Istantanee da un weekend tutto di corsa

Alla festa di Fra, le noci del giardino sono cadute in gran parte sull’erba. Se le apri, sono ancora morbide. Hanno quasi, quasi il gusto dell’inverno davanti al fuoco.

Al concerto dei Déjà, Serena chiude gli occhi quando canta, e immagina di avere un grande spazio sconfinato davanti a sè. E si fida.

Mentre suona Andrea, mi sembra di essere seduta più vicina, subito sotto il palco, stretta tra la gente che, come me, si lascia trasportare in un solo ritmo.

 I Deja al Biolab Tramonto al Biolab

Parlar di musica in un punto panoramico

Domenica scorsa il cielo era limpido, pieno di sole.
Abbiamo portato i nostri amici Andrea e Serena presso il sentiero De Rin.
La panca sotto l’antenna di Conconello era inondata di luce. I riflessi sul mare accecavano gli occhi.
Volevamo farci raccontare le storie della Germania da parte dei nostri amici. Era un po’ come chiudere gli occhi e passare per un attimo anche noi presso lo studio di registrazione del loro nuovo disco. Esserci. Virtualmente. Sentire la musica nella mente, mentre si passeggiava insieme nel bosco.

Serena e Dado e la rosa dei venti davidaola con i Déjà Paola e Serena di sera

Simboli

Son diverse notti che sogno i nostri amici Déjà.
Ho sognato di cercare la loro musica nel pc di mamma e sul minidisc lasciato a casa.
Ho sognato che si era appena concluso un loro concerto a Trieste e, siccome si era fatta sera tarda, proponevo loro di restare a dormire da noi, o da mia sorella, che aveva una casa-piscina con quattro gatti volanti.
Ho sognato di ripercorrere con Serena le tappe in cui lei ha incontrato per la prima volta il canto, o si era esibita per le prime volte dal vivo, e insieme disegnavamo a matita il calendario di quelle date.
Mi domando se Andrea e Serena, oltre ad essere degli amici, e, con la loro musica, una presenza costante, siano per me in questi sogni anche un simbolo.
Il simbolo dell’incontro con l’arte.
I am an artoholic too

La capacità di creare mondi

Il mercoledì quattordici luglio è una delle giornate più importanti dell’estate.
Per certi versi, è il coronamento del lavoro di oltre un anno.

E’ il giorno in cui i nostri amici Déjà presentano in anteprima il loro nuovo album, in una splendida performance dal vivo.
E’ il giorno in cui per la prima volta espongo i miei disegni in una mostra.
E’ il giorno in cui si riuniscono mamma, papà, Giordano, Luisa, Francesca, Marilena, Letizia, Carluca, e mi aiutano per costruire un allestimento aereo in cui, insieme a sasso e filo, vogliamo volare tra le fronde dell’albero pure noi.
E’ il giorno in cui Dado mi salva da un pasticcio tornando indietro a prendere una cosa per me, dopo che aveva già fatto quasi un’ora di strada…
Serena e Andrea uniscono sul palco e attorno a noi i cento gesti d’arte dei loro amici e dei nostri cari.

Nella performance di ieri, c’è una voce profonda che legge i testi delle canzoni.
C’è un passo di danza a piedi nudi tra i petali, c’è un disegno appeso che si confonde con un lenzuolo che non vuole scendere dal filo del bucato.
Quando Serena canta “Tu sei qui“, Andrea la sostiene e trasporta con potenza.
Quando ritorna “Meta“, uno dei loro primi pezzi, lo sentiamo trasformato in una forte versione live.
Quando ascolto per la millesima volta “Di te, dei no, non so“, che amo sempre come fosse la prima, sono di nuovo in piedi sull’orlo del Natisone, e il mondo presente scorre sicuro davanti a me.
lo spazio della riserva naturale esposizione disegni al concerto dei Déjà
andrea e serena al pomeriggio prima del concerto concerto dei Déjà, 14 luglio 2010

Conto alla rovescia….

Che bello, tra pochissimo ci sarà l’evento che attendevo da mesi! Non ce la facevo più a resistere senza la musica dal vivo dei miei amici!!!
Domani, mercoledì 14, all’Isola della Cona, arriveranno la mia mostra e il concerto dei Déjà, e tutti gli eventi a condimento indicati a questo link.

Serena dice bene sul suo blog: ci sarà un cocktail d’arte che che fa evadere le menti, l’immaginazione, il gioco, la riflessione… una serata intensa!

