Il saggio come affresco di un’epoca

Recensione dell’ultimo libro letto.
Titolo: Women, art and society.
Autrice: Whitney Chadwick.
Trovato alla libreria del MACBA di Barcellona, centro per la cultura contemporanea.
Portato in treno, in bus, in aereo, con tutto il suo chiletto abbondante di peso.
Tomo di 500 pagine che ti accompagna per tutto il percorso della storia dell’arte, affrontando le trasformazioni sociali e culturali affiancate alle questioni di genere. Donne produttrici di cambiamento nell’arte, che esplorano tecniche artigianali, che contribuiscono all’editoria degli albori ed all’immaginario visuale scientifico. Donne rappresentate nell’arte, in modi che mostrano gli streotipi dellle varie epoche.
Quando arrivo all’arte contemporanea, la sento, è mia, è quella che parla dei miei tempi.

In programma, tappa alla Biennale di Venezia, e si continua.

frizzuli fiori-di-chini&jean daminaviola callalille

Tappa al giardinetto

Che tramonto, oggi. Cielo pulito spazzato dal vento. Il giardinetto sotto casa brillava nella luce bassa, spazio aperto tra i palazzi, case arancio cielo blu.

Col libro sotto braccio, sbirciavo la banda di ragazzini sul muretto. I loro riti incentrati sui rapporti di forza si perpetuavano. Il più piccolo e paffuto continuava a mantenere il suo posto tra loro, ogni tanto schivava una sberla (ieri gli avevano tirato un pugno sul naso, per strada sotto i nostri occhi).

Nonne a crocchio si chiacchieravano i cani. Due ragazze facevano ginnastica. Un corridore paziente girava, girava e girava sul perimetro a otto.


Il basso Collio by bike

La gita treno-bici Cormons-Gorizia è facile e piacevole. In teoria, il riferimento sono le tappe Cormons – Capriva – Mossa – Lucinicco – Gorizia. In pratica, la strada statale si può evitare, per intrufolarsi tra i paesini: le deviazioni fuori rotta sono meglio della retta.

La prima meta extra può essere la Brazzano-Giassico (con l’accento sulla seconda ‘i’). Il 19 agosto Giassico ospita la festa Convivio dei Popoli della Mitteleuropa. Io, a Giassico, dopo una mezz’ora condita dall’acqua Kaiser Wasser, dagli applausi ritmati sulla Radetzkymarsch, e dall’avvicinamento di un tipo con le Operette Morali di Leopardi in friulano (ho scoperto poi che era della società filologica friulana) ho deciso di continuare il giro.

Ecco allora, ben segnalate dai cartelli pro-bici, alcune deviazioni interessanti:
1) la Cormons – Monticello – Boatina (anello di viali alberati tra paesi rurali con annesse aziende vinicole)
2) la Capriva – Spessa (con campi da golf tra filari di viti e ulivi sotto il castello di Spessa)
3) i Laghetti Rossi tra Capriva e Mossa (riserva naturale di pesca, il cui attributo ‘rosso’ deriva dalla roccia e non dall’acqua).

Dream pics

Stanotte ho sognato che si potevano fare le foto ai sogni.
Era una cosa facile: bastava tenere in mano nel sonno la macchina fotografica. In questo modo, il dito che toccava il pulsante dello scatto trasmetteva alla macchina fotografica il potenziale chimico (guarda un po’!) necessario ad impressionare la CCD della macchina fotografica con l’immagine in corso… Infatti, poi nel sogno arrivava mattina, mi svegliavo, e trovavo memorizzate tutte le foto dei sogni, che la sera prima non c’erano… Che flash!!

freeze i blu di dado rosafredda bluereflection12

Quando le macchine fotografiche te le tirano dietro..

