Happy birthday Joanna!!!

14 anni fa, Ambra ed io ci stavamo dirigendo verso la mitica meta del nostro viaggio di fine scuola: l’Irlanda.
Sul treno per la Francia, abbiamo incontrato una pazzerella canadese che diceva sempre oh-la-là, e che ci ha tenute sveglie tutta la notte con i suoi racconti, mentre l’aria condizionata bloccata trasformava il vagone in una ‘gelateria’.
Joanna, che siamo andate a trovare più volte in Grecia e a Venezia, ci ha insegnato il gioco di carte ‘asshole’, che noi tuttora usiamo per tornei tra amici anche nella variante ‘fluffer’ (il fluffer è il quinto sfigato giocatore che sta fuori, in attesa che venga il suo turno per entrare nel gioco al posto dello spazzino ‘asshole’), e ne abbiamo pure trascritte le regole qua, ben consci che questo gioco genera dipendenza.
Oggi è il compleanno di Joanna, e da quaggiù le mandiamo tanti auguri, che volino verso il Canada insieme a tanti baci!!!

14 years ago, Ambra and me were travelling towards Ireland, when we met on the train to France a crazy Canadian girl, who always said ‘oh-la-là’, and who kept us company all the night in the coldest train wagon (which had air conditioned blocked on) which she called ‘gelateria’.
Joanna, who we visited several time in Greece and Venice, taught us the special card game named ‘asshole’, which we still use with our friends. We’ve also invented a variation on the game, to add a fifth player who waits to enter in the game, we named it ‘fluffer’and we wrote the rules here, well aware that this game generates addicion.
Today it’s Joanna’s birthday, and we send her our best wishes, which will fly from Italy to Canada accompanied by our sweetiest kisses!!! ciao.

La perfetta guida turistica (conosce le esigenze dei ciclisti)

Domenica scorsa, gironzolando sul molo, ho incontrato un gruppo di sette giovani ciclisti in rosso, pieni di bagagli, che venivano dalla Polonia. Mi sono offerta di aiutarli.

Per voi futuri ciceroni, ecco le tipiche domande del ciclista itinerante polacco, con relativa traduzione.
Domanda: “Sono così tutte le città d’Italia?”
Traduzione: Il loro primo arrivo in Italia, col tramonto sulle rive di Trieste, li aveva entusiasmati.
Domanda: “Il mare qui è molto salato?”
Trad: il Baltico non ha molto sale; qui, dopo una nuotata, è necessaria la doccia per levarsi il sale di dosso prima di ricominciare a pedalare?
Domanda: “C’è una casa catodica?”
Trad: C’è un ostello dei preti dove dormire? (casa cattolica n.d.r.)
Erano frustrati perchè cercavano un pernotto a meno di venti euro, e gli alberghi presso le rive non andavano a meno di 70. Allora ho controllato per loro, c’era posto all’ostello della gioventù di Miramare, di cui Dado da casa mi aveva mandato il numero di telefono.
Domanda: “non ci sono strade in salita per arrivarci, vero?”
Eh, anche noi durante il nosto viaggio di nozze in bici coi bagagli facevamo spesso questa domanda…

Musica in città

Ieri pomeriggio, domenica pre-ferragosto, degli improvvisi botti han fatto tremare le finestre. Ho capito che era il momento di uscire. Ho preso la bici, e ho sentito gli ultimi fuochi d’artificio per la nave da crociera che lasciava piazza Unità.
In piazza della Borsa ho incontrato Pow Lean che suonava, grande! Mi sono messa a ballare insieme ai bambini che scuotevano le testoline vicino a lui. Ora sto ascoltando il suo cd: blues and rock, yeah!

Dato che la giornata in piazza procedeva bene, non sono più tornata a casa, e ho chiamato Dado fuori per cena. La sera infatti offriva un concerto di tanghi argentini e milonghe. I triestini della scuola di ballo si dimenavano in un angolo della piazza, nell’irresistibile tentativo di ballare il tango anche loro. Noi abbiamo gustato la musica in compagnia di due veri argentini, Sergio e Isabel, che ci hanno spiegato quali pezzi sono più usati nel loro paese, e quanto il gruppo che suonava li modificava con arrangiamenti propri. Sul loro blog Sergio e Isa parlano anche di Trieste, che scambio, ciao!

L’enigma del bonsaibaba

L’altra settimana è venuto a trovarci un bonsai, anzi, una bonsai. Accavalla le gambe, come una pasciuta donna di Botero. Raffinata ed esigente. Non ama fare il bagno: meglio la doccia, con acqua limpida, che scivola via senza macchia.

Le piace scrivere. Sparge fogli, pergamene con misteriose iscrizioni, come un oracolo. È un’amante della calligrafia! Ieri ha scritto: alluvione; Camargue! Oggi ha scritto: torrone, Grecia! Frammenti di storie passate. E poi, con le foglie nuove verdi, prevede il futuro! Aspetta, aspetta… guarda là… c’è una fogliolina gialla… giallo come un raviolino… chissà cosa vorrà dire? vedremo, vedremo.

Giardinaggio (rudimenti di base)

La pervinca è una pianta infestante. La tengo in un vaso fuori dalla finestra, e in primavera mi regala molti fiori blu. L’anno scorso le avevo “pettinato” la chioma, separando e ricomponendo tutti i rami che avevano formato un intrico.
Oggi l’ho scoperta che ha raggiunto, con lunghissime dita, l’altro lato della finestra, seguendone tutta la cornice nell’angolo; e si sta “prendendo ” anche l’altro vaso, quello del geranio, facendoci il giro intorno alla base, come da brava pianta del sottobosco qual è, che forma tappeti di foglie.
Infestante, ma bellissima.

p.s. Ieri, per sbaglio, ho rotto un fiore in boccio del geranio, accidenti. L’ho ripiantato così come stava, e ora ha ricominciato ad aprirsi e fiorire… Col geranio, la talea funziona bene.