Ho fissato i disegni sui supporti rigidi.
Domani pomeriggio vado a preparare l’allestimento.
Sarà caldissimo.
Sarà una giornata lunga, molto lunga…

superdado carboncino
Elena laura

Mostra e concerto in arrivo!

Finalmente posso svelare una sorpresa che tenevo in serbo da moltri mesi!

Il prossimo 14 luglio ci sarà il concerto di presentazione del nuovo album dei nostri amici Déjà, all’Isola della Cona, all’interno di una ricca rassegna.

La notizia fantastica è che ho avuto l’onore di illustrare la copertina del loro nuovo cd con i miei disegni!

Queste opere sono rimaste finora inedite, e saranno per la prima volta esposte in occasione del loro concerto, insieme ad altri miei disegni che ho scelto tra quelli che per me contano di più…

Vi aspetto!!!

mostra di disegni e concerti

I Deja sono un duo formato dalla cantautrice Serena Finatti e dal chitarrista Andrea Varnier (Premio New Sounds of Acoustic Music 2005).

Insieme dal 2006, hanno pubblicato il loro primo album “Distratti dal vento” nel 2007, e nei due anni successivi hanno suonato moltissimi concerti in tutta Italia per promuoverlo, ricevendo ovunque ottimi riscontri.

Propongono i brani originali di Serena, un pop raffinato, dalle venature jazz, reso ancora più elegante e caratteristico dalla chitarra di Andrea.

Nel settembre del 2009 hanno vinto il primo premio all’Open Strings Festival, ad Osnabruck in Germania. Il secondo disco, che sarà prodotto da Peter Finger e pubblicato da Acoustic Music Records, uscirà nella seconda metà del 2010.

I grilli cantano, la sera della vigilia

Ieri sera ho incontrato i nostri amici Déjà, Andrea e Serena, a Monfalcone.
Ci siamo sentiti al telefono per un appuntamento volante, e abbiamo combinato.
Dovevo portare loro i miei ultimi disegni, e con questo completare una serie che avevo realizzato per loro in questi mesi.
Ovviamente questa vicenda nasconde tutta una sorpresa, che i lettori del nostro blog potranno tra non molto scoprire, e magari vedere e sentire dal vivo.

Serena mi chiedeva: “E’ vero quello che mi dicevi, cioè che ascoltando i nostri ultimi pezzi hai cambiato stile?“.
E’ così.
Ancora ricordo le emozioni della giornata in cui sono andata a sentire dal vivo i lavori inediti composti da loro. Un’anteprima che è stata innanzitutto un privilegio. Ma anche una esperienza emozionante molto particolare. Che ha attivato tutta una serie di idee, e di energia, che andavano travasate su carta.

I disegni nati dalla collaborazione con loro saranno presto visibili a tutti.
La musica dei Déjà sarà tra poco moltiplicata in nuove occasioni d’ascolto.
Rimango in trepidante attesa.

mi sento bene. E voi? grandi foglie nelle mani alla stazione di Monfalcone

Suoni, sapori, primavera

Sabato scorso abbiamo invitato i nostri amici Déjà da noi.

Era solo la seconda volta che visitavano la nostra casa nuova, dopo una prima tappa veloce… che si era svolta al buio.
“Si possono fare grandi scherzi con la cabina armadio”, ha detto Andrea, quando ha visto la camera ad essa dedicata, “ci puoi nascondere un’intera orchestra klezmer dentro!”
Ci hanno portato in regalo una piantina di menta: era la prima piantina che faceva ingresso nella casa nuova, ed ora,  dando seguito ad una storia iniziata molto tempo fa, poteva essere accompagnata al suo vaso!

Il pomeriggio l’abbiamo passato allo stagno di Villa Giulia.
Non sapevo come l’avrei trovato in questa stagione, e per fortuna era pieno di segni di rinnovamento. Alberi in fiore, girini e rane nascoste sotto i sassi, tritoni dalle creste rosse e gerridi scattanti sul pelo dell’acqua.
I biscotti fatti da Serena, con pezzetti di mandorla e scorza di limone, si intonavano perfettamente col suono tranquillo del ruscello in sottofondo.

i Déjà con la piantina di menta mmmh, buono questo biscotto! biscotti cicciotti petali ed erbe
il verde rinnovato fiori rosa che devo ancora identificare lo stagno in fioritura vegetale il tritone ancora piccolino
Andrea, Dado e Serena momento di relax girini primaverili le bollicine con le uova di rana

La sera abbiamo buttato una pasta per tutti, sugo al pomodoro preparato dal Dado.
Parlare di musica con i nostri amici artisti non è come farlo con chiunque altro. I dettagli tecnici emergono a spiegazione; gli autori e le voci che a loro piacciono non risultano certo casuali.

