Date facili da ricordare

Due giorni dopo aver compiuto un anno, Diego ha cominciato a lasciare le mani di mamma e papà per provare a girare in piedi su se stesso come un derviscio rotante. Dal divano, al pouff, all’abbraccio di mamma e via per un altro giro, con grande euforia.
Adesso, siamo a tredici mesi, e Diego gira ancora. Stavolta però per tutta la casa! Lascia l’appoggio del divano e, passo dopo passo, attraversa il soggiorno, fa un giro della cucina, prende il corridoio per tutta la lunghezza, gira a destra in camera nostra, si butta sul letto.
Si arrampica e rotola sul lettone. Scende con attenzione, all’indietro, con i piedini tocca terra, si stabilizza e ripete il percorso nell’altro verso; in una mano, la pallina; nell’altra, un cestino da portare in giro con sè.
Noi lo seguiamo indirizzandolo quando l’equilibrio è in pericolo, ma Diego non ha paura e vuole scoprire il mondo in autonomia.

Occhio a come parli…

Probabilmente è già da tempo che Diego ha imparato il significato di molte parole che ascolta, però ora ci sono situazioni che lo rendono più evidente. Ad esempio: sullo schienale del divano c’è la sua “libreria”, cioè l’insieme dei libri di stoffa, gomma, cartonati, che gli leggiamo da tempo. Ora che Diego sa stare bene in piedi, da sopra il divano se li prende da solo e te li porge. Allora io gli dico: “vuoi che leggiamo questo libro? Siediti, allora, che te lo leggo”. E lui si mette seduto. Tranquillo, aspetta di sentire il racconto. E poi si alza e ne prende un altro per passare alla prossima storia.
Il suo vocabolario, poi, sta diventando un po’ più ampio. Dal momento che le palline sono uno dei suoi giochi preferiti (quando è in giardinetto, cerca di fiondarsi anche su quelle degli altri bambini), si può dire che ha imparato a dire palla. In realtà il suono sembra più qualcosa come “pajja”, però è ben chiaro che vuole dire quello: appena ne vede una, esclama “pajja” con grande entusiasmo!
Come tutti i bimbi, sente molti esempi di versi degli animali, che noi (e sicuramente anche altri) gli ripetiamo, davanti ad ogni figura e pupazzetto di gomma e animale vero che vediamo. Eppure, tra tutti questi, c’è una chiara preferenza: per il cane! Che viene invocato con un sonoro “bauu”, suono che permette a Diego di esercitarsi con i vocalizzi. Ecco allora che lo sentiamo ripetere: “bauu, baooo, baooo…”. La cosa buffa è che certi suoi pupazzetti di gomma, quelli da ammollo nella vasca da bagno per intenderci, si assomigliano anche un po’ tra loro, e così va a finire che anche alcuni animali esotici, quelli di cui nemmeno noi sapremmo il verso, vengono animati con il “baooooo!”

Cambio di passo

torta di compleanno

Lo scorso weekend, Diego ha avuto la sua prima festa con gli amichetti.
Oltre ai grandi (cioè i nostri amici) che erano venuti in osmizza a festeggiare il compleanno di Diego, c’erano anche tre bimbi quasi coetanei di Diego, e il loro momento è arrivato quando ci siamo riuniti in una saletta interna dell’osmizza, tutta per noi. A centro sala, i bimbi scorrazzavano liberi, e si rubavano i giochetti a turno. Diego non sa ancora bene cos’è una festa, ma il momento su misura per lui lo ha avuto, con i pacchi da scartare e le scatole o gli incarti rumorosi da cosiderare un gioco di per sè.