Incontri ravvicinati dell’altro tipo (ovvero: cogli l’attimo)

Oggi, lunedì semiferiale (nel senso che metà ufficio era in ferie), il vento fuori dalle finestre ha spazzato le fronde per tutto il giorno: la forza della natura era uno spettacolo. Si dice ‘uno spettacolo’ soprattutto quando lo si guarda restando dentro al calduccio: ovviamente, proprio al momento di uscire, è scattato il nubifragio sopra le nostre teste.

Esco dunque sotto la pioggia, e con un paio di salti nelle pozzanghere (fortunatamente dotata di sandali impermeabili da fiume) arrivo quasi decente al bus fermo al capolinea, mi siedo e da lì ricomincio a guardare le figure dell’acqua spazzata dal vento fuori dal finestrino.

In quel momento sale sul bus un altro tipo mezzo bagnato, mantellina nera svolazzante da volatile, caschetto da bici, sandali e braghette corte. Chiede al conducente: “Si può portare la bici sul bus?” Ovviamente la risposta è no, come mi son sentita dire altre volte anch’io. Scende dal bus, lo squadro, occhi azzurri pizzetto ed orecchino, “Sembra Rigatti”, dico mentre esce, ma non mi sente.

Allora apro il finestrino, gli grido “Emilio!”, e lui si gira… E’ proprio lui, il mio mito, lo faccio tornare! Intercedo con l’autista usando la mia solita tecnica: “Sono una habituèe del bus, ho la tessera dell’autobus annuale da anni, faccia un’eccezione, se è così gentile da farlo salire scriverà di lei in uno dei suoi libri, è uno scrittore affermato!”. Incredibile, ma funziona: Emilio sale, assicura la bici nell’ampio spazio centrale, e fino alla stazione mi racconta del giro che stava facendo in Val Rosandra, prima di riprendere il treno per Ruda, e del suo nuovo libro; e io gli cito il nostro viaggio di nozze in bici, fatto con questi sandali uso-bici che ho scelto pensando ai suoi suggerimenti, e le piste ciclabili francesi e spagnole…

Bello, eh? Quell’attimo catturato. Peccato che da “Emilio” in poi ho immaginato tutto. L’avessi catturato davvero. Ma ora scrivo alla sua casa editrice e glielo dico. Anche se era un sosia, ormai vale lo stesso. Come una citazione tra scrittori, se così si può dire…

(continua…)

limone bluereflection2 vinca caduta

Nuova era

E così da qualche giorno il solito tran tran è ricominciato. Altro che tran tran, a dire il vero. Si lavora, ora et labora… Ci vorrebbe Franci, che in questi casi scriveva ‘tram tram’, e non lo faceva apposta…

Stavo guardando il blog di pulsatilla. Il suo blog non è una cosa nuova, il suo libro l’ho preso molto tempo fa. Però riguardarlo mi ha fatto venir voglia di scrivere una valanga di cose come fa lei. Anche se lei la valanga la faceva prima del suo libro; ora si è sfogata e ci va più piano, fa meno post di noi.

I libri che leggiamo ora sono gli altri: quelli, tanti, che abbiamo ricevuto in regalo per le nozze, e ce li sbafiamo a tutta fame. Due li abbiamo letti durante il viaggio, nelle tappe in treno, e poi ce li siamo scambiati. Altri due li abbiamo già quasi finiti in questi giorni a casa, a Barcola e in bus. Contiamo che siano tutti belli come i primi che ci hanno catturato a forza. E quindi grazie a tutti coloro che ce li hanno regalati. Ah, per chi aveva scritto la dedica sui foglietti volanti, beh: noi l’abbiamo incollata dentro ugualmente. Minimo!!!

Baci. P.

foglia piastrellata oceanic network i blu di dado foglia miseria

Piccolo riassunto dell’ultimo mese

Grande concerto dei Marta sui tubi ieri sera: potenza! Sabato scorso: treno più bici, pedalata fino all’isola della Cona (grazie a Valentina o Alessandra di Fiab Ulisse per le indicazioni sull’itinerario). Pasquetta a Grado con Dodo e Bibi + l’aquilone (acqua calda, sabbie mobili, buon pane fatto in casa). Tramonto coi riflessi sul palazzo del Lloyd. Cena di classe con Lety da Barcellona. Glicine nel giardinetto sotto casa. Pasqua con Brian di Nazareth (giusto, no?). Mostra psichedelica di arte contemporana in una nuova sala aperta in città. Arrampicata sul Taiano finchè ce la fai. Giro in bici virtuale con Emilio Rigatti (ancora una volta è suo il libro in lettura). E ballare il Walzer Transgenico tutto il tempo!!!

Il giorno della laurea di Francesca

27/09/06
Che bella giornata di sole, per la laurea della Cilla, la Pallasorellina. La sicurezza da lei dimostrata durante la presentazione della tesi non era una novità: io, dentro di me, la conoscevo già.

Dopo il rito del cartellone in giardino, tramonto in terrazza col mio Dado. I colori del cielo e dei suoi occhi si parlavano. Discorsi importanti.