Soundtrack:
Noa, Mishaela, Blue touches blue
Pierre Bensusan, Wu Wei, La femme chambree

Tre pedalate in un giorno solo

Domenica scorsa sono tornata in treno-bici sul monte San Michele.
Questa volta, dopo esser scesa dalla stazione di Sagrado, ho preso la salita da Peteano. Andando su per i tornanti, incontravo quasi solo ciclisti. A parte un paio di volte, in cui sono stata sorpassata da un camioncino decorato dalla scritta “Down Hill”: andava in sù carico di bici, in giù scarico. “Comodo così”, pensavo io, che invece mi stavo guadagnando la salita sul pedale.

Una volta arrivata a San Michele del Carso, ho superato un campo di ciliegi in fiore, e ho imboccato prima il sentiero 73 per San Martino, e poi il 72 per Doberdò. Molti, fin troppi sono i percorsi sul San Michele, per cui, a volerne seguire uno scelto, c’è di che interrogarsi ai continui bivi.
Ad un certo punto, presa dal dubbio e con la cartina tabacco aperta, ho avvicinato una coppia di escursionisti che cercava di orientarsi a sua volta. Volevamo controllare se ci trovavamo all’incrocio tra la via per la cima da 251 metri e il proseguimento del sentiero 73. Al che, lui ha controllato sull’orologio dotato di altimetro. “Siamo a quota 233, proprio come indicato dalla mappa!”.
Conferma ottenuta.

Alla fine mi sono fatta l’idea che tutti i percorsi sono belli, ma forse quelli minori sono ancora meglio, perchè procedono in single track su erba e terra, anzichè su strada larga di pietroni che fanno ben che sobbalzare.

nubi a fiocchi la strada da Peteano campo con alneri da frutta l'imbocco del sentiero 73
il sinuoso sentiero 73 molteplici segnali per San Martino del Carso segnaia del sentiero 73 imbocco del sentiero 72
sentiero 72 pasticcio di asparagi La bici presso la solita trattoria Fiori rosa e campo di calcio

Dopo il pranzo a Doberdò, sono ripartita verso Fiumicello, e ci ho messo più di due ore per arrivare: ho fatto aspettare i miei amici Déja con cui avevo appuntamento! Comunque, mi son goduta uno splendido tratto soleggiato, con nuvole alte e cielo blu, lungo il canale che costeggia Marina Julia. A seguire: discesa verso l’ultimo ponte sull’Isonzo, risalita su per Isola Morosini, e meta a Fiumicello.
Devo ringraziare Serena, che mi ha immortalata sulla bici: da sola, le foto in pedalata non riesco a farmele!

vista sul canale grande cielo e nuvole ponte sul canale, verso Sagrado chiome all'orizzonte
erbe aromatiche il primo limone dell'anno luci nella mansarda Serena riflessa

Dopo aver fatto le sei e mezza con gli amici, era già venuta l’ora di tornare indietro.
Andrea ha suggerito: “Perchè non cambi la stazione del treno?”
Ottima idea: il percorso da Fiumicello a Cervignano si è rivelato immediato. Strada placida, luci tiepide del tramonto, e conclusione giro in quaranta minuti.
Devo ammettere che questi minuti hanno compreso anche un mini smarrimento!
Quando ero quasi alla stazione di Cervignano, un tipo mi ha detto: “sei sulla direzione giusta, poi gira a destra e ancora a destra“. Senonchè, dopo un po’ mi sono ritrovata al punto di prima: avevo girato in tondo!
A quel punto (temendo di rivedere lo stesso tipo a cui avevo chiesto informazioni prima…) ho chiesto ad un’altra persona, che mi ha detto di nuovo “vai a destra e poi a destra“. Solo che stavolta ho imboccato la trasversale successiva, che finalmente era quella giusta.
Bon, fatta!
Stazione avvistata, giornata guadagnata.

Paola e Andrea con la cartina Paola sul pedale ciao amici!!