Dicesi cameratossing la tecnica fotografica che prevede il lancio della macchina fotografica durante una lunga esposizione, spesso in alto in rotazione su sè stessa. La macchina va poi ripresa al volo delicatamente prima che tocchi terra. Ammetto che con questa tecnica le probabilità di distruggere l’apparecchio non sono basse. Io ne ho già fatta fuori uno l’anno scorso.
Questo non significa che la tecnica smetta di essere attraente. Ci sono gruppi di pazzi che riescono a realizzare degli scatti eccezionali con questo metodo.
Le luci di piazza Unità, la sera, sono un buon soggetto. Le lucine dello stereo, a casa, a tapparella abbassata, sono un’altro passatempo adatto ai momenti in cui non si può uscire. Insomma, roba da delirio

toss waves rete-tossing toss toss

Comincia la sezione dedicata ai sogni…

Questa notte ho sognato di incontrare mia sorella Francesca dopo lavoro.
Lei mi aspettava con una sorpresa. Un gelato! Ma una torta gelato, creata da lei! Stava su un tavolo lungo 10 metri, ed era una torta lunga come il tavolo, composta da 150 palline di gelato messe in fila, come su un lunghissimo vassoio. E sopra ogni pallina di gelato, una montagnetta di panna. E sopra la montagnetta di panna, 5 o 6 pezzetti di fragola, o delle mandorle… yummm!!!
Uè, Cilla, che pazienza con tutte quelle palline!!!

fragola

p.s.: e questo non è ancora niente. Guardate qua che sogni spaziali che tira il dado!!!

panocia bike

Martedì pomeriggio, vigilia di ferragosto, lo svago migliore è un bel giro treno-libro-bici, improvvisato dopo un’occhiata su google-earth al territorio da esplorare. La pedalata Latisana-Codroipo risale per 30 km il Tagliamento tra i campi, tenendo l’argine del fiume sempre a sinistra, garantendo un paesaggio verde e una pianura senza salite. A dire il vero oltre l’argine non c’è una vista del fiume, ma un largo campo “di sicurezza”, e il fiume appare solo dopo un po’ (immagino che questo campo sia sacrificale in caso di piena). Alla vista dell’acqua ci sono arrivata diverse volte, attraversando anche zone boscose e selve di rovi.

tagliamento sotto il viadotto panocia assicurata viola a bordostrada

La strada lungo l’argine permette di evitare le auto, facendo un tranquillissimo giro in solitaria; altrimenti è comunque poco trafficata la strada che attraversa in sequenza i seguenti paesini: Latisana, Latisanotta, Ronchis, Fraforeano, Canussio, Madrisio, Varmo, Belgrado, Morsano al Tagliamento, Camino al Tagliamento, San Vidotto, Biauzzo e Codroipo.
Ecco dunque fatto un giro con immersione nel verde. Se non ci sono gli ovvi campi di “panoce”, si vedono filari d’acacia e vigneti. Il tiepido pomeriggio permette di raccogliere i seguenti profumi: erba tagliata, legna bruciata, frittata di verdure, grigliata, menta, gigli e uva in fermentazione.
La vendemmia sarà precoce quest’anno.

lungo largine ciao fiume gigli fondo d'acqua

La donna che visse due volte. E l’uomo che era il sosia di sé stesso

Nel famoso film di Hitchcock (dal titolo originale ‘vertigo’), la donna che visse due volte è entrambe le volte una donna ‘finta’, ricostruita. Questa è la mia linea di interpretazione personale. Chi non ha ancora visto il film e non vuole farsi svelare tutta la trama, salti questo paragrafo. La prima volta è una sofisticata signora bionda, costruita ad arte per recitare la copertura di un delitto. La seconda volta, è la stessa immagine di donna, ancora una volta finta, ricostruita nello stesso modo dal poliziotto protagonista, che vuole rivivere le vicende dell’assassinio per farci chiarezza (e beccarsi lo stesso tragico finale, purtroppo!). Mai vera, insomma.

Sicuramente molto più spensierata (a meno di un po’ di scomoda pioggia) è la storia dell’incontro con Emilio Rigatti, di cui ora sto per svelarvi il finale, ovvero se l’incontro era stato vero o finto. Per chi non avesse già visto l’inizio di questa storia, consiglio di fare tappa a questo link prima di leggere il paragrafo successivo.
Ho scritto alla casa editrice di Rigatti per sapere se avevo incontrato (più o meno brevemente) proprio lui, ed ecco a voi cosa Emilio in persona mi ha risposto.