Dal compleanno in poi, Diego ha moltiplicato gli esercizi per l’equilibrio.
Qualcuno ci racconta di bimbi che partono e via, ma secondo me iniziare a camminare non è necessariamente una conquista improvvisa, magari è un processo graduale che va per piccole tappe.
Diego, ormai è evidente, sta facendo i suoi esercizi.
In questi giorni ha cominciato a provare la rotazione su è stesso, appoggiandosi su un fianco su quello che trova: ad esempio, sul divano o sul pouf; e tenta il cambio di lato e di mano in appoggio, roteando su sè stesso, tutto da solo.
Sa distinguere benissimo i ripiani morbidi (lettone, cuscini del divano) da quelli duri su cui non conviene cadere (pavimento e piastrelle). Sui piani morbidi infatti si esercita anche nei tuffi: “in piedi, mi mollo, ballonzolo, e mi faccio prendere! O comunque c’è un cuscinone che mi attende.”
Nel frattempo, per Diego, il progresso nel movimento avviene in più direzioni.
Una cosa che lo attira molto è la scalata: si aggrappa con le mani su ripiani alti, spinge coi piedini fino a stare sulle punte, alza le ginocchia per guadagnare gradini e schienali, e sa già arrampicarsi da solo sul nostro letto. E pure scendere: “Si scende da dietro!“, gli abbiamo insegnato dopo i suoi primi tentativi di testa proiettata all’ingiù: ora sa che per calarsi dal lettone o dal divano, per prima cosa vanno fatte sporgere le gambe, per finire coi piedini giusti giusti per terra.

E’ evidente che si ricorda quanto imparato il giorno prima, e che ci tiene a riprovarlo un po’ di volte per acquistare sempre più disinvoltura e fare passi avanti; non c’è che dire: ha metodo, il ragazzo!

Un anno e un giorno

Auguri Diego!
Ieri sera siamo andati a cena fuori per festeggiare il primo compleanno di Diego. Evviva! E’ stato raggiunto un traguardo importante!

Con il seggiolino allacciato alla sedia, Diego ha passato la serata in allegria sbafandosi tutto molto volentieri, dalla classica minestrina portata da casa, al nuovo tipo di riso assaggiato dai nostri piatti, ai tranelliferi pezzettini di anguria che scivolavano mentre lui li afferrava uno a uno con le manine (e ne ha divorate ben due fette).
Per un bimbo piccolo è difficile stare un’ora fermo a sedere senza spazientirsi, però ora siamo un po’ più grandi, e si vede! Già dalle vacanze di Lagolo in poi, abbiamo visto che Diego si sta abituando sempre più ad apprezzare le situazioni nuove.
Anche noi dobbiamo studiare qualche trucchetto per gestire la serata: ieri ad esempio abbiamo scelto un ristorante con self service, così per la nostra cena potevamo sbeccolare qua e là quello che volevamo, curiosando tra le opzioni del menu nelle pause tra un’imboccata a Diego e l’altra, perchè il pasto in queste situazioni lo facciamo un po’ a staffetta, ed è meglio gestirsi i tempi con flessibilità piuttosto che aspettare un servizio lento o ordinare insoliti manicaretti che quando si freddano è un peccato.
Alla fine, sulla via verso casa, dove ci attendevano le ultime tappe certe di bagnetto e nanna, Diego si è esaltato quando ha ricevuto una nuova pallina di gomma in regalo. Quindi è confermato: continueremo la collezione!

p.s. stamattina, a un anno e un giorno, si è vista la puntina bianca dell’ottavo dentino

A Lagolo con Diego

Tecnicamente, Diego è per la prima volta a Lagolo. Ma già l’anno scorso, nel pancione di mamma, aveva apprezzato l’aria fresca e l’acqua del lago.
In queste ultime settimane, Diego ha imparato un sacco di cose. Per esempio indica col ditino le cose che vuole, e con una combinazione di “mò” e “mà” aggiunge precisazioni in merito.
E, grande conquista, ha imparato a dire “no” (anzi, è più un “gnà”) scuotendo la testolina per maggior chiarezza.
Con questi monosillabi, in aggiunta alle parole “mamma” e “papapà”, comincia a comunicare “come i grandi”, e la cosa ci diverte un sacco. Diego dimostra una sua propria personalità, e quando non raggiunge i suoi obiettivi, protesta anche vivacemente.
Per fortuna, siamo ancora in una fase nella quale basta una piccola distrazione per distoglierlo dalle cose proibite. Così, mentre cerca di mettere i ditini nelle prese di corrente, basta mostrargli la palla per spostare la sua attenzione…
Qui al lago, indica gli alberi e vuole toccare i rami più bassi. Sul pratone, gioca con l’erba e prova a mangiare le pigne. Cammina, accompagnato, tra i bagnanti che prendono il sole, e guarda curioso tutti i cani. E gioca contento con gli amici che sono venuti con noi, e quelli che abbiamo incontrato qui: Liviano, Michele e Silvia, Lisa, Francesco e la piccola Gaia.

