghi, sempre più in bilico.
Dado ha prenotato un libroregalo per me. Io mi ero già attrezzata con un libroregalo per lui. Meglio che dalla befana.

Qualche giorno fa, stavo per citare mezzo finale di un libro in una recensione qua sul blog. “Chi vuoi che, tra i nostri visitatori, vada proprio a prendere quel romanzo dopo aver letto il post, ritrovandosi così già svelata quella parte”, mi dicevo. Meno male che ho chiesto un’opinione ad Ambra prima di scrivere quella citazione: lei mi ha ben che redarguita, e io ho ritrattato!
Qualche giorno dopo, infatti, un’amica mi scrive: “quasi quasi leggo quel libro dopo averne tratto spunto dal tuo blog…”
Visto che non si sa mai??!

lo sgabello secondo mamma

Una storia che è una partita a scacchi

Oggi ho finito l’ultimo libro della Harris che, grazie ad Ambra, avevo sentito recensire dalla diretta voce dell’autrice un anno fa, quando siamo andate a incontrarla al pordenonelegge. Ambra, che le aveva chiesto un autografo, avrebbe potuto conservare una foto ricordo del momento, se la sua macchina fotografica nelle mie mani non si fosse scaricata proprio in quel momento (batterie infide).
Effettivamente, questa lettura meritava. Era palese, l’insight, l’occhio da esperta dell’ambiente, che l’autrice aveva: la storia era ambientata in quello che era stato il suo luogo di lavoro per dodici anni, una scuola maschile. “Gentlemen and Players“, l’ho letto in lingua originale (la traduzione del titolo in italiano è spaventosa: “La scuola dei desideri”), ed ecco cosa dice l’autrice di quell’ambiente sul suo sito:
“Women teachers were few; political correctness was at a minimum.
For a writer, it’s a perfect environment. It’s invigorating; intensely sociable; riddled with the unexpected.”

Buono per potercisi identificare.

Il tempo per gli extra si trova sempre

Quando si legge un libro, non è il caso di interromperlo per cominciarne un altro, in teoria.
Però, due settimane fa, ho interrotto temporaneamente la lettura di “Vita di Tina Modotti” (grazie Edle che ce l’hai regalato, biografia di una illustre fotografa!) per portare in treno un libro da viaggio più leggero e sottile che ho iniziato e finito durante il tragitto.

Quando si comincia un disegno, uno di quelli lunghi che si completano in più puntate, come si fa a cominciarne un altro, anche se ne viene voglia?
Si fa così: lo si comincia, e finisce, in treno. Come questo, che ho fatto lo scorso weekend. E nello zaino della gita domenicale, pesava pure meno di un libro…

bianca in treno