Domenica scorsa sono tornata in treno-bici sul monte San Michele.
Questa volta, dopo esser scesa dalla stazione di Sagrado, ho preso la salita da Peteano. Andando su per i tornanti, incontravo quasi solo ciclisti. A parte un paio di volte, in cui sono stata sorpassata da un camioncino decorato dalla scritta “Down Hill”: andava in sù carico di bici, in giù scarico. “Comodo così”, pensavo io, che invece mi stavo guadagnando la salita sul pedale.
Una volta arrivata a San Michele del Carso, ho superato un campo di ciliegi in fiore, e ho imboccato prima il sentiero 73 per San Martino, e poi il 72 per Doberdò. Molti, fin troppi sono i percorsi sul San Michele, per cui, a volerne seguire uno scelto, c’è di che interrogarsi ai continui bivi.
Ad un certo punto, presa dal dubbio e con la cartina tabacco aperta, ho avvicinato una coppia di escursionisti che cercava di orientarsi a sua volta. Volevamo controllare se ci trovavamo all’incrocio tra la via per la cima da 251 metri e il proseguimento del sentiero 73. Al che, lui ha controllato sull’orologio dotato di altimetro. “Siamo a quota 233, proprio come indicato dalla mappa!”.
Conferma ottenuta.
Alla fine mi sono fatta l’idea che tutti i percorsi sono belli, ma forse quelli minori sono ancora meglio, perchè procedono in single track su erba e terra, anzichè su strada larga di pietroni che fanno ben che sobbalzare.
Dopo il pranzo a Doberdò, sono ripartita verso Fiumicello, e ci ho messo più di due ore per arrivare: ho fatto aspettare i miei amici Déja con cui avevo appuntamento! Comunque, mi son goduta uno splendido tratto soleggiato, con nuvole alte e cielo blu, lungo il canale che costeggia Marina Julia. A seguire: discesa verso l’ultimo ponte sull’Isonzo, risalita su per Isola Morosini, e meta a Fiumicello.
Devo ringraziare Serena, che mi ha immortalata sulla bici: da sola, le foto in pedalata non riesco a farmele!
Dopo aver fatto le sei e mezza con gli amici, era già venuta l’ora di tornare indietro.
Andrea ha suggerito: “Perchè non cambi la stazione del treno?”
Ottima idea: il percorso da Fiumicello a Cervignano si è rivelato immediato. Strada placida, luci tiepide del tramonto, e conclusione giro in quaranta minuti.
Devo ammettere che questi minuti hanno compreso anche un mini smarrimento!
Quando ero quasi alla stazione di Cervignano, un tipo mi ha detto: “sei sulla direzione giusta, poi gira a destra e ancora a destra“. Senonchè, dopo un po’ mi sono ritrovata al punto di prima: avevo girato in tondo!
A quel punto (temendo di rivedere lo stesso tipo a cui avevo chiesto informazioni prima…) ho chiesto ad un’altra persona, che mi ha detto di nuovo “vai a destra e poi a destra“. Solo che stavolta ho imboccato la trasversale successiva, che finalmente era quella giusta.
Bon, fatta!
Stazione avvistata, giornata guadagnata.






















