La capacità trasformatrice della musica

Stamattina scendo dall’autobus, e mi avvio verso la fabbrica come sempre.
Per quei pochi metri di strada, tengo alto il volume dell’i.pod.
Il vialetto d’ingresso è immerso nel verde, la stagione che cambia rischiara le colline.
La musica parla di mare, invece: ascolto i Déjà. La brezza mi scuote i capelli, e mi sembra di vedermi da fuori.
Canto Conchiglia sottovoce: allargo le braccia, sono distratta dal vento tra le dita. Vedo la spiaggia attorno al me, la natura si trasforma. Sono in due luoghi in uno, e lo spazio imponente mi circonda.

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