Pan per focaccia

Domenica scorsa sono stata a casa dei nostri amici Déjà, era Pasqua, ed è stata una giornata che non dimenticherò.
Ho avuto il privilegio di ascoltare in anteprima buona parte della loro musica composta l’ultimo anno. E’ ancora inedita, e io faccio fatica ad attenderne la pubblicazione.

Guardandoli, ho avuto l’impressione di vedere delle parti di me dal di fuori. Sia in alcuni gesti di Andrea, che di Serena, devo dire.
Oltre a non potere, sono anche sicura di non volere che questi istanti escano dalla mia memoria. Perchè mi permettono di capire.
Di capire come le cose belle siano a portata di mano.

quante volte ho chiesto questo infuso? Andrea in attesa Serena che annaffia Pan per focaccia

La capacità trasformatrice della musica

Stamattina scendo dall’autobus, e mi avvio verso la fabbrica come sempre.
Per quei pochi metri di strada, tengo alto il volume dell’i.pod.
Il vialetto d’ingresso è immerso nel verde, la stagione che cambia rischiara le colline.
La musica parla di mare, invece: ascolto i Déjà. La brezza mi scuote i capelli, e mi sembra di vedermi da fuori.
Canto Conchiglia sottovoce: allargo le braccia, sono distratta dal vento tra le dita. Vedo la spiaggia attorno al me, la natura si trasforma. Sono in due luoghi in uno, e lo spazio imponente mi circonda.

Le regole dell’attrazione (suggerisce Andrea, mentre gioca con le calamite)

“Che cena!”
“Sono estasiata!”
Ci stanno dicendo Andrea e Serena in questo momento.
“E che giornata! Neanche avessi fatto due spettacoli!”, aggiunge lei…

Eh sì, infatti oggi pomeriggio siamo andati a vedere a teatro lo spettacolo della nostra amica Serena, intitolato Sarà, con esecuzioni musicali di Andrea, e burattini realizzati dai loro colleghi attori.
Uno spettacolo per bambini che raccoglie molte idee originali, mica le solite situazioni da fiaba banale, per intenderci. Per esempio ci ha fatto impazzire la storia del pesce Lucio che non sa se mangiarsi la piccola protagonista, o se temerla ed evitarla, preso dal dubbio che fosse un’esca all’amo…

A sorpresa li abbiamo invitati a casa per cena.
Minestra di verdure preparata da Dado. Funghi porcini dalle scorte del bosco (premiata ditta Luisa e Giordano). Insalata di mele, sedano, grana e noci (che invenzione!). E gioielleria creativa a base di sferette magnetiche in chiusura…
Alla prossima!

al teatro Orazio Bobbio il dottor Vermus locandina dello spettacolo tavolo di cena
davidaola a cena Andrea fa fiorellini giocando con le calamite Serena coi gioielli

Un mondo pulito e non ingenuo

Il mondo delle foto.
Il mondo della radio.
Il mondo dei libri.
Respiro.
I nostri amici ci invitano a cena.
I nostri amici ci invitano a vederli a teatro.
Ale parla nel sonno: tra le altre cose, dice DadoPao.
Telefono a Fra dalla stazione di Mestre; attacco bottone.
Mi telefona papi, dopo il rientro dal viaggio; dice: ciao da ‘ma.
Dado controlla il bilancio con me; i conti tornano.
Il tè è pronto dopo il drin dei venti minuti; Dado ride: “bevi il tè dopo che hai sentito il campanello?” “Sì, ovvio”, gli dico io.
Ho un appuntamento col Forum Donne.
Leggo le recensioni dei film.

E’ più vero questo.

Il mondo delle cose che mi piacciono.

Sì mi sono messa a dipingere...

Il vantaggio dell’anteprima

Sto ascoltando un pezzo inedito dei nostri amici Déja, un lavoro che ha permesso loro di vincere il festival della musica acustica in Germania.
Lo metto in cuffia, nessuno si accorge di quante volte sto ripetendo l’ascolto di seguito.
Vorrei citare parti del testo, però non è il momento, aspetto l’uscita ufficiale.
Nel frattempo posso disegnarci sopra, di getto, in pochi minuti, così come mi viene fuori il colore…

insisto, vai

Non solo una foto viola

Questo autoscatto risale a qualche sabato fa, in cui la sera dopo il cinema siamo andati a prenderci sei-succhi-di-frutta-sei con gli amici. Eravamo andati a vedere il documentario Food Inc, un lavoro sul sistema della produzione alimentare (che fa bene il paio col già citato libro Fast food nation).

In questo periodo abbiamo visto dei film o dei documentari interessanti ai festival del cinema (sì, quei festival del cinema che adesso sono in difficoltà nel reperire finanziamenti, e che penso siano una fonte di approfondimento e scambio da preservare).

Come non citare Nollywood, la selezione dei migliori film pop africani proiettata di recente al teatro Miela. Chi l’avrebbe detto che Nollywood, partendo dalla Nigeria, sta diventando la terza industria cinematografica al mondo (dopo Hollywood e Bollywood, l’industria del cinema indiano)?

Segnalo ad esempio i colori delle videodanze di Nora Chipamuire, che studia le performance collaborative. E va vista la storia dell’immigrazione all’incontrario, rappresentata in Africa Paradis, vincitore del festival del cinema africano di Verona. E non dimentico Muniru che prende la parola per tutti noi, prima della cena di raccolta fondi.

con gli amici al bar

Incontri

Lo scorso weekend è stato lasciato un po’ al caso: con le previsioni di pioggia non ci siamo fatti idee strane. E proprio in questo modo, sono venuti fuori dei momenti speciali ed inattesi.

Sabato ho incontrato Anna Lucia sulla strada del ritorno, e così ho potuto darle delle cose, due tovaglioli e una presina, che tenevo da parte per lei da oltre due anni!
Poi sono andata a fare visita ai nostri futuri vicini di casa, portando un dolce per l’occasione. Mi hanno raccontato di essere venuti ad abitare lì nel ’66. Si ricordavano che a quei tempi c’era il tram che serviva la via sottostante, e che i sotterranei erano ancora indicati (con una targa presso l’ingresso) come rifugio anti aereo messo a disposizione del circondario.

Nel pomeriggio Franci mi ha chiamata: “Ehi, non pensavo di trovarti a casa a quest’ora! Beh, allora vengo da te, così mi aiuti a stampare dei documenti”.
Tisana menta e camomilla, musica dei Déja anche per lei. E’ già uscito il loro video che ho potuto apprezzare dietro le quinte l’altra settimana.
“Fai i complimenti a voce e chitarra”, ha detto Fra.

httpv://www.youtube.com/watch?v=b7J7fBt3kes