Fragole e scrittori

Allora.
In quesi giorni sono successe un sacco di cose, per ciascuna di esse varrebbe la pena di fare una sezione dedicata.
Facciamo un riassunto così vi raccontiamo tutto!

Lunedì scorso siamo andati a Radio Fragola, per parlare del nostro viaggio di nozze durante la trasmissione dedicata ai viaggi “Uscita d’emergenza“. Accoglienti, preparati e simpaticissimi i nostri ospiti ed amici: Gyannet, Max e il Menegoz (che mi pare uno blog-dipendente tipo me). Per chi si è perso la serale chiacchierata radiofonica (ovviamente non papi e mammy, che quando sono arrivate le domande piccanti erano tutt’orecchie), c’è il commento alla puntata sul blog della trasmissione (per i super fanatici, le trasmissioni perse si possono anche scaricare).

Saba

Poi, ecco la storiella di mercoledì pomeriggio. Eravamo in giro per la città, quando mi squilla il telefono. “Ciao Paola, sono Emilio Rigatti!”. Eh eh, questo non era poi così imprevisto, insomma vi avevamo lasciato all’ultima puntata sul nostro scrittore-ciclista preferito con un potenziale appuntamento volante a venire. Eccolo qua. Ma la parte divertente è questa: “Paola, sono a Trieste in stazione, puoi comprarmi un libro prima che prendo il treno? Guida galattica per autostoppisti“. Fate conto che io ero in bici, potevo arrivare rapidamente dappertutto, e Dado conosceva bene il libro (un cult per gli informatici) per cui mi poteva aiutare ad identificarlo rapidamente durante la ricerca nelle (più di una) librerie.
Sì si, dopo un paio di tentativi il libro l’abbiamo trovato, glielo abbiamo portato, Dado ha potuto offrire ad Emilio un po’ della sua torta di pan di spagna di cui vi deve ancora parlare (perchè nella torta c’è il seguito della storia della crema alle castagne attesa da Palka – ciao Palka!!), ed Emilio ha poco dopo preso il treno per tornare a casa. C’è del mistero in tutti questi incontri con Rigatti? Eh, sì, non vi ho detto tutto. Ma questa storia si farà sempre più interessante nelle prossime puntate, vedrete, vedrete, restate sintonizzati!!!

(continua…)

Recensione: la culla dell’Occidente

La culla della cultura occidentale è la Grecia, di cui Omero è il primo cantore. Nella sua opera, è possibile vedere tracce delle altre culture.
Margaret Atwood ha ricordato i chiari elmenti provenienti dalle altre voci, e le ha fatte parlare. Penelope ha delle cose da dire sull’uccisione delle sue ancelle, avvenuta al ritorno di Ulisse.
Un libro che dovrebbe essere presentato a scuola. The Penelopeiad. Il canto di Penelope.

girl self portrait

Luoghi che fermano il tempo

La libreria San Marco è un posto dove si sta bene.
Lo so, abbiamo fatto la lista di nozze là, no ve digo e no ve conto, che no la xe ancora finida.
Là vicino c’è la fermata del bus da cui scendere al pomeriggio, c’è Banca Etica, c’è la pastoteca ‘penna bianca’ (giusto ieri eravamo lì a ripararci dalla pioggia come al solito, prima del cinema: pasta peperoni cipolla e capperi).
Se c’è da aspettare tra un appuntamento e l’altro nei dintorni, la libreria San Marco è il posto ideale. Ha il divanetto coi quotidiani. Ci ho consultato tanti libri che ho preso e tanti altri che non ho preso (a sbafo!).
Ieri pomeriggio dunque bighellonavamo là tra i nuovi titoli (c’è sempre qualcosa di nuovo tra i volumi strabordanti da ogni ripiano utile).
Ad un certo punto Asterios mi guarda, mi dice col solo labiale “vado in bagno”, io gli faccio cenno che ho capito, e si eclissa per un attimo. Poi torna: altro cenno con la testa, gli rispondo sempre in labiale “tutto ok”.
C’è solo un precedente di questa scena, ma la richiesta di tenere d’occhio il posto era stata più esplicita. Questa volta non c’è stato bisogno di dirlo forte. Quando c’è intesa…

foglia miseria foglia piastrellata Aghi di pino oceanic network

Viaggiate in bici? anche noi

Sabato scorso c’era Ciclomundi a Portogruaro, e ci siamo andati col treno per sentire i contributi del pomeriggio e della sera.
Al caffè Roma c’è stato il racconto dei viaggi in bici di Sandra Segato e Cecilia Gentile: Alaska, Senegal. Cecilia l’abbiamo ritrovata al bar dopo cena: io e lei ci siamo confrontate sui contatti in comune nelle rispettive città (cicloturisti FIAB, associazioni dei senegalesi).
La sera abbiamo sentito le prodezze da traduttore di Emilio Rigatti, che ha condotto la serata ciclosofica con Didier Tronchet. E così abbiamo potuto finalmente incontrare Emilio dal vivo, dopo i tentativi virtuali: “ho letto le vostre ricette sul blog; fate i miei stessi giri!” ci ha detto. Che bel: siamo rimasti con un appuntamento volante per una prossima volta, per cui restate sintonizzati e vedrete il seguito della storia!
Chiusura della sera con concerto dei Tete de Bois. Hanno proposto una interessante tecnica coreografica: la proiezione su uno schermo di disegni, che venivano creati di volta in volta su una tavola luminosa ricoperta di sabbia; forme tracciate, cancellate e ricreate in una sequenza infinita!
Poichè la serata era fredda, prima di prendere il treno Dado ed io ci siamo imbucati nella Villa Comunale, a scaldarci sul divanetto con un bicchiere di cioccolata, come ai vecchi tempi dell’università…
Tornando in treno, Dado ha potuto cominciare l’ultimo (autografato) libro di Rigatti, dato che quello di Augias che si era portato nello zaino, in realtà lo aveva già finito una settimana fa!!!

(continua…)

ciclomundi cecilia gentile rigatti dal vivo tete de bois

Il saggio come affresco di un’epoca

Recensione dell’ultimo libro letto.
Titolo: Women, art and society.
Autrice: Whitney Chadwick.
Trovato alla libreria del MACBA di Barcellona, centro per la cultura contemporanea.
Portato in treno, in bus, in aereo, con tutto il suo chiletto abbondante di peso.
Tomo di 500 pagine che ti accompagna per tutto il percorso della storia dell’arte, affrontando le trasformazioni sociali e culturali affiancate alle questioni di genere. Donne produttrici di cambiamento nell’arte, che esplorano tecniche artigianali, che contribuiscono all’editoria degli albori ed all’immaginario visuale scientifico. Donne rappresentate nell’arte, in modi che mostrano gli streotipi dellle varie epoche.
Quando arrivo all’arte contemporanea, la sento, è mia, è quella che parla dei miei tempi.

In programma, tappa alla Biennale di Venezia, e si continua.

frizzuli fiori-di-chini&jean daminaviola callalille

Non c’è solo Virginia Woolf (anche se è un faro)

Sono molti gli appuntamenti del Festival dell’Editoria Scientifica (FEST) a cui abbiamo assistito. Ad esempio, ieri ero con Ambra alla tavola rotonda degli editori. Quando ho chiesto loro di citarmi alcuni titoli di saggi scritti da donne, sono andati in crisi…

Nella lista nozze fatta presso la libreria di Asterios, metà dei libri da noi scelti è scritta da autrici donne. Saggistica compresa.