—-Messaggio originale—-
Da: emilio rigatti
Data: 20-ago-2007 8.30 PM
Ogg: sosia di me stesso

Cara Paola,
quando ho letto il tuo blog a momenti mi dà di volta il cervello: io ho parlato con una tipa in autobus? Mi ha chiamato e mi ha ottenuto un permesso speciale di trasporto bici? ma sto dando fuori di testa? Avevo già il cellulare in mano per chiamare i due amici che erano con me in quel viaggio in Istria per chiedere se davvero mi ero scordato tutto, quando sono arrivato alla fine del post e ho capito che il mio normale livello di “otava division” era comunque sotto i livelli di guardia…medica. Comunque l’autista dell’autobus successivo era più morbido, ci ha fatto salire senza biglietto e ci ha portato fino in stazione. Treno fin a Monfalcòn, foratura a Ronchi e arrivo alle otto. Allego la foto che comprova l’avvenuto trasporto sull’autobus successivo anche senza la tua mediazione e l’ultima foto del tour. Sai che a metà settembre c’è “Ciclomundi” a Portogruaro? Forse vi potrebbe interessare.
Un caro saluto e te e a Davide.
Emilio Rigatti

(continua…)

la bici sul bus Rigatti è quello a destra

Happy birthday Joanna!!!

14 anni fa, Ambra ed io ci stavamo dirigendo verso la mitica meta del nostro viaggio di fine scuola: l’Irlanda.
Sul treno per la Francia, abbiamo incontrato una pazzerella canadese che diceva sempre oh-la-là, e che ci ha tenute sveglie tutta la notte con i suoi racconti, mentre l’aria condizionata bloccata trasformava il vagone in una ‘gelateria’.
Joanna, che siamo andate a trovare più volte in Grecia e a Venezia, ci ha insegnato il gioco di carte ‘asshole’, che noi tuttora usiamo per tornei tra amici anche nella variante ‘fluffer’ (il fluffer è il quinto sfigato giocatore che sta fuori, in attesa che venga il suo turno per entrare nel gioco al posto dello spazzino ‘asshole’), e ne abbiamo pure trascritte le regole qua, ben consci che questo gioco genera dipendenza.
Oggi è il compleanno di Joanna, e da quaggiù le mandiamo tanti auguri, che volino verso il Canada insieme a tanti baci!!!

14 years ago, Ambra and me were travelling towards Ireland, when we met on the train to France a crazy Canadian girl, who always said ‘oh-la-là’, and who kept us company all the night in the coldest train wagon (which had air conditioned blocked on) which she called ‘gelateria’.
Joanna, who we visited several time in Greece and Venice, taught us the special card game named ‘asshole’, which we still use with our friends. We’ve also invented a variation on the game, to add a fifth player who waits to enter in the game, we named it ‘fluffer’and we wrote the rules here, well aware that this game generates addicion.
Today it’s Joanna’s birthday, and we send her our best wishes, which will fly from Italy to Canada accompanied by our sweetiest kisses!!! ciao.

La perfetta guida turistica (conosce le esigenze dei ciclisti)

Domenica scorsa, gironzolando sul molo, ho incontrato un gruppo di sette giovani ciclisti in rosso, pieni di bagagli, che venivano dalla Polonia. Mi sono offerta di aiutarli.

Per voi futuri ciceroni, ecco le tipiche domande del ciclista itinerante polacco, con relativa traduzione.
Domanda: “Sono così tutte le città d’Italia?”
Traduzione: Il loro primo arrivo in Italia, col tramonto sulle rive di Trieste, li aveva entusiasmati.
Domanda: “Il mare qui è molto salato?”
Trad: il Baltico non ha molto sale; qui, dopo una nuotata, è necessaria la doccia per levarsi il sale di dosso prima di ricominciare a pedalare?
Domanda: “C’è una casa catodica?”
Trad: C’è un ostello dei preti dove dormire? (casa cattolica n.d.r.)
Erano frustrati perchè cercavano un pernotto a meno di venti euro, e gli alberghi presso le rive non andavano a meno di 70. Allora ho controllato per loro, c’era posto all’ostello della gioventù di Miramare, di cui Dado da casa mi aveva mandato il numero di telefono.
Domanda: “non ci sono strade in salita per arrivarci, vero?”
Eh, anche noi durante il nosto viaggio di nozze in bici coi bagagli facevamo spesso questa domanda…