Pensierini dolci del mattino

Diego non ha dormito tanto bene stanotte e ci ha svegliato alle 5 di mattina. Adesso che sono le 7.30, sorride allegro nel nostro lettone.
Paola dice: “Diego, anche se non hai dormito sei allegro! Non come la mamma che se non dorme le viene il mal di gola e di schiena… Sono un rottame…”
E io: “non sei un rottame! Sei un’auto d’epoca!!!“

I bambini ci guardano

Dieci mesi e mezzo per Diego, andiamo avanti veloce.
Spesso le cose che impara hanno un significato sociale, condiviso con noi ripetendole giorno dopo giorno. Tra gli angoli della casa mai esplorati perché vietati, e quelli noti dove lo portiamo a giocare sempre, preferisce i secondi, su cui costruire storie e memorie sempre più articolate.
Si vedono bene le sue preferenze nei giochi: a Diego piacciono le palline di tutte le misure e materiali, il top è se sono di legno così fanno molto rumore, potrebbe farne collezione!
Ormai è un bel po’ che chiede di camminare accompagnato con le mani, e a momenti prova a liberarsi per un istante traballante e spericolato, anche se non ha ancora l’equilibrio pronto.
Gli piace battere le manine in compagnia degli altri che fanno lo stesso, e pure fare ciao ciao è una cosa che sta imitando.
Si accorge quando la radio viene spenta, e chiede di accenderla la mattina; quando squilla il telefono fa ah!, e vuole andare a sentire chi è!
Sicuramente capisce le situazioni note anche da pochi indizi, tipo se prepariamo gli ingredienti per la pappa, li intravede già con la coda dell’occhio e diventa subito impaziente che sia tutto pronto! Ha anche la sua graduatoria di gusto: se ci sono più scelte nel piatto, vuole prima finire quella più golosa, che per lui è la fetta biscottata, o la ricottina, o il prosciuttino, o più di tutto la frutta frullata con lo yogurt, che si spazzola in un batter d’occhio!
Oggi ha cominciato a mangiare i biscottini in un modo diverso, sgranocchiando una estremità mentre il resto del biscotto sporgeva dalle labbra, trattenuto a lungo per poterlo addentare un po’ alla volta… Da dove ha preso questa buffa abitudine, mi sono chiesta? Forse da me che rosicchio i grissini senza mani, condividendoli spesso con lui? Aiuto, se è così dobbiamo davvero comportarci tutti bene!!!

Non occorre saperlo dire

Diego ha scoperto come chiedere i biscottini: ti trascina davanti al cassettone della cucina che li contiene, e poi esulta per conferma quando gliene metti uno in mano. Ieri dopo la cena lo ha fatto otto volte di seguito. Meno male che glieli dò dimezzati…

Festa a Pliskovica

Alla festa sul Carso organizzata da Enrico M. M., dove la cena era preparata da tutti i partecipanti direttamente con i prodotti dell’orto, Diego ha apprezzato molto il pane con le erbe. Se l’è mangiato tutto, pezzettino dopo pezzettino, portandolo da solo con le mani alla bocca; e se cadevano le bricioline sul prato, non era un problema.
Abbiamo incontrato anche Paolo Rumiz, che ci è parso un po’ timido: quando io mi sono presentata con un “Salve, Paola”, lui come risposta ha bofonchiato qualcosa che non era il suo nome, però ha sorriso molto a Diego, chiamandolo ripetutamente: “brigante!”.
Il momento migliore della serata, dopo la lettura di poesie in sloveno e italiano accompagnata da tre musici, è stato quando gli artisti si sono scatenati. Fisarmonica violino e contrabbasso si sono lanciati in vivaci danze popolari, e anche Diego ha ballato con me: teneva il ritmo battendo le manine sulla panca, e si sganasciava durante il tango quando lo dondolavo in giù come in un caschè, mentre i musicanti se la ridevano sotto i baffi.